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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Estate
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Estate

 

Suzy Lee, maestra nel percorrere quel misterioso crinale tra immaginazione e realtà, Hans Christian Andersen Award 2022, con Lo specchio e L’ombra (Corraini 2003, 2010) aveva raccontato non tanto la quotidianità come scrigno di incanto e imprevisto, quanto il nostro sguardo aperto su un oltre tanto vicino da non essere visto. Con L’onda (Corraini, 2008) l’artista coreana aveva poi creato un’alchimia tra elemento pittorico e sonoro: sinergia alla base anche dello splendido Estate, una “partitura illustrata”, adatta a tutti, del concerto di Vivaldi. Un’opera raffinata, ricca di quell’originalità a cui l’illustratrice ci ha abituato col suo segno grafico che diventa soggetto e allo stesso tempo oggetto, strumento di indagine per nuove possibilità stilistiche e narrative in un gioco di continue invenzioni.
Il libro presenta i tre tempi del concerto (coi versetti rivisitati dell’originale), e inizia con una performance a teatro: entrano i musicisti su uno sfondo bianco azzurro che, simile a un sipario, si apre su una scena estiva di caldo e immobilità in un’esplosione di giallo.
Non ci poteva essere un perfetto sincronismo tra andamento musicale e pittorico, ma la Lee opera una “sintesi” dando vita a un racconto che si sviluppa in giochi infantili tra sole, vento e temporale ripercorrendo la dinamica vivaldiana. Usi differenziati dei colori con tecniche diverse, effetti (bellissima la tavola e il suo negativo con le bambine durante un lampo), cambiamenti di piani, elementi musicali nel paesaggio (pentagramma e note) creano un’ideale fusione tra realtà evocata e vissuta. Quello che però colpisce di più è il ritmo: l’autrice, con un montaggio cinematografico dell’ultimo concitato movimento, alterna tavole di orchestra e temporale in un crescendo mozzafiato fino alla conclusione quando l’orchestra ringrazia e invita sul palco i bambini protagonisti della storia. E qui è il colpo di scena della grandissima Lee, che ancora una volta trova il modo per ribadire il focus di tutta la sua produzione: il confine tra immaginario e reale non c’è, o se c’è, è impalpabile, invisibile, come un suono.

Elena Baroncini (da LiBeR 136)

Estate
Suzy Lee
Corraini, 2022, 148 p.
€ 32,00 ; Età: da 7 anni

 

Dinosauri
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Dinosauri

“Grandi dinosauri per piccoli lettori”, recita la quarta di copertina, e ci viene da chiedere: “A quale età, di preciso, i bambini si interessano ai dinosauri?” Perché è certo che essi incuriosiscono e attirano l’attenzione dei piccoli, ma a partire da quale età? Non lo sappiamo di preciso – talora avviene prestissimo, ben prima dei cinque anni. E non ne conosciamo nemmeno la ragione, che forse si cela in quel tanto di mostruoso che questi antichissimi animali manifestano, o piuttosto nel fatto che non esistano più e occorra dunque immaginarli. Il testo di Bastien Contraire (autore che ammiriamo, così poco tradotto in Italia e del quale vogliamo ricordare il meraviglioso Intrusi, Clichy, 2017) ci ricorda che ignoriamo quasi del tutto, per esempio, di che colore fossero i dinosauri. Ed è probabilmente un vantaggio per le illustrazioni di questo autore che, lontano dal riportare in modo fedele i colori del mondo, tinge le sue figure di sfolgoranti, lisergiche tinte – rosa, azzurro, verde, giallo… Le illustrazioni riempiono magnificamente la doppia pagina e rendono evidenti le caratteristiche fondamentali dei dinosauri, la prima delle quali è naturalmente la dimensione: ogni immagine si premura di precisare la proporzione reale. “Non tutti i dinosauri erano giganti”, leggiamo, “il Compsognathus aveva le dimensioni di un pollo. […] Il Diplodoco era più lungo di due autobus”, e così via, dove pollo e autobus sono accostati in giusto, calzante paragone. Ecco come rendere chiaro un testo di nonfiction – o meglio di “informazione” – tramite le immagini. Dinosauri sfrutta pienamente l’aspetto precipuo della figurazione: mostrare le caratteristiche fisiche, eminentemente visive, di ciò che si vuole presentare. Perciò il testo verbale può essere minimo, come è qui, e tuttavia esaustivo; ancora può incuriosire e dare il via a nuove domande. Ma l’ultima, la più interessante, la compiuta conclusione di un libro che apre ai misteri del passato, non riguarda il motivo per cui i grandi dinosauri si sono estinti (di questo si dà la spiegazione del meteorite e dell’intensa attività vulcanica), ma si chiede se qualcuno di essi sia sopravvissuto. E lo è – lo scopriamo nell’ultima pagina, che qui non riveliamo.

Angela Dal Gobbo (da LiBeR 136)

Dinosauri
Bastien Contraire
Topipittori, 2022
(PiNO Piccoli naturalisti osservatori)
€ 20,00 ; Età: da 5 anni

D-Day Dog
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D-Day Dog

 

Vincitore nel 2020 del Children’s Book Award, D-Day Dog è il primo romanzo dell’autore britannico Tom Palmer a essere pubblicato in Italia, per la casa editrice Equilibri. La grande passione di Palmer per la Storia diviene, come già in precedenti opere dell’autore, fonte di ispirazione per la costruzione di una trama che sapientemente intreccia passato e presente, realtà e finzione. Un ragazzo adolescente, Jack, si trova a fare i conti con la dimensione mortifera e destabilizzante della guerra, che assume nel romanzo differenti volti reali e metaforici. Mentre col padre, soldato riservista mobilitato per un conflitto bellico, Jack gioca alla guerra ai videogames, a scuola studia le vicende della Seconda Guerra Mondiale e si documenta sui luoghi dello sbarco in Normandia, in vista di un imminente viaggio sulle spiagge del D-Day. È in questo contesto che viene a conoscenza della storia vera del soldato Emile Corteil e del suo cane paracadutista Glen, ed è come loro che a un certo punto si sente: solo, con il suo amato e inseparabile cane Finn, contro il mondo intero. Poiché il mondo intero, fuori e ancor più dentro di lui, sembra invaso dal conflitto. Profondamente turbato da una situazione familiare di penosa incertezza e da interrogativi sul senso e il non-senso della guerra, Jack perverrà alla riconciliazione con se stesso e con il mondo all’interno della dimensione del viaggio, simbolo archetipico di una iniziazione. Sarà l’adulto più improbabile, un autista burbero che ha combattuto la Guerra delle Falkland, a rendere possibile il momento epifanico, la felice acquisizione di una nuova consapevolezza. Con una prosa delicata, ma risoluta e sempre avvincente, Palmer guida il lettore dentro la storia di un ragazzo comune che si intreccia con la grande Storia, e come quell’uomo senza nome al quale Jack rivolge, infine, il suo “grazie”, egli incoraggia una riflessione attenta sui conflitti bellici, drammaticamente ancora accesi nel nostro presente, senza dimenticare il vissuto interiore di ragazzi e ragazze costretti a confrontarsi con la propria adolescenza in situazioni di guerra, quando tutto attorno a sé è scivoloso, mutante, instabile. Proprio come dentro di sé.

Elena Guerzoni (da LiBeR 136)

D-Day Dog
Tom Palmer;
trad. di M. Salvi
Equilibri, 2022, 184 p.
(Max storie selvagge)
€ 15,00; Età: da 10 anni

 

Dášeňka
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Dášeňka

 

Del contributo fondamentale che la fotografia ha sempre dato ai libri per bambini è stato detto molto nel numero 125 di questa rivista: se mai ce ne fosse un aggiornamento in futuro non sarebbe pensabile l’assenza di Dášeňka. Vita di un cucciolo, capolavoro della letteratura ceca riportato in Italia dalla giovane e indipendente casa editrice Wom, che ha un occhio di riguardo per il recupero dei fuori catalogo e per la qualità estetica dell’oggetto libro. Questo è un albo che presenta una veste editoriale curata, con una copertina in cartone fustellata (il cerchio sagomato al centro è la cifra della casa editrice), pagine di carta spessa e fotografie di grandi dimensioni. Karel Capek, autore ceco che negli anni ‘30 ha dato un contributo fondamentale alla letteratura fantastica, si è divertito a raccontare in prima persona la storia della sua fox terrier, attraverso testo, foto in bianco e nero e disegni: ciascuna di queste tre componenti permette un approccio da parte di lettori di età diverse. Fotografie a piena pagina riprendono sempre (e solo) Dášeňka insieme a oggetti che fanno parte del suo quotidiano come la cuccia, lo specchio, il cesto, la sedia e l’annaffiatoio, esattamente come i (buoni) cartonati fotografici, pensati per i primi mesi di età, solo che in genere il soggetto è il bambino. I disegni sono le classiche sagome laterali, di facile comprensione nei primi anni, che ricordano quelle celeberrime di Eric Hill e di Attilio: molto spesso si susseguono una accanto all’altra, rappresentando il prima e il dopo, l’inizio e la fine, oppure passaggi gestuali come grattarsi o leccarsi o attività come giocare e mangiare. Infine il testo, un racconto lungo, adatto alla lettura autonoma a partire da otto, nove anni, che accompagna la crescita del cane come se fosse quella di un bambino (a Dášeňka sono addirittura raccontate fiabe con suoi simili come protagonisti), senza che questo dia corso ad alcuna umanizzazione, attraverso un linguaggio ricco e vario, fatto di “ruzzoloni, capitomboli, capriole, volteggi” in cui non manca il feticcio rassicurante: “le hanno dato la punta di un naso umano, la cosa migliore che un cucciolo possa mordicchiare, capace di farlo guarire da ogni male".

Serena Marradi (da LiBeR 136)

Dášeňka
Karel Čapek;
trad. di A. Perissutti
WoM, 2022,  90 p.
(Ivory)
€ 22,00 ; Età: da 8 anni

 

 

Come tornare a casa
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Come tornare a casa

 

“C’era una volta un bimbo, che, un giorno, mentre riponeva le sue cose nel sottoscala, trovò un aeroplano”. Bastano all’incirca venti parole per venire sospinti nella dimensione fiabesca, verso quell’altrove indefinito del “C’era una volta” in cui Oliver Jeffers, pluripremiato creatore di albi illustrati acclamati e tradotti in oltre cinquanta lingue, ci ha già condotto in altre occasioni. Un incipit usato anche nel libro che, due decadi fa, segnò il suo memorabile esordio come autore di picturebook, Come trovare una stella (Zoolibri, 2004), che tracciò una strada percorsa anche in questo suo Come tornare a casa, nuovo volume pubblicato in Italia quest’anno, che nuovo in realtà non è, essendo un’opera del 2007!
Molte le assonanze che ritroviamo in queste tavole sospese e surreali, con deliziosi camei da rintracciare tra le pagine. Protagonista è il medesimo bimbo con la maglietta a strisce rosse e bianche, gli arti esili, l’attrazione per l’ignoto. Trova un aeroplano per caso e, come se nulla fosse, ci sale sopra per farci un giretto. Indossa la tuta da aviatore, si stacca da terra e vola, sempre più in alto nel cielo. E chissà fin dove arriverebbe se, molte ore dopo, non rimanesse a corto di carburante. Costretto a fermarsi, atterra sulla Luna. E se fino a questo momento l’avventura spaziale gli aveva regalato solo entusiasmo e gioia pura, adesso subentra la paura… del buio, della solitudine, dei mostri spaventosi. Ma dura poco, perché scopre che c’è qualcun altro in difficoltà. Un esploratore dell’universo come lui, con il motore in avaria. Eccoli lì, il bimbo e il Marziano, sollevati per essersi incontrati, felici di comunicare nonostante parlino lingue diverse. È incredibile quello che l’amicizia spinge a fare. Persino saltare nel vuoto a bordo di una mongolfiera, nuotare nell’oceano per raggiungere casa –  la salvezza – ma solo il tempo necessario a recuperare quello che serve e tornare indietro per soccorrere l’altro, che aspetta lassù, e ha fiducia in te. È la magia di Jeffers, la sua capacità di restituire con pochissime parole e pennellate oniriche lo slancio dell’infanzia, la fantasia senza limiti, l’impossibile che si fa realtà quotidiana a portata di bambino.

Francesca Tamberlani (da LiBeR 136)

Come tornare a casa
Oliver Jeffers
Zoolibri, 2022, 32 p.
(Gli illustrati)
€ 16,00; Età: da 3 anni

 

 

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