Logo LiBeRWEB Logo LiBeRWEBLogo LiBeRWEB
  • Home
    • Chi siamo
      • Contatti e staff
    • Fondazione Accademia dei Perseveranti
    • Login
  • Prodotti
    • LiBeR
    • LiBeR Database
    • Pubblicazioni
    • LiBeR in formato digitale
    • Download
    • Bookshop
  • Eventi
  • Newsletter
    • Archivio delle newsletter
  • Rubriche
    • Progetti
      • Buone pratiche
    • Segnali di lettura
    • Strumenti infanzia
    • Zoom editoria
    • Scelti per voi
    • La cassetta degli attrezzi

Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Il Mahabharata
Featured

Il Mahabharata

 

Con Il Mahabharata siamo di fronte ad un libro di elevata spiritualità, l’essenza della filosofia indiana nel quale convergono una molteplicità di argomenti, dalla politica alla cosmologia, dall’arte alla storia, in un complesso di vicende che corrono oltre l’immaginazione e sono fonti di miti e leggende che permeano l’immaginario indiano. Detto “il grande poema del mondo”, Il Mahabharata narra del conflitto tra le dinastie dei Pandava e i Kaurava, due clan di stirpe lunare composti da cinque e da cento fratelli le cui vicende si svolgono tremila anni avanti Cristo.
A lungo sconosciuto in Occidente, dalla Francia è arrivato in Italia, per merito della milanese Ippocampo, attraverso la rielaborazione grafica del racconto tradizionale, ad opera degli autori Carrière e Michaud che l’hanno reso accessibile al pubblico.
Colpisce la scelta cromatica che fa trasparire il significato  dei colori in quanto simboli nei quali il popolo indiano riconosceva codici sociali ben definiti e sono, tuttora, una parte della coscienza culturale e del credere. L’illustratore, ad onor del vero, ha scelto una palette basata sull’offerta che la natura, allora, metteva a disposizione ricavando il giallo dallo zafferano, il bianco dalla biacca e il porpora dal murice. Dalla cover alle tavole, tuttavia, domina il blu, colore di prestigio che diventa elemento narrativo per eccellenza per rappresentare la legge cosmica, il Dharma, e il Krishna, suprema divinità ed eroe principale raffigurato con la pelle blu che trasmette al discepolo Arjuna gli insegnamenti eterni della vita. Il colossale poema in lingua sanscrita, opera di Vjasa, scrittore e protagonista secondo la tradizione, si è sviluppato in circa centomila versi nel corso dei secoli a partire dal IV secolo a.C. fino al IV secolo d.C. mantenendo inalterata la portata del messaggio spirituale, cioè la segreta capacità umana di trascendere l’azione dalla sofferenza verso la liberazione da essa fino alla sublimazione dell’essere. Averlo tradotto in grafica significa averlo liberato dai nascondigli della Storia per consentirgli di parlare agli uomini e continuare a depositarsi nella memoria collettiva costruendo visioni del mondo.

Adolfina De Marco (da LiBeR 126)

Il Mahabharata
Jean –Claude Carrière, Jean-MarieMichaud
L’Ippocampo, 2019, 440 p.
€ 29.90 ; Età: da XX anni

Lupa bianca lupo nero
Featured

Lupa bianca lupo nero

Alla galleria degli eroi imperfetti e affascinanti di Marie Aude Murail ecco aggiungersi Sauveur Saint-Yves. Alto, nero, di origini antillane, dalla voce “carezzevole di Nat King Cole quando canta Unforgettable”, è uno psicologo e vive a Orlèans da solo, con il figlio di 8 anni, Lazare, mentre la moglie è morta anni prima. Il suo studio si trova in casa ed è lì che si svolge prevalentemente la vicenda, ovvero le vicende, attraverso i suoi problematici pazienti. Sauveur li ascolta, cerca di assisterli, “salvarli” forse, aiutandoli a mettere a fuoco ciascuno i propri problemi e spingendoli ad affrontarli. Mentre passano da lui, tra gli altri, una ragazza autolesionista, una coppia separata in cui la moglie si è innamorata di un’altra donna, una ragazzina che ha dubbi sulla propria identità di genere e altri casi di un'umanità attuale, dolente e smarrita, il protagonista non si accorge che una porta vicina al suo studio è sempre socchiusa e che un paio di orecchie curiose non perdono una parola di quanto viene raccontato nel suo laico confessionale. Mentre il piccolo Lazare origlia, l'autrice parla in modo diretto ma delicato al tempo stesso anche di temi scabrosi - o considerati tali - al suo pubblico di lettori presumibilmente adolescenti. Di sicuro pochi come lei possono permettersi un tale ardito cocktail, mescolando con leggerezza non superficiale la vita quotidiana di uno psicologo francese con le sofferenze e patologie che passano dal suo studio, alcune misteriose e minacciose lettere anonime e riti malefici che giungono dal passato, e la vita in una lontana isola delle Antille. Il risultato è  ricco di aromi diversi tra loro ma senza note stonate, ed è così ben miscelato da risultare appassionante fin dalla prima pagina, come un moderno romanzo di appendice di cui non si vede l’ora di leggere la puntata successiva. In effetti, in Francia, dove è uscito cinque anni fa,  il romanzo è stato il primo di una serie di cinque libri, cinque “stagioni”, come l'autrice li ha chiamati. Che ci auguriamo di leggere presto anche in Italia, per conoscere l'esito dei vari travagliati percorsi scoperti nel primo libro e, soprattutto, avere risposta al quesito fondamentale: è davvero di nuovo innamorato il bel Sauveur?

Antonella Lamberti (da LiBeR 126)

Lupa bianca lupo nero
Marie-Aude Murail;
trad. di F. Angelini
Giunti,  2019, 272 p.
(Waves)
€ 14,00 ; Età: da 14 anni

Heimat
Featured

Heimat

Einaudi porta in Italia Heimat di Nora Krug, tedesca naturalizzata americana: si tratta di un’operazione di visual memories senza precedenti, che acquista ulteriore valore se letta in parallelo con MetaMaus di Art Spiegelman. Entrambi gli autori si interrogano su cosa abbia significato per i loro parenti vivere sotto il nazismo e ambedue hanno operato una ricerca etica, prima ancora che artistica, per indagare la storia affrontando le implicazioni che ciò avrebbe potuto comportare sul piano delle relazioni familiari.
L’opera, già pluripremiata (da The New York Times, The Guardian, The Comics Beat, National Book Critics Circle Award, Moira Gemmill Prize), presenta un elemento che la rende unica: dà voce a quel sentimento tedesco che, a partire dagli orrori del secolo breve, si misura tra vergogna, senso di colpa e smarrimento, una dimensione che ricorda, in maniera amplificata, il peccato originale. Stupefatta che ancora oggi qualcuno le rivolga per scherzo il saluto nazista, la Krug ha deciso di far luce sui sentimenti ambivalenti, fusi e confusi che accompagnano le giovani generazioni tedesche.
Il risultato delle sue indagini storiche, artistiche e morali è commovente, poetico, ben documentato: l’autrice  ha creato una miscellanea tra reperti d’archivio, fotografie e oggetti rinvenuti nei mercatini tale da restituire al lettore il suo viaggio nella storia di famiglia, tra timori, incertezze, verità affioranti da vecchi documenti.
Heimat è la parola che in tedesco dà conto di quella sensazione di “casitudine” che fa percepire familiare un luogo indipendentemente dal fatto di conoscerlo, in virtù di elementi non sempre immediatamente definibili che riconducono a una sensazione impalpabile di appartenenza.
Heimat è una sorta di resoconto individuale e universale sul significato di essere tedeschi oggi, dopo che l’angelo della morte che per decenni è stato posto sulle spalle del solo popolo tedesco.
Viaggiare dentro le responsabilità dei vari paesi è operazione complessa cui la Krug non si dedica, mantenendo un taglio intimo, personale, onesto, a partire dalla cerchia degli affetti più vicini  per tentare di capire quali debolezze umane possano consentire, oggi come allora, di scivolare nella mostruosità.

Francesca Romana Grasso (da LiBeR 126)

Heimat
Nora Krug;
trad. di G. Granato
Einaudi, 2019, 288 p.
(Einaudi. Stile libero extra)
€ 19,00 ; Età: da 12 anni

I grigi
Featured

I grigi

 

Per i lettori, soprattutto per quelli che stanno crescendo e crescendo esplorano, cercano, verificano, è indispensabile avere a disposizione storie che aprano non solo a stili, poetiche, modi di maneggiare la lingua diversi, ma anche a generi differenti. È abbastanza semplice, nel panorama editoriale, muoversi fra storie di formazione, horror, fantasy e gialli. Poche invece sono quelle che ripercorrono gli stilemi e l’andamento della fantascienza nonostante il genere si presti a produrre efficaci motori narrativi e a indagare l’altrove, la diversità, l’identità e l’alterità.
I grigi è una storia di fantascienza che inserisce la narrazione in un contesto ambientale, in un muoversi culturale e sociale che appartengono alla nostra quotidianità e alla nostra storia. Ciò è narrativamente molto efficace. L’irrompere dell’altrove in un ambiente riconoscibile e in qualche modo familiare a chi legge provoca una sensazione perturbante che accompagna e rende coinvolgente l’intera lettura.
Angelo è un ragazzino costretto a seguire un padre strambo nelle sue peregrinazioni. La storia inizia con un nuovo trasferimento, a Cavazza, un paese piccolissimo nelle montagne del nord est italiano. Ci sono boschi, sentieri, animali, baite solitarie, il bar del paese, la fontana. Tutto è riconoscibile, solito, anche per chi non ha mai vissuto in quei luoghi. Si respirano suoni, odori, variazioni atmosferiche che chi legge riconosce e accoglie, con la sensazione di immergersi davvero nell’ambiente.
Al protagonista è chiaro che a condurli in quella baita è stata l’ossessione del padre per gli alieni. Angelo lo vede addentrarsi ogni giorno di più nella ricerca, estraniarsi dalla quotidianità, mutare negli atteggiamenti e nel carattere. Qualcosa di maligno sembra salire dalla terra e corrompere il paese e gli animi. Allora Angelo si interroga e indaga. Lo fa insieme a Claudia, ragazzina intraprendente e coraggiosa, capace di pensieri e azioni insolite e opportune.
La lingua che Sgardoli utilizza è ricca lessicalmente, ma estremamente chiara e piana nelle strutture. Le frasi brevi, i molti dialoghi rendono un ritmo di corsa alla lettura. Si corre col fiato sospeso verso un finale che è allo stesso tempo soddisfazione delle attese e sorpresa.

Nicoletta Gramantieri (da LiBeR 126)

I grigi
Guido Sgardoli
DeA, 2019, 322 p.
(Le gemme)
€ 14,90 ; Età: da 10 anni

 

Gerusalemme. La storia dell'altro
Featured

Gerusalemme. La storia dell'altro

Un quadratino rosso, terra su cui edificare (forse un negozio?) e lì accanto una casa. Lo racconta una mappa. Gerusalemme, anni 30: Beit Dajani è la residenza di famiglia di un commerciante palestinese. Fragile, consumata, la mappa si trova nel portafogli di Samira, ultima discendente, ai nostri giorni. Ma la casa non è nella sua disponibilità. Nel tempo l'edificio è salito di tre piani, si è impoverito del verde di piante e giardini che lo circondava; solo un gelso di more rosse è rimasto testimone di un tempo che non c'è più. Oggi Beit Dajani è diventato un condominio abitato da israeliani.
Partendo dal cambiamento di proprietà della casa e dall'avvicendarsi dei suoi abitanti, l'autrice configura nel racconto i rivolgimenti della Storia, attraverso l’indicazione di confini, muri, separazioni, prodotti da “guerre di proprietà” insanabili, in quella terra che è Israele, che è Palestina, che è Gerusalemme. E chiede ispirazione l’autrice, per impostare il suo racconto, alla storia vera di Dan Bar-On, israeliano e Sami Adwan, palestinese, che hanno cercato, nella vita e in un libro che hanno scritto insieme, un punto di vista che dicesse diversamente dal proprio un'altra verità, la verità dell'altro, appunto. A tal fine vengono adottati i personaggi di Samira, palestinese, che abbiamo già incontrato con la sua mappa ormai scaduta, e di Sarah, israeliana, che sopraggiunge nel racconto sotto l’albero del gelso a istituire “l’altro”, il nuovo “occupante” della casa. Questo è il primo scontro (di chi è Beit Dajani?), poi ne verranno altri, (fondamentale: di chi è Gerusalemme?), architettati ad arte e favoriti da un terzo personaggio, un frate francescano.
Tante terre rivendicate su un'unica terra, tante religioni presenti, così è Gerusalemme, ben disegnata e riprodotta, anche attraverso le illustrazioni che accompagnano il racconto, intervallato da schede informative. Accorta, l'autrice distribuisce le parti, attribuisce i caratteri, rinfocola gli intenti e fa emergere la complessità di un conflitto perenne, che si riverbera in ogni rapporto come in ogni pietra calpestata, che non sai mai se è tua (magari sta a Gerusalemme est e tu sei israeliana oppure a Gerusalemme ovest e tu sei palestinese).

Rosella Picech (da LiBeR 126)

Gerusalemme. La storia dell’altro
di Paola Caridi, ill. di Marcella Onzo
Feltrinelli, 2019, 140 p.
(Feltrinelli Kids.Saggistica narrata)
€ 13,00 ; Età: da 10 anni

Page 112 of 356

  • 107
  • 108
  • 109
  • 110
  • 111
  • 112
  • 113
  • 114
  • 115
  • 116
  • Home
    • Chi siamo
      • Contatti e staff
    • Fondazione Accademia dei Perseveranti
    • Login
  • Prodotti
    • LiBeR
    • LiBeR Database
    • Pubblicazioni
    • LiBeR in formato digitale
    • Download
    • Bookshop
  • Eventi
  • Newsletter
    • Archivio delle newsletter
  • Rubriche
    • Progetti
      • Buone pratiche
    • Segnali di lettura
    • Strumenti infanzia
    • Zoom editoria
    • Scelti per voi
    • La cassetta degli attrezzi
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • RSS