Logo LiBeRWEB Logo LiBeRWEBLogo LiBeRWEB
  • Home
    • Chi siamo
      • Contatti e staff
    • Fondazione Accademia dei Perseveranti
    • Login
  • Prodotti
    • LiBeR
    • LiBeR Database
    • Pubblicazioni
    • LiBeR in formato digitale
    • Download
    • Bookshop
  • Eventi
  • Newsletter
    • Archivio delle newsletter
  • Rubriche
    • Progetti
      • Buone pratiche
    • Segnali di lettura
    • Strumenti infanzia
    • Zoom editoria
    • Scelti per voi
    • La cassetta degli attrezzi

Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Allora arrivò Sam
Featured

Allora arrivò Sam

Ritorna in Italia, per Sinnos, Edward van de Vendel, uno dei maggiori scrittori olandesi per ragazzi. Allora arrivò Sam, come il precedente e bellissimo Misha, mette al centro bambini, animali e la loro relazione intensa e profonda. Questa volta un grande cane bianco entra silenziosamente nella vita di Kix ed Emilia, due fratelli che vivono nell’America rurale. Sam compare dal nulla, si avvicina alla loro casa ed è subito un colpo di fulmine. Da dove venga e a chi appartenga non si sa, ma Kix intuisce immediatamente quale canale comunicativo usare per avvicinarlo. “Voglio tenerti” sussurrò Kix al grande cane bianco “Io voglio tenerti”. E allora accadde, il cane si mosse verso Kix.”
Quello che si crea in questa storia è una lenta costruzione di relazione, pagina dopo pagina, affiancata a un lento dipanarsi della verità che sta alle spalle di Sam, ovvero la sua storia dolorosa. Van de Vendel ci racconta una dimensione relazionale tra i bambini e l’animale che sembra non ubbidire soltanto ai cinque sensi classici, ma arricchirsi di altre possibilità sensoriali, come teorizzato da Rudolf Steiner con i suoi dodici sensi. La comunicazione tra i bambini e il cane sembra affiancare ai sensi tradizionali, quello del pensiero, della parola e dell’anima, facendo vibrare il nostro cuore di lettori che assistiamo alla nascita di un amore.
Gli adulti non nascondono ai bambini ciò che pian piano emerge sul conto di Sam. “La verità, ecco cos’era. Kix sentiva di nuovo il sasso dentro, un sasso quadrato e nero. Sam aveva vissuto cose brutte. Brutte, cattive che non erano inventate.” In questo particolare sentire di Kix c’è la capacità non solo di comprendere il cane ma anche il suo primo padrone, un uomo ai margini, mentre gli adulti — soprattutto il padre— sembrano incapaci di ascoltare e vorrebbero risolvere tutto con l’azione, con la forza. Ma non è quella la strada, ci suggeriscono Sam e Kix, il mondo animale e il mondo bambino, ancora una volta uniti per farci capire in che cosa l’umanità deve cambiare.
Un ultimo elogio va alla copertina graficamente elegantissima e alle illustrazioni di Philip Hopman — entrambe fedeli all’originale — che accompagnano la storia, consegnando ai lettori il piacere di un iconotesto perfettamente a loro misura.

Cristina Busani (da LiBeR 149)

Allora arrivò Sam
Edward Van de Vendel
ill. di Philip Hopman;
trad. di L. Pignatti
Sinnos, 2025, 144 p.
(Narratori)
€ 14,00; Età: da 8 anni

Adele
Featured

Adele

Puntualmente intrecciando dimensione introspettiva e riflessione storica, Adele (Sinnos 2025), nuovo romanzo young adult di Anna Vivarelli, si apre – e si chiude, circolarmente – in un luogo preciso: un palazzo settecentesco “imponente e signorile” del centro di Torino. Qui vive Adele, protagonista di una storia di formazione che la ritrae in principio ancora bambina, alle soglie dell’adolescenza, e infine giovane adulta, cresciuta in anni e in altezza ma soprattutto in termini di costruzione della propria identità e di un senso compiuto del sé. Figlia unica di un operaio di fabbrica e della custode del palazzo, Adele vive invero negli spazi angusti della portineria, dormendo in un letto a scomparsa e giocando con la palla – nascostamente, poiché le viene proibito – nello stretto passaggio che i condomini chiamano “il vicolo delle biciclette”. A un’infanzia privata di spazi personali e di zone franche in cui essere, fino in fondo, bambina, l’autrice contrappone una figura adolescente (Giulio, figlio – anch’egli unico – della proprietaria del palazzo) che può godere del più ampio appartamento del piano nobile. La contrapposizione, tuttavia, è solo apparente, perché Giulio, pur occupando una posizione sociale elevata, condivide con Adele la medesima condizione esistenziale di solitudine. Adele e Giulio sono soli perché figli di madri anaffettive e abbandoniche, nonché di un’Italia, quella dei primi anni Sessanta, intellettualmente miope, gretta, perbenista e omofoba, di fatto soffocante le libertà e gli slanci immaginativi personali. Le solitudini dei due personaggi si incontrano, allora, in quello spazio interstiziale – il “vicolo delle biciclette” – che da anfratto marginale diviene innesco prezioso di un’amicizia e insieme di un duplice riscatto sociale. Fondato su un patto di verità che le avversità della vita talvolta rompono, il riscatto di Adele e Giulio si traduce in un ritorno ai luoghi d’infanzia con la consapevolezza, da parte di entrambi, che la libertà va ricercata nel profondo del sé, chiamato anzitutto ad accettarsi e ad amarsi se vuole, come i protagonisti di Vivarelli, vivere secondo le proprie virtù e le proprie idee di società e di famiglia.

Elena Guerzoni (da LiBeR 149)

Adele
Anna Vivarelli
Sinnos, 2025, 208 p.
(Zona franca)
€ 15,00 ; Età: da 14 anni

 

 

Tre dita
Featured

Tre dita

 

Cosa accade nel cuore, nella mente, sul corpo di bambini e bambine quando si trovano costretti a vivere dentro una guerra. Considerato questo mondo, cercare di accostarci a quel sentire è imprescindibile. Muove da questo Tre dita di Massimo Canuti. E dal desiderio di indossare il vissuto del padre quando era un bambino di soli undici anni, perso nelle maglie della seconda Guerra Mondiale, nel frangente tormentatissimo dell’Armistizio – già arduo da capire allora per gli adulti – e nel contesto del paese toscano di Bettolle. Così, con la voce fresca e venata di umorismo di Nado e una scrittura sensibile e intelligente, emergono i ritratti della madre – presa in un rapporto “ravvicinato” con Dio – del padre, fine artigiano dei saponi che dissente dall’ossequio al fascismo, degli amici con cui condivide prima giochi e scherzi e poi, ispirandosi al più caro già vicino alla Resistenza, un gruppo d’azione e “di coscienza politica”. In tutto questo Nado conosce il dolore del lutto in famiglia, e il potere mortifero della guerra sul proprio corpo, quello della bomba che, ignaro di cosa si tratti, gli esplode tra le mani (sarà salvato da un tedesco e anche su questo rifletterà): non c’era scritto “Attenzione”, “come se a chi l’aveva costruita non fosse importato un accidente se a morire fosse stato un bambino, un adulto un nemico o un amico”. Resta con Tre dita, appunto, e il romanzo è scandito da resilienti liste di tutto quello che si può ancora fare … come “scolpire una saponetta” (diventerà uno scultore eccelso, raccontato nel documentario Nado di Daniele Farina, 2025). La sua è una progressiva struggente presa di coscienza di quello che, ancor più allo sguardo dell’infanzia, appare come l’inconcepibile atrocità della guerra: “esiste forse un ordine più stupido dell’uccidere un uomo?”. Nado si interroga su chi siano davvero i tedeschi (“avresti dovuto capirlo dove stavano i buoni e dove invece i cattivi...”) e, in bilico tra la fede strenua della madre e l’ateismo dell’amico, non esita a chiamare in causa Dio sul perché di tutto questo. Nel finale capolavoro, sempre a proposito di “cose che si possono fare con tre dita”, ci lascia per sempre l’immagine di una Resistenza “marcondirondera” secondo l’infanzia. Nado Canuti: che sarà artista partigiano.

Maria Grosso (da LiBeR 148)

Tre dita
Massimo Canuti
Uovonero, 2025, 264 p.
(I geodi)
€ 16,50 ; Età: da 11 anni

Theo & Teseo nel labirinto
Featured

Theo & Teseo nel labirinto

 

Vincere il premio che ha visto tra i precedenti trionfatori C.S. Lewis e Philip Pullman è un grande onore, ma farlo con un romanzo in versi può essere ritenuto una conquista. Joseph Cohelo, autore britannico cresciuto negli anni Ottanta nel quartiere londinese di Roehampton, racconta di non aver mai pensato da piccolo di voler fare lo scrittore, anche perché gli scrittori per lui erano esseri speciali che sicuramente vivevano da qualche altra parte, non certo a Roehampton. A otto anni scrive il suo primo componimento, lo presenta a un concorso e…non vince! Ma da lì in poi non si fermerà più. Anni dopo, nel 2024, otterrà appunto la prestigiosa Carnegie Medal per Theo e Teseo nel labirinto e questo per sua stessa ammissione, lo riempirà di orgoglio perché nel frattempo Cohelo avrà fatto della poesia un mezzo espressivo per arrivare al cuore dei ragazzi. Nel romanzo s’intrecciano le storie dell’adolescente Teo, che vive senza padre e con la madre in un sobborgo della periferia di Londra, dell’eroe greco Teseo, anch’egli secondo il mito ignaro della vera identità del padre, e del Minotauro, un essere metà uomo e metà toro nato dall’unione tra la madre Pasifae e il Toro di Creta e cresciuto sentendosi rifiutato a causa del proprio terrificante aspetto, simbolo nel racconto della rabbia cieca e inarrestabile davanti all’indifferenza degli adulti.
Dalle parole di un insegnante Teo apprende la storia dell’eroe greco: è l’inizio della sua personale ricerca delle proprie radici. Il racconto usa per lo più la struttura in versi liberi, ma anche sonetti e ballate, variando così il ritmo narrativo e da un certo punto in avanti il lettore stesso è chiamato a intervenire sul destino dei personaggi, scegliendo la strada da far loro percorrere. Narrando il viaggio dei tre, gli incontri con personaggi strani e particolari collegati tutti tra loro da un filo invisibile, i vicoli ciechi in cui incappano per poi tornare indietro, proprio come accade in un labirinto, lo scrittore sembra suggerirci che reinventando le storie degli altri, rimodellandole e facendole proprie è possibile trovare la vera voce e creare la propria storia. Il risultato finale è un’opera da leggere e rileggere, ricca di spunti sempre attuali e chiavi di lettura differenti.

Elena Tonini (da LiBeR 148)

Theo & Teseo nel labirinto
Joseph Coelho;
trad. di A. Valtieri e S. Ragusa
Terre di Mezzo, 2025, 320 p.
(Acchiappastorie)
€ 16,00 ; Età: da 11 anni

Theo e Teseo nel labirinto
Featured

Theo e Teseo nel labirinto

 

Vincere il premio che ha visto tra i precedenti trionfatori C.S. Lewis e Philip Pullman è un grande onore, ma farlo con un romanzo in versi può essere ritenuto una conquista. Joseph Cohelo, autore britannico cresciuto negli anni Ottanta nel quartiere londinese di Roehampton, racconta di non aver mai pensato da piccolo di voler fare lo scrittore, anche perché gli scrittori per lui erano esseri speciali che sicuramente vivevano da qualche altra parte, non certo a Roehampton. A otto anni scrive il suo primo componimento, lo presenta a un concorso e…non vince! Ma da lì in poi non si fermerà più. Anni dopo, nel 2024, otterrà appunto la prestigiosa Carnegie Medal per Theo e Teseo nel labirinto e questo per sua stessa ammissione, lo riempirà di orgoglio perché nel frattempo Cohelo avrà fatto della poesia un mezzo espressivo per arrivare al cuore dei ragazzi. Nel romanzo s’intrecciano le storie dell’adolescente Teo, che vive senza padre e con la madre in un sobborgo della periferia di Londra, dell’eroe greco Teseo, anch’egli secondo il mito ignaro della vera identità del padre, e del Minotauro, un essere metà uomo e metà toro nato dall’unione tra la madre Pasifae e il Toro di Creta e cresciuto sentendosi rifiutato a causa del proprio terrificante aspetto, simbolo nel racconto della rabbia cieca e inarrestabile davanti all’indifferenza degli adulti.
Dalle parole di un insegnante Teo apprende la storia dell’eroe greco: è l’inizio della sua personale ricerca delle proprie radici. Il racconto usa per lo più la struttura in versi liberi, ma anche sonetti e ballate, variando così il ritmo narrativo e da un certo punto in avanti il lettore stesso è chiamato a intervenire sul destino dei personaggi, scegliendo la strada da far loro percorrere. Narrando il viaggio dei tre, gli incontri con personaggi strani e particolari collegati tutti tra loro da un filo invisibile, i vicoli ciechi in cui incappano per poi tornare indietro, proprio come accade in un labirinto, lo scrittore sembra suggerirci che reinventando le storie degli altri, rimodellandole e facendole proprie è possibile trovare la vera voce e creare la propria storia. Il risultato finale è un’opera da leggere e rileggere, ricca di spunti sempre attuali e chiavi di lettura differenti.

Elena Tonini (da LiBeR 148)

Theo & Teseo nel labirinto
Joseph Coelho;
trad. di A. Valtieri e S. Ragusa
Terre di Mezzo, 2025, 320 p.
(Acchiappastorie)
€ 16,00 ; Età: da 11 anni

 

 

Page 10 of 356

  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • Home
    • Chi siamo
      • Contatti e staff
    • Fondazione Accademia dei Perseveranti
    • Login
  • Prodotti
    • LiBeR
    • LiBeR Database
    • Pubblicazioni
    • LiBeR in formato digitale
    • Download
    • Bookshop
  • Eventi
  • Newsletter
    • Archivio delle newsletter
  • Rubriche
    • Progetti
      • Buone pratiche
    • Segnali di lettura
    • Strumenti infanzia
    • Zoom editoria
    • Scelti per voi
    • La cassetta degli attrezzi
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • RSS