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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Il piccolo libro dei grandi segreti animali. Cuccioli
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Il piccolo libro dei grandi segreti animali. Cuccioli

Ritorna sugli scaffali, per la terza volta, un volumetto dell’artista svedese Maja Säfström dedicato ancora agli animali. Dopo averci svelato i grandi segreti nel primo volume e raccontato degli animali del mondo antico nel secondo, la giovane artista di Stoccolma, grafica, illustratrice e architetto, non poteva tralasciare il magico mondo dei cuccioli: infatti, ritorna per i tipi di Nomos edizioni con Il piccolo libro dei grandi segreti animali. Cuccioli. Anche per questo volumetto di piccole dimensioni è stato scelto un colore acceso per la cover, mentre le tavole sono rigorosamente bicromatiche, bianche e nere: uno stile che contraddistingue Maja Säfström nel caratterizzare animali di ogni specie, dai pesci ai mammiferi, alcuni familiari e altri poco noti. Il suo tratto è ormai riconoscibile agli occhi di chi ha già conosciuto le altre produzioni: lineare, sottile, tratteggiato, punteggiato, dalle forme morbide, rigorosamente bianco o nero in contrasto, come la scelta dello sfondo sul quale ritrarre gli animali. In questo libro ci siamo soffermati sull’Introduzione dedicata al lettore più giovane che cerca nel mondo dei cuccioli una qualche familiarità con il proprio. A lui si rivolge con particolare tono d’incoraggiamento: “Alcuni (animali) vivono con le proprie famiglie per molto tempo, altri devono, invece, crescere molto velocemente”. Ma è nella conclusione che l’artista confessa, con voce limpida, qual è il trait d’union tra umani e animali, invitando ad ammirare “l’affascinante diversità” che li caratterizza. Ed ecco che le cinquantuno tavole, arricchite da brevi didascalie, diventano una narrazione che lega due mondi apparentemente lontani: nei cavallucci marini è il padre a portare avanti la gravidanza; tra i cigni neri, circa un quarto delle coppie è omosessuale e per avere i cuccioli i cigni si accoppiano temporaneamente con una femmina e poi allevano i pulcini senza di lei. L’artista dal tratto sottile  privilegia l’assenza di colore quando offre al lettore la possibilità di osservare le meraviglie della natura - coloratissime di per sé - affidando ai suoi libri il compito di accendere la curiosità per “l’affascinante diversità” tra tutti gli esseri del mondo.

Adolfina De Marco (da LiBeR 127)

 

Il piccolo libro dei grandi segreti animali. Cuccioli
Maja Säfström
Nomos edizioni, 2020, 112 p.
(Nomos bambini)
€ 14,90 ; Età: da 4 anni

Un pianeta pieno di plastica
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Un pianeta pieno di plastica

L'inquinamento da plastica rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi per il Pianeta e in modo particolare per le specie marine. Il fatto che solo nel Mediterraneo 570.000 tonnellate di plastica finiscono ogni anno in acqua - l'equivalente di 33.000 bottigliette al minuto! -  la dice lunga sulle dimensioni di un dramma che ci riguarda da vicino, tutti: cittadini, istituzioni, associazioni e imprese. Ben venga allora la traduzione italiana di A Planes full of plastic di Neal Layton, autore e illustratore inglese che cattura l’attenzione dei lettori con uno stile scanzonato ma sempre rigorosamente scientifico. E’ un libro da non lasciarsi sfuggire se non altro perché comunica in modo chiaro l’origine del problema offrendo molti spunti di riflessione sui nostri comportamenti. Layton accompagna il bambino protagonista del libro in un viaggio di scoperta, mostra da dove provengono gli oggetti della vita quotidiana e mette in risalto la presenza della plastica nella nostra esistenza. Alla descrizione morfologica del materiale segue un accenno storico, poi viene trattato il cuore della questione: la non biodegradabilità di questo materiale e le sue conseguenze nefaste sugli ecosistemi naturali. Nella descrizione dei danni provocati dalla plastica, Layton mette insieme illustrazioni e fotografie, creando un collage di forte impatto visivo. Come rimanere insensibili di fronte alle foto di una superficie marina composta da reti, spazzolini da denti, sacchetti e bottiglie che minacciano la vita di balene, foche e tartarughe amabilmente disegnate dall’autore? O nell’apprendere che esistono vere isole galleggianti di rifiuti? Che fare allora? Partire da se stessi adottando comportamenti improntati alla riduzione del consumo di plastica, al riutilizzo e al riciclo. Ma anche guardare con fiducia alla scienza e ai giovani, forse gli unici dai quali vengono esempi reali di cambiamento. E’ il caso dell’olandese Boyan Slat, patron di Ocean Cleanup, azienda non-profit ad alta innovazione tecnologica creatrice di reti galleggianti e di navi mangia plastica, o delle sorelle indonesiane Melati e Isabel Wijsen, promotrici della campagna Bye Bye Plastic. Risorse vitali in una battaglia ecologica fondamentale per il nostro futuro.

Francesca Brunetti (da LiBeR 127)

Un pianeta pieno di plastica
Neal Layton
Editoriale Scienza, 2020, 32 p.
(A tutta scienza)
€ 13,90 ; Età: da 6 anni

Il mistero di Villa delle Ginestre
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Il mistero di Villa delle Ginestre

Chesterton diceva che non esistono libri letterari e di genere ma solo libri belli scritti bene e libri brutti scritti male. Percivale ne è un esempio: è autore di romanzi avventurosi di grande impegno storico e civile e forza narrativa, come Ribelli in fuga, e altri thriller e sci-fi godibili. Questo è un giallo di impronta classica, ma condito con un umorismo di situazioni, di azione e di linguaggio di rara qualità. Prima c’è un furto di gioielli del valore di 500.000 sterline, tra cui la famosa Lacrima del Califfo, dalle modalità molto strane; poi addirittura un omicidio. Sul posto, una villa che ha visto tempi migliori, c’è Greta, 8 anni quasi 9, mandata a passare le vacanze nel triste maniero presso una coppia di nonni un po’ svitati, lui completamente rovinato che ha ipotecato la magione e lei dipendente da droga (roba da matti). Ci sono anche un’ambigua cameriera e un giardiniere subdolo, oltre a un fantasma bluastro dagli occhi di rana che solo Greta ha visto. A indagare arriva l’ispettore William Shakespeare, demansionato da Scotland Yard a Little Moss, commissariato con due agenti e una capra legata in cortile perché a casa si sente sola. È un gigantesco ex lottatore con la faccia da bruto, ma un gran cervello che si avvale anche dei più moderni strumenti d’indagine (lente, pinzette, bisturi, fialette, polvere per le impronte etc.) di Sherlock Holmes, nonché del modernissimo metodo “follow the money” di Falcone: “Era sempre una questione di soldi. Chi ci guadagnava? Chi ci rimetteva?” – dice l’ispettore. Naturalmente Greta si impiccia nelle indagini e si ritrova imprigionata in un canile isolato e abbandonato dove trova per terra una vecchia foto parzialmente strappata che si rivelerà molto importante per la soluzione del mistero. Ma prima finisce in un vecchio capanno di pesca non meno desolato, con la febbre alta, però amorevolmente curata da un barbone con gli occhi di rana. Il mistero si fa sempre più fitto. A sbrogliarlo ci pensa naturalmente l’ispettore, che nell’ultimo capitolo, come usavano Poirot & C., raduna tutti nella sala d’armi per esercitare il suo virtuosismo d’autore di un teatrino in cui si e ci diverte a spiegare misteri e crimini.

Fernando Rotondo (da LiBeR 127)

Il mistero di Villa delle Ginestre
Tommaso Percivale
Piemme, 2020, 200 p.
(Il battello a vapore. Giallo e nero)
€ 9,90 ; Età: da 10 anni

I miei vicini
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I miei vicini

Non è facile illustrare a parole questo albo, il cui fascino consiste sommamente nel piacere di guardare le figure e nella sorpresa che esse suscitano a ogni girar di pagina. La storia è semplice e apparentemente banale: una bambina sale le scale per sette piani, fino a giungere al proprio appartamento; dinanzi a ogni porta offre a noi che leggiamo una breve spiegazione degli inquilini. Si tratta perciò di sette tappe ritmate da una cadenza binaria. La voce narrante, la bimba, ci dice che “Su ogni piano c’è una porta diversa. La prima porta ha molte serrature” – e noi lettori ci chiediamo subito chi ci abiterà: “È l’appartamento di una famiglia di ladri. Collezionano i tesori dei faraoni”. L’illustrazione brulica di figure, in ogni dove; il nostro occhio scorre sulla pagina e intraprende il gioco che, da sempre, conquista: osservare ogni dettaglio e poi cogliere le associazioni che le figure inducono. Se ogni libro è un viaggio, se la sua copertina è la porta che a quel viaggio introduce, allora questo albo rappresenta sette possibili percorsi nell’immaginario, sette stanze colme di storie, solo da guardare. Che in ogni doppia pagina il lettore sia invitato inoltre a trovare un criceto scomparso, il cui avviso appare all’inizio sotto le cassette della posta, è solo un ulteriore gioco visivo; ben più affascinante è “entrare” nella vita di ogni inquilino, dal caotico comporsi dei “tesori” artistici della famiglia di ladri, allo stile liberty dell’appartamento del vampiro, con le sue cineserie e i tessuti tipici dell’Art nouveau – perché di mestiere fa il sarto! Ci conquista peraltro la scelta di questa illustratrice (e blogger) israeliana, alla sua prima opera, nel raffigurare i personaggi senza pregiudizi di sorta: dai ladri ai trapezisti, al vampiro… E come si conclude? Ebbene, con gli inquilini più noiosi possibile, i genitori della bambina. Ma lo sono veramente, tanto noiosi? Al lettore scoprirlo, arrivando all’ultima (sorprendente) pagina.

 

Angela Dal Gobbo (da LiBeR 127)


I miei vicini
Einat Tsarfati
trad. di G. Scarfone
Il Castoro, 2020, 44 p.
€ 14,00
Età: da 4 anni

La mia vita felice
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La mia vita felice

Quando è tarda notte e il sonno non arriva, Dani ha un metodo personale per addormentarsi: contare. Non le pecorelle, ma tutte le volte che si è sentita felice. Il primo giorno di scuola, per esempio: uno splendido zaino nuovo, grandi aspettative ma anche tanti dubbi, soprattutto la paura di non fare amicizia e di sentirsi sola. E invece, nel cortile incontra Frida che diventa subito inseparabile compagna di giochi, scoperte e coccole; la migliore amica del mondo, nonostante qualche piccolo bisticcio che è presto risolto. La vera amicizia sembra proprio una di quelle felicità che dura per tutta la vita, eppure un giorno Frida deve trasferirsi in un’altra scuola, in una città lontana, e insieme a lei anche la felicità se ne va via. Come quando ad andare lontano è stata la mamma di Dani, che si è ammalata ed è partita per sempre. Così, nel cuore insonne della notte, il conteggio dei ricordi piacevoli trascina con sé anche i momenti di incredula infelicità, il vuoto di promesse che la vita non ha mantenuto… e qualche conto stenta a tornare. Per fortuna a scuola ci sono ancora Jonatan, Miki e Viki: è insieme a loro che la gioia riaffiora; e anche per merito del papà, sempre presente a sconfiggere ogni solitudine. In una narrazione che procede con sapiente, misurata leggerezza, piccoli tocchi quasi impercettibili bastano all’autrice per caratterizzare Dani e farle meritare tutta la nostra simpatia; la sua scrittura la segue dalla giusta, rispettosa distanza e la sospinge con delicatezza fra le pagine, attraverso gli alti e i bassi della vita. Sulla stessa altalena invita a salire anche il giovane lettore che, senza quasi rendersene conto e per interposto personaggio, sperimenta come si possa elaborare un’assenza senza negare i segni che si lascia dietro e ha l’opportunità di intuire che felicità e infelicità hanno questo in comune: non sono mai “per sempre”. È solo un’opportunità, l’autrice lo sa bene e, intervistata, lo dichiara: “Un libro è come un messaggio chiuso in una bottiglia e lanciato nel mare. Alla fine qualcuno lo troverà e lo apprezzerà”. E dunque, come in un bel libro, i capitoli migliori della vita sono probabilmente quelli che devono ancora venire.

Fausto Boccati (da LiBeR 127)


La mia vita felice
Rose Lagercrantz,
ill. di E. Eriksson;
trad. di S. K. Milton Knowles
Il Castoro,  2020, 140 p.
€ 12,00 ; Età: da 7 anni

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