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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Proibito leggere
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Proibito leggere

 

Se è vero che la madre di tutte le battaglie sulla censura si combatte da sempre negli Stati Uniti, dove fin dall’apparizione del “reprensibile” Huck Finn si assiste a un ampio e reiterato spettro di tentativi di mettere fuorilegge classici e novità librarie non graditi a integralisti di ogni genere, non si può dire che ad altre latitudini i nemici della lettura libera se ne stiano con le mani in mano. Anche questa rivista ha documentato svariati episodi censori che, volta a volta, hanno preso di mira autori, editori, insegnanti, bibliotecari e librai impegnati sul territorio nazionale in un’opera sempre meno scontata di promozione della lettura rivolta a bambini e ragazzi, i quali, non va dimenticato, sono le principali vittime dell’accanimento censorio.  
Uno dei meriti principali di questo gustoso romanzo dello statunitense Alan Gratz è proprio quello di dare voce alle vittime, attraverso il racconto in prima persona della protagonista Amy Anne, nove anni, che di punto in bianco si trova a dover rinunciare alla ri-lettura del suo libro preferito —  Fuga al museo di E.L. Konigsburg, da sempre disponibile sugli scaffali della biblioteca della Shelbourne Elementary School — a causa della richiesta di messa al bando per “inappropriatezza” avanzata dalla signora Spencer, madre di un suo compagno di classe. Amy Anne è timida e piuttosto riservata e normalmente preferisce non dare fiato alla sua ammirevole capacità di controbattere; ma questo evento cambia tutto. La battaglia che seguirà — le cui tappe, come la fondazione e la gestione della Biblioteca segreta dei Libri Banditi o la resa dei conti in Consiglio d’Istituto, non mancheranno di divertire e di assoldare tanti giovani lettori tra le file dei rivoltosi — segnerà per lei e per i molti che si uniranno alla lotta un momento di consapevolezza e di crescita collettiva. Che la censura finisca per incrementare il consumo di quanto oggetto della sua attenzione è risaputo; questa storia ne è ulteriore e intelligente dimostrazione tanto che come i protagonisti, anche i lettori, grazie alla capacità dell’autore di spargere empatia a piene mani,  non vedranno l’ora di procurarsi (e leggere!) tutti gli undici libri messi all’indice dalla signora Spencer.

Riccardo Pontegobbi

Proibito leggere
Alan Gratz; trad. di Elisa Caligiana
Mondadori, 2019, 243 p.
(Contemporanea)
€ 17,00 ; Età: da 10 anni

Piccola volpe
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Piccola volpe

 

Bisogna leggerlo molto lentamente questo libro dove la piccola volpe protagonista guida il lettore nell'esplorazione del mondo attraverso il suo sguardo. La seguiamo dietro una fila di gabbiani, per poi ritrovarci con lei accanto a un cormorano che le mostra come si aprono le ali per volare. La piccola volpe continua il suo cammino attraverso le dune fino a quando la sua attenzione viene catturata da due farfalle viola che subito rincorre. Lo sguardo diventa ora veloce e segue la volpe fin quando spicca il volo e cade.
Inizia così il sogno dell'infanzia in questo lavoro di Edward Van de Vendel, che Marije Tolman completa perfettamente con le sue illustrazioni.
La scoperta del mondo è sempre un’avventura: si corre, si cerca, si trova, si cade e a volte ci si caccia nei guai. Belle le pagine del gioco tra fratellini e sorelline che nella tana imparano a camminare e si fanno il solletico. Non c'è una pagina su cui non ritornerete e, statene certi, questa è una di quelle storie in cui sentirete i bambini ripetere: Ancora! C'è il mondo di ogni bambino, ci sono la paura e il gioco, che è sempre la strada per nuove scoperte e amicizie.
La scelta dei colori conferma la maestria di Marije Tolman, già nota ai lettori per gli albi realizzati insieme al padre: qui inserisce nelle illustrazioni un nuovo elemento, la fotografia delle dune olandesi, riuscendo a ricreare l'ambiente naturale senza suscitare quell'effetto artificioso che potrebbe risultare dalla commistione delle diverse tecniche utilizzate.
Nella seconda parte del libro un altro piccolo esploratore, in sella alla sua  bici, si avventura negli stessi luoghi della volpe: lo osserviamo compiere quasi gli stessi gesti, imitando gli uccelli che gli volano vicino, per poi sfrecciare sulla sua due ruote…
Intanto la piccola volpe continua le sue scoperte fino all’incontro inaspettato fra due esploratori di specie diversa.
Chi non è curioso, quando vede qualcosa di nuovo? Piccola volpe ha sognato tutto quel che è successo? O tutto è davvero avvenuto? Che importa se era solo un sogno, l'importante è che al risveglio tutto sia come prima. L'avventura della scoperta del mondo può proseguire.
Un perfetto racconto d'infanzia, un capolavoro che piacerà a tutti i bambini.

Agata Diakoviez da (LiBeR 126)

Piccola Volpe
Edward Van de Vendel, Marije Tolman;
trad. di L. Pignatti
Il Castoro, 2019, 86 p.
(Il Castoro bambini)
€ 14,00 ; Età: da 7 anni

 

 

Le orme di papà
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Le orme di papà

 

A tutti quegli adulti che già da bambini si preoccupavano per i loro cari, quando i genitori tardavano a rincasare. Il motivo dell’attesa è una delle quintessenze della letteratura, del teatro, del cinema: cosa accadrà dopo? E adesso?
Pure, per quelle anime che conoscono il peso dell’angoscia fin dall’infanzia, la paura di perdersi in un tempo ghiacciato in cui il papà e/o la mamma non torneranno più, c’è un surplus di dolore che recalcitra a conforti letterari. Altro è temere davanti a un libro o a un film – pur magnifici – e altro sentire il peso dell’assenza sulla pelle, il vuoto che i minuti sembrano non colmare mai.
Forse in quel gerundio voluto da Beckett  a intessere il baratro crudele dell’attesa – anche quella per antonomasia destinata a restare senza speranze – c’è la possibilità di provare ad abitare quei meandri con percorsi lenitivi di parole. In questi delicati territori si è spinta con sensibilità Lorenza Farina con Le orme di papà, albo inseparabile dall’abbraccio visuale caloroso e terso di Eleonora Pace.
È quasi Natale nello spazio di attesa di Arturo, Natale di profumi di mandorle tostate e legna che scoppietta nel camino, ma anche di strade gelate e di un papà che dovrebbe tornare ma che  –  a detta della mamma – al cellulare non risponde.  E qui ognuno/a può fare le proprie riflessioni sulle attese vissute da bambino/a in ere con o senza telefoni portatili.  Poi la pagina di un quaderno a quadretti, un disegno a matita di se stesso e del papà insieme nella lettera a Gesù Bambino che la mamma gli suggerisce di inviare. Arturo scruta tracce d’ansia sul volto di lei, poi la vede distendersi nei ricordi (sulle spalle le spuntano ali a matita), le sue antenne empatiche sono più che mai vigili, legge il sentire della madre, ma al tempo stesso affiora in lui la paura: e se il papà non tornasse?
Da qui in poi è un innaffiare il deserto dell’attesa con il ristoro della memoria di istanti vissuti col padre, epifanie che Pace acutamente immagina come suggestioni nitide e rassicuranti – il papà che rincorre con lui le lucciole, osserva le forme delle  nuvole, gli confida i grattacapi che lo appesantiscono. Allora, al di là del felice scioglimento, è questo amore che vince sul tempo atroce dell’attesa.

Maria Grosso (Da LiBeR 126)

Le orme di papà
Lorenza Farina, ill. di Eleonora Pace
Il Ciliegio, 2019, 32 p.
€ 13,00 ; Età: da 3 anni

 

 

Nello spazio di uno sguardo
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Nello spazio di uno sguardo

 

Bene ha fatto l’editore a pubblicare questo libro in Italia, segnalato con menzione speciale alla Fiera di Bologna del 2019. E acutamente ha trasformato l’originale titolo À travers in Nello spazio di uno sguardo, perché il libro racconta appunto di spazi, di sguardi, di punti di vista. È una sorta di diario, anno dopo anno, della vita di un uomo che decide di diventare astronauta: lo seguiamo dall’inizio (la prima immagine lo raffigura nella pancia della mamma) fino alla morte. Con un procedere apparentemente asettico (sembrerebbe una pura registrazione di fatti) ci scorrono davanti agli occhi tutti gli episodi della sua vita, fissati con cadenza annuale da poche, scarne parole: una data e un luogo. Dal momento che è compito delle immagini raccontare, noi siamo invitati a esplorare ogni illustrazione per cogliere l’incessante procedere dei giorni e per ricostruire così la sua vita. Riusciamo a intuire i sogni, i desideri, le conquiste di questo bimbo che diventa uomo, dai capelli rossi e dal grande amore per il cielo; incrociamo momenti significativi delle esplorazioni spaziali come l’allunaggio nel 1969, la missione dello Shuttle Discovery nel 1990, la partenza dello Space Shuttle Columbia nel 2002 e il suo disastroso incidente. E così, di pagina in pagina, comprendiamo che lo sguardo del lettore e quello del protagonista si intrecciano: a sinistra il protagonista in un momento della propria esistenza, a destra ciò che lui stesso sta guardando – attraverso uno strumento (una lente, uno schermo, un cannocchiale) o al di là di una soglia (una finestra, una porta, una fessura). E trovo commovente notare come siano due momenti dell’infanzia del protagonista, l’amore per gli insetti e per il cielo, ad accompagnarlo negli ultimi istanti della vita. L’uso esclusivo di colori primari (giallo, rosso, blu con il nero e il bianco) e la parsimonia delle parole fanno di questo splendido libro un esempio di grande eleganza e al contempo un racconto poetico, lieve e intenso. Un incantevole inno alla vita.

Angela Dal Gobbo (da LiBeR 126)

Nello spazio di uno sguardo
Tom Haugomat
Terre di mezzo editore, 2019, 184 p.
(Acchiappastorie)
€ 20,00 ; Età: da 10 anni

 

 

Marie Curie
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Marie Curie

Nella presentazione dell’editore è “un libro che parla ai più piccoli di coraggio, tenacia, amore e solidarietà”: in realtà Marie Curie. Nel paese della scienza di Irène Cohen-Janca e Claudia Palmarucci con l’ottima traduzione di Paolo Cesari, parla a tutti, grandi e piccoli. Non solo per le preziose illustrazioni, la ricerca iconografica, la ricchezza delle fonti ma per come racconta pubblico e privato di una delle più grandi scienziate del Novecento: l’amore per il marito, la disperazione per una relazione amorosa impossibile, il rapporto non sempre facile con le figlie, il modo di intendere la scienza lontano da ogni idea di profitto, l’impegno per assistere i soldati feriti in guerra. Ne emerge una figura ancora più grandiosa di quella che conosciamo, più imponente, ricca, ammirevole, spigolosa della Marie Curie nata Sklodowska, vincitrice di due Premi Nobel, uno per la fisica e l’altro per la chimica.
La biografia di Orecchio Acerbo si offre a numerose letture. Percorrendo la vita di Marie Curie come parte fondamentale delle conquiste delle donne in campo scientifico e non solo, viene in mente l’immagine fotografica dei fisici riuniti a convegno a Solvey, in Belgio, nel 1927: tra quelle 29 persone c’è lei, unica presenza femminile. Sarà la prima donna a conquistare il Nobel, a insegnare alla Sorbona, a accumulare altri primati. A controbilanciare le fatiche delle sue conquiste c’era la passione per la ricerca, che la rendeva incurante persino degli effetti sul suo corpo del materiale radioattivo che maneggiava. Eppure quando vinse il Nobel insieme al marito Pierre Curie solo a lui fu concesso di parlare nel corso della cerimonia; lei rimase seduta e silente, nonostante fosse un momento storico nel rapporto donne-scienza. A raccontare questo particolare così rivelatore sono le immagini, con la precisione dei dettagli e la poesia delle sfumature giallo ocra che si rincorrono a ricordare i bagliori della radioattività. Infine meritano un apprezzamento le “Note alle illustrazioni” in appendice, che non solo arricchiscono e chiarificano molti passaggi, ma raccontano lo studio e la cura con cui nascono le illustrazioni e gettano una luce importante sul “backstage” del lavoro degli illustratori.

Vichi De Marchi (da LiBeR 126)

Marie Curie
Irene Cohen Janca,
ill. di Claudia Palmarucci;
trad. di Paolo Cesari
Orecchio Acerbo, 2019, 88 pag.
€ 16,50 ; Età: da 8 anni

 

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