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Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

La cosa importante di Margaret Wise Brown
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La cosa importante di Margaret Wise Brown

 

“Vogliamo che la nostra nuova modesta pubblicazione sia rivolta a gruppi di interesse importanti per i bambini, che credono nei bambini e lavorano con i bambini: genitori, insegnanti, ricercatori e persone lungimiranti in qualsiasi campo e che pensano che l'istruzione dei bambini e dei loro insegnanti sia il più grande strumento della società per migliorare se stessa.”
Non è una citazione presa da uno dei pamphlet odierni,  stampati in fretta e dimenticati ancor prima di essere sfogliati, ma la dichiarazione d’intenti con cui si apre il primo numero della pubblicazione Children… Here and Now, a cura del Bank Street College of Education. Siamo nel 1953 a New York.
Il libro di Mac Barnett, illustrato da Sarah Jacoby, bisogna iniziare a leggerlo dalla dedica per comprendere non solo la potenza del lavoro di Margaret Wise Brown, ma anche il contesto che ne permise la nascita: “Alla gente di Bank Street, qui e ora, lì e allora”.
In rete ci sono interi numeri della rivista nata dal lavoro di quella gente, utili a ritrovare l’atmosfera che accolse il lavoro dell’autrice celebrata in questo volume tradotto da Beatrice Masini e pubblicato in Italia da HarperCollins.
Chi era Margaret Wise Brown è raccontato da Mac Barnett, brevemente ma efficacemente, in queste 42 pagine, che ci auguriamo servano a riprendere in mano i suoi libri, a ristamparli e a far scoprire il suo lavoro anche nel nostro paese.
Leonard S. Marcus, nel volume a cura di Giorgia Grilli pubblicato in occasione del cinquantenario della Bologna Children’s Book Fair, racconta l’inizio di un grande lavoro che aprì la strada ai tanti che seguiranno le orme della Wise Brown.
Il suo non fu solo un colpo di genio, un’intuizione: l’osservazione fu accompagnata dallo studio e comprensione del mondo che i bambini vanno scoprendo con tutti i sensi, per potervi crescere senza escludere nulla dall’esplorazione, esperienza che è propria di ogni infanzia libera dai pregiudizi degli adulti.
Questo volume servirà a comprendere l’importanza del “qui e ora” in un momento in cui si deve pensare seriamente all’infanzia del mondo, per ridare slancio alla speranza nel “qui e ora” di tutti i bambini, perché per abitare nel futuro bisogna poter vivere bene il presente.

Agata Diakoviez (da LiBeR 129)

La cosa importante di Margaret Wise Brown
di Mac Barnett,
ill. di Sarah Jacoby;
trad. di B. Masini
HarperCollins Italia, 2020, 42 p.
€ 18,00 ; Età: da 4 anni

 

 

Una casa sulle ruote
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Una casa sulle ruote

 

Un filo rosso lega i romanzi di Susin Nielsen: le storie di famiglie con fatiche e complessità narrate con leggerezza, senza nascondere le difficoltà ma con toni che restano sempre più vicini alla commedia che al dramma.
Il protagonista di Una casa sulle ruote, il tredicenne Felix, ci racconta la sua storia in prima persona, dunque con la massima immersione nelle vicende narrate. Lo fa scandendo mesi, giorni, orari in un lungo flashback, perché la vicenda si apre con un interrogatorio in una centrale di polizia.
Felix vive solo con la madre, una giovane donna bella, intelligente, complessa, che ha difficoltà nel mantenere relazioni e lavori stabili e che a volte si lascia sopraffare dalla depressione.
Il continuo perdere e cercare lavori della madre fa precipitare il piccolo nucleo familiare nell’indigenza e lo fa passare da una casa di proprietà a un appartamento in affitto, da lì a un monolocale seminterrato fino a vivere in un furgone. E’ temporaneo, è un’avventura, dice la madre di Felix, ma le cose non sono destinate a rimettersi a posto in fretta. I mesi passano e Felix sperimenta freddo e disagi, mente agli amici per nascondere la sua condizione, i suoi sogni si popolano di docce calde come massimo desiderio. Nel frattempo però non si arrende e fa un piano per dare una svolta alla situazione familiare: vincere un quiz televisivo.
La povertà, la facilità con cui anche oggi una famiglia può precipitarci dentro, è un tema poco frequentato nella letteratura per ragazzi. La Nielsen lo racconta senza sconti, con il contorno di giudizi morali degli altri e di vergogna, silenzi e difficoltà nel chiedere aiuto dei protagonisti.
Gli adulti dei suoi romanzi sono sfaccettati, capaci di mescolare grande umanità e grandi difetti.
Le famiglie, le loro vite quotidiane, le loro difficoltà sono al centro dell’attenzione di questa scrittrice canadese che ci aveva già raccontato storie di relazioni complesse tra genitori e figli. L’ambientazione è sempre Vancouver, la sua città. Forse per questo è così facile per suoi i lettori sentirsi subito “a casa” in questo nuovo romanzo, e immaginare Felix interagire con i precedenti protagonisti come Petula, Steward, Violet. Anzi, fa venire voglia di riaprire le pagine e ritrovarli tutti.

 

Alice Bigli (da LiBeR 129)

Una casa sulle ruote
Susin Nielsen;
trad. di C. Valentini
Il Castoro, 2020, 240 p.
(Il Castoro bambini)
€ 15,50 ; Età: da 11 anni

 

 

Un attimo perfetto
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Un attimo perfetto

 

Lo scenario di una pigra estate in una grande casa, tra nuotate e cene all'aperto, è molto adatto agli incipit romanzeschi. Tipico è anche che, contro aspettative di un andamento rassicurante nella sua prevedibilità, la vicenda prenda invece una piega inaspettata. Non viene meno a questo cliché il romanzo di Meg Rosoff, scrittrice dalla fluida penna, già autrice di Come vivo ora, attenta a tormenti e complessità adolescenziali. Lo sfondo è la costa inglese con due case di famiglia in cui tutte le estati si ritrovano una coppia di attori, conviventi da tempo, che stanno per sposarsi e festeggiare lì, durante le vacanze, il loro matrimonio, e una famiglia con quattro figli adolescenti, uno dei quali è l'io narrante. Di quest'ultimo non si conosce né il nome né il sesso, perché volutamente eluso nella narrazione, e questo aspetto si delinea come l'elemento più caratterizzante del racconto, nell'indefinito che permette a chiunque legga di immaginarselo come crede, oltrepassando la confortevole zona delle proprie certezze e pregiudizi e lasciandosi condurre dagli imprevisti narrativi. L'evento perturbante è l'arrivo di due fratelli, che restano ospiti della famiglia durante l'estate, e dei quali uno è bellissimo e affascinante, un giovane e disinibito narciso che crea intorno a sé non poche emozioni e problemi. Anche in questa vicenda la Rosoff sa delineare gli interrogativi dell'animo adolescente che, affacciandosi all'età adulta, ne scopre contraddizioni e opacità. Le vicende celate dietro la facciata della routine vacanziera sono ben rese nel ritmo impartito alla vicenda, con la scelta di guardare tutto con gli occhi del protagonista senza nome, attraverso la sua idea e racconto degli altri personaggi. Se la lettura risulta leggera pure nella problematicità degli eventi, molto del merito va anche alla brava traduttrice, che ha saputo sia rispettare il mistero dell'identità dell'io narrante, pur con le minori possibilità di aggettivi neutri della lingua italiana, quanto rendere un registro linguistico fresco e colloquiale ma mai volgare, in una storia che riesce a collocare ciò che a prima vista appare come dramma fatale tra le tappe stravolgenti ma superabili della crescita e della vita.

Antonella Lamberti (da LiBeR 129)

Un attimo perfetto
Meg Rosoff;
trad. di C. Manzolelli
Rizzoli, 2020, 208 p.
(Narrativa Ragazzi)
€ 15,00 ; Età: da 14 anni 

Gli zoccoli delle castagne
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Gli zoccoli delle castagne

 

Gli zoccoli delle castagne rappresenta l’esordio tra gli albi illustrati della giovane casa editrice Read Red Road, radicatasi due anni fa nell’omonima libreria romana inaugurata il 20 novembre 2015, data scelta per festeggiare la convenzione sui diritti dell’infanzia.
Gli zoccoli delle castagne è una storia vera di povertà, giochi, sopportazione e tanto lavoro. La protagonista è Lina, nonna dell’autrice, che conosciamo bambina poverissima nella Calabria rurale degli anni ‘30 mentre gioca con la terra e il sole nei ritagli di tempo, impegnata a occuparsi dei fratelli, delle faccende domestiche e – compiuti gli 11 anni – della raccolta delle castagne. A ottobre, l’anno di quella prima volta, Lina raggiunge gli uomini e le donne pronti a trasferirsi per un mese nei boschi, alloggiando in un misero rifugio: pareti umide, pavimento in terra battuta e un tetto sotto il quale vengono depositate le castagne, da cui di notte piovono vermi sui corpi stesi a riposare.
Lina, per bocca della nipote, ci rappresenta quella fatica, ricompensata con una paga da fame agli uomini, e meno alle donne. Ma insieme alle privazioni, tra le pagine prendono corpo lo spirito di adattamento, la capacità di resistenza, lo sguardo avido di bellezza.
L’autrice dà voce alla miseria perché se bambine e bambini l’hanno potuta vivere, altri possono leggerla – dichiara. Dello stesso parere Maria Luce Possentini che rilancia sulla dimensione comunitaria  delle ingiustizie sociali e sugli slanci necessari per conviverci: stare vicini durante il lavoro e la notte, nell’odore di fuoco che tutto impregna, in occasione dei matrimoni, nelle ore di cammino.
Oggetti e ambienti che popolano le vicende narrate svelano un’umanità che resiste: i tamburelli per cacciare la fame, le scarpe nuove, ceste, orci, rametti di timo da schiacciare per liberare profumo e purezza. E intorno mani operose che sferruzzano, mentre i piedi di Lina quasi volano a ritmo di tarantella.
Nei risguardi Maria Luce Possentini ricorda la ciclicità del tempo. Dei tempi. Al tempo delle castagne segue ora quello del caporalato. Ed è questa la forza motrice del libro: raccontare una vita di qualche anno fa, che sembra lontana ma è intorno a noi, sulle nostre tavole.

Francesca Romana Grasso (da LiBeR 128)

Gli zoccoli delle castagne
Barbara Ferraro,
ill. di Sonia Maria Luce Possentini
Read Red Road, 2020, 62 p.
(Racconti di strada)
€ 14,00 ; Età: da 11 anni

 

 

La voce di carta
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La voce di carta

È un libro che può incantare una lettrice e anche un lettore di sentimenti leggeri ma non inconsistenti e di passioni solide ma non tumultuose, fino a indurli a rileggerlo più di una volta, sentendovi risuonare voci e richiami inspiegabili per altri, ma rispondenti a risonanze nascoste molto personali. Marianna dalla povera famiglia contadina viene avviata a lavorare in una cartiera di Lecco per guadagnare qualche soldo da mandare a casa. Lascia alle spalle con i suoi cari l’unico mondo di affetti e lavoro che conosce. Alloggia con altre giovani operaie in un convitto di suore dove vive una quotidianità fatta di prime amicizie, ma anche invidie, gelosie, dispetti (oggi diremmo bullismi). Si appassiona alle letture della severa ma comprensiva suora che comincia a insegnarle a leggere e scrivere, vista l’intelligenza e la voglia della ragazza. Non a caso il libro si intitola Fior di virtù, un segnale preciso di storia della letteratura giovanile.
In fabbrica Marianna è operosa, diligente, generosa con le compagne. È affascinata dalla magia della carta, così fine e preziosa, che nasce dagli stracci e va poi distendersi nei fogli della corrispondenza e addirittura a legarsi nei libri. A poco a poco matura un’idea, una passione, un’ambizione: insegnare agli altri, fare la maestra. Un passo dopo l’altro cresce la fiducia in sé stessa. Il padrone le assegna compiti sempre più impegnativi, persino portare a Milano la carta da lettere a una contessa, che la incoraggia e le regala un libro prezioso per l’istruzione della giovane e per la storia della letteratura per l’infanzia, Giannetto; un altro segno dei tempi, un altro passo avanti.
Incontra anche l’amore, ma al momento non ha tempo, deve seguire il suo sogno, che si realizzerà grazie a una forte volontà individuale e a un felice e storico incontro tra cattolicesimo sociale e borghesia liberale. Marianna va alla Scuola normale per maestre, sarà maestra. Con mano leggera Lodovica dipinge con i colori di un acquarello una storia piccola in sé, ma grande come la Storia di quell’ascensore sociale che è stata la lettura, il libro, la scuola per la scrittrice e, si parva licet, per il recensore, entrambi maestri.

Fernando Rotondo (da LiBeR 128)

La voce di carta
Lodovica Cima
Mondadori, 2020, 189 p.
(Contemporanea)
€ 16,00 ; Età: da 11 anni

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