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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Mollan in cucina
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Mollan in cucina

Dopo le avventure nordiche di Stina, dall’immaginazione di Lena Aderson arriva in Italia Mollan, un’altra protagonista femminile che racconta le giornate dei piccolissimi, le abitudini familiari, i cambi di umore improvvisi. Mollan è una bambina piccola che passa tanto tempo con la nonna, una simpatica signora con le fattezze dell’autrice, la quale ci racconta i piccoli gesti quotidiani con una delicatezza e raffinatezza che rendono le storie imperdibili. Finora sono state pubblicate due avventure, Mollan un giorno con la nonna e Mollan in cucina: la Anderson scandisce le ore della protagonista passate con la nonna tra passeggiate, faccende, giochi e pisolini, senza scadere nel banale, ma arricchendo le illustrazioni con particolari che descrivono i gesti e le ambientazioni e le rendono calde e familiari. Il formato quadrato di piccole dimensioni del libro è perfetto per essere maneggiato dai bambini che possono sfogliarlo in autonomia, così come le illustrazioni con personaggi nitidi e ben delineati sullo sfondo completamente bianco ben si adattano ai piccoli: già dai risguardi del libro Mollan ci invita a entrare nella sua giornata, ricca di emozioni nelle quali ogni piccolo lettore potrà immedesimarsi. Vediamo la bambina arrivare a casa della nonna, ancora assonnata e di malumore perché deve separarsi dalla mamma che va a lavoro. La gamma delle emozioni raccontata è vastissima e proprio nella narrazione mai didascalica che gioca con immagini piene di dettagli ritroviamo la preziosità e l’originalità di questo libro. Ecco che la nonna sorridente si abbassa e allarga le braccia pronta ad accogliere la nipotina in lacrime, mentre vediamo lo straccio da cucina cadere, la borsa lasciata a terra e i giocattoli di Mollan abbandonati. Come accade ai bambini piccoli, Mollan passa da un’emozione all’altra velocemente, ogni sentimento è amplificato e basta una coccola o un’attenzione della nonna per dimenticare la malinconia e i piccoli incidenti. Difficile trovare un libro per i più piccoli nel quale le espressioni e i sentimenti della protagonista siano così ben delineati, nel quale chiarezza e semplicità della narrazione si fondano così armoniosamente con le illustrazioni, lontano da immagini e rappresentazioni stereotipate.

Giulia Romualdi (da LiBeR 131)

Mollan in cucina
Lena Anderson
trad di L. Cangemi
LupoGuido, 2021, 20 p.
€ 10,00 ; Età: da 3 anni

Invisibile
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Invisibile

 

In una recente intervista pubblicata sul sito di Il Castoro, la giovane autrice americana Brenna Thummler dichiara di aver sempre avuto un’ossessione per le storie di fantasmi e un’attrazione per la nostalgia e per tutti i rimandi visivi che questo stato d’animo richiama. Preferenze e inclinazioni che si riflettono in pieno nel graphic novel Invisibile di cui firma testi e illustrazioni. Malinconico, ombroso, intimistico, è il racconto a fumetti di un pezzo di vita di Marjorie, tredicenne insicura, gravata da responsabilità più grandi di lei. Una mamma che non c’è più, un papà “opaco” e confuso che non riesce a superare il lutto, un fratellino a cui badare, una lavanderia - che rappresenta l’attività di famiglia - da portare avanti, nonostante il suo odio per il bucato e le scorrettezze che è costretta a subire da chi cerca meschinamente di approfittarsi della sua vulnerabilità. A tutto questo si aggiunge l’insofferenza verso i compagni di scuola e i conflitti tipici dell’adolescenza, il sentirsi invisibile agli occhi degli altri, l’imbarazzo per non ritenersi all’altezza. Parallelamente alla vicenda umanissima e dolente di Marjorie, l’autrice compie un salto nella dimensione fantastica per introdurci la storia di Wendell, fantasma bambino ribelle che non accetta di essere morto e che fugge via dai suoi simili. Una notte si allontana dal suo regno e finisce per entrare in quello della ragazza, provocando disordine e mettendo a soqquadro la lavanderia piena di lenzuola bianche come lui. I due si “vedono”, si parlano, ma all’inizio c’è solo paura, diffidenza, incomprensione, incredulità. Ci vorrà del tempo a Marjorie per accettare l’idea che quello strano essere bianco sia vero. E che addirittura possa diventare suo amico. L’incontro con il fantasma fa da preludio a un cambio di passo nella narrazione, in cui via via si insinuano spiragli di luce. Il papà che ritorna a sorridere, un’intesa che sboccia con un coetaneo, un’insolita alleanza che la rinvigorisce e la spinge a volersi dedicare con slancio alla lavanderia, aperta tanti anni prima dalla sua mamma. Un romanzo grafico struggente e dalle tonalità pastello mutevoli, che tocca temi giganteschi con un taglio originale, tra realismo e soprannaturale.

Francesca Tamberlani (da LiBeR 131)

Invisibile
Brenna Thummler;
trad. di L. Tenorini
Il Castoro, 2021, 240 p.
(Il Castoro bambini)
€ 15,50 ; Età: da 11 anni

 

Hai preso tutto?
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Hai preso tutto?

 

Formato quadrato, colori accesi, contorni spessi e figure nette: Hai preso tutto? dichiara subito a gran voce il suo pedigree Minibombo, che è ormai sinonimo assodato di spiazzamento, gioco e sorridente ironia. Freschissimo, il libro arriva giusto giusto per l’estate, tempo di vacanze e dunque di valigie. E proprio le valigie sono, in effetti, le insolite protagoniste del volume. Ogni doppia pagina ne contiene una, prima chiusa e poi aperta. I proprietari non si vedono fino all’ultimo e il bello, per il lettore, sta esattamente lì: nel curiosare dentro ogni bagaglio, senza sapere con certezza a chi appartenga, ma potendo azzardare ipotesi in base a ciò che racchiude. Chi si sarà portato guanti, cappotto e ciabatte di pelo? Chi occhiali da sole, un boa di piume e calzature rosa shocking? E chi una racchetta da tennis in mezzo a un mucchio di scarpe e calzini? Di trolley in trolley, un pignolo capogita, anch’esso sconosciuto fino alla fine, verifica che i suoi compagni di viaggio non abbiano scordato nulla in vista del fitto programma vacanziero, accompagnando il lettore in un controllo bagagli che si rivela spassosamente fallimentare. Così costruita, l’ispezione prepara il terreno a un ghiotto finale a sorpresa, detta un ritmo narrativo ben scandito e crea un efficace equilibrio tra ripetizione e imprevedibilità, con grande soddisfazione dei lettori più piccoli. Al gusto di assegnare i colli ai legittimi possessori si somma quello di riconoscere il contrasto tra le aspettative del capocomitiva e il contenuto delle valigie e di cogliere l’ironia sottesa alla scelta dei personaggi, in un gioco a più strati che alimenta il piacere di lettura. Quello che Hai preso tutto? offre è dunque un divertimento in crescendo, che sale man mano che i bagagli vengono aperti, che il meccanismo di attribuzione si fa più evidente e che la composizione del gruppo va definendosi. Massimo è il diletto all’ultima pagina, quando ogni identità si svela, rendendo difficile resistere alla tentazione di ricominciare da capo per confermare abbinamenti e godere a pieno di dettagli in principio trascurati. Buona la prima lettura, insomma, ma anche e forse più la seconda e le seguenti!

Elena Corniglia (da LiBeR 131)

Hai preso tutto?
Chiara Vignocchi, Silvia Borando
Minibombo, 2021, 40 p
€ 11,90 ; Età: da 3 anni

 

 

Felicità ne avete?
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Felicità ne avete?

 

“Ogni genere letterario è legato al suo tempo, ogni testo nasce da un insieme di condizioni “esterne” che condizionano la sua formazione” – sostiene Bianca Pitzorno: “le fiabe costituiscono un patrimonio che non può essere incrementato, perché la loro genesi è stata il frutto di un processo storico irripetibile (...). Gli scrittori di oggi dovrebbero non sforzarsi di scrivere fiabe “moderne”, ma misurarsi con altri generi letterari, con generi, loro sì, più moderni e legati (…) ai nodi profondi della vita contemporanea”. Con questa prospettiva trovo molto intrigante la costruzione narrativa di Felicità ne avete? Le parole di Lisa Biaggi – tra archetipi e ribaltamenti – caratterizzano il fluire della storia in un’alternanza di ancoraggi alla tradizione, fin  dall’incipit: “Sul limitare del bosco, molto lontano da qui, viveva un tempo una strega potentissima”. Come nelle fiabe tradizionali il linguaggio è asciutto: poche pennellate di parole tinteggiano un altrove  imprecisato nel quale ci si può incamminare staccandosi dal qui e ora per esplorare l’ignoto. Lisa Biggi gioca e con sapienti colpi di scena trascina nel suo gioco il lettore. Da un lato pratica quei ribaltamenti di prospettive tanto frequenti nel mare magnum delle rielaborazioni delle fiabe tradizionali, dall’altro sovverte l’edulcorazione. L’albo non annoia con didascaliche asserzioni sull’importanza dei comportamenti prosociali e inclusivi, ma piuttosto tiene alta la tensione narrativa con una chiusa degna di un thriller, facendosi beffa dell’assioma etico implicitamente sotteso dall’inizio del racconto, ovvero quello secondo cui potenzialmente tutte le persone sarebbero buone e l’evoluzione di ognuna dipenderebbe dalla qualità di incontri ed esperienze che matura. Un eccellente connubio con le tavole di una Monica Barengo perfettamente riconoscibile, eppure in parte sorprendente per una leggerezza che si sprigiona per stratificazione, facilitando una pluralità di livelli di lettura.
Ben curata anche la leggibilità, sia sotto il profilo dei bilanciamenti spaziali che dei colori, che donano ulteriore eleganza a un libro complessivamente ben progettato, a partire dalla carta. Valentina Mai, che dirige la collana, ha fatto ancora una volta un ottimo lavoro.

Francesca Romana Grasso (da LiBeR 131)

Felicità ne avete?
Lisa Biggi, Monica Barengo
Kite, 2021, 40 p.
(Albi illustrati)
€ 16,50 ; Età: da 6 anni

 

 

Un'estate da morire
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Un'estate da morire

 

Un’estate da morire è un titolo che è anche un ossimoro: l’estate è simbolo di vita e luce, la stessa che rischiara la bella copertina di Jacopo Starace, scelta dalla giovane casa editrice 21lettere, dove le spighe di grano (antica allusione alla fertilità) si stagliano sul cielo azzurro e si mescolano ai colori di farfalle svolazzanti che prefigurano un’esistenza leggera come il tempo dell’infanzia e breve come un battito d’ali. Il testo di Lois Lowry ha radici nell’infanzia dell’autrice americana, che ha inaugurato la collana Ragazzi con la raccolta di storie in versi All’orizzonte ed è nota al pubblico per la (contestata) serie distopica aperta con The Giver: il romanzo racconta come Meg, tredicenne voce narrante, e la sorella maggiore Molly abbiano trascorso il loro ultimo anno insieme in un casolare immerso nella natura, il buen retiro in cui il padre, docente universitario, ha condotto la famiglia per terminare il suo libro, esattamente come accadde alla scrittrice bambina e alla sorella Helen. “Un estate per morire”, così potremmo parafrasare il titolo originale A summer to die e questo è un libro davvero ricco di simbologie e contrapposizioni (la macchina fotografica che filtra, documenta e ricorda, la coperta fatta con gli abiti dismessi, la nascita del figlio dei vicini) dove ogni accadimento si posiziona come i pezzi di un domino, in attesa dell’evento che segnerà per Meg la fine dell’infanzia. Il racconto si apre con un gessetto che traccia una riga, a separare gli spazi di Meg e Molly e, insieme, il loro destino diverso: tutto precipita proprio all’arrivo dell’estate, stagione-pausa per eccellenza, qui accentuata dalla condizione di temporaneo isolamento. Molly è bellissima, corteggiata da tutti, sogna l’amore; Meg è intelligente, ansiosa di “lasciare il segno”, anche se non sa ancora come, e gelosa della sorella, sempre più strana e al centro delle attenzioni familiari. La dicotomia di queste due adolescenti, i loro battibecchi, mi ricordano quelli che ho ritrovato in tante (belle) storie e in tante vite: lo sguardo di chi narra resta sino in fondo quello autentico e smarrito di una ragazzina che attraverso uno struggente ballo a tre con il papà e la mamma scopre quello che non avevano mai voluto dirle.

Serena Marradi (da LiBeR 131)

Un’estate da morire
Lois Lowry;
trad. di E. Santachiara
21lettere, 2021, 170 p.
(Ragazzi)
€ 14,00 ; Età: da 12 anni

 

 

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