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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Il primo gatto nello spazio mangia la pizza
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Il primo gatto nello spazio mangia la pizza

 

A dieci chilometri di profondità nel cuore della Terra, sotto un vulcano ancora attivo, i più dotati scienziati del nostro Pianeta stanno alacremente lavorando sotto le direttive dei Generali dell’Esagono, per attuare un segretissimo piano di emergenza, il “Progetto 47”. Obiettivo della missione: liberare il nostro satellite dall’invasione di ratti arrivati da una lontana galassia. La Luna sta infatti per essere ridotta a un colabrodo a forza di morsi, e restano solo tre giorni per evitare che i famelici roditori intergalattici finiscano per masticarla e digerirla del tutto. C’è solo un eroe in grado di intervenire, ed è lui che verrà al più presto lanciato in orbita per scongiurare la catastrofe: un gatto. Un super-micio, naturalmente, munito di microchip nel cervello e tuta cibernetica; straordinariamente intelligente per quanto poco loquace (non articola una frase compiuta che sia più lunga di “Miao”). Secondo i calcoli degli ingegneri, le probabilità di successo sono ridotte a meno di una su un milione. Già problematica in sé, la spedizione del primo felino nello spazio si complica ulteriormente per la presenza di un viaggiatore clandestino: un robot tagliaunghie dai tristi trascorsi, alla ricerca del fine ultimo della sua vita nel vasto Universo. Sotto la guida – non sempre ineccepibile – di sua Maestà la Regina della Luna in persona, a bordo di auto e vascelli spaziali, l’improbabile compagnia si inoltra verso il lato oscuro della superficie lunare, per il più imponente ed esilarante esperimento di derattizzazione nella storia dell’umanità. Il primo gatto nello spazio mangia la pizza, scritto da Mac Barnett e illustrato da Shawn Harris, è un fumetto che si divora una pagina dopo l’altra, per il ritmo serrato di testo e immagini, i personaggi dalla comicità irresistibile e l’umorismo graffiante. Uno humor raffinato che lo rende sicuramente adatto a lettori non piccolissimi, per il ricorso a doppi sensi e allusioni non sempre immediati. A corredare il tutto, uno scoppiettante repertorio di brani musicali è scaricabile seguendo le indicazioni riportate alla fine del volume.

Fausto Boccati (da LiBeR 145)

Il primo gatto nello spazio mangia la pizza
Mac Barnett,
ill. di Shawn Harris;
trad. di S. Ragusa
Terre di mezzo, 2024, 320 p.
(Uau!)
€ 18,00 ; Età: da 9 anni

La piccola violinista
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La piccola violinista

 

Nel 2023 il norvegese Jon Fosse ha vinto il Nobel per la letteratura coronando una carriera ricchissima di opere: romanzi, poesia, saggistica, testi teatrali e per bambini. Nella drammaturgia Fosse affermava di aver trovato il modo di esprimere il silenzio, cosa che la letteratura gli consentiva con difficoltà. Da molti descritto come autore melanconico, talvolta aspro, appassionato di musica, con un senso dello humor sottotraccia, nelle opere per i più piccoli ha saputo infondere la magia del fantastico, il richiamo antico delle fiabe, i silenzi e le paure che servono a crescere.

I suoi albi illustrati sono approdati nel 2024 alla Fiera internazionale del libro per Ragazzi e alla fine dell’anno Iperborea, casa editrice specializzata in letteratura nordica, ha pubblicato La piccola violinista con le illustrazioni di Øyvind Torseter, anch’egli artista nato tra i fiordi, vincitore nel 2008 del Bologna Ragazzi Award.

Fosse racconta la storia di una bambina che con il suo violino sa suonare meravigliose melodie. Ha anche un altro dono: talvolta riesce a vedere cose particolari, che forse nessun’altro vede. Ed è proprio in uno di questi “speciali momenti” che le compare suo padre, seduto su uno scoglio nel mare, triste, quasi sfinito. Decide allora di mettersi in viaggio per rincuorarlo. A lui piace tantissimo sentirla suonare, così porta con sé il violino.

Inizia un viaggio solitario e difficile, pieno di incognite e ostacoli. Una montagna altissima si erge lungo il cammino, una palude insidia la sua avanzata, il mare è una massa d’acqua impossibile da solcare senza una barca. Il padre se ne sta lì, sullo scoglio, sempre più triste, ancora più sfinito. A salvarlo sarà la magia della musica della piccola violinista: le sue melodie creano una breccia sulla montagna e fanno ritirare le acque.

Il racconto, stringato, ha il tono e il dono della fiaba. Mette in scena le paure, gli ostacoli da superare e il potere salvifico dell’infanzia. Solo che nell’album di Fosse i ruoli sono invertiti. Non c’è un adulto cattivo o eroico. C’è, invece, un uomo fragile, un padre che attende di essere salvato dalla figlia. L’autore celebra così, con un’inversione di ruoli, il potere dell’infanzia che, con i suoi doni, è in grado di salvare il mondo degli adulti.

Vichi De Marchi (da LiBeR 145)

La piccola violinista
Jon Fosse,
ill. di Øyvind Torseter;
trad. di E. Valvo
Iperborea, 2024, 32 p.
(I miniborei)
€ 16,00 ; Età: da 4 anni

 

 

Origine
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Origine

 

Un albo di grande formato con un impatto visivo e culturale potentissimo. Nat Cardoso realizza una galleria di 22 ritratti originariamente tracciati su legno: sono tavole con incantevoli volti bambini che narrano storie, geografie, leggende di popolazioni di tutti i continenti, i Moken delle isole Surin, gli Evenki che allevano renne nella Siberia orientale, i Kung che leggono le orme degli animali nel deserto del Kalahari e molti altri. La narrazione è al contempo testuale e visiva, spirituale e divulgativa: sono volti abitati e abitanti, volti che si fanno paesaggi, sguardi che interpretano l’anima del mondo nella sua dimensione cosmica, dove sono inscindibili eppure perfettamente leggibili e riconoscibili i simboli e i segni della cultura, le leggende, i paesaggi, le memorie, le appartenenze, gli animali e le piante, le letterature, le lingue, gli usi e i costumi. Volti autenticamente narrativi che invitano alla scoperta di ciò è umano nell’esplorazione rispettosa e approfondita delle culture di ogni popolazione, nel riconoscimento di geografie e grammatiche ricche di dettagli e regole interni. Le tavole di Nat Cardoso offrono una sintesi grafico pittorica strabiliante, nella struttura di una variazione sul tema, della relazione di ogni essere vivente con la sua terra e di tutti con la terra tutta, o con il cosmo, per dirlo con termine pedagogicamente più esatto. Se lettori più grandi saranno invitati a elaborare questo omaggio al contempo così ricco di informazioni e di suggestione poetica e artistica, attraverso la scrittura, la lettura e la discussione, anche ai più piccoli il libro parla con stupefacente precisione: bambini e ragazzi sembrano sapere, come la fisica insegna, che siamo fatti di materia stellare quanto terrestre, che siamo imparentati con sassi e foglie, che siamo animali con un’anima che travalica le nostre piccole fisiologie. Il respiro del libro è così ampio come il mondo, invita ad abitare consapevolmente, ecologicamente, poeticamente il pianeta, che significa rendere omaggio e studiare con rispetto e rigore ogni elemento culturale e antropologico, naturale e morfologico, tanto del mondo fisico quanto di quello simbolico e spirituale di ogni individuo e della popolazione umana tutta.

Marcella Terrusi (da LiBeR 145)

Origine
Nat Cardozo
L’Ippocampo, 2024, 64 p.
€ 19,00 ; Età: da 8 anni

 

 

 

Ö
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Ö

 

La relazione uomo-animale si pone alle origini della civiltà ora in termini di dominio, ora di idealizzazione, ora di sfruttamento, ora di umanizzazione. La favola e la fiaba ci hanno insegnato a considerare dell’animale il suo portato simbolico, che si riverbera nelle narrazioni rivolte ai più piccoli sino alla contemporaneità confermandone o confutandone l’immagine: la rappresentazione della fiera risulta così rovesciata da una tendenza volta ad addomesticare ciò che nell’immaginario popolare ingenera paura. Secondo questo fenomeno ampiamente diffuso nei nostri tempi, dell’orso, per esempio, raramente emerge la ferocia che la sua mole, artigli e fauci comunicano; gli sono invece attribuiti caratteri di tenerezza, pigrizia, ludicità, come nel caso di Winnie The Pooh, di Yoghi, o – più di recente – dell’accudente personaggio antropomorfo della serie animata Masha e Orso.

Né l’una né l’altra via percorre l’illustratore e designer sivigliano Raúl Nieto Guridi, che sceglie di condurci a fianco del peregrinare sornione di un orso nel suo ambiente naturale prima dell’ibernazione invernale. La sagoma nera, che si staglia nelle pagine lattiginose del bellissimo silent book Ö da lui concepito, a dispetto dell’essenzialità della scelta stilistica e comunicativa, ci mostra chiaramente l’animale in perfetto equilibro con il suo habitat, i cui elementi gli consentono di identificarsi in un gioco di riflessi, ombre e forme finché un sacco dell’immondizia gettato nel bosco interrompe bruscamente questa osmosi. L’orso in questione, stavolta, non rappresenta altro che se stesso, e così anche l’uomo, qui antagonista invisibile di cui si avverte l’invadenza distruttrice.

La riflessione sulla sostenibilità ambientale, il rispetto della natura, la relazione dell’uomo con gli animali, sempre più minacciati e prevaricati nel loro spazio vitale, emerge oggi con vigore e urgenza negli albi rivolti ai piccoli e giovani lettori, nei quali i tratti artistici invitano a una improrogabile presa di coscienza su un piano non allegorico ma letterale e terreno, come si comprende anche dall’avvertimento che l’Autore rivolge in dedica ai suoi figli e ai figli dei figli: “Non c’è un pianeta B”.

Chiara Lepri (da LiBeR 1459

Ö
Guridi
Kite, 2024, 40 p
€ 18,00 ; Età: da 4 anni

 

 

 

La mia vita imprevista
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La mia vita imprevista

 

Frances non ha avuto una vita facile negli ultimi quattro anni. Con una madre adolescente e un padre ignoto, è cresciuta con i nonni agricoltori fino alla loro improvvisa e devastante morte, che ha sconvolto la vita della bambina, affidata ai servizi sociali, e della sua mamma, che si è persa negli angoli bui in cui a volte la vita colloca gli adolescenti. Per fortuna una famiglia pare volerla adottare e la ragazzina, accompagnata dal suo inseparabile amico immaginario, arriva a casa dei Borisnietzov: Erica, cioè Maps2 (Mamma-per-sempre-2), è una costumista teatrale, il marito Daniel è un famoso ballerino e poi ci sono tre figli, Nico, Bullabella e Bro-Bro. Frances viene accolta, quasi raccolta, da questa creativa famiglia, in cui Bullabella domina la situazione e mette in atto originali sistemi di accoglienza. E mentre Frances sta appena imparando la geografia della relazione famigliare, con i suoi codici e il suo lessico, ecco che alla porta di casa si presenta Maps1, Mirella, la venticinquenne madre biologica. Un vero colpo per la bambina, che negli ultimi quattro anni non l’aveva mai vista.Mirella è affaticata da una vita di espedienti, troppo concentrata a non crollare completamente, troppo giovane per fare la madre, troppo inquieta. Erica la accoglie, accettando i disastri e i piccoli furti della ragazza e nello stesso tempo si assicura che Fran sia al riparo da troppe scosse emotive. Fran è per fortuna distratta dalla missione investigativa che le propone Bullabella: risolvere l’enigma del Gallo Cedrone scomparso e soprattutto capire dove è finito un chimono, il capo più prezioso tra i costumi teatrali della madre. L’avventura chiama e i ragazzi rispondono: dove saranno finiti il gallo e il chimono? La mia vita imprevista è un bel romanzo, che non vuole insegnare niente a nessuno, che racconta una storia avvincente, che sa trattenere il lettore con partecipazione e gioia. Ricorda i migliori romanzi che arrivano dal Nord Europa per la spontaneità delle relazioni create sul fare insieme e sul giocare insieme. La casa editrice lo consiglia dai 9 anni: l’autrice prova a sperimentare una tecnica per i lettori più esperti, cioè il flashback, con un approccio morbido per avvicinarsi pian piano ai romanzi per i più grandi.

Angela Catrani (da LiBeR 145)

La mia vita imprevista
Giuliana Facchini,
ill. di Daniela Demurtas
Camelozampa, 2024, 224 p.
€ 16,90; Età: da 9 anni

 

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