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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Energia
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Energia

 

Di che cosa parliamo quando parliamo di energia? In tempi dominati da un consumo energetico eccessivo, ben venga una pubblicazione interamente dedicata a un tema che interseca le nostre vite. Il termine energia deriva dal greco energheia e significa “forza in azione”. L’energia è la capacità di compiere un lavoro, un’entità misurabile che assume forme diverse. Il libro le esplora avvalendosi di illustrazioni ironiche e colorate. Una donna fissa il bollitore sul fornello, le onde sonore escono dalla bocca delle persone, un gatto salta in aria per la forza della molla di una poltrona… Sin dalle prime pagine il lettore incontra varie forme di energia: il calore, il suono, l’elasticità. La narrazione inizia da ciò che ci riguarda da vicino, il corpo umano, ed estende lo sguardo alla storia e a come nel tempo l’uomo ha utilizzato le fonti energetiche naturali per vivere. Sapevate che nell’antica Roma le case delle famiglie patrizie erano dotate di pavimenti riscaldati? Questi erano realizzati con la posa delle piastrelle su mattoni tra i quali rimaneva uno spazio vuoto. Al di sotto del pavimento un forno, debitamente riscaldato, rilasciava il calore tra le colonnine vuote dei mattoni rendendo tiepido il pavimento. Lo sguardo va ampliandosi via via e fotografa i passaggi fondamentali dello sviluppo energetico: la rivoluzione industriale con l’introduzione del motore a vapore, la comparsa successiva del motore a scoppio, prima scintilla del predominio automobilistico nella mobilità, l’impatto dell’elettricità sulla vita di milioni di persone. Uno sviluppo impetuoso quello dell’energia derivata dai combustibili fossili che arriva fino ai nostri giorni nei quali è impellente una riduzione dell’anidride carbonica, principale responsabile del cambiamento climatico in atto. Schede informative descrivono le fonti energetiche alternative, quelle pulite del Sole, del vento e dell’acqua, della Terra, ma anche la fusione nucleare con tutti i suoi rischi, e indicano vantaggi e svantaggi legati al loro uso. Il libro si conclude con un capitolo dedicato al risparmio energetico. Ci saremmo aspettati maggior spazio e approfondimento per un tema così importante. Peccato! Nel complesso siamo comunque di fronte a una pubblicazione che merita di trovar posto in una biblioteca per ragazzi.

Francesca Brunetti (da LiBeR 145)

Energia
Anna Skowronska,
progetto grafico e ill. di Agata Dudek e Malgorzata Nowak;
trad. di L. Bulletti
Editoriale Scienza, 2025, 56 p.
(A tutta scienza)
€ 16,00 ; Età: da 7 anni

Le degenerate
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Le degenerate

 

“La verità le giunse come un lampo. Aveva mai saputo nella sua cazzo di vita quale fosse la cosa giusta da fare?”. The degenerates è dedicato dalla sua autrice, l’attivista per i diritti dei disabili e a sua volta disabile Jennifer Albert Mann, “a tutte le ragazze che si sono sentite dire di abbassare un po’ il tono”. Questa dedica e la copertina di Sarah Maxwell, mantenuta nell’edizione italiana di Uovonero, sintetizzano bene la storia e le sue protagoniste: quattro adolescenti, vestite nello stesso modo, con i tratti caratteristici di ciascuna di esse ben evidenti. Siamo nell’America provinciale del 1928, nella sezione femminile della Scuola Fernald “per idioti e deboli di mente” di chiara aderenza eugenetica, realmente esistita e incredibilmente attiva fino al 2014, e la quattordicenne London, orfana, sola e incinta arriva come un tornado a spezzare la routine interminabile fatta di “fischi di avviso e giri in cerchio, evacuazioni a orari stabiliti, battiti di mani per alzarsi in piedi, vestirsi e svestirsi” dove le lezioni sono “attività pratiche senza carta e penna”. Attorno a London, vero motore della storia, si accentrano i progetti di fuga delle altre tre ragazze, da anni rinchiuse in quella prigione con una diagnosi di “imbecille” o di “ritardata” che diventano sue sodali: le sorelle Rose e Maxine, la prima con la sindrome di Down, la seconda con un segreto schiacciante, che ogni mese ancora aspettano il perdono dei genitori e Alice, allontanata per il suo piede equino dalla famiglia, che per fortuna non ha fatto in tempo a scoprire cosa c’è nel suo cuore. Per loro, isolate dal modo perché giovani, indifese, donne, immigrate, omosessuali o disabili, l’unico cambiamento possibile è il passaggio alla Sezione Adulti, al temuto raggiungimento dei 15 anni, e magari l’invio in remote fattorie da cui nessuno mai ha fatto ritorno. Questo è un libro coraggioso, giustamente selezionato da Ibby, che “osa” una mole di 329 pagine, nonostante non sia un fantasy, nelle quali affronta tanti tabù (compreso il delicatissimo tema dell’aborto) e che ci regala, con London, un’eroina capace di “scaldarti il cuore con una parolaccia”.

Serena Marradi (da LiBeR 145)

Le degenerate
Albert Mann;
trad. di Iacobaci
Uovonero, 2024, 329 p.
(I geoidi)
€ 16,00 ; Età: da 14 anni

 

 

Il coraggio è cosa buona
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Il coraggio è cosa buona

“Ho due cuori che mi battono in gola uno dice fermo, l’altro si vola”. Sapientemente dalla quarta di copertina edizioni E\O ci fa ruzzolare dentro alle pagine di Il coraggio è cosa buona, un libro azzeccato anche nel formato, non così piccolo da indurre a uno scavo precipuamente personale, e non così grande da rarefarne il contenuto: è un formato soglia in cui chi si muove tra paura e coraggio può avanzare di un piedino, un passo, una corsetta per poi ritirarsi al suo interno, in compagnia di diciotto poesie composte da Arne Rautenberg, dialoganti con le immagini di Wolf Erlbruch.
Le poesie rivolte all'infanzia da Rautenberg sono molto apprezzate, si contano infatti numerosi premi e riconoscimenti, in gran parte per la versatilità del suo lavoro. Dal 2017 lo scrittore è membro dell’Accademia tedesca di lingua e poesia. Erlbruch, forse più noto in Italia, durante la sua carriera ha pubblicato oltre trenta libri a figure, affermandosi come uno dei più importanti illustratori europei: numerosi anche in questo caso i premi, tra cui nel 2006 il prestigioso Hans Christian Andersen Award. La traduzione dal tedesco è opera di Silvia Montis.

In questo albo si avanza tra le pagina con un’illustrazione posta a sinistra che, senza distrarre dal lavoro del poeta, aggiunge punti di vista e sfumature, creando un gioco perfettamente equilibrato con quelle lettere che, nella pagina confluente, si fanno segno – e non soltanto quando lasciano spazio a pause e respiri, ma anche quando si susseguono graficamente per formare un piano inclinato, o una sorta di clessidra in cui si incolonnano le singole lettere per amplificare ogni minuto secondo, o quando ancora si dispongono come due colonne che a ben vedere, con il titolo, possono rievocare una figura che indossa un cappello. E allora il segno che traccia la parola e quello che anima una figura trovano un naturale fondale nel comune spazio, dove lo sfondo ha quasi pari punta (punto?) di colore. Le parole servono, prima ancora che per comunicare, per connotare e denotare una piccola porzione di mondo e renderla oggetto di pensiero. In questa preziosa raccolta convivono felicemente sguardi puntuali e aperti.

Francesca Romana Grasso (da LiBeR 145)

Il coraggio è cosa buona
Arne Rautenberg,
ill. di Wolf Erlbruch;
trad. di S. Montis
E/O, 2024, 48 p.
(Il baleno)
€ 14,00 ; Età: da 4 anni

 

Come si fa a catturare un unicorno?
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Come si fa a catturare un unicorno?

 

Gli unicorni raccontati da Davide Calì e Sara Arosio sono, come tutti gli appartenenti alla loro categoria, cavalli magici e favolosi, dotati di un corno sulla fronte e di una criniera alla moda. Hanno un aspetto curatissimo, corpi atletici e flessuosi, zoccoli ricercati, arcobaleni che li accompagnano ovunque… ma nonostante la loro immagine smagliante e patinata, ambiscono all’anonimato. Stufi di finire al centro dell’attenzione, vorrebbero solo essere lasciati in pace. Ecco perché in questo albo strampalato e umoristico le tentano tutte pur di non farsi trovare: si mimetizzano dietro statue e opere d’arte, si camuffano con cappelli e occhiali da sole, si fingono qualcuno che non sono. La bambina e il bambino protagonisti della narrazione sognano di incontrarli e addirittura catturarne un esemplare per farci amicizia, ma si rendono conto della difficoltà della missione. Le fantasiose illustrazioni di Sara Arosio, però, ci mostrano che queste creature leggendarie sono vicinissime e molto simili a noi! Le pagine sono piene di unicorni stravaganti e originali, con la coda rosa fucsia, la pelle a pois, gioielli e scarpe col tacco. Sono tutto fuorché trasparenti. E il divertimento del lettore deriva proprio dalla dissonanza che si crea tra il testo, che li descrive misteriosi e lontani dal nostro mondo e dalle nostre abitudini, e le immagini, che li raffigurano invece in tutta la loro ingombrante presenza e incontenibile esuberanza. Calì, con la consueta verve, costruisce un dialogo tra i due bambini surreale e coinvolgente, fatto di pochissime battute, la cui cifra ironica viene amplificata dalle vivaci tavole di Arosio, dallo stile semplice ed esilarante, ricche di dettagli che smentiscono il contenuto testuale e fanno sorridere i lettori. Se le parole scelte dall’autore ci fanno credere che gli unicorni siano senza interessi, amici, passioni, le illustrazioni ce li mostrano all’opposto sempre in movimento e impegnati nelle attività più varie.
Un albo illustrato spassoso, tutto giocato sul paradosso, alla scoperta delle creature più sfuggenti e osannate dai piccoli, con illustrazioni dal segno spontaneo e bidimensionale che ricordano le classiche tecniche e figure usate dai bambini, per questo particolarmente comunicative.

Francesca Tamberlani (da LiBeR 145)

Come si fa a catturare un unicorno?
Davide Calì,
ill. di Sara Arosio
Clichy, 2024, 32 p.
(Carrousel)
€ 19,00 ; Età: da 5 anni

 

 

Bianca come la neve
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Bianca come la neve

 

Nella Biancaneve della prima edizione delle Fiabe del focolare (Grimm, 1812-15), una regina molto bella esprime il desiderio di avere una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e nera come l’ebano. Di questi desideri originari, il pluripremiato autore e illustratore Fabian Negrin esaudisce appieno il primo, facendo deporre a una vanitosa regina del nord che si compiace di essere “perfetta” un uovo altrettanto “perfetto” e, naturalmente, “bianchissimo”. Completamente bianca – nella pelle, nei capelli, nei larghi abiti che richiamano il malinconico Pierrot, nel piumaggio e nel lungo cappello a testa di cigno innestato come prolungamento del suo essere ibrido – è anche la bambina che da quell’uovo nasce, protagonista di una riscrittura dell’antica fiaba che Negrin affida al congegno artistico complesso e articolato dell’albo illustrato. Inserito in un cofanetto cartonato che ne custodisce la meraviglia, Bianca come la neve dice l’indicibile dell’universo infantile con sguardo poetico e rispettoso, rendendone parallelamente visibile l’invisibile che, come cita la frase in esergo attribuita a un misterioso Ænuenti Pyrex d’Estonia (anagramma di Antoine de Saint-Exupéry), “è essenziale agli occhi”. Mentre recupera elementi della fiaba di Biancaneve andati perduti nelle edizioni successive alla prima, Negrin cosparge questa storia di riferimenti ad altre narrazioni fiabesche, nonché al Piccolo Principe e alla pittrice Frida Kahlo, che in una tavola presta il volto alla rancorosa regina. Svelando intrecci e contaminazioni, le illustrazioni dilatano la catena semantica del testo scritto insistendo su un’infanzia dalla natura imprendibile, un’infanzia quasi fantasma che nella dimensione adulta risulta spesso sovraesposta e per questo profondamente malinconica, nostalgica rispetto a quel suo pianeta più prossimo al cielo e alle stelle dove può con-fondersi e scomparire. Nell’interazione mirabilmente riuscita tra componente verbale e componente iconica, il lettore bambino trova così una preziosa occasione di rispecchiamento, un’eco accogliente e non giudicante del suo peculiare sentire, insieme a un riconoscimento della fuga e del ritiro nell’immobilità e nel silenzio quali espedienti salvifici irrinunciabili.

Elena Guerzoni (da LiBeR 145)

Bianca come la neve
Fabian Negrin
Orecchio acerbo, 2024, 32 p.
€ 22,00 ; Età: da 4 anni

 

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