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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Scintilla
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Scintilla

 

Dopo Il segreto (Mondadori, 2021), Nadia Terranova torna a regalarci una storia per testo e immagini, in cui le illustrazioni, à la Brian Selznick, non si limitano a una funzione decorativa, ma concorrono a raccontare la vicenda, integrando i dieci capitoli. L’illustratrice stavolta è Mariachiara Di Giorgio. Il legame tra le due storie, che sono per la verità del tutto indipendenti, non ha a che fare solamente con il codice, ma rimanda anche al rapporto con gli elementi: se in Il segreto era centrale la terra, in Scintilla tutto ruota attorno al fuoco. La storia si svolge in Sicilia, in un’estate caldissima. Antonio è un bambino taciturno, che trascorre le vacanze con il vuoto nel cuore aperto dall’assenza della madre, lontana da casa per la sua attività di attivista in difesa dell’ambiente. Il padre, pur empatico e attento nella gestione della quotidianità, non è sufficiente a colmare l’assenza della moglie e non nasconde un po’ di risentimento; inoltre, l’inatteso arrivo dal Galles della zia e di un cugino sconosciuto è un’ulteriore scossa tellurica per la tranquillità di Antonio. Per ritagliarsi un suo spazio, il protagonista trascorre molto tempo da solo, vicino al grande camino spento. Sarà lì che incontrerà Scintilla, una bambina dai capelli rossi che solo lui è in grado di vedere. Chi è Scintilla, questa creatura che sembra aver tutto da imparare, ma che contemporaneamente porta i messaggi affettuosi della madre? Il lettore lo scoprirà piano piano, in una storia intrisa di poetica magia.
Scintilla è a mio avviso un romanzo straordinario perché capace di condensare in un numero limitato di pagine un’infinità di spunti: dalle diverse declinazioni del fuoco, inteso come elemento distruttore, ma anche come passione che dà un significato alla vita, a un ritratto moderno di madre che, pur amando il figlio alla follia, non rinuncia alla sua passione civile, a una rivelazione magica che scalderà, nelle pagine finali, il cuore dei lettori di ogni età.

 

Matteo Biagi (da LiBeR 143)

Scintilla

Nadia Terranova,
ill. di Mariachiara Di Giorgio
Mondadori, 2024, 224 p.
(Contemporanea)
€ 17,00 ; Età: da 11 anni

Saresti così bella
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Saresti così bella

 

Come l’abito, il corpo manda i suoi messaggi. Se è vero che la bellezza è soprattutto un punto di vista, lo sguardo degli uomini è stato determinante. Sono loro che hanno stabilito in passato i canoni di ciò che è desiderabile e di ciò che non lo è, dal peso del corpo al suo movimento, dal colore degli incarnati alla consistenza degli arti, dall’elasticità dei tessuti alla natura degli odori. Saresti così bella della scrittrice inglese Holly Bourne affronta questo tema con un linguaggio distopico, di flusso psicoanalitico poiché le due protagoniste la cui voce narrante si alterna, Belle e Joni, riflettono le due opzioni che una ragazza deve seguire. Adeguarsi alle norme della Dottrina ovvero curare in forma maniacale il proprio corpo e il proprio look per attirare gli sguardi degli uomini oppure trascurare il proprio aspetto, dando la priorità ad altri elementi, lo studio per esempio, per superare l’inadeguatezza in cui spesso sprofondano le ragazze nella difficile e complessa ricerca di se stesse.
É un romanzo che può risvegliare interesse e inquietudine anche se non tutte le giovani donne seguono gli standard dettati dalla moda e dai media. Sono soprattutto le donne mature, ma anche gli uomini temono l’avanzare del tempo. Niente oggi fa più paura della vecchiaia. É stata ingaggiata una lotta senza speranza a colpi di cosmesi, artifici, diete estenuanti e chirurgia estetica contro i minimi segni di decadimento fisico, che è percorso ineluttabile. La misura della bellezza – come avviene alla Madre, la mamma di Belle – è data dalla capacità di simulare l’aspetto della giovinezza: il Centro per il Potenziamento ha cambiato la sua vita aumentando la sua sicurezza con ottimi risvolti nella carriera; prima era solo “Discutibile” o “Invisibile”.
Il corpo è bello e scattante nella giovinezza, meglio quindi rincorrere il tempo quando il viso e il corpo cominciano a dare segni di cedimento. I corpi nella loro perfezione si offrono con una fissità medianica, indifferenti agli sguardi distratti del pubblico dalle pagine delle riviste, dagli schermi, dai manifesti quasi divenuti idealmente un nuovo indumento senza strappi, cuciture, usura. Che cosa porterà tutto questo?

Paola Benadusi Marzocca (da LiBeR 143)

Saresti così bella
Holly Bourne;
trad. di S. Saorin
Camelozampa, 2024, 440 p.
(Le spore)
€ 18,90 ; Età: da 14 anni

 

 

La ragazza delle farfalle
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La ragazza delle farfalle

 

Maria Sibylla Merian era una donna originale, rivoluzionaria per la scelta degli studi, libera per l’epoca in cui visse. A lei è dedicato un nuovo volume della collana Donne nella scienza di Editoriale Scienza che conta, ormai, tanti anni di vita e tante illuminanti storie di scienziate. Siamo nel Seicento, a Francoforte. La piccola Sibylla – che la brava Annalisa Strada racconta in La ragazza delle farfalle e Elisa Macellari illustra – nasce in una famiglia di editori, incisori, artisti, sperimentatori che volentieri condividono i loro saperi. E Sibylla da subito mostra un’enorme inclinazione per l’osservazione della natura, ne studia ogni aspetto, analizza le piante ma anche gli insetti che nella natura vivono. Li studia da vivi perché solo così li può raccontare. Sopratutto è attratta dal ciclo di vita dei bachi da seta, dal loro divenire altro. Ne dipinge le trasformazioni, racconta i tempi in cui esse avvengono. La sua arte pittorica si coniuga con la sapienza scientifica fondata su meticolose annotazioni. Ne nascono libri sui fiori, sui bruchi. La sua è una “pittura scientifica”, tra le prime ad apparire. Mai sazia, da giovane sposa e madre, continua le sue osservazioni. Le sue tavole, in cui scienza e pittura convivono, sono preziose. Le acquisterà persino lo zar di tutte le Russie, Pietro il Grande. La sua vita avventurosa, fatta di trasferimenti, un divorzio, un “patto artistico” con le figlie, in particolare con la minore, Dorothea, che la seguirà anche in una difficile spedizione di studio nel Suriname, la porterò a un successo internazionale meritato, ma inatteso per una donna dell’epoca. A buon diritto Maria Sibylla Merian è considerata la prima entomologa e, in fondo, anche la prima ecologa della storia, perché ha saputo descrivere il mondo degli insetti nel loro habitat naturale mostrando le concatenazioni tra tutte le diverse forme di vita. Il racconto della sua vita è importante perché aggiunge un tassello “antico” al percorso di emancipazione e affrancamento delle donne da vincoli sociali, culturali, educativi, di cittadinanza. Ricordare questo percorso aiuta a riconoscere il debito che abbiamo con il passato ma anche quanta strada, a distanza di secoli, ci sia ancora da fare.

Vichi De Marchi (da LiBeR 143)

La ragazza delle farfalle
Annalisa Strada,
ill. di Elisa Macellari
Editoriale Scienza, 2024, 112 p.
(Donne nella scienza)
€ 13,90 ;  Età: da 11 anni

 

 

Piante ribelli
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Piante ribelli

 

Proprio come la foresta di Max, il giardino dei Precisetti cresce e invade le stanze e le pagine in un’esaltante trasformazione progressiva: è un’onda rigogliosa di colori e forme che sbocciano e fioriscono, rompendo la gabbia delle geometrie rigide esercitate del giardiniere di casa che, un giorno, stanco di contrastare la vitalità delle piante con le cesoie, se ne è andato per sempre. Così è iniziata la nuova stagione del giardino liberato.
La palette raffinata che contrappone il bianco e nero e la linea chiara all’esplosione pirotecnica dei colori della natura ribelle e l’eleganza del segno e delle figure di Marie Dorléans richiamano la Belle Epoque, l’illustrazione umoristica delle riviste europee dei primi decenni del Novecento e i maestri dell’illustrazione per bambini. La potenza narrativa di una storia che provoca il pensiero attraverso il paradosso e l’umorismo sono caratteristiche della cifra artistica di questa autrice francese che firma albi felicissimi con una commistione di ironia, tensione narrativa, vitalità delle immagini, intelligenza, perfezione delle forme e azione. Tipico della sua poetica è l’invito al gioco e alla frequentazione dell’assurdo, dell’ipotesi fantastica e dell’iperbole, come possibilità per esplorare nuove soluzioni per vivere, le quali a volte, racconta l’autrice in un’intervista, si trovano a zero millimetri da noi, ma solo le situazioni critiche e le sfide inaspettate ci impongono di cercarle e ci permettono di vederle. L’autrice è legata al mondo della natura dalle esperienze dell’infanzia e in questo libro trova spazio il desiderio di prolungare quella memoria insieme all’esplorazione sulla dialettica fra ordine e libertà, controllo e vitalità, costrizione e ribellione, abitudine e avventura.

La riflessione sul verde urbano è un tema politico che riguarda la nostra responsabilitàe la possibilità di agire una cittadinanza globale e sostenibile. Il libro per bambini, nel segno di Dorléans, è capace di mostrare strade vitali e intelligenti per esercitare un pensiero critico trasversale, autenticamente creativo e sensato per crescere cosmici e connessi, alla terra e al cielo. L’intelligenza e il comportamento delle piante, in questo caso ribelli, come i bambini, ci indicano nuove strade.

Marcella Terrusi (da LiBeR 143)

Piante ribelli
Marie Dorléans;
trad. di M. Dattilo
Gallucci, 2024, 48 p.
€ 15,90 ; Età: da 5 anni

 

 

 

Una parola molto larga
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Una parola molto larga

 

“La poesia succede” – disse tempo fa in una bella intervista Giusi Quarenghi rispondendo a una domanda sull’ispirazione, aggiungendo poi che iniziò a scrivere quando si fidò della “possibilità di far passare nelle parole quello che era altrove dalle parole”. Una parola molto larga, uscito per i tipi di Franco Cosimo Panini, sposa in pieno questa poetica. È un libro per parlare di famiglia, che ha per protagonista la parola stessa e soprattutto la parola non detta. Senza punteggiature, maiuscole, con rare congiunzioni, è un flusso di vocaboli/concetti che procedendo per risonanze, metafore, analogie – con estro, delicatezza, maestria, evitando qualsiasi rischio didascalico del verso – ci apre lo scrigno sulla complessità di ciò che è il parentado, sulla varietà dei suoi componenti, sui relativi legami e vincoli affettivi. “Mamme di vento di cuore di fuori di testa”, “Papà aquiloni fontane quasi draghi”, e poi fratelli, zii, cugini, nonni, in un vortice che ci cattura e ci fa entrare nella libertà espressiva dell’autrice, liberando al contempo la nostra gamma di emozioni forti e profonde, a volte contraddittorie, legate alla rete familiare.
Versi ariosi, in un ritmo “con brio”, trovano la complementarietà nelle illustrazioni di Giovanni Colaneri, premio Orbil 2023. Realizzate con matite, acquerelli, pennarelli e ritocchi digitali nella fase di post produzione, sono quasi un willmerbuch per la quantità di elementi che si affacciano sulle tavole. Con colori vivaci, originalità di particolari, uno stile solo apparentemente naïf dove emerge il gusto della sperimentazione, Colaneri, che tra i suoi maestri mette al primo posto David Hockney, sostiene e accompagna, in un gioco di contrappunto, l’intensità e l’atmosfera di genesi improvvisativa dell’autrice con nuove soluzioni formali a ogni tavola. Splendida la pagina strutturata a ragnatela per “parenti, qui e là nemmeno si sa da dove” e quella a sfondo rosa disseminata di lettere sui versi “alfabeti di legami di respiri di silenzi.” Un libro coraggioso, che pungola e smuove, che auspica famiglie come “arcobaleni con più di sette colori”.

Elena Baroncini (da LiBeR 143)

Una parola molto larga
Giusi Quarenghi,
ill. di Giovanni Colaneri
Franco Cosimo Panini, 2024, 48 p.
€ 16,00 ; Età: da 7 anni

 

 

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