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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

C'era una casa a Mosca
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C'era una casa a Mosca

 

C’era una casa a Mosca è uno straordinario viaggio nel tempo che racconta un secolo di storia russa da un punto di vista particolare: gli interni di un vecchio appartamento della capitale nel susseguirsi della vita di quattro generazioni che lo abitano, una prospettiva suggerita anche dal titolo originale del libro, Istorija staroj kvartiry, “Storia di un vecchio appartamento”. “Si dice che il passato sia una terra straniera. Ma è davvero così?” – afferma l’autrice del libro, la storica Alexandra Litvina – “Il passato è ovunque, non sparisce. Molti oggetti delle nostre case custodiscono la storia di famiglia. E attraverso la storia di famiglia la storia del paese”. Protagonisti di questo microcosmo domestico sono i Muromtsev, che vengono presentati all’inizio della pubblicazione in un grande albero genealogico molto utile a orientarsi in una narrazione complessa, visto che nella storia dell’appartamento vi sono anche i vicini di casa, i coinquilini, gli amici, i parenti, i fidanzati e così via, i quali sono proposti alla fine del libro, come in un album di figurine. Il cuore del racconto sono le grandi tavole illustrate dalla bravissima Anna Desnitskaya che  fotografano  la vita dell’appartamento e il suo mutare negli anni. Introdotte dalle voci di giovani inquilini, le illustrazioni scandiscono i passaggi cruciali di un secolo denso di grandi cambiamenti. I conflitti mondiali, la Rivoluzione di Ottobre, la Guerra fredda, il Disgelo, la Perestrojka, la Globalizzazione raggiungono le mura domestiche attraverso i  racconti di persone, gli oggetti simbolo di epoche diverse,  gli aspetti legati alla cultura del tempo: il cibo, gli abiti, i giocattoli, la letteratura, le serie televisive, le canzoni. Uniti a materiali compositi come le cartoline augurali, gli articoli di giornale, le foto di famiglia, le immagini più varie, dalle tessere per il cibo alle cartine delle gomme da masticare, definiscono momenti fondamentali della storia russa e dell’Unione Sovietica. Ne emerge un racconto avvincente dal quale non vorremmo staccarci mai, un autentico capolavoro che si presta ad una pluralità di piani di lettura, capace di conquistare lettori di ogni età.

Francesca Brunetti (da LiBeR 130)

C’era una casa a Mosca
Alexandra Litvina,
ill. di Anna Desnistkaya;
trad. di L. Grieco
Donzelli, 2020, 59 p.
€ 24,00 ; Età: da 8 anni

La caduta del sole di ferro. N.E.O.
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La caduta del sole di ferro. N.E.O.

Bussi, giallista di successo, ama scrivere anche per ragazzi, come fa in questo romanzo distopico in cui pandemia e disastro ambientale collegati determinano una catastrofe per tutta l’umanità. Una nube tossica ha sterminato gli adulti di Parigi lasciando in vita solo due gruppi di dodicenni, allora nella pancia materna e che ora vivono separati. I ragazzi del Tepee (la Tour Eiffel) sono cacciatori e pescatori, senza istruzione, con un'organizzazione gerarchica autoritaria. I ragazzi del Castello (il Louvre) coltivano la terra, studiano, eleggono ogni anno un Consiglio. I due gruppi si incontrano solo in occasione di uno strano rito nel Santuario (Notre-Dame) sempre divisi. In cielo un sole di ferro rosso, un satellite artificiale costruito dai grandi prima di morire, fornisce al Castello luce, riscaldamento ecc.; gli altri stanno al freddo, avvolti in pelli. Sembra un esperimento sociale che pone importanti questioni morali e civili, oltre che ambientali. Un misterioso avvelenamento uccide pesci e animali mettendo in crisi l’economia del Tepee, ma preoccupando anche quelli del Castello che temono un’invasione da parte dei coetanei affamati. Anche il sole di ferro si spegne e cade. Due pattuglie, una per parte, uscite alla ricerca della causa della moria, si incontrano e dopo l’iniziale diffidenza decidono di collaborare, facendo una scoperta importante. Tornano mentre sta per scoppiare la guerra tra le due fazioni che si accusano a vicenda. L’avventura fantascientifica ha l’andamento di una robinsonade corale, si avvale di citazioni colte come Mowgli e Akela nel Libro della giungla e del Cavallo di Troia dell’Iliade ed echeggia talora il pessimismo del Signore delle mosche, finché la distopia volge in eutopia, grazie alla suggestione fornita dal dipinto Le Sabine (1794) di Jacques-Louis David nel Louvre, che sembra invitare i francesi a deporre le armi e alla pacificazione nazionale. Restano alcune domande. Esistono altri ragazzi nel mondo? Cosa significa la sigla NEO sui rottami del sole di ferro? L’epidemia è stata fermata, ma qual è la vera origine? Dove sono andati quelli che non hanno accettato la pace? Le risposte nel secondo volume I due castelli.

Fernando Rotondo (da LiBeR 130)

La caduta del sole di ferro. N.E.O., vol.1
Michel Bussi;
trad. di A. Bracci Testasecca
E/O, 2020, 434 p.
€ 16,00 ; Età: da 14 anni

 

 

Come nascono gli incendi
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Come nascono gli incendi

Come nascono gli incendi, opera prima di Michele Arena, è un romanzo corale, in cui si
alternano i punti di vista di cinque personaggi, tre adolescenti e due adulti. Quello che
potremmo definire il protagonista è senza nome: un ragazzo che vive in periferia, frequenta
un istituto professionale ed è segnato dalla perdita del padre, avvenuta qualche anno prima,
e dall’allontanamento da casa della sorella Giulia. Gli altri due sono i suoi migliori amici:
Ismail, ossessionato dalle ragazze e “perseguitato” dai fratelli maggiori, e Rachele, ragazza
dotata di una forte personalità, ma allo stesso tempo fragile, impaurita dal mondo degli
uomini. La vicenda ha inizio quando Adele, madre del protagonista e quarta voce del
romanzo, scopre di avere un tumore e seguirà tutto il decorso della malattia. La quinta voce,
invece, apparirà solo verso la fine del romanzo ad annodarne alcuni fili. La malattia di Adele
è il principale, ma non l’unico, dei tanti incendi che divampano nel breve tratto di vita dei
protagonisti che Arena ci racconta. L’incendio è una sorta di svolta nelle loro esistenze, un
punto di rottura che li catapulta in una nuova dimensione senza che i protagonisti abbiano –
almeno inizialmente – gli strumenti per affrontarla. Incendi che divampano in modo tanto più
esteso quanto più mancano ai personaggi le parole per nominare le emozioni che li
provocano.
Da sempre sono convinto che la letteratura di formazione sia uno strumento
imprescindibile di educazione sentimentale, di alfabetizzazione delle emozioni. Questo lo sa
bene Michele Arena, educatore di professione e animatore del Porto delle storie, scuola di
scrittura no-profit ispirata a Dave Eggers e alla sua Valencia 826. Ecco infatti che Come
nascono gli incendi traccia la via che parte da “Non sarai più solo” a “Perché so come ti
senti”, frasi con cui il volume si apre e si chiude, mostrandoci come l’adolescenza sia l’età
dei legami, dell’empatia, molto più di quanto il mondo degli adulti si immagini. Un esordio
davvero convincente, anche per la bravura con cui l’autore dà ai suoi personaggi voci diverse, tutte
credibili, e con la quale punteggia di profonda ironia, in una vicenda complicata e dolorosa,
la loro riflessione sulle relazioni, sugli adulti, sul mondo.

Matteo Biagi (da LiBeR 130)

Come nascono gli incendi
Michele Arena,
Mondadori, 2020, 348 p.
(Chrysalide)
€ 18,50 ; Età: da 14 anni

 

Anomalya
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Anomalya

 

Un varco temporale, il passaggio dal futuro al passato, “cosa sarebbe potuto succedere se”. Spunti scientifici e fantascientifici, suggestioni letterarie ed esperienze personali convergono a dare impianto a un romanzo intrigante, avventuroso, di architettura vertiginosa, che si divora avidamente.
La storia slitta in un’altra storia e in un’altra ancora e, come in un gioco di specchi, si moltiplica in versioni differenti, per ritornare a essere se stessa nella rivelazione finale. Un disegno geometrico ingegnoso la condiziona e la apre a imprevedibili possibilità.
Un paradiso in terra, un’isola in Bretagna, è teatro delle vicende, animato dagli abitanti del luogo, dai ricchi visitatori che d’estate la invadono e da una banda di adolescenti che vi scorrazza. Uno dei componenti, il più ribelle, dalla stalla della sua famiglia alle scorribande quotidiane, si staglia netto nel gruppo. L’altra protagonista, una ragazza, si trova sul fronte opposto, nella villa del dispotico e famoso padre. Sono destinati a un incontro ravvicinato in un futuro già accaduto e a un incontro più consistente in un ritorno al passato, in cui si gioca gran parte della storia della loro amicizia (anche amore?) e della loro formazione.
L’andirivieni temporale non è senza conseguenze per i protagonisti: i vecchi ridiventati ragazzi non sono più esattamente come erano allora. Fenomeni di adattamento e disadattamento alla situazione ritrovata sono di sconcerto per loro stessi come per chi li circonda.
Perdere la memoria del proprio futuro e di ciò che è stato il passato, così sembra succedere all’uno e all’altra, ma ricordi vaghi come sogni o premonizioni rispuntano in ogni situazione che si avvicini ad accadimenti avvertiti come inevitabili, come già avvenuti. Il passato riconquistato può essere cambiato? Come mutare il corso che già aveva avuto? Il rovello ruota elettivamente attorno a un luogo, che diventa gorgo di ansie e disperazione, collocando un terzo personaggio come chiave di volta dei possibili snodi della storia. È davvero morto il petulante ragazzino, scaricato più volte dalla banda? O esiste ancora un margine di intervento perché ciò non accada? Come è andata veramente quella volta? E le altre?

Rosella Picech (da LiBeR 130)

Anomalya
Guido Sgardoli
Giunti, 2020, 314 p.
(Biblioteca Junior)
€ 14,00 ; Età: da 13 anni

Al museo
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Al museo

Dopo In spiaggia e Al mercato arriva Al museo, il terzo albo illustrato scritto da Susanna Mattiangeli e disegnato da Vessela Nikolova, che racconta le avventure e le esplorazioni di una bambina, Eva, questa volta in gita scolastica con i compagni e le maestre.
Anche in questo caso siamo di fronte a un piccolo capolavoro, nonché a un perfetto esempio di albo illustrato “da manuale”, in cui le parole e le immagini, che sembrano cresciute insieme, si intrecciano raccontando la stessa storia, ma anche tante storie diverse. Come scrive l’autrice: “Scegliendo una tra le tante storie possibili, tra i tanti possibili pensieri di Eva durante la sua gita al museo, ho lasciato spazio a una quantità incalcolabile di altre storie: una per ogni opera riprodotta, per ogni personaggio rappresentato”.
La scrittura precisa e divertita di Susanna Mattiangeli e le illustrazioni piene di colori e di dettagli di Vessela Nikolova permettono agli occhi e ai pensieri di perdersi in ampie visioni d’insieme e allo stesso tempo in minuscoli e preziosi particolari.
Sala dopo sala, seguendo Eva, procediamo con lei senza aspettative per scoprire invece cosa ci aspetta, sotto il suo sguardo vispo che sa vedere, guardare e osservare tutto, anche gli esseri umani, interessanti e curiosi tanto quanto i quadri e le sculture. E così scopriamo anche cosa c’è prima e alla fine del museo, oltre che dentro. Si tratta infatti di museo con tutti i crismi: guardaroba, audioguide, biglietteria, bookshop, guardasala, visitatori e persino un giardino. Non un mero contenitore di opere d’arte, ma un luogo vivo, in cui l’arte e l’umano interagiscono e costruiscono senso e significato.
Si tratta infine di un museo che non esiste davvero, che è una sintesi di più musei reali e che proprio per questo li contiene tutti, le cui opere sembrano invece tutte esistenti: arte sacra, pittura fiamminga, nature morte, sculture classiche e moderne, impressionismo, cubismo, astrattismo… viene proprio voglia di provare a indovinare tutti gli artisti e le opere nascoste tra le pagine! Matisse, Yves Klein, Picasso, Rothko, Giacometti sono i primi che ho riconosciuto: andiamo avanti?

Eléonore Grassi (da LiBeR 130)

Al museo
Susanna Mattiangeli,
ill. di Vessela Nikolova
Topipittori, 2020, 40 p.
€ 20,00 ; Età: da 5 anni

 

 

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