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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Costruttori di stelle
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Costruttori di stelle

 

Le stelle che illuminano la notte e ci fanno sentire meno soli da dove vengono? Sono sempre state lassù? Chi ce le ha messe? Chissà quanti bambini se lo domandano, affacciati a una finestra o con lo sguardo sollevato verso quella distesa infinita. La bambina che è stata Soojin Kwak, giovane illustratrice coreana che con questo albo illustrato senza parole ha vinto la sesta edizione del Silent Book Contest – Gianni De Conno Award 2019, è cresciuta perdendosi nelle pagine dei libri, “sognando di partire verso fantastiche avventure” in compagnia dei suoi personaggi immaginari preferiti. E questa spinta fortissima a volare con la fantasia verso territori e luoghi insondabili la ritroviamo intatta oggi nelle corpose tavole illustrate del suo primo, e già premiato, picturebook. Soojin Kwak immagina un mondo dove uomini e donne operosi, infaticabili, visionari, studiano, progettano e realizzano quella meraviglia che ci fa brillare gli occhi tutte le sere. In laboratori segreti, affidandosi a operazioni e calcoli complessi, questi tenaci architetti del cielo impegnano cervello e muscoli per portare bellezza e luce alla nostra vita. Li osserviamo recuperare le stelle spente con i retini, trasportarle in grossi camion e poi arrivare nelle stanze in cui avviene il miracolo. La squadra dei costruttori è affiatata, collaborativa, solerte. Ognuno è alle prese con un compito preciso: c'è chi disegna e teorizza, chi trasporta materiali edili, chi sale su una scala con un mattone in mano, chi si cala dall’alto appeso a una carrucola stringendo un rullo da pittore, chi tinteggia o asciuga usando un phon, chi inscatola e controlla i cavi elettrici. Un orologio alla parete e altri dettagli ci avvisano che in questa fabbrica speciale si lavora di giorno e senza sosta per arrivare in tempo al momento in cui ci sarà bisogno di accendere il cielo. Quando finalmente giunge l’ora, tutti sono pronti per attaccare la spina e alzare, appagati, il naso all'insù.

In modo silenzioso ed evocativo, l’autrice ci trasporta in una realtà sconosciuta, magica, ma ci dice anche altro, per esempio che insieme, aiutandosi reciprocamente e contando ognuno sulle competenze e capacità degli altri, si possono raggiungere obiettivi formidabili.

Francesca Tamberlani (recensito su LiBeR 125)

Soojin Kwak
Carthusia, 2019, 36 p.
€ 19,90 ; Età: da 5 anni

Una capra tibetana in giardino
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Una capra tibetana in giardino

 

Una deliziosa storia corale dove, con il pretesto di un matrimonio e di una capra tibetana adottata da bisnonno e nipote, si mettono più generazioni a confronto con un’ importante riflessione sul nostro hic et nunc: “Non si può essere tristi in compagnia di una capretta tibetana”. La vicenda inizia presentando nelle prime pagine il punto di vista bambino di Edo, nove anni, che dovrà fare il “damigello” alle nozze di sua madre con il compagno ricco e grassoccio che non sopporta, che si chiama “Alviero Abbondanza e già questo dà da pensare”. Edo è orgoglioso di un padre che forse non ha mai visto, itinerante in Africa a scopi umanitari. Il bisnonno Umberto non rinuncia però alla sua schiettezza di opinioni: “Essere orgogliosi è una cosa, essere bambini è un’altra. Con tutto quell’orgoglio ti ci fai una corona e te la metti in testa...un padre è utile di tanto in tanto”. Con una scrittura agile e allo stesso tempo profonda, con molti momenti di autentico humor, l’autrice snoda la vicenda passando attraverso diversi personaggi – Nonna Gioia, il notaio Gallenga, il signor Barbagallo con la sua la capretta, il riccio domestico Pamela  ̶  facendo del matrimonio la scenografia della vera storia nella storia: quella di profonda amicizia e affetto che lega bambino e bisnonno. I due escogiteranno un piano per portare a casa la capra senza che nessuno della famiglia se ne accorga e tra la costruzione notturna del suo recinto e l’ansia dell’attesa per il suo arrivo parleranno del cerchio della vita: la crescita, l’amore, la morte. “Ti troverai una ragazza e non ti andrà di passare il tempo con un vecchio decrepito” dirà il nonno. “Preferirei che tutto rimanesse com’è adesso” replicherà il bambino “con noi che aspettiamo Olimpia”. E Olimpia arriverà e creerà non poco scompiglio zampettando sui tavoli già imbanditi, facendo litigare per la prima volta la mamma con Alviero ma ristabilendo, con la sua voglia di carezze, quel vivere pienamente il tempo che, nonostante differenze di visioni o difficoltà, dà valore alle cose.

Elena Baroncini (da LiBeR 125)

Una capra tibetana in giardino
Anna Vivarelli, ill. di Giulia Sagramola
Feltrinelli, 2019, 104 p.
(Feltrinelli Kids)
€ 10,00 ; Età: da 9 anni

 

Il bambino detective
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Il bambino detective

 

Vita dura per i piccoli di casa, soprattutto quando i fratelli maggiori li considerano mocciosetti inaffidabili, poco più che citrulli senza speranze. Dimostrarsi all’altezza dei più grandi ed emulare le loro imprese è sempre una provocazione irresistibile per Ulf, e in questo nuovo episodio il campo di battaglia sono le indagini private nelle quali il fratellone Jan si cimenta, con la complicità dei suoi amici, pedinando i tipi loschi che si aggirano per il quartiere. “Fare i detective non è roba da poppanti”  ̶  lo mette in guardia Jan: ci vogliono coraggio e talento, si corre il rischio di essere rapiti e, con il papà tirchio che si ritrovano, il pagamento del riscatto non è per niente garantito. Ma Ulf può contare sul suo genuino intuito e non gli manca una buona dose di astuzia: dove le cose dei grandi sembrano inarrivabili, lui le affronta adattandole alla propria statura (come per il saporaccio della pipa di papà, che può essere migliorato con la semplice aggiunta di sciroppo ai lamponi). Perché per i bambini a volte è solo questione di scorciatoie: che bisogno c’è di rispettare scrupolosamente tutte le regole? Non si tratta nemmeno di trasgredirle, quando se ne possono inventare di nuove. Così, con l’aiuto di un paio di stivaloni di gomma e una manciata di caramelle alla frutta, Ulf simula il furto della sua stessa preziosa bicicletta; poi segue la pista di indizi (impronte e carte di caramella) che lui stesso ha disseminato e naturalmente risolve brillantemente il caso, aggiudicandosi la stima incondizionata di tutti. L’impresa lo renderebbe degno di entrare a pieno titolo nell’agenzia investigativa di fratello e compagni ma questi, nel frattempo, hanno deciso di cambiare passatempo, dedicandosi adesso al motocross con le bici.
Una prima lettura semplice che conta sulla brevità del testo, il vivace ritmo narrativo e il tono brillante. Come negli altri episodi che lo vedono protagonista (Il bambino dei baci, Tuono, Il bambino mannaro, Sai fischiare, Johanna? tutti pubblicati da Iperborea) Ulf è un personaggio tenero che diverte e incanta per l’intraprendenza, un’innata scaltrezza che sconfina nell’ingenuità e un tocco di irresistibile, sana autoironia.

Fausto Boccati (da LiBeR 125)

 

Il bambino detective
Ulf Stark, ill. di Markus Majaluoma;
trad. di L. Cangemi
Iperborea, 2019, 58 p.
(I Miniborei)
€ 9,00 ; Età: da 7 anni 

La bambina giurassica
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La bambina giurassica

 

Un libro perfetto, in un bel formato da piccolo romanzo per seienni, un racconto di formazione scritto in stampatello, un albo di figure e con le figure creato da una geniale artista del fumetto: potrebbero bastare come ingredienti per recensire una novità editoriale da non perdere, ma ce ne sono altri di irresistibili, come i dinosauri, il pensiero magico, le paure, le strategie per superarle. Il libretto è baciato dalla grazia di uno stile magistrale, dalla sperimentazione grafica dell’autrice che ha lavorato per le figure, per la prima volta, sull’iPad, e dalla motivazione poetica di raccontare una storia femminile di costruzione di sé e fiducia in se stessi. I dinosauri sono la grande passione di Vannina, che ama disegnare e anche starsene per conto suo. Saranno loro, triceratopi, stegosauri, velociraptor e diplodochi, a comparire al suo fianco e ad accompagnarla attraverso le sfide quotidiane, popolando il suo mondo interiore e proteggendola dalle paure. I dinosauri  ̶  evocati da una parola magica che, ancorché prosaica, funziona benissimo come incantesimo  ̶  sono descritti con gioiosa e dettagliata precisione lessicale e fedeltà paleontologica. Poco importa se tutto si svelerà poi un sogno giurassico, il meccanismo funziona, rimane ed è potente: ognuno di noi ha un suo mondo immaginifico dove le forze sono dinamiche e impreviste e dove possiamo trovare accesso al nostro stesso cuore, che poi è la radice anche etimologica del coraggio. La struttura del racconto, il ritmo avvincente, lo stile della scrittura, tutto rispecchia la sicurezza compositiva dell’autrice e la felicità di un’invenzione narrativa irrinunciabile. Il racconto si chiude con una sorpresa che infrange ogni eccessiva tentazione razionalista e apre a nuove avventure. Verrebbe da chiedere se ci saranno altre storie di Vannina perché, ne siamo certe, questa bambina non è solo giurassica, è anche un po’ magica, alchemica, filosofica. Come ogni infanzia se indagata con lo sguardo e l’ascolto dell’artista è fonte di infinite storie e destini possibili. A noi la fortuna di poter accedere a una visione così limpida attraverso pagine illustrate di raro equilibrio e di irresistibile energia positiva.

Marcella Terrusi (da LiBeR 125)

La bambina giurassica
Vanna Vinci
Mondadori, 2019, 48 p.
€ 18,00 ; Età: da 6 anni

Atlante dei grandi esploratori
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Atlante dei grandi esploratori

Le coloratissime, splendenti illustrazioni di Bernardo Carvalho attirano lo sguardo ed esaltano questo libro pubblicato da Donzelli, premiato alla Fiera di Bologna nell’ambito della sezione Non fiction, apparso nel 2018 per i tipi di Planeta Tangerina, l’innovativa casa editrice portoghese che dell’albo illustrato ha fatto un prodotto di eccellenza, curatissimo per immagini e testi. Quali immagini avrebbero potuto, infatti, incarnare meglio lo spirito avventuroso, curioso, intrepido degli esploratori se non queste di Carvalho – oniriche, visionarie, vibranti di colore? Il libro racconta l’esperienza di chi, fin dall’antichità, ha superato confini, attraversato terre, tracciato mappe prima impensabili; di coloro che nel corso dei secoli hanno percorso un mondo considerato allora (ma non oggi, ahinoi!) senza limiti, senza contorni, terre inesplorate e misteriose. Alternati alle illustrazioni a colori, si incontrano poi in questo magnifico Atlante i disegni in bianco e nero con le mappe che descrivono ogni viaggio, i percorsi di undici esploratori appartenenti a epoche e a paesi diversi, tra cui due donne. Il testo è bello quanto le immagini: inizia raccontando del greco Pitea che nel IV secolo a.C. attraversò lo Stretto di Gibilterra (le “Colonne d’Ercole”) per avventurarsi a Nord, oltre la Cornovaglia e la Scozia fino alla mitica Thule alla ricerca del prezioso stagno, e si conclude con l’inglese Mary Henrietta Kingsley che nel 1894 partì da Liverpool e raggiunse l’Africa occidentale esplorando il fiume Ogooué (nell’attuale Gabon), scalò il Monte Fako (oggi Monte Camerun) fino a 4100 metri, studiò tribù africane come quella dei Fang con cui si trovò talmente a proprio agio, nonostante la fama di cannibalismo che essi avevano, da farle dire: “Tra me e i Fang è sorta subito una specie di amicizia. Riconosciamo entrambi di appartenere alla stessa famiglia della razza umana con cui è meglio bere insieme che combattere”; il suo contributo agli studi antropologici è stato enorme. E in fondo è questo l’invito che ogni esploratore ci offre: riconoscere quanto ciò che è sconosciuto e diverso sia fonte di meraviglia anziché di sospetto, di diffidenza, di paura.

Angela Dal Gobbo (da LiBeR 125)

Atlante dei grandi esploratori
Isabel Minhós Martins, ill. di Bernardo P. Carvalho;
trad. di N. Babi
Donzelli, 2019, 128 p.
€ 25,00 ; Età: da 10 anni

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