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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Luvi
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Luvi

 

Prolifico autore belga, Stefan Boonen ci propone una storia apparentemente fuori dal nostro tempo veloce, segnato dal battito frenetico dell’informazione in cui si disincarnano i fatti e la realtà delle persone. Il suo racconto si estende tra boschi e borghi remoti, e mette in scena personaggi che rimandano ai protagonisti (da Rasmus della Lindgren ai piccoli vagabondi di Rodari) di una grande stagione letteraria d’altri tempi, personaggi sulle strade del mondo in cerca di fortuna. . Il suo è un universo finzionale che ha le movenze e il fascino dell’inattuale, ma che a ben vedere ha molto a che fare con il nostro qui e ora.

Luisa Robin, 11 anni, è una domestica al servizio di una coppia di incattiviti benestanti che per capriccio l’hanno rinominata Luvi. La sua vita è segnata dal duro lavoro e dalla quotidiana ingratitudine dei coniugi, che la trattano come una “specie di… servetta”, e la fanno sentire come un “passerotto domestico”. Quando la misura sarà colma, Luvi non potrà fare altro che fuggire, prendere la via del bosco, eclissarsi senza una meta, per liberarsi dalla gabbia in cui è stata rinchiusa.

Luvi incarna quello che, parafrasando il titolo di un noto libro di Peter Hoeg, potremmo definire “il senso dei ragazzi per la fuga”, una prerogativa tutta infantile segnata dal coraggio estremo di mollare e di aprire a prospettive nuove. Con lei, sulla via del bosco e dei campi, incontriamo altri tre ragazzi fuggiti dal riformatorio con l’idea, confusa quanto mai, di rifarsi una vita altrove.

Non mancano di incrociare Luvi e i suoi nuovi amici, rinnovate e aggiornate, figure classiche della fabulazione, come il rappresentante della legge, naturalmente nemico del vagabondo e di chi fugge. Il Commissario darà filo da torcere ai ragazzi e a chi li aiuta, a chi crede che “da soli non siamo nessuno” e che anche per quei poveri ragazzi possa esistere un posto accogliente in cui vivere.

Il romanzo è tutto al presente indicativo, procede per periodi brevi, rifuggendo le subordinate; la frammentazione del discorso e il minimalismo delle descrizioni riescono perfettamente a dar corpo e sostanza a quei piccoli brani di vita che costituiscono la bellezza di questa storia di fuga, approdo e accoglienza che, all’attualità, finisce per pagare un forte tributo.

 

Riccardo Pontegobbi (da LiBeR 146)

Luvi
Stefan Boonen,
ill. di Dieter De Schutter;
trad. di L. Pignatti,
Mondadori, 2025, 328 p.
(Contemporanea)
€ 17,00 ; Età: da 10 anni

 

 

Io, me e le mie avventure
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Io, me e le mie avventure

La realtà diventa piatta e grigia senza la fantasia e che cosa c’è di più fantastico che organizzare una fuga da casa? Gaspar è un ragazzino di dieci anni, ma ha già idee ben precise sugli adulti. Per esempio è convinto che i diritti dei bambini non debbano essere messi in discussione. Così decide di scappare da casa. Una storia divertente, piena di humor per chi ama il gioco e lo scherzo, Io, me e le mie avventure racconta come il desiderio di ignoto si trasforma per Gaspar in una magica avventura più inventata che reale, una prospettiva diversa di vedere le cose. I motivi per scappare di casa sono svariati e Gaspar li enumera uno dopo l’altro, ma la ragione fondamentale è che non va d’accordo con i genitori. Si sente rimproverato ingiustamente quando invece spesso la colpa è delle due sorelle più piccole; non viene ascoltato quando espone le sue ragioni; è insomma trattato in maniera non adeguata, si sente incompreso. “So meglio di loro cosa fare per il mio bene.” Il motivo di discussione è la scelta della scuola media. Lui vuole restare vicino a casa con i suoi compagni, loro preferiscono una scuola “migliore e più grande.” Il solito discorso dei genitori: sceglierai quello che vuoi quando sarai più grande e non osare contraddire altrimenti chiuditi in camera tua. Considerazioni di Gaspar: “più diventiamo preadolescenti, meno i genitori ci capiscono, ma noi capiamo di più come la pensano loro e quindi andiamo meno d’accordo.” Ma una volta decisa la fuga, il problema è come attuarla. E qui comincia il bello. Giorno per giorno si snoda il suo diario che rivela un carattere molto attento ai particolari e deciso ma anche consapevole delle innumerevoli difficoltà che dovrà affrontare sia che la sua fuga avvenga in un bosco vicino a casa o in un Paese straniero. Quest’ultima scelta è subito esclusa poiché anche i suoi amici sono partecipi del progetto e lo mettono in guardia dai pericoli che potrebbe incontrare. Leggendo le traversie di Gaspar e i suoi interrogativi vengono in mente i nostri ricordi d’infanzia ed è questo il pregio di questo piccolo libro. È come se tutto fosse accaduto in ambienti di sogno, senza dimenticare turbamenti e contraddizioni, ma neppure la svogliatezza di quei giorni felici quando sembrava che nulla potesse avere fine.

Paola Benadusi Marzocca (da LiBeR 146)

Io, me e le mie avventure
Charly Delwart,
ill. di Ronana Badel;
trad. di F. Novajara
La Nuova Frontiera Junior, 2025, 144 p.
€ 13,90 ; Età: da 9 anni

 

 

 

Laika
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Laika

 

A quasi venti anni dalla sua uscita giunge in Italia Laika, un graphic novel dedicato al primo essere vivente “lanciato” nello spazio. Il libro nel 2008 è stato insignito dell’Eisner Award, uno dei più prestigiosi riconoscimenti nel campo dei fumetti, viene proposto da Tunué e porta la firma di Nick Abadzis. Laika racconta molto di più della storia di Kudrjavka, Codariccia, come era stata soprannominata questa cagnetta randagia scelta e addestrata per affrontare la missione spaziale a bordo dello Sputnik 2. Oltre a essere un atto di amore verso l’animale, il libro ha il pregio di ricostruire, tra finzione e realtà, il contesto storico culturale che dette origine all’impresa. Il racconto, in quattro capitoli, alterna e intreccia due piani narrativi: quello dedicato della realizzazione di una delle più note missioni spaziali e quello “biografico” della cagnolina. L’incipit anticonvenzionale e inaspettato mostra un uomo in lotta per la sopravvivenza in un gelido paesaggio nordico. Si tratta di Sergej Pavlovič Korolëv, il principale artefice dei programmi spaziali dell’Unione sovietica, arrestato alla fine degli anni trenta del secolo scorso, durante le purghe staliniane, e spedito a Kolyma in Siberia. Il fumetto con un salto temporale ci porta nel 1957, al lancio appena avvenuto dello Sputnik 1, cui Korolëv allora riabilitato dette un contributo immenso, e alla atmosfera di cupa segretezza che caratterizzò la realizzazione della seconda missione nello spazio. Imposta da Chruscëv allo stesso Korolëv per celebrare i quaranta anni della Rivoluzione di Ottobre avvenne a un mese di distanza dalla prima, un periodo troppo breve perché andasse a buon fine e che si rivelò fatale per il destino di Laika. La versione ufficiale dei fatti racconta che la cagnetta sopravvisse quattro giorni in orbita; la realtà, documentata da fonti diverse, elencate al termine libro, fu che a poche ore dal lancio Laika morì a causa del surriscaldamento della capsula. Ecco come andò a finire la storia di questo animale vivace, sveglio, amatissimo da coloro che se ne presero cura, che si affidò fiducioso al proprio destino. Ripercorsa passo dopo passo, la vicenda della cagnetta non può non appassionare chi la segue e soprattutto, alla luce di queste rivelazioni, merita di essere letta.

Francesca Brunetti (da LiBeR 146)

Laika
Nick Abadzis;
trad. di O. Martini
Tunué, 2025, 208 p.
(Prospero’s books)
€ 19,90 ; Età: da 14 anni

 

Incontriamoci alla fine del mondo
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Incontriamoci alla fine del mondo

Il romanzo prende avvio da un contesto pre-apocalittico, raccontando come Aisha, adolescente che vive in Malesia, affronta con la sua famiglia le settimane che la separano dalla fine del mondo. Infatti, proprio nel giorno in cui scoprono di aver superato le prove di ammissione all’università, Aisha e il fidanzato Walter apprendono che un asteroide è entrato in rotta di collisione con la Terra e che, nonostante una serie di tentativi segreti, i leader mondiali non sono stati in grado di evitarlo. Nel tempo che resta loro da vivere, Aisha e la madre decidono di partire per cercare June, la sorella che un paio di anni prima le ha abbandonate e ha interrotto i contatti con loro. Con Walter, i suoi genitori e un gatto randagio che non hanno il coraggio di abbandonare, Aisha si mette in viaggio per Malacca, con la speranza di trovare la sorella nella vecchia casa dei nonni. A dispetto dell’ambientazione e della scintilla che muove la trama, il felice esordio di Nadia Mikhail non è affatto un romanzo di genere, ma una storia che esplora le relazioni e che ha il suo centro nel verbo “incontrare”, presente sia nel titolo italiano, sia – con una sfumatura diversa – nel titolo originale (The cats we meet along the way). Durante il viaggio, che tocca tappe significative per l’universo emotivo dei personaggi, il lettore si interrogherà su quali comportamenti rendono dignitosa la vita degli uomini, cosa significhi essere una famiglia, in quali differenti modalità le persone affrontano il dolore e la perdita. Incontriamoci alla fine del mondo è una riflessione delicata, ma non consolatoria, sulla transitorietà dell’esistenza, minacciata non soltanto dalla catastrofe in arrivo, ma anche dal ciclo naturale della vita. La vecchiaia e la malattia, evocate nei ricordi di famiglia, non determinano un abbandono alla disperazione, ma al contrario rafforzano la volontà di celebrare la vita e i legami tra le persone. Il romanzo intesse realtà e sogni, passato e presente, con una fluidità narrativa che non spiazza il lettore, ma gli restituisce pienezza di senso e di orizzonte. In conclusione, si tratta di un libro che scalderà il cuore dei lettori adolescenti, poiché non nasconde il dolore, ma lascia campo alla speranza.

Matteo Biagi (da LiBeR 146)

Incontriamoci alla fine del mondo
Nadia Mikail
trad. di M. Bastanzetti
Il Castoro, 2025, 177 p.
(HotSpot)
€ 16,50 ; Età: da 13 anni

 

 

I topi ballano
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I topi ballano

(Quando il gatto non c’è) i topi ballano. E il gatto, per esempio, può essere la mamma, la maestra, può essere anche la ragazza grande che ti fa da baby sitter – intendiamoci, se sei un bambino come quelli che leggono I bruchi”, libri per bambini piccoli, questo compreso.

Altrimenti, per tutti gli altri, quelli che sono già grandi, il gatto è solo quello che sta sopra di loro, perché è più forte, più potente, magari un capo, per intenderci. Perché il celebratissimo detto conia una metafora ricordandosi della favola antica che prevede gli animali al posto degli uomini, che si comportano come in genere si comportano gli uomini, soprattutto nelle malefatte e nei vizi. Dopo questa puntualizzazione, i topi possono irrompere sulla scena. Il segnale di via è inequivocabile: “Clic clac”. È la serratura della porta della casa del gatto, che poi clandestinamente è anche la loro, che si apre e poi si chiude (e allora si capisce che il gatto è uscito!). Quindi, disciplinati dalle indicazioni del Capotopo ballerino – eccolo, spavaldo, ciuffo nero accuratamente esibito – i topi escono dagli anditi più segreti e si accingono ad aprire le danze. Ci sono ballerine e ballerini che, in costumi che si addicono alle coreografie di balli diversificati, uno per ogni giorno di uscita del gatto, si fanno ammirare dai piccolissimi lettori.

Ma il sabato di quella settimana, quella che cade nelle pagine del libro dei bambini, succede qualcosa che non ci aspetteremmo.

Insomma, il gatto che quel giorno non ha incombenze precise (in fondo è sabato), dopo aver bighellonato per un po’, fa dietrofront e avvicinandosi a casa scorge dalla finestra uno spettacolo inaspettato. I topi che ballano. E invece di lisciarsi I baffi in attesa di... si sente offeso, si indigna, (perché non mi hanno invitato?).

E I topi? I topi a loro volta hanno in serbo un’altra sorpresa. Quasi più strabiliante di quella del gatto. Andare a vedere per credere.

Una favola con la sua morale, che si fa beffe in pagine figuratissime e colorate di luoghi comuni, moralismi, e perché no? anche di pregiudizi.



Rosella Picech (da LiBeR 147)

I topi ballano
Giuditta Campello
illustrazioni Mauro Garofalo
Feltrinelli Kids, “Bruchi”, 2025
32 p., € 7,50

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