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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

L'arancia
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L'arancia

 

Quando un autore di peso incontra un illustratore (e pittore) di altrettanta bravura e quando entrambi sanno esattamente come rapportarsi all’infanzia, il risultato sono libri così deliziosi che verrebbe voglia di farli conoscere a tutti i bambini e le bambine che si incontrano. È il caso di questo gustoso volumetto pubblicato da Città Nuova, L’Arancia, di Guido Quarzo e Cecco Mariniello, due grandi firme al servizio di una storia dal tocco poetico e surreale, ma concreta e alla portata dei giovani lettori. Al centro del racconto c’è “l’arancia più bella del mondo”, che all’inizio della vicenda svetta in cima al carretto del contadino Calò e del nipote Calì, diretti al mercato per invogliare tutti i compratori del mondo con quel frutto così irresistibile. Lungo la strada però l’arancia rotola giù dal mezzo e così ha inizio la sua avventura nomade di mano in mano, di volo in volo, sempre sfuggente e sempre pronta ad accendere desideri e memorie dolcissime. Nel suo gironzolare arriva fino al pascolo di un pecoraio, poi nel becco di un merlo goloso, sulla testa di un generale senza scrupoli, nei sogni di alcuni soldati che, come risvegliati di colpo da un incubo, scappano dalla guerra per ritornare da mogli, sorelle, nonne e fidanzate “a bere spremute e mangiare marmellate”. Dopo aver compiuto le sue imprevedibili corse, l’arancia finisce esattamente al punto di partenza, sopra il carretto di Calò e Calì. In questa circolarità perfetta si chiude, in un balletto di felicità, una vicenda colorata, allegra e luminosa come la sua protagonista, che ci ricorda anche quanto possa essere imprevedibile la vita e quante sorprese sappia riservarci. Una storia che affonda le sue radici nella tradizione e nel teatro, con una scrittura piena di assonanze, parole ripetute e formule antiche che la rendono godibile e facile da ricordare, accompagnata da illustrazioni classiche, rotonde ed espressive, perfettamente aderenti al tono della narrazione. Da sottolineare un altro punto di merito del libro: il titolo è inserito in una collana da tenere d’occhio, I nuovi colori del mondo, dedicata alle prime letture autonome, rese più accessibili e appetibili da particolari accorgimenti grafici e scelte stilistiche che agevolano l’approccio alla lettura.

Francesca Tamberlani (da LiBeR 137)

L’arancia
Guido Quarzo,
ill. di Cecco Mariniello
Città Nuova, 2022, 32 p. 
(I nuovi colori del mondo)
€ 10,00 ; Età: da 6 anni

 

 

Gli amori di Cassiopea
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Gli amori di Cassiopea

 

Gli amori di Cassiopea è il secondo capitolo della saga de Le sorelle Gremillet, acclamato e premiato in Francia e firmato da due noti nomi del fumetto: Giovanni Di Gregorio (serie di Dylan Dog e Dampyr, Topolino, Monster Allergy) e Alessandro Barbucci. I personaggi principali sono tre sorelle, diversissime l’una dall’altra: Sara, forte e orgogliosa, Cassiopea, romantica e sognatrice, e Lucille, la più piccola e riservata. Si rimane subito stregati da questi volumi che permettono di immergersi completamente nel mondo delle tre sorelle in maniera immediata e naturale: il primo volume era dedicato ad un’avventura magica dove era Sara a guidarci e dove venivamo a conoscenza di eventi del passato che riguardavano la famiglia delle ragazze e che avevano lasciato segni profondi. In questo è Cassiopea la vera protagonista, la più emotiva, con il suo carattere incline alla fantasticheria, creativa e passionale. Questo nuovo episodio ci accoglie in piena estate: come ogni anno, Sara, Cassiopea e Lucille trascorreranno le vacanze a casa della nonna, che abita in un piccolo paesino di campagna. E come ogni estate ritroveranno i loro vecchi amici, i nascondigli segreti in campagna, le feste di paese ma anche qualcosa di nuovo che le attende. Un fantasma sembra aggirarsi nelle rovine vicino al paese, in molti l’hanno sentito suonare le campane della vecchia chiesa ma nessuno l’ha visto... chi è e cosa vuole? Divertenti le scaramucce tra Cassiopea e la sorella maggiore Sara, la trama di questo secondo episodio è semplice e fila liscia” senza intoppi e senza grandi stravolgimenti ma risulta perfettamente godibile e altamente piacevole nello scorrere dinanzi al lettore in una narrazione equilibrata e con qualche colpo di scena ben posizionato. I disegni sono una gioia per gli occhi: i colori nitidi, le linee stondate, i giochi di luci e scenari assolati e bucolici riescono a immergere il lettore nella storia in maniera avvolgente, le ambientazioni interne fanno desiderare di essere proprio lì, seduti al tavolo con le tre sorelle e la nonna. Anche il secondo volume si conferma un graphic novel tutto al femminile con l’arrivo del personaggio della nonna, smemorata e amabile, che aiuterà Cassiopea a crescere e a mettere se stessa al primo posto, continuando a guardare il mondo con occhi pieni di magia.

Giulia Romualdi (da LiBeR 137)

Gli amori di Cassiopea
Giovanni Di Gregorio,
ill. di Alessandro Barbucci
Tunué, 2022, 72 p.
(Prospero’s Books)
€ 16,90 ; Età: da 10 anni

 

 

 

Al parco
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Al parco

 

È un parco ombroso e umido, che accoglie la materialità organica dei corpi e della natura, dove i bambini vogliono sempre e comunque andare, dove accadono incontri di senso con personaggi che scompaiono nella nebbia e permangono nella nostalgia. Vogliamo, e anche non vogliamo dice il libro, con una prima persona plurale poetica e straniante che con perentoria intenzione afferma la valenza cruciale degli spazi educativi e la necessità ancestrale di appartenere a luoghi di terra e cielo, alberi e animali. Non ne vogliamo sapere di andare via, dicono i bambini. Da un parco che è un paese straniero ma proprio per questo unica patria possibile a ospitare l’estraneità e l’alterità irriducibile dell’infanzia urbana in fuga dalla città. Sono corpi bambini prigionieri e liberati, corpi protesi in una tensione dinamica – e attrazione – verso la fuga e l’avventura, affermata nel gioco narrativo e simbolico che popola il tempo del parco e il suo spazio labirintico, sottratti agli sguardi normativi. Vanno altrove, per poter poi decidere, in autonomia, che vogliono ritornare a casa, dai genitori: il ripensamento della fuga bambina non è rinuncia all’avventura ma declaratoria di affetti. Topos narrativo di tanta grande letteratura per l’infanzia (dai Giardini di Kensington in poi) il parco evocato da Sara Stridsberg, autrice e drammaturga svedese, in questo testo asciutto e visionario, e da Beatrice Alemagna in tavole pittoriche intense, si colloca fra mito e cronaca, fra sogno e denuncia, in uno spazio poetico e profondamente politico. Il dibattito sullo sgambare di cani e corridori, sull’acquisto di tabacchi o altri beni primari, raramente ha trovato una direzione comune nella difesa pedagogicamente fondata del diritto inalienabile dei bambini al movimento fisico, all’esplorazione corporea dello spazio, alla percezione senso-motoria della natura, degli alberi, del cielo, garantiti in ambito cittadino soltanto dall’accesso alle indispensabili aree verdi. Al parco non è solo un capolavoro artistico, è anche, prestando ascolto al suo nucleo più radicale, un manifesto politico. Tolta all’infanzia ogni patina zuccherata, le restituisce un corpo vivo, organico, sognante e “cosmico”, cioè connesso al pianeta in modo affatto innocente. Il suo invito pone una questione filosofica, politica e pedagogica, nello spazio di un libro illustrato.

Marcella Terrusi (da LiBeR 137)

Al parco
Sara Stridsberg,
ill. di Beatrice Alemagna
TopiPittori, 2022, 64 p.
€ 24,00 ; Età: da 4 anni

 

 

A nessuno piace Jonna
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A nessuno piace Jonna

 

A scuola: mai essere ultimi. Semmai penultimi, “raccomandava” Truffaut, che aveva trasformato in film memorabili la propria traumatica esperienza sull’argomento.
A nessuno piace Jonna sembrerebbe un’indagine in questa direzione, anzi oltre, dato che la ragazzina, cui si allude nel titolo italiano, gravita nel limbo degli “inclassificabili”. Lo scopriamo dalla sua stessa voce: Jonna è colei che narra, il che è un paradosso, apparendo in famiglia e in classe quasi muta, ma insieme è il naturale contraltare del suo sentirsi spuria all’esterno, non conforme alle Aspettative Genitoriali. Perché “I figli devono avere almeno una cosa di cui i genitori possono vantarsi”. Rassegnata o caustica, auto-sabotante – in realtà nella testa e nella voce di Jonna, nel dietro le quinte poco esaltante della sua stanza e sotto il suo letto, tra riferimenti a“caccole” e a dolciumi rubati come l’affetto che non crede di meritare, c’è un universo ricchissimo di humour e di intuizioni sul contesto – la periferia di Stoccolma – nonché sulla parte “politically correct” della società, a cominciare dai genitori, fino ai docenti e fino a comprendere l’inarrivabile costante termine di paragone, a lei costantemente imposto, della sorella più grande, Miriam: il massimo dei voti, bella come richiesto, incensata da adulti e coetanei (vedi meccanismo stritolante dei “social”). Una diade,  quella tra Jonna e Miriam, che si riflette in quella tra la madre e zia Debbie, ex tossicodipendente. Ma anche il ruolo in cui la società vorrebbe inchiodare Miriam contiene insidie abissali (basti pensare a Il dramma del bambino dotato di Alice Miller) e sarà proprio Jonna, artefice di un gesto scioccante verso la sorella, a far deflagrare la bomba della sua coazione alle “A”, della perniciosa sindrome della più brava. Intanto lei, forse dislessica, pure attentissima e critica nei confronti degli adulti (“sentiamo tutto anche quando indossiamo le cuffie”), trova in se stessa la forza di contrastare bulli e bulle della scuola in difesa di Miriam e si rivela indimenticabile portatrice di uno stile spesso fatto di una sola cruciale, deflagrante parola e punto e a capo. Una parola coraggiosa, antiretorica, propulsiva su chi siamo e possiamo essere.

Maria Grosso (da LiBeR 137)

A nessuno piace Jonna
Cilla Jackert;
trad. di S. K. Milton Knowles
Camelozampa, 2022, 208 p.
(Gli arcobaleni)
€ 11,90 ; Età: da 12 anni

 

 

Temporali
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Temporali

 

Dopo l’avvincente trilogia dei romanzi sul fiume (Mondadori) e la bellissima storia narrata in La più grande (Rizzoli), Davide Morosinotto esce con un altro importante romanzo, Temporali, edito da Camelozampa. Un’opera declinata in due volumi – Intreccio e Fabula – che sembra rispondere a un’esigenza di sperimentazione da parte dell’autore e che richiama, per alcuni aspetti, gli storici libri game di Joe Dever usciti negli anni ’80 e ’90 nella collana Lupo Solitario (E. Elle). Con la differenza che in Temporali la scelta del lettore è fatta a monte: la storia può essere letta nel modo più tradizionale, seguendo l’ordine cronologico degli eventi (Fabula), oppure seguendo l’ordine dei capitoli con salti temporali tra passato e presente (Intreccio). La narrazione ci catapulta in una dimensione fantascientifica. L’audace Agente temporale Michela Falco si trova coinvolta in un’importante missione: una bomba è scoppiata in un liceo di Bologna alle 11.56 del 19 maggio, provocando numerose vittime e incidenti a catena nella città, e il suo compito – assistita da una squadra di tecnici e scienziati che operano da una base militare segreta con l’aiuto di Marie, un potente computer – è quello di proiettarsi nel passato per modificare gli eventi ed evitare il massacro. Tutto deve avvenire nel giro di ventiquattro ore, ma qualcosa, incomprensibilmente, non funziona. E mentre il cronometro continua inesorabilmente a correre, la squadra è costretta a operare avvolta in un’inaspettata Nebbia. Anche Michela è confusa: cosa sta succedendo? Perché il passato sembra sfuggire al controllo? Forse perché sono coinvolti due studenti quasi suoi coetanei e lei non riesce a mantenere il solito distacco? O forse perché qualcuno sta tentando intenzionalmente di contrastare la sua missione? La trama si dipana velocemente verso un finale non scontato, che lascia forse il desiderio, nel lettore affezionato ai libri di Morosinotto, di una più approfondita caratterizzazione dei personaggi e di una scrittura meglio controllata in alcune parti della narrazione. Un romanzo comunque originale, che rappresenta un interessante tassello nella produzione di un autore tra i più significativi del panorama editoriale contemporaneo.

Gabriela Zucchini (da LiBeR 136)

Temporali
Davide Morosinotto
Camelozampa, 2022, 2v.
(Le spore)
€ 16,90; Età: da 13 anni

 

 

 

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