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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Nonso
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Nonso

Quando Nonso nasce, i suoi genitori sono stupiti dal fatto che non pianga. Cresce quieto, Nonso, pacifico, estremamente silenzioso e forse poco attento ai propri bisogni e ai propri desideri. Bravo a scuola, si lascia vivere e si lascia scegliere: una moglie chiacchierona, due figli impegnativi, un lavoro noioso. Nonso vive nel suo mondo di consenso e di rassegnazione.
Finché un giorno la sua bocca sparisce: evento misterioso e inquietante. Nonso la cerca, ma senza realmente metterci quell’impegno così pressante, come la perdita di un organo fondamentale per vivere potrebbe supporre; devono sparire altre parti del corpo, fino alla quasi perdita totale di se stesso, perché Nonso si impegni a cercare la bocca, si impegni a parlare.
Soprattutto, è nel momento in cui Nonso rimane da solo, immerso nel silenzio del bosco, che decide di esprimersi: “il suono della sua voce lo incantò”.
Ci sono persone che hanno bisogno di un grande ascolto, per riuscire a esprimersi. Questo albo dà voce, dunque, a chiunque abbia bisogno di tanto silenzio intorno per riuscire a incantarsi all’ascolto della propria voce.
Con Nonso siamo di fronte a un albo illustrato dal forte impatto emotivo, confermato dalle magnifiche illustrazioni di Andrea Oberosler, che dà prova di una grande maturità stilistica.
Il tratto in bianco e nero approfondisce la sensazione di smarrimento del protagonista: il mondo in cui vive è neutro, come il suo approccio alla vita. Mancando la parola, manca l’espressione del sé: Nonso, già nella negazione del suo nome, “non” vive, è passivo.
Nella rappresentazione grafica, Oberosler sceglie un animale antropomorfo: un tasso.
Il tasso è un animale notturno, simbolo di saggezza e di buon cuore: lo ritroviamo nelle mitologie europee del nord Europa e in vari classici della letteratura, primo fra tutti Il vento fra i salici di Kenneth Grahame, dove rappresenta il vecchio misantropo dotato di grande sapienza.

Angela Catrani

Nonso
Guia Risari,
ill. di Andrea Oberosler
Sabir, 2025, 48 p.
(Lallero)
€ 17,00; Età: da 7 anni

Non sono tua
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Non sono tua

Non c’è solo la ricerca della propria identità di adolescente un po’ inquieta, concentrata fin troppo su se stessa e amante del disegno. C’è ben altro. Sta cominciando a crescere e ogni fatto per la sua mente acuta e riflessiva si trasforma in acquisto, ma genera anche insicurezza sulle sue capacità. Così Francesca, la protagonista del romanzo di Emanuela Da Ros Non sono tua, comincia scrivere un diario per chiarire gli stati d’animo contrastanti che l’attraversano. Lei è un’adolescente, meglio prenderne coscienza subito, quindi il suo diario inizierà con la lettera A. La sua vita fino a ora è stata normale, anzi felice; ma cominciano i primi incontri, i corteggiamenti, la ricerca dell’amore.
L’adolescenza è forse l’età in cui è facile condividere sentimenti e ribellioni e i romanzi migliori offrono sempre uno sbocco positivo, un messaggio vitale, nel caso specifico un invito alla prudenza. La speranza che qualcosa di meraviglioso possa essere dietro l’angolo non esclude il pericolo di incontri sbagliati, oggi più che mai frequenti per la maggiore libertà di movimento e l’uso dei social. I giovani sono il prodotto della famiglia, dell’ambiente e dell’epoca in cui vivono. E ai nostri giorni colpisce l’assenza di comunicazione generazionale: i figli faticano a chiedere aiuto, sono soli e a segnare la transazione da una fase della vita a un’altra a volte può essere un evento anche traumatico.
La sofferenza fa parte della crescita, è il prezzo da pagare. E lo comprende la giovane protagonista del romanzo che quasi senza accorgersene si trova coinvolta in due storie negative nella romantica ricerca dell’amore vero. Il diario non l’aiuta, non riesce più a capire chi è e cosa vuole, Tende a nascondersi, a non parlare neppure con le amiche più strette. Ha paura di se stessa, avverte un desiderio di annullarsi. A questo punto incontra un ragazzo più grande di lei che la corteggia, si impone con prepotenza alla sua attenzione. E Margherita si lascia lusingare, si sente sicura vicino a lui e nello stesso tempo non è tranquilla perché lui è geloso e possessivo, ha atteggiamenti strani. Vorrebbe troncare questo rapporto che avverte “tossico”, ma non prevede ciò che era imprevedibile, ovvero che costui è un “predatore”, un potenziale assassino.

Paola Benadusi Marzocca

Non sono tua
Emanuela Da Ros
Feltrinelli, 2025, 184 p.
(Up)
€ 15,00; Età: da 13 anni

Il meraviglioso libro della morte
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Il meraviglioso libro della morte

“La morte fa parte del ciclo della vita. Quando nascono, tutti gli esseri viventi sono destinati a morire. È una delle sacre leggi della natura. La morte è l’opposto della nascita. È utile e necessaria perché la natura possa rigenerarsi. Non esiste e non è mai esistito un essere immortale”. Così inizia Il meraviglioso libro della morte delle catalane Soledad Romero Mariño e Mariona Cabassa, autrice dei testi la prima e illustratrice la seconda, pubblicato da Camelozampa, sfidando un tabù ancora persistente nella nostra società contemporanea. Sì, perché questo albo non-fiction di grande formato presenta uno dei temi più scomodi e rimossi nella nostra cultura, mostrando che si può parlare della fine della vita ai piccoli e giovani lettori oltre lo spessore simbolico del linguaggio narrativo. Ne risulta uno splendido e coloratissimo libro per parole e immagini che approfondisce la questione sul piano scientifico e culturale articolandosi in tre sezioni, ciascuna delle quali affronta, una tavola alla volta, argomenti che interessano la materia organica in senso lato, dal regno vegetale a quello animale (le cause e gli effetti della morte, la decomposizione del corpo, le “case scheletro” e la trasformazione della materia, la mummificazione nell’antico Egitto…), quindi considerazioni che attengono esplicitamente all’umano. Di queste ultime, si illustrano pratiche e curiosità, ma anche simboli e rappresentazioni; non è eluso, inoltre, il riferimento al dolore e al senso di vulnerabilità che pervade una famiglia dinnanzi alla perdita e vi è pure un’incontrovertibile osservazione sull’oltre: “Cosa ci sia dopo la morte è un grande mistero. Sappiamo che il corpo si decompone e finisce per scomparire, ma quale sia il destino della coscienza e dei pensieri (che alcuni chiamano spirito o anima) è un mistero assoluto. Nessuno è riuscito a tornare dalla morte per spiegare cosa succede dopo”.
Introdurre una riflessione sulla finitudine umana vuol dire condurre un discorso sulla vita ed è una precisa responsabilità degli adulti, i quali possono trovare in questo libro “le parole per dirlo”. Parole vere, prive di eufemismi, capaci di comunicare significati complessi con chiarezza e sensibilità per accompagnare i lettori lungo un affascinante percorso di conoscenza.

Chiara Lepri

Il meraviglioso libro della morte
Soledad Romero Mariño,
ill. di Mariona Cabassa;
trad. di F. Ferrucci
Camelozampa, 2025, 64 p.
(Le sinapsi)
€ 23,90 ; Età: da 7 anni

Il lupo con gli occhiali
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Il lupo con gli occhiali

Siete pronti per un viaggio delizioso nella storia degli occhiali? L’albo concepito e illustrato da Yoon Mi-Sook, artista coreana del picturebook già internazionalmente tradotta e apprezzata indaga questo aspetto poco narrato e tanto cruciale nella vita di persone di ogni età. Pubblicato dalla piccola eccellente casa editrice indipendente Timpetill, che compone un catalogo attento agli aspetti più raffinati e inconsueti con cui il linguaggio degli artisti si rivolge ai giovani lettori, l’albo combina curiosità e informazioni scientifiche con un’ambientazione fiabesca. Cappuccetto Rosso ama gli occhiali, mentre il piccolo Lupo si accorge di non vedere bene e di non riuscire a cacciare i conigli che tanto gli interessano. Seguono conversazioni sulla vista e sulle correzioni possibili, con pagine a registro misto immerse in figure. Con una raffinata ricerca grafico-pittorica sulla forma e sul colore, l’albo dispone una surreale indagine sulla visione che contiene dialoghi fantastici contrappuntati da sintetiche e rigorose informazioni storiche e tecniche - evidenziate in rosso - di storia dell’ottica e oculistica. L’illustrazione e l’organizzazione della pagina spaziano esplorando con grande varietà gli effetti di sfocature, sovrapposizioni e composizioni mentre ambienta l’incontro personaggi fiabeschi, rivisitato e rivisto, in una dimensione sognante di verzura favolosa. Si prova a descrivere ció che si vede, e servono il confronto e la parola per farlo, si passa a prendere gli occhiali, a misurare la vista, poi dalla nonna si va a mangiare, tutti insieme; il brodo appanna le lenti, le storie si possono sempre ricombinare, come le figure, le immagini e le nostre stesse percezioni e aspettative, grazie a strategie non improvvisate. Inusuale, dolce e poetico, l’albo tradotto meravigliosamente da Carminati ha il merito di illuminare un aspetto del quotidiano, un fatto individuale quanto solitario, che caratterizza molte vite e molte infanzie, poggiando lo sguardo sulla correzione della vista e aprendo a molti possibili effetti metaforici. Soprattutto, questo picturebook fatto ad arte dedica attenzione e invenzione all'elaborazione del materiale corporeo, al nostro essere sensibile nel mondo e invita alla condivisione delle nostre percezioni e dei punti di vista. 

Marcella Terrusi

Il lupo con gli occhiali
Joung-Mi Yoon;
trad. di C. Carminati
Timpetill, 2025, 68 p.
€ 20,00 ; Età: da 3 anni

Il librone
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Il librone

Poco meno di una cartolina, poco più di un bancomat: 9x12 centimetri sembrerebbe una misura piuttosto esigua per un libro e, ciononostante, un ricco mondo narrativo può trovare casa al suo interno. Leggere Il librone per credere! Delphine Perret, già autrice dell’amatissimo Björn (Terre di Mezzo, 2019), racchiude in quasi 200 pagine dalla dimensione insolita e compatta una miscellanea di storie brevissime, popolate da personaggi irresistibili e adatte a letture multiformi: da capo a fondo o a balzelloni, in ordine o a ritroso. E ancora, in condivisione o come prima lettura autonoma, nel tempo quieto prima di dormire o in volata, prima di scendere dal tram.
Ogni storia prende forma da una manciata di vignette senza riquadro, accompagnate da didascalie minime o fumetti senza balloon. Nessuno schema rigido, insomma. Con pochi segni in bianco e nero, l’autrice delinea situazioni, azioni e protagonisti. C’è Supercontentone, sempre attento a cogliere richieste di aiuto ma altrettanto sensibile al richiamo dei popcorn. C’è il papero Henry che resta umile anche se sa fare cose eccezionali come piegare le lenzuola o cucinare il cous cous. Ci sono Gilberto e Giangiva, amanti del panino ai lombrichi e maestri nell’arte di vedere il bicchiere mezzo pieno. E poi c’è il pony carino che guai a chiamarlo carino, il maiale apparentemente senza doti, il pulcino consapevolmente imbranato… personaggi appena tratteggiati ma ricchi di carattere che danno vita a micro-vicende surreali e ironiche.
Tra queste vicissitudini, insieme buffe e imprevedibili, fanno qua e là capolino domande esistenziali – sulla scelta, la libertà, l’ostinata ricerca del talento – avvicinate non certo per studiati intenti tematici ma piuttosto per genuina e fresca adesione al pensiero bambino: domande che appena affiorano e per nulla offuscano il gratuito e spassionato spirito di divertimento da cui il libro è animato. E anche per questo, in definitiva, Il librone di Delphine Perret appare grande quanto il suo titolo giocosamente promette: perché grandi sono le scorribande fantastiche e filosofiche a cui conduce. Un universo pullulante di figure e di spunti, in un pratico formato da taschino.

Elena Corniglia

Il librone
Delphine Perret
trad. di G. Sartori
Terre di Mezzo, 2025, 179 p.
(Acchiappastorie)
€ 14,00 ; Età: da 5 anni

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