Logo LiBeRWEB Logo LiBeRWEBLogo LiBeRWEB
  • Home
    • Chi siamo
      • Contatti e staff
    • Fondazione Accademia dei Perseveranti
    • Login
  • Prodotti
    • LiBeR
    • LiBeR Database
    • Pubblicazioni
    • LiBeR in formato digitale
    • Download
    • Bookshop
  • Eventi
  • Newsletter
    • Archivio delle newsletter
  • Rubriche
    • Progetti
      • Buone pratiche
    • Segnali di lettura
    • Strumenti infanzia
    • Zoom editoria
    • Scelti per voi
    • La cassetta degli attrezzi

Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Einstein
Featured

Einstein

 

Una storia sul tempo, da parte di un autore che fa del tempo un oggetto del suo lavoro: contro il minimalismo espressivo, il tedesco Torben Kuhlmann  a ogni libro trascina il lettore in un vortice di suggestioni e particolari, aprendo un’implicita riflessione sulla realtà temporale nell’epoca dell’alta velocità tecnologica. Il periodo impiegato per una tavola, da una settimana fino a dieci giorni, diventa una sorta di elemento alchemico dell’illustrazione per cui il lettore guarda, osserva, entrando in una dimensione a “3D” e slittando da una percezione estetica a un piano di curiosità cognitiva: “Ma come ha fatto a farlo? Come funziona quel meccanismo?”.
Già nei precedenti libri, dallo splendido Lindbergh al caleidoscopico Mole Town, Kuhlmann ci aveva abituato a una narrazione di oggetti (parti di motori, aeroplani, razzi) come controcanto al testo. Ora a queste due linee melodiche si aggiunge un tema che non solo fa da sottofondo alla storia, ma che è la storia stessa: la relatività del tempo. Tra sveglie, orologi, pendole, clessidre, illustrate con realismo e allo stesso tempo con incanto evocativo, in Einstein. Il fantastico viaggio di un topo attraverso il tempo e lo spazio un topolino arriva in ritardo alla Grande Festa del Formaggio. Ci si reca con il trenino rosso svizzero (meravigliosa la tavola con l’altopiano primaverile e le Alpi innevate) per ritrovarsi a Berna. Da Norman Rockwell a John Singer Sargent, tavola dopo tavola, Kuhlmann ci svela il suo mondo di riferimento e di matite “aumentate” da luci e ombre ad acquerello in un gioco ritmico di continui cambi di prospettiva, da vertigine. Campi lunghi con visioni dall’alto della città, campi medi, primi piani su ingranaggi: il libro ha un respiro cinematografico. Ed Einstein? Einstein è l’attore co-protagonista: inventando una macchina del tempo il topo riuscirà a trovarlo nella Berna del 1905, quando il giovane fisico lavora ancora all’ufficio brevetti. Dagli input avuti grazie al roditore, lo scienziato elaborerà le sue teorie sullo spazio-tempo. Il resto, è storia.

Elena Baroncini (da LiBeR 131)

Einstein
Torben Kuhlmann;
trad. di A. Becchi, F. Becchi
Orecchio Acerbo, 2021, 140 p.
€ 21,00 ; Età: da 6 anni

 

Cosa c'è nella mia testa?
Featured

Cosa c'è nella mia testa?

 

Cosa c’è nella mia testa? è una delle prime uscite de Le quindici domande, una nuova collana divulgativa dell’editore Il Castoro. Pensata per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, la collana ha un piano editoriale di ampio respiro: 15 uscite, distribuite in tre anni, che spaziano in altrettanti campi del sapere, dall’economia alla botanica fino alla robotica e all’arte, proposti attraverso 15 domande. In ogni volume, due noti autori per ragazzi, Pierdomenico Baccalario e Federico Taddia, curatori della collana, affiancati da un giovane illustratore, intervistano un esperto della materia dando luogo a un dialogo serrato e al tempo stesso scanzonato. Il risultato è un libro che può essere letto di seguito, per farsi un’idea di un tema che interessa e soddisfare le proprie curiosità, e contemporaneamente può essere usato come uno strumento di reference, un’enciclopedia da avere a disposizione come primo riferimento informativo su un ambito del sapere.
Ma torniamo al nostro volume. Come faccio a pensare?  Perché devo dormire? Il cervello si può ammalare? Ecco alcuni interrogativi posti all’autore, Luca Bonfanti, professore di Anatomia veterinaria all’Università degli Studi di Torino e  noto divulgatore.  Entrare nel merito dei dialoghi ci aiuta a comprendere lo spirito della proposta editoriale. Alla domanda “Il cervello si può ammalare?” l’autore offre risposte chiare e coincise che definiscono Alzheimer, Parkinson, stress e altri disturbi psichici e parla anche dei cappellai matti, come venivano chiamati gli addetti alla fabbricazione dei cappelli che perdevano un po’ il senno a causa dei fumi di mercurio utilizzati nei cappellifici. Insomma i contenuti sono arricchiti da notizie curiose che danno verve alla narrazione sia verbale sia visiva, dove le ironiche immagini di Claudia Petrazzi commentano nel linguaggio dei fumetti i contenuti del discorso informativo. Un discorso che a un certo punto, nella descrizione di deep learning, intelligenza artificiale, algoritmi, si ferma, diventa elusivo, omette. E’ una scelta voluta? Me lo sono chiesta, ma nel complesso siamo di fronte a una buona divulgazione che lascia varchi di apertura all’approfondimento di  nuovi interrogativi legati ai veloci mutamenti della contemporaneità.

Francesca Brunetti

Cosa c’è nella mia testa?
Pierdomenico Baccalario, Federico Taddia, Luca Bonfanti,
ill. di Claudia Petrazzi
Il Castoro, 2021, 139 p.
(Le 15 domande)
€ 15,00 ; Età: da 10 anni

 

 

Ciao Tilly!
Featured

Ciao Tilly!

 

 

 

Ciao, Tilly! è il primo di una serie di libri che l’autrice britannica Polly Dunbar dedica ai più piccoli tra i lettori, in quell’età – appena oltre i tre anni – che costituisce il momento giusto per dotare il bambino delle strategie di lettura che poi gli saranno preziose, quando crescerà, per affrontare e amare la letteratura in generale.
Dell’incedere narrativo questa storia possiede alcune caratteristiche salienti: innanzitutto troviamo un’introduzione che viene ripresa alla fine, dando così forma a una struttura circolare che conquista i giovanissimi lettori. In secondo luogo dà il via ad azioni che riflettono il vissuto infantile: i personaggi (tutti animali, a parte la piccola Tilly, perché tali sono i suoi amici) compaiono uno alla volta, in modo che il bambino possa facilmente prenderne nota e ricordarli, ciascuno caratterizzato da qualche elemento distintivo (una collana, una maglietta, un nastro…). Nel loro avvicendarsi mettono in campo le stesse azioni che i bambini farebbero nel quotidiano (fare merenda, suonare, giocare insieme), ma lo fanno con gioia e brio, così che il lettore ancora inesperto non solo vi si riconosca, ma al contempo ne percepisca l’atmosfera contagiosamente allegra, scevra di preoccupazioni o di drammi. La conclusione suggella la canonica sequenza – inizio, svolgimento, finale – che sta alla base di ogni narrazione, sì da fornire al bimbo la struttura entro cui collocare le storie che, nel tempo, gli sarà dato di conoscere. L’analogia tra inizio e fine evidenzia la circolarità del racconto, donando così al lettore il piacere della ridondanza e la possibilità di riconoscere, e collegare, elementi narrativi ricorrenti. L’incipit, definito da “Tilly e i suoi amici vivono tutti insieme in una piccola casetta gialla”, collocato prima del frontespizio, viene acutamente ripreso alla fine, mentre la protagonista legge un libro ai suoi amici; e come altrimenti potrebbe concludersi una giornata ricca di divertimento e di giochi, se non con una storia? “C’erano una volta sei amici che vivevano tutti insieme in una piccola casetta gialla…”

Angela dal Gobbo (da LiBeR 131)

Ciao, Tilly!
Polly Dunbar
Lapis, 2021, 40 p.
(Tilly e i suoi amici)
€ 10,50 ; Età: da 3 anni

 

 

 

La casa delle meraviglie
Featured

La casa delle meraviglie

 

“Partire per Hertogenbosch” è quello che fece la mamma di Emma. Lei era piccola e, a tempo debito, da bambina grande, lo venne a sapere dal papà: come un dato di fatto, detto senza rancore, intonato a un’ironia malinconica, che permane nel racconto fino alla sua conclusione. Il difficilissimo “Hertogenbosch”, paese in Olanda, rimase nel lessico famigliare a evocare la debordante fatalità di un destino d’amore. Così era capitato alla mamma di Emma, così capitò ad altri.
Di padri “meravigliosi” – diciamocelo! – non se ne incontrano molti, ma alcuni di essi possono diventare davvero speciali in romanzi indimenticabili. Lo ricordate il papà di Danny, creatura di Dahl? Beh, il papà di Emma non era così vistosamente meraviglioso, nottetempo non andava a caccia di frodo, né si esibiva in imprese rocambolesche. Era mite il suo papà, attento, affettuoso, partecipe, complice. Faceva l’agente immobiliare. Intendiamoci, seriamente, ma molto alla buona. E approfittava del suo mestiere per trovare casa per sé e la sua bambina. Temporaneamente. Apriva il catalogo, trovava l’alloggio (ti va bene, Emma?), fino a che non arrivava l’acquirente. E loro  sloggiavano. Si riapriva il catalogo, si cambiava casa. Fino alla successiva. Capite che non poteva durare in eterno. Le ragioni sono intuibili. Fu così che Emma e il papà approdarono alla casa delle meraviglie. Nel bosco, come in una fiaba, una casa piccina picciò, finalmente tutta loro. E, a parte l’entusiasmo che caratterizzava queste creature sole, simpatiche, semplici,  possiamo riferire che più obiettivamente si trattava di una roulotte, ma come sempre, il papà e la bambina si adattarono a quello che ai loro occhi era un vero splendore. Non durò molto.
Subito dopo Giulietta, che dalla casa lì accanto, pur scrutando il cielo con il cannocchiale, si accorse delle persone a lei vicine lì in terra, arrivò la strega di turno. E una volta ancora fu sfratto. Questa volta con imprevedibili, graditi risvolti.
Un racconto sommesso che dall’intimità di due solitudini evolve a una più vivace socialità, sempre sorretta da un umorismo affettuoso, che ricerca spazio e speranza, invocando convivenza serena in un mondo poco propenso ad apprezzarla.

Rosella Picech (da LiBeR 131)

La casa delle meraviglie
Anna Vivarelli,
ill. di Giulia Dragone
Feltrinelli, 2021, 126 p.
(Feltrinelli kids)
€ 10,00 ; Età: da 8 anni

 

 

Animali in città
Featured

Animali in città

 

La passione per gli animali (come quella per le immagini) è vivida in tutti i bambini. Verso i cinque anni la curiosità enciclopedica e scientifica può produrre ragguardevoli esercizi di memoria, desiderio di approfondimento, persino sfoggi di erudizione. L’interesse per il mondo animale si intreccia in questo bel volume con l’osservazione dei paesaggi urbani e la conoscenza geografica, in un viaggio che tocca varie città del mondo, raccontate nella loro dimensione di habitat non solo umani ma animali. Nelle doppie pagine illustrate stanno infatti le descrizioni, oltre che le immagini, degli animali che vivono in città,  sottoterra, sott’acqua o a margine delle zone vissute dagli uomini, spesso anche negli stessi luoghi degli umani. Il progetto, testo di un premiato divulgatore scientifico, illustrazioni di una giovanissima inglese talentuosa, è, oltre che interessante e ben confezionato, anche molto attuale: all’inizio della pandemia uno dei fenomeni osservati su scala mondiale è stato il progressivo manifestarsi di animali che normalmente vivevano ben nascosti. Cinghiali, volpi, persino lupi hanno trovato nelle città deserte nuovi spazi di esplorazione. Le immagini di queste perlustrazioni conferivano un’aurea magica e surreale che aumentava lo straniamento di questi paesaggi urbani.
Gli animali in città sono anche occasione per praticare un’educazione all’aperto, outdoor education, che valorizzi l’esplorazione degli spazi esterni e aperti ma non solo naturali. Affermano, gli animali in città, che ogni spazio è naturale, anche la città lo è, e l’uomo dovrebbe ricordare sempre di essere parte di un grande ecosistema. Così coyote, orsi, picchi, parrocchetti, babbuini, lucciole e megattere non solo celebrano la vita e la meraviglia della natura, ma raccontano una geografia poco conosciuta, quella delle relazioni naturali quotidiane vissute dagli abitanti delle città. Quando scoprii che nel giardino di un amico negli Stati Uniti vivevano i colibrì, o quando vidi nel porto di San Francisco le otarie, pensai che nessuno mi aveva mai raccontato di queste presenze selvatiche, per me straordinarie. Una geografia etologica per così dire, un narrazione ecologica in grado di farci sentire, sentimento vitale, parti di un tutto.

Marcella Terrusi (da LiBeR 131)

Animali in città
Ben Hoare,
ill. di Lucy Rose;
trad. di F. Taibi
La Margherita, 2021, 64 p.
€ 16,00 ; Età: da 7 anni

 

 

Page 90 of 356

  • 85
  • 86
  • 87
  • 88
  • 89
  • 90
  • 91
  • 92
  • 93
  • 94
  • Home
    • Chi siamo
      • Contatti e staff
    • Fondazione Accademia dei Perseveranti
    • Login
  • Prodotti
    • LiBeR
    • LiBeR Database
    • Pubblicazioni
    • LiBeR in formato digitale
    • Download
    • Bookshop
  • Eventi
  • Newsletter
    • Archivio delle newsletter
  • Rubriche
    • Progetti
      • Buone pratiche
    • Segnali di lettura
    • Strumenti infanzia
    • Zoom editoria
    • Scelti per voi
    • La cassetta degli attrezzi
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • RSS