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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Hippu
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Hippu

 

Parola d’ordine: asciugare! Dal formato alle figure, dai colori ai testi, tutto in Hippu fa della sobrietà compositiva il suo felice ed efficace mantra. Nasce così un libro a misura di piccoli lettori, scovato e ora portato in Italia da LupoGuido a oltre cinquant’anni dalla prima edizione finlandese. Protagonista è il topo Hippu, la cui sagoma essenziale – corpo a uovo, orecchie tonde, baffi, occhi e lunga coda – spicca netta in copertina. Hippu ha inequivocabili fattezze da topo ma riconoscibili abitudini umane: vive in un palazzo, va al mercato, si lava in una vasca e guarda persino la tv. Lo seguiamo mentre fa tutte queste cose dopo aver incontrato il cane Heppu (a sua volta protagonista di un altro volume da poco importato e intitolato Heppu e la casa). Heppu una dimora non ce l’ha e così Hippu, senza tanti complimenti, lo invita a stare da lui. Ne nasce un sodalizio sorridente in cui i due condividono una quotidianità spicciola e un rapporto che ricorda da vicino quello di un bambino con il suo animale domestico. Un topo e un cane, coppia non scontata. Ma non è un caso, Hippu è fatto proprio così: rassicura il lettore con fare ordinario e poi gli strizza l’occhio con piccoli guizzi e trovate. Così i brevi testi si infilano talvolta dentro a quadri e palloncini che fanno parte dell’illustrazione, mentre sagome irregolari realizzate in carta strappata si innestano a collage su forme più precise e colori uniformi. E poi quei nomi buffi – Hippu ed Heppu – che letti vicini ad alta voce creano praticamente uno scioglilingua. Con rigore e leggerezza, Hippu inserisce oggetti e azioni familiari per il lettore in una cornice narrativa minima ma compiuta, mostrando bene come si possa dare corpo a una storia lineare ma tutt’altro che piatta. La sua forza sta in una palette di tre soli colori (bianco, rosso e nero) pieni e contrastati, in parole contate e scelte con schiettezza e in illustrazioni eloquenti e insieme capaci di ridurre gli oggetti ai loro tratti salienti. Il tutto, racchiuso in un libro dal formato quadrato, maneggevole e sottile, ideale perché piccole mani possano appropriarsene e magari portarlo a zonzo, come un agile e affezionato compagno.

Elena Corniglia (da LiBeR 134)

Hippu
Oili Tanninen;
trad. di I. Sorrentino
LupoGuido, 2022, 24 p.
€ 10,00 ; Età: da 1 anno

 

 

 

La guerra delle farfalle
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La guerra delle farfalle

 

Capita raramente di ritrovarsi tra le mani un libro come La guerra delle farfalle di Hilary McKay, autrice anglosassone che già conoscevamo per la coinvolgente saga delle sorelle Conroy, edita da Feltrinelli. Un libro che profuma di classico e che affronta, in modo magistrale, la complessa sfaccettatura dell’animo umano. E lo fa in modo reale, con personaggi veri che palpitano e prendono vita tra le pagine, e che tracciano, con le loro scelte, percorsi di vita travagliati e non sempre lineari. La trama è perfettamente costruita, non scontata nella sua apparente semplicità: l’assenza di affetti familiari, la solitudine della crescita, la difficoltà di scegliere liberamente (soprattutto se sei una ragazza o una donna), l’irrompere della Prima Guerra Mondiale con i suoi effetti devastanti sul futuro delle nuove generazioni.
Ma, al di là dell’intreccio narrativo, la potenza della storia risiede nell’abilità dell’autrice a dar vita a personaggi indimenticabili: Peter, col suo animo ombroso e complementare alla solarità ed energia vitale del cugino Rupert; Vanessa e Simon, emblema di un’amicizia che affonda le radici nella condivisione delle esperienze e nelle affinità d’animo; l’esuberante Violet, capace di cogliere l’occasione che si nasconde nella quotidianità; la saggia signora Morgan, espressione di una istintiva rivendicazione dei diritti femminili. E, soprattutto, la giovane Clarry, protagonista assoluta della storia, determinata a combattere per costruirsi un futuro di indipendenza e che trova l’anelata libertà nei libri e nella scuola, unici rifugi contro la freddezza e brutalità che la circonda. E che, grazie a una profonda sensibilità, semina positività attorno a sé, riuscendo a lenire il dolore del fratello Peter, ferito nell’animo dall’indifferenza del padre, e del carismatico cugino Rupert, insostituibile compagno di avventura nelle ventose e soleggiate estati passate dai nonni in Cornovaglia, e che rischia ora di perdersi sui campi di battaglia.
In chiusura, un finale perfetto: il ritorno delle farfalle, con i loro colori e il loro volo leggero, metafora del recupero di una sofferta speranza. Un libro imperdibile, in attesa del seguito, già edito in Gran Bretagna e che speriamo arrivi presto in Italia.

Gabriela Zucchini (da LiBeR 134)

La guerra delle farfalle
Hilary McKay;
trad. di R. Serrai
Giunti, 2021, 300 p.
(Le strenne)
€ 16,00 ; Età: da 12 anni

 

 

Il giorno felice
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Il giorno felice

 

Ci sono dei libri che andrebbero lasciati ai bambini senza aggiungere commenti, parafrasi, spiegazioni. Andrebbero posati lì dove loro possano prenderli, per poi sfogliarli e goderli senza l’intervento di chi, aggiungendo parole, sottrae il tempo alla meraviglia e alla scoperta. Sono pochissimi i libri che possono avere questo privilegio, che riescono a dirsi senza essere detti. Sono libri che conservano intatto il diritto all’incanto della scoperta silenziosa e personale. Sono libri in cui si avverte da subito che quella che viene raccontata non è soltanto una storia. L’egregio, coraggioso e raffinato lavoro delle editrici di Camelozampa ha portato in Italia un classico della letteratura per l’infanzia statunitense scritto da Ruth Krauss e illustrato da Marc Simont, che valse a quest’ultimo la Caldecott Honor.
Pubblicato nel 1949, Il giorno felice non ha mai smesso di essere ristampato e di piacere ai bambini.
Ma che cosa accade tra le pagine? Gli animali del bosco si svegliano e annusano l’aria attorno a loro, poi corrono, si fermano, ridono e danzano perché è accaduto qualcosa di meraviglioso. Nulla di straordinario, ma il ripetersi dei prodigi  della natura: lo spuntare dei fiori.
È la scoperta dell’inaspettato a rendere possibile l’esercizio della meraviglia, che può compiersi solo se si osserva e nel caso degli amici animali, che qui sono protagonisti, se si annusa. La bellezza della natura ha sempre una sorpresa per chi è capace di guardare. Il cromatismo scelto per illustrare questa semplice ed efficace storia aiuta il lettore a sentire davvero con i sensi, oltre che con lo sguardo. Ci vuole molto coraggio, oltre che una straordinaria fiducia nella capacità immaginativa dei bambini, per pensare e realizzare libri che restano per sempre. Brava Sara Saorin che ha tradotto senza riscrivere.

Agata Diakoviez (da LiBeR 134)

Il giorno felice
Ruth Krauss,
ill. di Marc Simont;
trad. di S. Saorin
Camelozampa, 2022, 36 p.
€ 15,20 : Età: da 3 anni

 

 

Fuga in punta di piedi
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Fuga in punta di piedi

 

La graphic novel sta conoscendo un momento d’oro e anche scrittrici di solito impegnate nel “romanzo tradizionale” si misurano, con successo, con il “romanzo illustrato”. È il caso di Daniela Palumbo che, in coppia con l’illustratrice Francesca Carabelli, dà voce alle avventure di Adele e Alfio, una famiglia abitudinaria che ogni agosto, da dieci anni, fa sempre le stesse cose. Partenza il 30 luglio, ritorno il 30 agosto, destinazione la montagna a bordo di un treno. Nulla cambia in questa coppia che ha trasformato la ripetitività e l’immobilismo progettuale in un perno della propria vita. Ma la vita stessa, uno scarto o un accidente si incaricano di mettere a soqquadro l’esistente: sarà la scomparsa di una scarpa di Adele a far franare la sequenza di giorni ripetitivi. Senza quella scarpa Adele non vuole partire. La ricerca si mostra più complicata del previsto. Il treno è perso mentre i due sono disperatamente alla caccia di quella calzatura vecchiotta e un po’ sformata. Un po’ come  la loro vita. Perdita e ricerca innescano un susseguirsi di situazioni divertenti e surreali. Ma gli imprevisti e le sorprese, si sa, non arrivano mai dai soli. Alfio e Adele scoprono che ogni anno, quando se ne vanno in vacanza, a casa loro arriva il figlio della donna delle pulizie. Il ragazzo non intende cambiare i propri piani e ai due non resta che accettare, un po’ perplessi, la sua presenza. Ma quella che sembrava una scocciatura si rivelerà un toccasana. Aristide sconvolgerà positivamente la vita dei due, coinvolgendoli in una sarabanda di feste, persone, musica. La coppia abitudinaria scopre così il valore e il gusto di avere amici, di mescolarsi alla gente, di lasciare spazio al caso. Al punto che in agosto, in montagna, non ci vogliono più andare. Anche la scarpa, alla fine, verrà ritrovata, anzi a casa torneranno ben due scarpe, e pazienza che una sia spaiata. Morale della storia: il cambiamento è benefico. A volte anche un imprevisto si può tramutare in opportunità. Il tutto è raccontato con grazia e divertimento, merito anche delle bellissime illustrazioni che puntano su un bianco e nero spruzzato di giallo, su personaggi un po’ surreali, dove non solo i protagonisti ma la stessa città con i suoi oggetti e luoghi dell’abitare sembra vivere di vita propria.

Vichi De Marchi (da LiBeR 134)

Fuga in punta di piedi
Daniela Palumbo,
ill. di Francesca Carabelli
Sinnos, 2021, 64 p.
(Prima graphic)
€ 11,00 ;  Età: da 7 anni

 

 

Fram l'orso polare
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Fram l'orso polare

 

Insieme a quello di Miss Ellian con le sue 12 tigri del Bengala, quello di Fram, l’orso polare, è il numero più atteso del Circo Strutzki. Il più sorprendente e divertente. Perché Fram non ha bisogno di domatore, frusta, segnali; entra nell’arena su due zampe, saluta, va in bicicletta, fa il doppio salto mortale, sa essere comico e serio come un consumato attore. Adorato dai bambini per la sua giocosità, è il beniamino anche degli adulti, che ne apprezzano la straordinaria intelligenza, agilità ed empatia. Una sera, però, qualcosa si spezza dentro di lui e, di punto in bianco, le acrobazie, i complicati esercizi e gli equilibrismi che avevano fatto innamorare grandi e piccoli, sembrano dimenticati. Fram sprofonda in uno stato di tristezza e apatia causato da un moto di nostalgia verso la sua vita precedente, di cui conserva solo un vago e lontanissimo ricordo. Era infatti appena un cucciolo quando sua madre venne uccisa da cacciatori eschimesi, e lui fu catturato, comprato da un marinaio e infine venduto al circo. Qui ben presto si era dimostrato un esemplare unico e speciale, amichevole con gli uomini, capace di comprenderne i sentimenti e provare persino pietà. Ora però, dopo tanti anni, Fram non vuole più esibirsi, sogna le distese delle regioni artiche e ripensa con malinconia al calore della pelliccia materna. La sua natura selvaggia e libera si è risvegliata e lo chiama con forza a sé. Cullati da una lingua poetica e ricca, seguiamo così il viaggio di ritorno di Fram verso il Polo Nord, alla ricerca dei suoi simili e del suo posto nel mondo. Niente però è come si aspetta: la vita in quei luoghi remoti è spesso crudele e gli altri orsi sono ostili e diversi da lui. Fram si sente ancora una volta sbagliato e il suo animo sensibile è tormentato… Chi è veramente? Cos’è per lui la felicità? E dove può trovarla?
Il romanzo dello scrittore rumeno Cezar Petrescu è un classico della letteratura per ragazzi che ha accompagnato in patria generazioni di lettori e che in Italia è arrivato per la prima volta negli anni '60. La casa editrice pugliese Besa Muci lo ripubblica affidandolo alla traduzione elegante ed evocativa di Giuseppe Stabile, che ci regala descrizioni meravigliose dei paesaggi artici e un’assoluta e piena vicinanza emotiva con il protagonista.

Francesca Tamberlani (da LiBeR 134)

Fram l’orso polare
Cesar Petrescu;
trad. di G. Stabile
(Rendez-vous)
Besa Muci, 2021, 283 p.
€ 16,00 ; Età: da 10 anni

 

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