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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

La spiaggia dei ciottoli
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La spiaggia dei ciottoli

 

La spiaggia dei ciottoli è il nuovo, intenso capitolo della produzione di Jarvis, firma inglese il cui lavoro ha “magnetizzato” il pubblico con oltre un milione e mezzo di libri venduti (tradotti in 25 lingue) e Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2024 con Orso e Uccellina nella categoria 6+. In questo albo, nato dai ricordi d’infanzia sulle coste del Galles del Nord, in particolare a Talacre Beach, l’autore racconta la relazione speciale, di avventure e segreti, tra un nonno e il nipote. La loro giornata alla spiaggia si costruisce attraverso piccoli riti: camminare insieme tra i boschi e le dune, osservare le onde e i gabbiani, raccogliere sassi, dipingerli, seduti stretti stretti nella vecchia barca, il Pirata ballerino, stando attenti a “non sbatter la testa contro il cielo”. Azioni che diventano depositi di memoria, simboli di un’intensità affettiva irripetibile e, al tempo stesso, indizi che preparano a inevitabili distacchi. Jarvis, con una grazia narrativa mai didascalica e un flusso continuo tra voce e visione, affronta temi complessi: il legame intergenerazionale, il cambiamento, la perdita. Li fa percepire con naturale lirismo attraverso le immagini, in uno stile che unisce sintesi e ricerca, mescolando energia e delicatezza. L’artigianalità di Eric Carle, l’audacia espressiva di Ralph Steadman e l’eleganza di Miroslav Sasek (i suoi principali riferimenti) si fondono in un’armonia cromatica sostenuta da tecniche digitali rese quasi materiche. Ne nasce un ritmo visivo che ricorda lo scorrere della memoria: il lettore respira insieme ai protagonisti l’alternanza di particolari e ampie aperture – splendide la doppia tavola dell’arrivo in spiaggia e quella dei ciottoli visti dall’alto – in un susseguirsi di attimi intensi e pause contemplative. Un bastone appoggiato sul divano, forse di una casa di riposo, ci fa capire che per il nonno non è più tempo di passeggiate. I sassi però restano. A ricordarci che la memoria può essere un atto creativo capace di trasformare la quotidianità in racconto e il distacco in voce amica del qui e ora.

Elena Baroncini (da LiBeR 148)

La spiaggia dei ciottoli
Jarvis;
trad. di A Valtieri
Lapis, 2025, 40 p.
€ 16,00 ; Età: da 5 anni

Quell'estate con Yente
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Quell'estate con Yente

 

Con Quell’estate con Yente Enne Koens – pluripremiata autrice olandese di libri per ragazzi, opere teatrali, racconti e canzoni – torna a esplorare i grandi temi dell’adolescenza, nel solco dei suoi precedenti romanzi. Nello stesso tempo, in questa nuova opera l’autrice affronta un nodo psicologico ancora più complesso e attuale per i giovani, quello delle amicizie “tossiche”, con uno stile sobrio e diretto perfettamente aderente alle esperienze quotidiane dei giovani protagonisti, le cui emozioni sono amplificate dalle essenziali e suggestive illustrazioni di Maartje Kuiper. Marie, dieci anni, è arrabbiata con i suoi genitori che si sono appena trasferiti in un nuovo e asettico quartiere, costringendola a lasciare il suo mondo e la sua migliore amica di sempre, Zoe. In questo scenario di solitudine e spaesamento appare Yente, una ragazzina dal fascino magnetico che trascina Marie in una serie di prove sempre più pericolose e disturbanti, imponendosi come una presenza contraddittoria e inquietante. Marie si trova così a vivere un’estate inaspettata, mentre crescono dentro di lei sentimenti ambigui: da un lato l’euforia della scoperta e della libertà, dall’altro un senso crescente di disagio e malessere emotivo. Sullo sfondo i genitori, che osservano ciò che succede con una presenza discreta ma costante, lasciandola libera di compiere le proprie scelte e di agire di conseguenza. L’autrice costruisce con grande abilità una dinamica psicologica realistica e angosciante: Yente è la classica “amica tossica”, dominatrice, affascinante, a tratti crudele, di cui Marie subisce il fascino senza riuscire a sottrarsi alla sua nociva influenza. Fino alla sfida finale, di fronte alla quale la scelta di Marie rompe finalmente quell’incantesimo malevolo, riuscendo a conquistare faticosamente la propria autonomia e una consapevolezza profonda e autentica. Una storia che non offre soluzioni facili, ma invita a riflettere sulla complessità delle relazioni e sull’importanza delle proprie scelte, e che attraverso la narrazione fornisce ai giovani strumenti impliciti per riconoscere le relazioni “tossiche”, aiutandoli a sviluppare una coscienza morale ed emotiva.

Gabriela Zucchini (da LiBeR 148)

Quell’estate con Yente
Enne Koens,
ill. di Maartje Kuiper;
trad. di O. Amagliani
Camelozampa, 2025, 256 p.
(I peli di gatto)
€ 16,90 ; Età: da 11 anni

 

 

Non sono una fata
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Non sono una fata

Un albo delicato e potente. Ji Hyeon Lee torna ad affascinarci con i suoi pastelli dai colori tenui e sognanti con Non sono una fata. Una negazione del fiabesco, dimensione cara all’autrice, che qui denuncia un tema dimenticato, ma attualissimo: il lavoro minorile nelle multinazionali della moda. Il rimando alla figura della fata è utilizzato per sottolineare il tragico contrasto tra il diritto all’infanzia da fiaba che tutti i bambini meriterebbero e la situazione descritta: i bambini sfruttati nel mercato della moda sono invisibili, ma esistono eccome. Il formato del libro è quello rettangolare con doppie pagine che l’autrice utilizza abitualmente nei suoi albi e si può dire che sia molto vicino al silent book: Hyeon Lee usa davvero poco testo ed è il piccolo protagonista a rivolgersi direttamente ai lettori, il che rende il dialogo molto più tagliente e d’impatto. Sin alla prima pagina siamo di fronte a una vasta e candida pianta di cotone, con boccioli pronti per essere raccolti da mani piccole e veloci. Come si legge nella quarta di copertina: “Nella raccolta del cotone, i datori di lavoro preferiscono assumere bambine e bambini perché hanno le dita più piccole e non danneggiano il raccolto. Queste lavoratrici e questi lavoratori non hanno voce. Diventano così un facile bersaglio”. “Le persone non riescono a vedermi. Ma io ci sono” esordisce il protagonista, che riusciamo a distinguere solo dopo diverse pagine tra le altre piccole figure che affollano la pianta: ogni pagina l’inquadratura zooma sempre più fino alle mani piccole e operose del bambino, fasciate perché rovinate dal duro lavoro. Le “fate” sono tante, tantissime e tutte piegate a raccogliere il cotone senza sosta, i volti stanchi, silenziosi. Raccolgono i fiocchi, li mettono nei sacchi e li portano alla montagna del cotone. Lì inizia il lavoro di filatura, tintura e asciugatura, finche la stoffa non è pronta. Comincia così la terza fase del lavoro, la confezione dell’abito. La potenza del messaggio esplode nella penultima doppia pagina dell’albo, dove vediamo il piccolo protagonista che, finito il lavoro e lasciate le ali a terra, si gira verso noi lettori, stagliandosi sullo sfondo bianco del foglio, e ci guarda dritto negli occhi, per la prima volta: “Non sono una fata”.

Giulia Romualdi (da LiBeR 148)

Non sono una fata
Ji Hyeon Lee;
trad. di A. De Benedittis
Orecchio Acerbo, 2025, 40 p.
€ 16,90 ; Età: da 4 anni

 

 

Muffa, truffa e spadaccino
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Muffa, truffa e spadaccino

 

Ci sono libri che appaiono riusciti al primo sguardo, grazie a una bella veste editoriale, un contenuto accessibile, adatto all’età di riferimento, accortezze tipografiche che facilitano l’approccio alla pagina scritta, un formato maneggevole e un prezzo contenuto. È il caso di Muffa, Truffa e Spadaccino, firmato dall’affiatato duo autoriale Alice Keller e Veronica Truttero, che tornano nel catalogo di Sinnos con una prima lettura che unisce un testo in stampatello maiuscolo, illustrazioni nitide e ben distribuite e un impianto visivo ordinato e piacevole, dove parole e immagini “viaggiano” insieme senza sopraffarsi. Il volume è suddiviso in brevi capitoli che raccontano la vita di una casa di campagna abitata da quattro bambini e da un gatto. Lo sguardo narrativo si concentra però su Muffa, Truffa e Spadaccino, tre curiosi fratellini conigli, ognuno con una personalità unica e marcata, suggerita dal nome parlante che lo definisce e dalle sue azioni. Il linguaggio scelto da Alice Keller è allegro e musicale, con termini, come “sgraffignatore”, che accendono la fantasia e arricchiscono il lessico dei bambini. L’episodio centrale ruota intorno a un pacco-regalo gigante: i conigli scoprono che contiene un teatrino dei burattini e organizzano una spedizione segreta per raggiungerlo. Nella notte sgattaiolano via dalla conigliera, sfuggendo alla sorveglianza del gufo, del gatto e della cornacchia, per introdursi nell’abitazione accanto. Nella stanza dei giochi improvvisano uno spettacolo teatrale che incanta un pubblico inaspettato: la bambina, sveglia e nascosta dietro i cuscini, e una folla di animaletti e insetti accorsi in silenzio. È un momento di pura meraviglia, che si dissolve all’arrivo di passi adulti nel corridoio. Ma il ricordo di quella sera resterà, così vivido da rendere quel compleanno “il più bello di sempre”. Le illustrazioni di Veronica Truttero accompagnano la narrazione con delicatezza e complicità: chiare, pulite, ma ricche di particolari narrativi, diventano parte integrante della lettura. Muffa, Truffa e Spadaccino è dunque una proposta editoriale che diverte e convince, restituendo con freschezza le dinamiche dell’infanzia: i litigi e i dispetti, il desiderio di avventura, la magia che nasce dall’amicizia e dall’immaginazione.

Francesca Tamberlani (da LiBeR 148)

Muffa, Truffa e Spadaccino
Alice Keller,
ill. di Veronica Truttero
Sinnos, 2025, 64 p.
(Leggimi prima)
€ 10,00 ; Età: da 5 anni

Il mio corpo
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Il mio corpo

Arriva anche in italiano l’albo della canadese Elise Gravel, autrice affermata e pluripremiata il cui lavoro è caratterizzato da uno spirito brillante e teneramente umoristico. Dedicato al corpo e alle relazioni indispensabili che lo rendono il nostro spazio fondamentale di esperienza, il libro è un’occasione di confronto e riflessione su corporeità, identità, educazione, cittadinanza, diritti e salute. Informi ma armoniosi, caratterizzati, vivi e senzienti, i personaggi di Gravel mettono in pagina situazioni, fisionomie e gesti corporei che si sottraggono alla normalizzazione e all’omologazione. Vengono restituiti, attraverso testi che sono piccoli manifesti, alla loro dimensione politica, cioè relazionale ed espressiva. Se un discorso culturale sul corpo e sul diritto infantile non è più rimandabile, per ragioni ampie che vanno dalla mancanza di cura, ascolto e protezione globale per l’infanzia alla violenza quotidiana, fisica e psicologica ancora largamente accettata e pure giustificata in chiave educativa, l’albo si propone come alleato per letture, discussioni e formazioni democratiche attorno al tema. C’è il motivo del consenso al contatto: la necessità di chiedere il permesso per toccare i corpi degli altri e di accordare il proprio, la possibilità non solo di dire di no ma di cambiare idea ogni volta che lo sentiamo; c’è il discorso dell’accettazione del proprio corpo, che è quasi sempre un processo non indolore, e sempre un processo culturale e pedagogico. C’è il corpo non conforme, il corpo sentito, visto, vissuto. C’è il corpo di diritto, che dice “il corpo è mio”. C’è il corpo che si esprime, cresce, cambia. Un corpo bambino e universale, che dice che ognuno ha diritto a occupare uno spazio vivo, sacro, a esprimersi per scegliere cosa e come fare e soprattutto che gesti accettare. Un libro che invita a discutere di temi irrinunciabili oggi, per emergenza pedagogica, politica e di genere, e che propone a bambine e bambini le parole per rendere udibile la propria voce, che viene regolarmente silenziata. Naturalmente, sia detto per gli adulti, dopo la lettura bambine e bambini sapranno meglio esprimere i propri diritti e dunque agli adulti non rimarrà che ripensare in modo critico i propri gesti corporei, a partire da quelli quotidiani.

Marcella Terrusi (da LiBeR 148)

Il mio corpo
Elisa Gravel;
trad. di A. Mattiello
Becco Giallo, 2025, 40 p.
€ 18,00 ; Età: da 3 anni

 

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