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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Brutto anatroccolo
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Brutto anatroccolo

L’autrice nella postfazione precisa che pur rimanendo fedele al capolavoro di Andersen, lo interpreta attraverso le immagini. Il racconto, aggiunge, è destinato “in particolare ai genitori”. Infatti, a una prima lettura si comprende come molte metafore sono intuibili più dagli adulti che dai bambini (“il verde squillava”; “il tramonto melograno”). Il libro è diviso in tre capitoli. Nel primo, alla presentazione di un uovo sottolineato dalla parola “Io” seguono la nascita e gli avvenimenti che coinvolgono un anatroccolo diverso dagli altri, con il finale che lo si vede a testa china dileggiato da grandi oche. Nel secondo capitolo l’uovo è dischiuso e il protagonista, allontanatosi dal cortile, incontra delle anitre selvatiche che lo accettano anche se brutto purchè non pensi di fare una famiglia con loro. Nella terza parte del libro l’uovo è sottolineato dalla parola “Sono” perché, ormai adulto, il brutto anatroccolo è ora uno splendido cigno. Nell’ultima pagina c’è il suo ritratto con intorno piccole immagini della sua vita travagliata. Le illustrazioni, in doppia pagina, presentano i protagonisti in primissimi piani e narrano realisticamente le vicende del brutto anatroccolo inviso a tutti. Altre immagini attualizzano il racconto illustrando diversi stili nuoto, come si possono cuocere le uova, come si può preparare un “ciambellone”. C’è ritmo nella presentazione della vicenda che si rivela emozionante soprattutto nell’ultimo capitolo quando il protagonista incontra i cigni e pensa che lo avrebbero ucciso, ma piegando il capo in attesa del colpo fatale non vede specchiarsi nell’acqua limpida un anatroccolo, ma uno splendido cigno. Il finale dà la speranza di riscatto a chi è “Brutto anatroccolo”. Il racconto mette in evidenza il palese rifiuto della diversità, la drammaticità dell’allontanamento da chi ti ha cresciuto con amore, la necessità di ogni individuo di inserirsi positivamente in un gruppo. L’autostima negativa, culminata in quel grido disperato ai cigni “uccidetemi”, si trasforma nella felicità di fare parte di una famiglia. Purtroppo oggi l’immagine della bellezza è considerata l’unico valore, confinando la diversità-bruttezza nel dileggio e nell’odio.

Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 124)

Brutto anatroccolo
Daniela Pareschi
Lavieri, 2019, 28 p.
€ 15,90 ; Età: da 5 anni

 

Al di là del mare
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Al di là del mare

Scrittrice di notevole spessore, Lauren Wolk anche in quest’ultimo romanzo guarda la realtà attraverso il filtro di un’esperienza compiuta e felice. Non c’è qui un mondo brulicante di creature magiche, streghe e cavalieri, ma i personaggi che lo animano sembrano usciti da una dimensione fantasy già dal prologo, Mi chiamo Crow (corvo). La protagonista dodicenne, appena nata, è stata messa in una barca e affidata al mare finché la corrente l’ha spinta in una piccola isola, “come un seme portato dalla marea” e qui viene trovata e allevata da un uomo fuori dal comune, il cui nome è Osh, e anche Daniel come lo chiama la signorina Maggie, altra figura importante di questa articolata e complessa storia. Per i forestieri che arrivano nell’isola d’estate, Osh è il Pittore, perché dipinge e vende quadri. Finché è piccola Crow non si pone domande; vive libera e serena in una dimensione fuori dal tempo reale. Non sa di preciso quando è nata, in un giorno d’estate; Osh si occupa di lei e da lui impara tante cose. La signorina Maggie le prepara le minestre più buone del mondo e la cura quando si ammala. Gli eventi cruciali della sua vita non hanno alcun legame con il calendario che la gente segue. Gli abitanti dell’isola sono gentili con lei, ma la tengono a distanza. Ma quando comincia a crescere avverte l’esigenza di fare luce su molte questioni che non comprende, lasciate in sospeso. Anzitutto il mistero della piccola barca che si era arenata proprio su quell’isola e poi quello della sua nascita e il motivo per cui la gente si tiene a distanza da lei quasi fosse “velenosa”. Ogni fatto per la sua mente acuta e riflessiva si trasforma in acquisto, scena dopo scena, con un processo così naturale e spontaneo che trasmette in chi legge un senso di distensione e anche di curiosità. Una sorta di puzzle del suo passato che Crow con ferma determinazione riesce a ricostruire malgrado gli innumerevoli ostacoli posti dalle circostanze esterne. Nell’isola di fronte una notte divampa un incendio, da lì partirà la ricerca della ragazzina per scoprire la sua vera identità. Alla fine approderà alle sole verità possibili, quelle del proprio cuore e a esse resterà fedele; “ero contenta di avere imparato una cosa che non tutti sapevano: che esistono legami più forti del sangue”.

Paola Benadusi Marzocca
(da LiBeR n. 124)

Al di là del mare
Lauren Wolk;
trad. di A. Peroni
Salani, 2019, 314 p.
€ 15,90 ; Età: da 12 anni

La valigia
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La valigia

Non ci sono colori e non ci sono parole in questo grande albo illustrato che Angelo Ruta dedica “a chi la sera va a dormire sotto lenzuola d’acqua e di vento. E sogna, nonostante tutto”. Una narrazione asciutta e commovente, interamente realizzata a matita, che lascia ammutoliti e scossi. Il racconto visivo si apre con un’inquadratura circolare che circoscrive il contesto, come se fosse ripreso dall’obiettivo di una macchina fotografica. Ciò che ci si prospetta è l’immagine di una valigia semichiusa in cima a un cumulo di macerie. Da essa sbuca il corpo di un bambino dallo sguardo desolato. Il piccolo esce sommessamente dal bagaglio e comincia a spostarsi trascinandolo dietro di sé. Lo vediamo raggiungere l’interno di un appartamento dalle pareti crepate e il pavimento sfondato, distrutto. L’abile regia di Ruta ci guida poi all’esterno con una prospettiva aerea che getta luce su una città deserta e mortificata dalla devastazione. Il bambino appare come un puntino solitario e sperduto, inghiottito in uno scenario apocalittico. La guerra in corso ha radicalmente storpiato il paesaggio urbano, ha spazzato via i tetti dei palazzi, ha bucato gomme, disintegrato vetri, ammaccato carrozzerie, ma soprattutto ha annientato vite umane. Il bambino compie il suo cammino silenzioso verso l’ignoto, con la valigia che diventa all’occorrenza uno scudo per proteggersi, una barriera per nascondersi o un cuscino su cui ripiegarsi vinto dalla stanchezza. Ma cosa custodisce al suo interno? Perché ostinatamente continua a stringere saldamente quella maniglia? L’autore lo rivela a poche pagine dalla conclusione, mettendoci in contatto con il sogno del protagonista. Lì dentro c’è tutto quello per cui vale la pena andare avanti. C’è un bene da salvaguardare e un rifugio contro il dolore e la violenza del mondo.
La valigia è stato finalista al Silent Book Contest 2018 Gianni De Conno Award, primo concorso internazionale dedicato al libro senza parole. Un volume che riesce perfettamente nel suo intento: raccontare con estrema chiarezza, facendo convivere realtà e fantasia, una storia eloquente e dal valore universale, oltre che profondamente umana.

Francesca Tamberlani
(da LiBeR 123)

La valigia
Angelo Ruta
Carthusia, 2019, 36 p.
(Silent book)
€ 19,90 ; Età: dai 6 anni

L’uomo sulla luna
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L’uomo sulla luna

Di qualcosa di eccezionale, di qualcuno veramente sorprendente, diciamo: “sembra che venga da un altro pianeta”. Esistono però persone capaci di avere uno sguardo diverso, che riescono con forza semplicemente dirompente a creare sempre nuovi spazi immaginativi in cui le cose che accadono lasciano in chi le osserva una persistenza che va oltre quel che si vede. Seymour Chwast è una di quelle persone: non viene da un altro pianeta, ma ha sempre cercato di mostrare che si può guardare, immaginare e tracciare percorsi diversi.

Se si guarda ai suoi lavori si avverte lo sguardo e l'audacia di chi ha saputo creare sempre nuovi stilemi utilizzando strumenti diversi per realizzare tutto quello che la sua versatilità gli ha permesso di produrre. In questo albo, L'uomo sulla luna, che segna il ritorno nell'editoria italiana di Seymour Chwast, il mondo è quel che è: un'isola divisa.
Due opposte fazioni si rinfacciano reciprocamente i disastri di cui sono vittime e complici, qualsiasi cosa accada è sempre responsabilità di altri. E via così, pronti a partire ogni volta per nuove crociate, per combattere nuovi nemici. Per fortuna però almeno laggiù, nell'isola di Bambù, arriva l'uomo sulla luna, che saprà trovare una soluzione alla stoltezza degli uomini. Ma chi è l'uomo sulla luna? Chissà, forse - sembra dirci l'autore - solo chi sa guardare le cose dall'alto può aiutare tutti i Ventolini e gli Scossoni. La grande lezione che Seymour Chwast ha impartito in questi anni, a chi guardava il suo lavoro, era proprio una lezione di sguardi, di capacità risolutive che non vengono fuori sfregando una vecchia lampada, ma cercandone gli elementi nella quotidianità, dosandone bene gli ingredienti, così come nella ricetta che chiude la storia dell'uomo sulla luna, un libro che porta nella dedica in esergo la dichiarazione di un artista che ha saputo raccontare il suo tempo con partecipazione senza mai mettersi di lato per scansare la realtà. Lode ai tipi di Corraini per aver dato alle stampe L'uomo sulla luna di Chwast, e per averlo presentato a Bologna insieme alla mostra che riproduceva le illustrazioni di At War With War: 5000 Years of Conquests, Invasions, and Terrorist Attacks: An Illustrated Timeline, altro bellissimo lavoro di Chwast che speriamo arrivi presto sui nostri scaffali.

Agata Diakoviez
(da LiBeR 123)

L’uomo sulla luna
Seymour Chwast
Corraini, 2019, 32 p.
€ 18,00 ; Età: da 6 anni

Tuono
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Tuono

Ulf Stark, autore molto apprezzato in tutto il mondo, torna in Tuono sul tema dei baci, già riccamente sviluppato con aneddoti esilaranti in un precedente racconto Il bambino dei baci per l’appunto! Come di consueto, la sua penna si muove lieve e veloce tra parole commoventi e battute spassose, trasportandoci in storie piccole piccole e quotidiane attraverso lo sguardo dei suoi personaggi. Ulf Stark (1944-2017) ha ricevuto numerosi riconoscimenti - tra cui l’Astrid Lindgren Award, il Deutsche Jugend literaturpreis, L’August pris, il Nordic Children’s Book Price.

Decisamente premiante la collaborazione con l’illustratore Marcus-Gunnar Pettersson, giovane artista svedese che nella vita ha lavorato come taglialegna prima di dedicarsi a carta e matite: le figure sono un ingrediente prezioso di questo libro. I bambini sono colti nei loro movimenti, la composizione è bilanciata attraverso numerosi dettagli che, sul filo di una tradizione nordeuropea ben vivida, fanno di Tuono una lettura appassionante.
Ulf, il protagonista del racconto, abita con madre, papà e fratello di poco più grande, vicino a Tunesson, detto Tuono, un uomo enorme, sempre arrabbiato, su cui i bambini del quartiere coltivano spaventose fantasie: insieme a Bernt, l’amico del cuore nonché esperto racconta frottole, anche Ulf alimenta chiacchiere e dicerie sul vicino, per rendere epiche le prove di coraggio in cui si cimentano per misurarsi (come andare a recuperare il berretto rubato dal vento dal giardino del Gigante!). Quando, per un malinteso, l’amicizia con Bernt subisce una battuta di arresto, una breve parentesi di solitudine consente a Ulf di entrare in relazione con il Gigante: è così che ne scopre la gentilezza e la passione per la musica, interesse intorno al quale si svilupperà l’amicizia con i vicini di casa, liberandolo da solitudine e cupezza.
Perché proporre la lettura di Tuono? Per la leggerezza con cui parla di gioco e paura, di potere e gentilezza, di avventura e tranquillità, di fratelli e amici, del desiderio di solitudine e del piacere della compagnia. Ulf e Bernt rincorrono ogni giorno delle “avventure” spostandosi senza soluzione di continuità tra immaginario e concretezza. E intanto crescono: così è la vita!

Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 123)

Tuono
Ulf Stark, ill. di Marcus-Gunnar Pettersson
Trad. di L. Cangemi
Iperborea, 2019, 119 p.
(I miniborei)
€ 12,00 ; Età: da 7 anni

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