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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Poi prenderemo New York
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Poi prenderemo New York

 

Manda è la voce narrante di questo libro. Lei e l’amica del cuore, Malin, sono davvero inseparabili. Una vita comune, in un piccolo paese di provincia della Finlandia dove non accade mai nulla, con famiglie con le loro difficoltà e amarezze, ma senza nessun vero dramma. In queste pagine si racconta della scuola, della noia, dei sogni, delle relazioni tra coetanei, di feste e giri in bicicletta e di un parchetto sgangherato, con adulti che restano sullo sfondo. Manda e Malin si sognano grandi, diverse, vogliono avere una love story, cambiare look, essere notate, uscire con le ragazze e i ragazzi più grandi, trasferirsi all’estero, in fondo non importa. Si trovano in quel momento di passaggio, tante volte raccontato in letteratura, tra la preadolescenza e l’adolescenza, e il vero motore della storia, la sua spina dorsale, è il racconto di questo bruciante desiderio di adrenalina e vita. Come spesso accade la scelta di un punto di vista interno, di una narrazione in prima persona, aiuta l’immedesimazione, ma in questo caso è anche il vero punto di forza del romanzo perché qui è finalmente sapientemente sfruttato. Vediamo davvero il mondo con gli occhi di Manda, sentiamo la sua vitalità, ci sfuggono, attraverso la sua inesperienza, la vera natura di alcuni personaggi e di alcune relazioni, che capiamo solo dopo, d’improvviso. Il linguaggio, i dialoghi (di cui possiamo godere in italiano grazie all’efficacissima traduzione di Samanta K. Milton Knowles) contribuiscono moltissimo alla bellezza di questo libro, al suo stagliarsi tra tante altre storie di crescita. Tutto risulta incredibilmente preciso, l’adolescenza è davvero “vista da dentro”. Aidan Chambers ci ha insegnato che non dovremmo parlare tanto di young adult quanto di youth fiction, che più di una letteratura per adolescenti dovrebbe esistere una letteratura dell’adolescenza, ovvero una letteratura capace di raccontare quel peculiare punto di vista altro, rispetto a quello adulto. Qui, ne abbiamo una prova potente dove temi importanti si intrecciano senza artificio alla narrazione, dove anche i personaggi secondari sono ben costruiti e dove soprattutto Manda e Malin contribuiscono a lasciare nel lettore una forte sensazione di freschezza e autenticità.

Alice Bigli (da LiBeR 144)

Poi prenderemo New York
Ellen Strömberg;
trad. di S. K. Milton Knowles
Terre di Mezzo, 2024, 240 p.
€ 15,00 ; Età: da 14 anni

 

 

Non vi scorderò mai
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Non vi scorderò mai

 

La lotta contro il nazismo e la sua volontà di dominio è stata guerra di popoli, con atti eroici e sacrifici individuali inenarrabili. Questo libro, basato su una storia vera e primo romanzo dell’autrice britannica di origine indiana tradotto in italiano, documenta con efficacia il contributo personale alla vittoria sul male assoluto versato da quattro giovani amiche che sono riunite dal caso, a inizio dell’anno scolastico 1936/1937, nell’esclusivo collegio femminile di Barrowfield nel Sussex, un istituto riservato ai rampolli dell’aristocrazia internazionale, ritenuto dalle famiglie un affidabile riparo dalle intemperie storiche che si stanno abbattendo sull’Europa e su buona parte del mondo. Dall’India, dove è in corso il complicato processo di decolonizzazione, provengono Gwendoline, figlia di funzionari del governo inglese, e Noor, principessa del karanji. Dalla Polonia, già minacciata dall’espansionismo tedesco e dal crescente antisemitismo, arriva Vera, la cui famiglia ebrea è stata dispersa da un pogrom e da Parigi viene Dodo, affidata alle cure degli zii dai ricchi genitori filonazisti e giramondo. Ma il clima che si vive nel collegio, sostanziato dalla acuita coscienza civile delle giovani, è quello che accomuna i cittadini europei di ogni altra condizione sociale: un’ansia opprimente per le notizie degli eventi tragici che si accumulano e lasciano intravedere lo scoppio del conflitto mondiale. Con lo stesso pathos il lettore segue il lento avvicinarsi della guerra, in empatia con le protagoniste. Arrivano gli echi della guerra civile spagnola, degli orrori della notte dei Cristalli, e dei tentativi falliti da parte dei governi liberi di bloccare le mosse naziste, fino alla guerra guerreggiata, con l’occupazione di Parigi e i bombardamenti sull’Inghilterra. È il momento di impegnare la propria vita nel conflitto e le ragazze faranno la loro parte, nei servizi di intelligence o tra le fila della Resistenza francese, fino alle conseguenze ultime. La complessità della trama, articolata su una rigorosa documentazione, e la sua ricchezza stilistica risparmiano al lettore il rischio della retorica, proponendogli una storia appassionante, un magnifico affresco storico sulla memoria che ha il ritmo e la presa di una spy story.

Riccardo Pontegobbi (da LiBeR 144)

Non vi scorderò mai
Jamila Gavin;
trad. di E. Gnecchi Ruscone
Giunti, 2024, 382 p.
€ 16,00 ; Età: da 13 anni

 

 

Il lupo
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Il lupo

 

Non c’è opuscolo patinato, con foto di alberi tirati a lucido e radure dove non vola una zanzara, che possa far cambiare idea a Kemi: una settimana di avventure tra i boschi, per il campo estivo che la madre gli sta prospettando, non potrà essere che un disastro. E se l’alternativa sono le umilianti attività ricreative organizzate in città dal centro estivo scolastico, dove il massimo del divertimento è “pedinare qualche povero insetto con la lente d’ingrandimento”, la “scelta” suona come un’imposizione ancor più insopportabile. Il programma, catastrofico per un outsider ribelle come Kemi, prevede di condividere l’esperienza con quaranta ragazzini ben allineati entro i consueti ranghi: “i fighi, i nerd, gli sportivi, i primi della classe, le figlie di papà”, divisi in gruppetti che sparlano di altri gruppetti. Anche gli educatori responsabili del campo sono fedeli ai loro cliché: alternativi e ambientalisti, dediti alla meditazione, devoti oltre ogni dubbio all’infinita saggezza del cosmo. Non manca il bulletto di turno, con il suo seguito di scagnozzi; e poi c’è Jörg, ancora più “fuori dal coro” dello stesso Kemi, remissivo e diverso da chiunque nel modo di non fare e di non parlare come gli altri: la vittima perfetta. Kemi e Jörg finiscono nella stessa camera, diversi anche tra loro ma affini proprio per quella consapevole e ostinata unicità che li emargina dai compagni. Nessuno dei due è disposto a omologare la sua personale e complessa esperienza della vita con la definizione che ne danno gli altri. Viaggiano controcorrente e si affiancano, in un silenzio “possibile soltanto quando hai qualcosa di importante da dire”. Come nelle migliori scritture, niente è come appare, e quel mondo ostile condiziona anche Kemi, come un lupo misterioso e solitario che appare dal nulla: alimenta paure, reprime rabbie, gli impedisce di fidarsi dei propri sentimenti verso il nuovo amico. L’umorismo di Stanišić è tagliente e liberatorio, empatizza con i personaggi ma ci risparmia retoriche e buonismi su cosa sia l’adolescenza vista dagli adulti, su come siano gli adulti visti dagli adolescenti, e sul perché gli adolescenti dovrebbero andare tutti d’accordo tra loro.

Fausto Boccati (da LiBeR 144)

Il lupo
Saša Stanišić,
ill. di Regina Kehn
trad. di C. Valentini
Iperborea, 2024, 192 p.
(I miniborei)
€ 16,00 ; Età: da 12 (11?) anni

 

 

Lumen
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Lumen

 

L’unità che misura una sorgente di luce è il Lumen, che è anche parte del titolo di un album illustrato, Lumen. Chi ha nascosto le stelle?, edito da una giovane e promettente casa editrice trentina, dedicato all’inquinamento luminoso, un tema poco frequentato, quasi assente, nella letteratura divulgativa per bambini e ragazzi e, in genere, nel dibattito ecologico. Eppure l’illuminazione artificiale, se da una parte apporta benefici nella nostra vita quotidiana, dall’altra è innegabilmente inquinante: non solo, come ben sanno gli astronomi, disturba la visione del cielo stellato, ma ha anche un impatto negativo sulla vita degli animali, delle piante e degli uomini. Proprio su questo aspetto si concentra l’attenzione del libro, che si rivela uno strumento prezioso per esplorare un fenomeno diffuso che parte dalle aree urbane, dove luci intense puntate verso l’alto, strade, edifici sfavillanti diventano una minaccia per gli uccelli migratori, che possono perdere la rotta, sbattere contro gli ostacoli, finire in pasto ai predatori... Anche gli insetti e le falene, la cui opera di impollinazione è fondamentale negli ecosistemi, sono “vittime” dell’eccessiva luce delle nostre città. Quella dei lampioni ad esempio, che arriva da direzioni inaspettate e disorienta questi minuscoli organismi. Se poi dalle città ci spostiamo sulla costa poco cambia. Una buona parte delle regioni costiere del mondo è illuminata dalla luce artificiale che incide pesantemente sulla vita degli animali acquatici andando a interferire persino sulla loro riproduzione. Anche la flora infine risente di questo insidioso inquinamento, col risultato che alcune specie di piante anticipano i tempi di fioritura rischiando di non trovare gli impollinatori giusti. Che fare? Come muoversi in un ambiente nel quale coesistere diventa sempre più complicato? Innanzitutto acquisire consapevolezza delle conseguenze dell’inquinamento luminoso, un fenomeno che ci riguarda da vicino. E il libro rappresenta un primo riuscito tentativo in questa direzione. La sua lettura potrebbe indurre ad agire, magari partendo dal basso, da semplici gesti quotidiani, che sommati avrebbero un peso, per riprendersi le stelle nascoste? Ce lo auguriamo, ce ne sarebbe davvero un gran bisogno.

Francesca Brunetti (da LiBeR 144)

Lumen
Valentina Gottardi, Maciej Michno,
supervisione scientifica di Danio Miserocchi
Cocai Books, 2024, 36 p.
€ 24,00 ; Età: da 7 anni

 

 

La grande fabbrica delle cacche
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La grande fabbrica delle cacche

 

Il tema è cult. E la bibliografia di riferimento nutritissima, si pensi all’intramontabile Chi me l’ha fatta in testa? di Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch (Salani, 1998). Ben lo sa il coraggioso editore Uovonero che con La grande fabbrica delle cacche, libro di forte impatto grafico-narrativo e spassosa originalità, si espone, e ragionevolmente senza timore, al rimando col testo pioniere in tema di escrementi-indagine, La cacca. Storia naturale dell’innominabile (Editoriale Scienza, 2004), di Nicola Davies e Neal Layton, Premio Andersen 2005 come miglior libro di divulgazione, continuamente ristampato.
L’autrice, la francese Nadja Belhadj, l’abbiamo già conosciuta con i due libri pubblicati da Ippocampo a soggetto ambientale-naturalistico, tra cui il bellissimo Il ritorno dei lupi (2024), storia di rewilding nel Parco di Yellowstone. Dell’illustratore belga Philippe De Kemmeter, vincitore del Prix de la Gravure et de l’Image imprimée, ci ha divertito il pinguino di Papà è connesso (Emme, 2016), volatile per cui ha probabilmente De Kemmeter ha un debole, dato che qui ritorna quale cicerone per condurci nei misteri dell’argomento. Lo fa con uno stile agile e ironico da cui trapela l’indole di fumettista dell’illustratore, con un segno che sembra sempre di getto appena al di fuori dall’improvvisazione dello schizzo.
Strutturato con una narrazione a didascalia, o a piccoli blocchi, sotto le numerose immagini il volume si snoda fra le diverse tematiche entrando nel dettaglio di cosa siano gli escrementi e del perché siano così preziosi dal punto di vista biologico e cruciali per l’ecosistema. Rigore scientifico e humor affrontano, solo per citare alcuni capitoli, Gli animali alla toilette, Archeologia degli escrementi, Le cure a base di cacche. Un libro divertente, da leggere anche zappingando, di grande valore etico per riflettere sulla connessione tra noi e i viventi. La pagina del cuore? Quella del vombato e della sua cacca quadrata. Potrebbe essere un’invenzione di Roald Dahl, ma è semplice natura, naturalmente geniale.

Elena Baroncini (da LiBeR 144)

La grande fabbrica delle cacche
Nadja Belhadj,
ill. di Philippe De Kemmeter;
trad. di S. Bandirali
Uovonero, 2024, 48 p.
(I geoidi)
€ 15,00 ; Età: da 8 anni

 

 

 

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