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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

L'amicizia è un viaggio
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L'amicizia è un viaggio

 

Da sempre sono a favore della lettura seriale, come tappa fondamentale nella crescita del lettore. Questo tipo di storie accoglie il bambino attraverso un contesto ricorrente e riconoscibile e, pur proponendo ogni volta una nuova trama, lo fa comunque sentire a casa, in compagnia di amici già incontrati. È quello che succede con Tibia e Biagio. L’amicizia è un viaggio, terza avventura della serie edita in Italia da Terre di mezzo, scritta per la casa francese L’école de loisirs da Ludovic Lecomte e illustrata in modo dinamico e divertente da Irène Bonacina. Il tema centrale della serie è l’amicizia tra uno scheletro, Tibia, elegante e demodé, e un cagnolino pezzato e dal pelo lungo di nome Biagio, che Tibia accoglie nel suo allegro carrozzone. In questa terza storia Tibia incontra al luna park un piccolo pesce rosso, vinto al gioco da una bambina ma subito abbandonato. Marina, la pesciolina, è triste ma è difficile accorgersene perché non si può vedere un pesce che piange quando è immerso nell’acqua. Ma Tibia è attento, empatico e accoglie subito Marina nella sua casa mobile, o meglio, nella vasca da bagno in giardino, dove Biagio ama stare in ammollo. La vasca è però troppo piccola. “Io vorrei nuotare nell’oceano!” – dice Marina; così i tre amici si mettono in viaggio verso il mare, con una carovana composta dalla casa-roulotte, trainata dalla moto sidecar di Tibia con agganciata la vasca da bagno dove sguazzano pesce e cagnolino. Biagio, che dovrebbe fare da guida utilizzando una vecchia mappa di Tibia, farà perdere la strada all’allegro gruppo. Ma dopo alcune peripezie ecco l’oceano grande, gigante, quasi infinito… “Non hai paura?” chiede lo scheletro. “Sei un pesce d’acqua dolce.” “L’acqua dolce manca di sale. Io ho voglia di avventura!” risponde il pesciolino.
Il testo è fresco, ha un bel ritmo con un felice gioco di rime, le figure sono una delizia per gli occhi, nutrono l’immaginario dei piccoli lettori con grazia ricca di particolari, come l’illustrazione in cui Tibia e Marina degustano con la cannuccia una zuppa verde di rosmarino, mentre Biagio esegue un perfetto tuffo di testa dal carrozzone alla tinozza.

Cristina Busani (da LiBeR 138)

L’amicizia è un viaggio
Ludovic Lecomte,
ill. di Irène Bonacina;
trad. di E. Armaroli
Terre di Mezzo, 2023, 49 p.
(Tibia e Biagio)
€ 12,00 ; Età: da 5 anni

 

 

Tutto può cambiare
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Tutto può cambiare

 

Chase Ambrose non è un bravo ragazzo. Il suo passatempo preferito è perseguitare i compagni più deboli, in compagnia dei suoi amici della squadra di football. Il novanta per cento dei ragazzi della Hiavassee Middle School vive nel terrore di incontrarlo. Un giorno Chase cade dal tetto di casa e batte con violenza la testa. Sopravvive, non ha problemi di salute evidenti, ma deve fare i conti con un’amnesia totale che di fatto resetta la sua mente. Rientrato a scuola, quindi, tutto e tutti sono nuovi per lui. Dapprima si meraviglia di come gli altri reagiscono alla sua presenza e si stupiscono delle sue azioni, poi, piano piano, la sua vecchia vita gli si para davanti agli occhi. Il protagonista si trova di fronte a un bivio: indossare di nuovo i panni dell’atleta spaccone e ritrovare i vecchi amici o dare spazio al nuovo Chase, che preferisce il club dei video al football americano e stringe amicizia con un veterano della casa di riposo? Tertium non datur, e la soluzione non sarà né scontata né facile. Tutto può cambiare si basa su un tema esplorato più volte da altri autori, uno tra tutti Guido Sgardoli: partendo dal classico attivatore what if, immagina uno scenario in cui la vita offre una seconda possibilità, come avviene ai protagonisti di The frozen boy, L’isola del muto o Anomalya. Korman sembra interrogarsi su una questione tutt’altro che semplice: nature o nurture? Ovvero: cosa ci rende le persone che siamo? La nostra personalità è qualcosa di immutabile, radicato in noi, legato al nostro codice genetico, con cui dobbiamo convivere senza reali possibilità di operare mutamenti significativi o ha a che fare con l’educazione, ed è quindi determinata dalle persone che incontriamo o dagli eventi che viviamo? La storia è narrata in prima persona non solo da Chase, ma anche da molti altri personaggi, scelta che rende Tutto può cambiare quasi un romanzo corale, che ha il pregio ulteriore di raccontare una vicenda di bullismo spostando un po’ lo sguardo e sottraendosi in gran parte al rischio di offrirne una lettura didascalica e stereotipata.

Matteo Biagi (da LiBeR 137)

Tutto può cambiare
Gordon Korman;
trad. di M. L. Capobianco
Il Castoro, 2022, 249 p.
€ 16,00 ; Età: da 11 anni

 

 

Testa di tempesta
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Testa di tempesta

La vera e propria passione per i tornado, fenomeni atmosferici piuttosto comuni in terra americana, nasce in Frankie quando la prima settimana di scuola dell’infanzia ne subisce l’effetto distruttivo e terrorizzante. È in questa occasione, mentre si ripara sotto un tavolo, che conosce Colette, destinata a diventare la sua migliore e unica amica. Dovranno passare sette anni da quell’evento, prima che la storia inizi, in un venerdì d’aprile, quando Colette scompare gettando in apprensione l’intera cittadina di Long Beach, dove le ragazzine frequentano la seconda media. Nel frattempo, l’amicizia tra le due tredicenni si è rotta, dopo che Frankie ha ascoltato una conversazione tra compagne di scuola nella quale, complice Colette, si deridevano alcuni suoi comportamenti, e si ironizzava sul suo “cervello-tornado”. Prima che l’attuale tendenza alla medicalizzazione della diversità prendesse il sopravvento, di una persona come Frankie si sarebbe notato il “caratterino”, la forte emotività, lo scarso controllo della rabbia, la necessità di routine rassicuranti e di forti interessi, come quello per i tornado: alimenti, questi, necessari per nutrire un cervello di prim’ordine e sempre in attività. Ma, fin dall’età della quarta elementare, uno psichiatra le ha diagnosticato una forma di neurodivergenza, ha un insegnante di sostegno, frequenta un terapeuta e, con molto impegno e fatica, si arrangia nel tentativo di essere (o apparire) “normale” nelle relazioni con compagni, insegnanti e famiglia. Parte da qui la sua indagine privata, inizialmente snobbata da tutti, volta a risolvere il mistero della scomparsa di Colette, mediante l’analisi dei video che sul web la sua ex amica ha postato, prima di scomparire mentre, si rende conto Frankie, sta ripetendo in solitaria le sfide di “obbligo o terrore”, gioco di coraggio che da piccole avevano condiviso. Questo avvincente romanzo rivolto ai giovani adulti si colloca nel quadro di una recente ed emergente produzione editoriale di qualità sullo spinoso tema della neurodivergenza (si pensi, ad esempio, a Una specie di scintilla e Mostraci chi sei di Elle McNicoll editi da Uovonero) produzione che dovremmo guardare con interesse crescente, nello spirito di affrontare la neurodiversità che alberga in ognuno di noi. Un quid che ci rende unici.

Riccardo Pontegobbi (da LiBeR 137)

Testa di tempesta
Cat Patrick;
trad. di M. Salvi
Mondadori, 2022, 285 p
(Contemporanea)
€ 16,50 ; Età: da 10 anni

Tancho
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Tancho

 

Ispirato alla storia vera di Yoshitaka Ito, il libro nasce, come racconta l’autore, dalla visione di un documentario con gli splendidi Grus japonensis nella neve: “Come al risveglio di un sogno, scrissi il soggetto.” Tancho aspetta ogni anno l’arrivo delle gru, osserva le loro danze di corteggiamento, dà loro da mangiare. “Un tempo gli Ainu, antichi abitanti dell’isola, avevano cura di questi animali”, ma ora sono indaffarati e ogni inverno le gru diminuiscono. Un anno si presenta solo una coppia, il protagonista, ormai uomo, riesce a dargli del cibo dalle proprie mani, conquistandone la fiducia. L’inverno seguente la coppia si presenta con il loro piccolo e con gli anni le gru che tornano sono sempre di più. Tancho, diventato anziano, muore e un giorno ad accogliere gli uccelli ci sarà Sadako, sua figlia. In seguito, la fattoria Yoshitaka diventerà il Centro di Conservazione delle Gru del Giappone. Realizzato splendidamente in digitale, con morbidi effetti stile acquarello, giocato quasi interamente su toni di grigio, il libro ha un co-protagonista: il tempo. Pagina dopo pagina, stagione dopo stagione, l’uomo rinnova il senso di attesa per aiutare le gru. Nella velocità di un’esistenza legata a produzione e reddito, un essere umano si sintonizza su un ritmo diverso e un’aspettativa differente: coglie la grazia, la fragilità, la bellezza di esseri alati che considera suoi pari, vede la magia della vita. L’autore pone l’accento sul valore della convivenza rispettosa tra specie, sulla solidarietà – il libro è dedicato a chi si prende cura degli altri – sull’incanto che la natura non smette mai di trasmetterci. Focus che si amplificano leggendo, nell’appendice, la storia di Sadako Sasaki. La bambina, malata di leucemia per le radiazioni della bomba su Hiroshima, cercò la guarigione creando origami a forma di gru: secondo una leggenda, chi ne avesse fatte mille avrebbe potuto salvarsi. Sadako non ce la fece. La sua eredità, e quella di Tancho, passano però al lettore: le gru continueranno la loro danza per i diritti alla pace e all’infanzia.

Elena Baroncini (da LiBeR 137)

Tancho
Luciano Lozano
L’Ippocampo Ragazzi, 2022, 42 p.
€ 15,00; Età: da 5 anni

 

 

 

Semi
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Semi

 

Le Edizioni Aboca, forti della propria storia ma anche di una profonda e riuscita ristrutturazione editoriale, lanciano la collana Kids; lo fanno con prudenza, in quanto non si cimentano in progetti inediti da curare ex novo, ma anche con una buona dose di coraggio, dando il via a questo filone con un volume che ha faticato a scavalcare le Alpi. Nato in Spagna nel 2018 per la casa editrice A buen paso, Semi: un piccolo grande viaggio è infatti un libro dalla struttura particolare, che coniuga registri differenti: un testo divulgativo ma, per ciò che riguarda le illustrazioni, un viaggio immaginifico e sognante in una natura antropomorfa e impregnata di magia. Il biologo José Ramón Alonso parte letteralmente dalla preistoria per raccontare la storia dei semi, la loro varietà e morfologia, ma anche il modo in cui viaggiano e si disperdono, alla ricerca di nuove terre in cui germogliare; completano il volume alcuni semplici esperimenti che permettono di familiarizzare con il metodo scientifico. Il taglio è narrativo, ma denso di informazioni: l’impaginazione a due colonne, infatti, ricorda l’antica enciclopedia e in queste pagine le illustrazioni hanno funzione informativa: sono dettagliate e realistiche – ma unicamente nei toni dei rossi e dei rosati. I toni caldi esplodono poi nelle doppie pagine mute: contorni sfumati, linee morbide, una natura stilizzata e semi che ondeggiano nel vento, sotto forma di piccole creature dal corpo esile e dalla grande testa. Marco Paschetta, che firma le illustrazioni, riesce a padroneggiare entrambi i registri del libro con un’impronta ben riconoscibile, una vivace capacità narrativa e una palette coerente che fa da collante a tutto il volume. C’è indubbiamente uno scarto non banale tra i testi, che ci fanno pensare a un libro dagli otto anni in su, e le illustrazioni, che sembrano guardare all'infanzia: eppure, credo sia proprio in questa distanza che si crei lo spazio per un vero coinvolgimento emotivo. Gli autori sembrano suggerirci che conoscere i principi della biologia non ci impedisca di guardare alla natura con meraviglia, come davanti a una magia che per millenni si rinnova. Non si tratta forse di un'ottima premessa per piantare i semi del rispetto?

Dina Basso (da LiBeR 137)

Semi
José Ramón Alonso, ill. di M. Paschetta;
trad. di A. Taroni, S. Travagli
Aboca, 2022, 60 p.
(Aboca kids)
€ 19,00 ; Età: da 8 anni

 

 

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