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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

La villa delle meraviglie
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La villa delle meraviglie

La villa delle meraviglie si apre letteralmente al lettore, ergendosi in piedi maestosa ed invitante, pronta ad accogliere la piccola protagonista Flora ed ogni altro visitatore che desideri perdersi tra le sue stanze. Non è un gioco di parole, il libro è infatti ideato in modo da poterlo posizionare verticalmente, utilizzando la coperta anteriore come perno: così siamo pronti ad addentrarci nel viaggio alla scoperta della villa di zia Violetta, aprendo le pagine come in un gioco di finestrelle che, una dopo l’altra, ci svelano le “meraviglie” promesse nel titolo. Quella che si prospettava come una noiosa visita di famiglia si trasforma subito in un viaggio emozionante dove la casa si rivela stanza dopo stanza, fino ad arrivare alla vera scoperta finale e cioè la zia in persona, un’avventurosa esploratrice. Flora viene accolta da un turbinio di colori e persone: lussuosi arredamenti, drappi, statuette, lampadari sfarzosi, personaggi strampalati, reperti archeologi, una parata, un pranzo a base di fonduta di formaggio, svariati animali e uno scrigno contenente un antico tesoro sono solo alcuni degli ingredienti che si mescolano nel racconto, durante il quale entriamo nel salone d’ingresso, ci intrufoliamo nelle cucine, attraversiamo la sala da pranzo, il bagno, serre tropicali e laboratori, biblioteche e chi più ne ha, più ne metta! Le pagine traboccano di immagini e particolari come accadeva già in Vacanze da ufo, la precedente opera dell’autrice, abile nel giocare con l’oggetto-libro utilizzandolo in maniera non convenzionale e facendo sì che il lettore sia spronato a cercare e riconoscere i dettagli contenuti nelle vivaci illustrazioni a doppia pagina. A questo scopo nel retro del volume sono segnalati alcuni degli oggetti presenti (fra cui ben 36 prosciutti e salami e 212 costumi) con la domanda diretta al lettore: riesci a trovarli? Grande punto di forza di questo albo è il prestarsi ad innumerevoli letture: il libro stimola il lettore ad interagire con il racconto, giocando a scovare i particolari nascosti, concentrandosi su punti di vista diversi, allenando lo sguardo e, perché no, inventando storie parallele all’interno della narrazione principale.

Giulia Romualdi (da LiBeR 125)

La villa delle meraviglie, un libro da … esplorare
Cléa Dieudonné
Terre di Mezzo, 2019, 48 p.
€ 20,00 ; Età: da 3 anni

Tutti in carrozza!
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Tutti in carrozza!

La giovane Elisabeth Corblin sceglie il formato all’italiana -e come potrebbe essere altrimenti!- per farci viaggiare su un treno animato da tante figure vintage, coloratissime, che rendono molto dinamica e divertente ogni doppia pagina con un tripudio di abiti, acconciature e posture. In Tutti in carrozza! il ritmo è cadenzato dal gioco tra due persone, di cui una adulta, che si costruisce intorno a domande e osservazioni dettate da un acuto spirito di osservazione infantile alla quale seguono risposte strampalate e fantasiose:
- “Com’è possibile che, a volte, delle gocce d’acqua scorrano sui vetri anche se fuori non sta piovendo?”
- “Ah, questo succede quando i controllori sul tetto sgocciolano l’insalata per i panini del pranzo.”
L’autrice  dichiara in terza di aver preso ispirazione da un episodio effettivamente accaduto in cui il fratello avrebbe davvero spiegato a una bambina, un giorno, su un treno, che quelle gocce d’acqua erano dovute ai controllori che sgocciolavano l’insalata dal tetto.
La scelta dell’autrice di non rappresentare quasi mai le sedute del treno - e anche quando lo fa sembrano galleggiare in aria, prive come sono delle gambe - sembra voler rinforzare la dimensione immaginifica del viaggio privo di meta al quale si è invitati a partecipare: protagonisti sono i personaggi, umani e non, e la gran quantità di oggetti che scatenano ilarità invitando a cercare con occhi e dita curiose le mille storie potenziali che attendono di essere disvelate dal lettore: una struttura narrativa che ricorda tanto sia i wimmelbuecher che alcune illustrazioni un po’ psichedeliche degli anni ‘70.
La scelta dello stampatello maiuscolo, come ogni altra pubblicazione della casa editrice, si allinea a una tendenza in atto che vede più di un editore proporre collane per primi lettori con l’intento di integrare un’offerta notoriamente percepita da più parti come pronta per accogliere una maggior varietà di proposte. 
Una nota curiosa: ci si può aspettare che la ricchezza di dettagli e posture si affermi come cifra stilistica dell’autrice che dichiara: “Lavoro in un angolo, e mi piace sentirmi in trappola. Appendo alcuni disegni al muro, e alcune piccole immagini che mi fanno sentire altrove, come una cartolina della piscina scoperta con persone che ridono in cima al trampolino, e abeti in fondo, con le quali immagino si possa fare un picnic dopo il nuoto".

Francesca Romana Grasso (da LiBeR 125)

Tutti in carrozza!
Elisabeth Corblin
Pulce, 2019, 32 p.
€ 10,00 ; Età: da 4 anni

 

Un anno di poesia
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Un anno di poesia

 

Un libro semplicemente meraviglioso nato dall’incontro tra la capacità di giocare con le parole di Bernard Friot e quella di giocare con i colori e le forme di Hervé Tullet. Finalmente è arrivato anche in Italia L’agenda du (presque) poète, ovvero L’agenda del (quasi) poeta: questo è infatti il titolo dell’edizione originale del libro, uscito in Francia nel 2007 per le Éditions de la Martinière. Ma Un anno di poesia è qualcosa di più di una semplice traduzione: si potrebbe dire, giocando col titolo, che è (quasi) un nuovo libro. Grazie al prezioso lavoro di traduzione e adattamento di Chiara Carminati, l’edizione di Lapis è stata arricchita da una selezione di testi poetici italiani che spazia dagli autori più classici e noti ad altri contemporanei e meno conosciuti.
Il volume è organizzato come una vera e propria agenda, dal 1° gennaio al 31 dicembre, ma all’interno della forma-agenda nasconde molto altro: un manuale di scrittura, un’antologia di poesia, una guida alla lettura, alla riflessione, alla ricerca e all’azione. E’ un giocoso invito all’apprendista poeta che è nascosto in ognuno di noi, per aiutarci a trovare la sua voce e a farla uscire: un intero anno di poesia in cui ogni pagina corrisponde a un giorno e per ogni giorno ci sono una citazione, una poesia o una parte di essa, un gioco di scrittura o di lettura, rilettura, relazione con gli altri.
Il linguaggio poetico è stato poi reso visivo da Hervé Tullet con illustrazioni che si sviluppano su doppie pagine ed entrano in interazione con le parole dei poeti e gli “esercizi” di Friot. Diverse tecniche (pittura, disegno, collage, stampa e altro ancora) e molti colori si mescolano e succedono, muovendosi su un fondo bianco che rimane sempre ben visibile, come a voler lasciare questo spazio vuoto al lettore, a quel “quasi poeta” che ognuno può diventare con questo libro tra le mani.
365 giorni per portare la poesia nella vita quotidiana e imparare a osservare la vita quotidiana e trasformarla in poesia, 365 giorni all’insegna della libertà, della leggerezza, della sperimentazione, per sporcarsi le mani con le parole, senza paura di sbagliare o di non essere capaci: un libro raccomandato anche agli adulti, tutti.

Eléonore Grassi (da LiBeR 125)

Un anno di poesia
Bernard Friot, ill. di Hervé Tullet;
trad. e adattamento di C. Carminati
Lapis, 2019, 400 p.
€ 19,90 ; Età: da 8 anni

 

 

Sredni Vashtar
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Sredni Vashtar

Bambini e animali, prediletti nei suoi fantastici racconti, luoghi in cui riversa uno sguardo arditamente critico sulla società in cui visse. Nato in Birmania durante il colonialismo vittoriano e cresciuto nell'Inghilterra edoardiana, Saki proietta sui bambini delle sue invenzioni narrative, brevi, grottesche, a volte macabre, l'esperienza della sua propria infanzia, popolata di adulti sconvenienti e sadici. Bambini alla ricerca di un riscatto, spesso immaginato come una terribile vendetta, inclini a sodalizi con animali complici. Fulgido esempio del suo mirabile talento che li associa, questo Sredni Vashtar. Un bambino vessato, succube del perbenismo della sua rigida parente-carceriera (eccoli, li vediamo entrambi, nell'ambiente ricreato in bianco e nero con perizia interpretativa di caratteri ed epoca da una brava illustratrice) trova rifugio all'aridità della vita nella sua fervida immaginazione, ampiamente esercitata in un capanno degli attrezzi del giardino della casa in cui alloggia. Che questo sia un luogo del cuore, lo suggerisce l'illuminarsi di colore della pagina ogni qualvolta il capanno compare nel progredire della narrazione. Perché tanta sintonia fra il bambino e quell'alternativa, all'apparenza povera, alla sontuosa dimora della sua tutrice? Scopriamolo. Nel capanno hanno casa una gallina Houdan, suo unico conforto nel mondo arido di affetti in cui è confinato, e un furetto. Colei che trae piacere inconfessabile nell'infierire sul bambino sottrae e vende la prelibata gallina. Ma il furetto, chiuso in una conigliera, precluso alla vista e alla fuga da fitte sbarre di pesante metallo, per il momento è salvo. È su quest'ultimo che si affissano le speranze del bambino: “Concedimi una grazia, Sredni Vashtar”. Questa creatura  misteriosa, che non si vede e non si sente, ormai eletta a divinità onnipotente, va blandita di fiori e di preghiere, perché esaudisca il desiderio dell’orante. Ma Sredni Vashtar, non più furetto, invece dio che tutto può, potrà anche “quello”? In un crescendo di suspense del tutto degno del suo genio, Saki compirà il suo tremendo miracolo blasfemo…

Rosella Picech (Da LiBeR 125)

Sredni Vashtar 
di Saki, ill. di Francesca Pusceddu
Orecchio acerbo, 2019, 48 p.
€ 16,00 ; Età: da 7 anni

La scatola magica
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La scatola magica

 

La chiave delle narrazioni di Komako Sakai è la rappresentazione del quotidiano infantile fatto di scoperte nel quale si incontrano bambini e adulti. Gli scampoli di vita, su cui vengono intessute le narrazioni, sono cuciti con gesti minuscoli, con frasi semplici, espressioni, umori, insomma con scene nelle quali ogni essere umano si riconosce. La splendida narrazione dell’artista giapponese, La scatola magica, arriva in Italia grazie alla maison emiliana Kira Kira. Komako Sakai racconta l’avventura di Riko che sta giocando circondata dai suoi giocattoli, ma viene disturbata dal fratello che irrompe nel suo spazio; anche la mamma affaccendata disturba il suo momento di gioco e Riko si arrabbia a tal punto da sentire la necessità di avere una casa tutta per sé. Prontamente la mamma le porta una scatola di cartone che trasforma con qualche taglio in una casetta con porta e finestre, poi le procura un pezzettino di stoffa per creare il pavimento; Riko appoggia la scatola sopra a una sedia per trasformarla in una casa a due piani: la nuova casa è pronta e dentro c’è tanto spazio nel quale -secondo la sua fantasia- può trovare posto anche lei. Così Riko dispone i giocattoli, che improvvisamente si animano e partecipano attivamente alla sua nuova vita quotidiana. Una semplice scatola è la metafora del vigore della fantasia di un bambino, un contenitore grezzo e vuoto che si arricchisce e si trasforma attivando un dialogo con tutti gli elementi esistenti e non. In questo angolo di pace, dove la piccola Riko ritrova se stessa, c’è spazio anche per quel fratello che spesso irrompe nel suo mondo. Come in ogni sua opera, l’autrice ha prediletto il linguaggio garbato, le frasi semplici e un tratto molto lineare per disegnare gli elementi che compongono le illustrazioni, dai personaggi agli arredi. E come in ogni sua opera, l’autrice trasforma il linguaggio domestico in un linguaggio universale, riconoscibile attraverso le emozioni dei personaggi. La storia di Riko e della sua scatola è la storia comune di ognuno di noi, della ricerca del proprio spazio e della propria intimità per coltivare la voce narrante che aiuta a crescere.

Adolfina De Marco (da LiBeR 125)

Uno spazio per sé
La scatola magica
Komako Sakai
Kira Kira, 2019, 36 p.
€ 14,00 ; Età: da 4 anni

 

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