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Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

L'estate in cui ho imparato a volare
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L'estate in cui ho imparato a volare

 

Un’esperienza di spaesamento e insieme di radicamento, l’intenso romanzo dell’autrice serba Jasminka Petrović, selezionato nel catalogo White Ravens 2016 e proposto in Italia nella collana Rendez-vous di Besa Muci. Un romanzo che ci svela lentamente come la Storia, e i conflitti del passato, possano indelebilmente segnare le identità familiari e individuali. Tassello dopo tassello, attraverso una progressione di sensazioni, emozioni ed esperienze, la giovane protagonista dodicenne Sofia arriverà infatti a scoprire, non senza conflitti, le proprie radici. Costretta a rinunciare al campeggio con gli amici, Sofia si ritrova per decisione dei genitori, rimasti a Belgrado, a seguire nonna Maria sull’isola croata di Lesina, con la speranza di una vacanza di mare, sole, nuovi amici e tanto altro. L’impatto è scioccante: il soggiorno nella casa fatiscente di nona Luci, la sorella della nonna; l’assenza di internet e l’isolamento dai suoi amici; il caldo opprimente; le innumerevoli zanzare che tormentano le sue notti insonni. Senza dimenticare la caparbietà della nonna, che sembra voler decidere per tutti, ma che su quell’isola, in cui è nata e cresciuta, parla, si veste, ride, si comporta, respira in modo diverso, come se stesse svelando una parte segreta della sua personalità. Lentamente Sofia inizia a cogliere la diffidenza degli abitanti, la curiosità nei suoi confronti, il non detto e i sottintesi, gli screzi tra nonna Maria e nona Luci. Fino a scoprire i dolorosi effetti della guerra tra serbi e croati sulla sua famiglia e sulla loro memoria. Per fortuna che Sofia legge. Legge e vola: vola nella Storia infinita, per salvare Fantàsia assieme ad Atreyu e all’Infanta Imperatrice; vola assieme al gabbiano Jonathan Livingston, incompreso ed emarginato dal gruppo; vola semplicemente chiudendo gli occhi, assaporando dall’alto la libertà di una nuova prospettiva che rende le cose diverse e più belle. Un viaggio di riconciliazione con la sua terra e la sua famiglia d’origine per nonna Maria. Un viaggio di crescita e di consapevolezza per Sofia. Una storia che ci porta altrove, ma che nello stesso tempo ci parla di quel periodo straordinario di scoperta di sé e del mondo che sempre è l’adolescenza.

Gabriela Zucchini (da LiBeR 133)

L’estate in cui ho imparato a volare
Jasminka Petrovic;
trad. di G. Pugliese
Besa muci, 2021, 192 p.
(Rendez-vous)
€ 15,00 ; Età: da 12 anni

 

 

 

 

Drama queen
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Drama queen

Spiazzante, nella dolorosa elaborazione di un’adolescenza, divertente nell’inscenare l’obbligatorietà dell’umorismo affinché si avverta di meno la pesantezza della vita, decisivo nel rappresentare la nascita di un amore fra due ragazze, con il garbo e la delicatezza riservati a qualsiasi primo amore. L'orizzonte in cui si muove la storia ricalca il profilo di un’immensa periferia urbana. Disagio, degrado tangibili. Condomini come muraglie di cemento, evocati quasi filmicamente, come gran parte della narrazione. Nel contesto, popolato da emarginati di variegata tipologia, emergono due figure, due ragazze, turbate dal contesto sociale e famigliare in cui si muovono, che con scarsa consapevolezza di sé sembrano rifuggire dalle occasioni comuni alla loro età, forse riconoscendosi vagamente in una dimensione diversa. L’una, io narrante, irrequieta, trattata con psicofarmaci ai quali si ribella, buttandoli via, che però si fa madre della propria madre, spogliarellista ingenua irresistibilmente affettiva, l’altra, bella brillante sensibile, in fuga da un padre che vive di espedienti esecrabili. L’incontro in un’aula scolastica, due solitudini che si riconoscono, si accostano timidamente, non si ritrovano per lungo tempo. L’una e l’altra però si pensano, si mancano, si avvertono anche nella separazione. Il racconto si movimenta della vivacità narrativa attribuita a chi ha questo compito – la ragazza con la mamma bambina – che provvede a risollevare il morale di chi legge con una irresistibile capacità di sfoggiare le sue doti di drama queen e al contempo di farsene gioco. Con questo talento, il teatro si arricchisce e si popola di personaggi ben ritagliati nella pagina – valga per molti la mamma, e anche un nonno, sbracato filosofo – facendo fuochi d’artificio meno pericolosi di quelli che scoppiettano in varie scene del romanzo. Drammi reali ed esagerazioni caratteriali configurano una storia incisiva, che contribuisce ad erodere pregiudizi e ignoranza con la leggerezza di cui si fa vanto la letteratura.

Drama queen
Derk Visser;
trad. di O. Amagliani
Camelozampa, 2021, 182 p.
(Le spore)
€ 14,90 ; Età: da 14 anni

Delitto al lago
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Delitto al lago

 

La nuova collana I segreti di Acquamorta dichiara subito le sue ambizioni di qualità a partire dalla grafica molto curata. Geda è famoso per il long seller Nel mare ci sono i coccodrilli e anche Magnone, che insegna alla Scuola Holden, è autore di successo. Il primo volume della serie imbocca, ma con originalità, l’attuale tendenza all’ibridazione dei generi: qui l’avventura di formazione giovanile, il thriller, il noir d’indagine, la presenza di elementi sovrannaturali. Soprattutto si caratterizza per la sapiente alternanza/integrazione di parole e immagini: a tratti lo scritto si interrompe per proseguire con sequenze disegnate al carboncino da Marta Bertello con tratti di visioni oniriche e inquietanti, ma importanti per dettagli non chiari al momento. Purtroppo, c’è del marcio a Riva del Lago, malgrado l’aspetto sereno, le accoglienti strutture turistiche, le attrazioni del parco acquatico, il placido lago, le piacevoli escursioni nei boschi. In passato il quindicenne Orfeo, deciso a riparare torti e ingiustizie, era stato trovato morto in barca e ora comunica con quattro amici dodicenni attraverso visioni di eventi drammatici che li guidano nelle indagini.
La scoperta orrenda di Rachele del corpo di un cinghiale avvelenato nel bosco squarcia il clima idilliaco. Liaqat, profugo afghano, è ossessionato dagli incubi dell’attraversamento della Turchia nel doppio fondo di un camion. Diana, figlia del gestore del parco è turbata dal ritrovamento nel lago di un kayak capovolto. Edo, mentre si allena in una palestra di boxe, ha di colpo la visione di una donna affogata. I quattro decidono di indagare, con l’aiuto del maestro Leone in pensione.
La vecchia cava di talco, ora chiusa, è di proprietà di una azienda specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali tossici pericolosi. C’entrano le anguane e krivapete, creature magiche delle leggende locali? Quando i quattro con il maestro si introducono della vecchia struttura abbandonata la situazione da pericolosa si fa potenzialmente mortale. Il finale ha un doppio colpo di scena davvero sorprendente che ribalta la realtà e pone ai ragazzi un grande dilemma etico come lo riassume molto bene il maestro.

Fernando Rotondo (da LiBeR 133)

Delitto al lago
Fabio Geda, Marco Magnone,
ill. di Marco Bertello
Mondadori, 2021, 206 p.
(I segreti di Acquamorta)
€ 15,00 ; Età: da 11 anni

 

 

Da scimmia a sapiens
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Da scimmia a sapiens

 

Se ancora in molti tendono a proporre libri divulgativi legati ai programmi scolastici, altrettanti editori, genitori e insegnanti osservano che la curiosità dei ragazzi e delle ragazze spesso si infiamma proprio per ciò che, nel libro di scuola, non trova posto. Particolarmente viva è l’esigenza di scoprire argomenti storici estromessi dalla programmazione della scuola primaria: ma taglio enciclopedico e critico non possono che andare di pari passo se vogliamo che la storia sia un mezzo per imparare a contestualizzare e comprendere la realtà. Mi pare sia questo l’obiettivo, difficile e affascinante, che si pone Da scimmia a sapiens, un libro di divulgazione narrata che racconta la nostra specie a partire dagli ominidi e si spinge sino alle ambizioni dell'ingegneria genetica. Il divulgatore svedese Bengt-Erik Engholm non si sofferma su date, battaglie o sovrani, ma è sugli snodi culturali, economici e sociali, sulle rivoluzioni, che costruisce l'impianto del libro. La struttura è, giocoforza, frammentaria, ma la scrittura è vivace e accessibile anche a lettori a partire dai nove, dieci anni. Grande spazio è riservato all’evoluzione della specie umana e alla socialità e cultura preistorica; si passa poi alla scoperta dell’agricoltura, alla fondazione delle grandi civiltà, alle rivoluzioni scientifica e industriale. All’illustratrice Jonna Björnstjerna il compito di farci sorridere: tratto essenziale e fumettistico, scambi di battute esilaranti, impaginazione ariosa e sempre un’illustrazione o un fumetto che comprendiamo a pieno soltanto dopo aver letto il testo. Il progetto, tradotto da Laura Barni, ricorda molta buona divulgazione degli ultimi anni, ma possiede una sua freschezza: un taglio narrativo che mette in luce il bisogno intrinseco dell’uomo di condividere le proprie idee (e talvolta imporle) comunicando. Una pista, quella percorsa dall'autore, suggerita già dalla citazione di Stephen Hawking in apertura: “I più grandi successi del genere umano sono arrivati parlando e i più grandi fallimenti non parlando. (…) Con la tecnologia a nostra disposizione, le possibilità sono illimitate. Tutto ciò che dobbiamo fare è assicurarci di continuare a parlare”. E allora raccontiamola, ancora una volta, la nostra storia.

Dina Basso (da LiBeR 133)

Da scimmia a Sapiens
Bengt-Erik Engholm,
ill. di  Jonna Björnstjerna;
trad. di L. Barni
La Nuova Frontiera Junior, 2021, 176 p.
€ 16,00 ; Età: da 10 anni

 

 

Cose da non fare se diventi invisibile
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Cose da non fare se diventi invisibile

 

Il tema dell’invisibilità sociale di bambini e adolescenti, indagato di recente nel rapporto annuale di Save the Children, è oggetto da tempo di attenzione. La povertà di relazioni sociali, l’isolamento, il sentimento di incomprensione e scarso riconoscimento da parte degli adulti, ma anche la solitudine provata nel contesto dei rapporti tra pari inibisce e reprime non pochi ragazzi. Di tutt’altro genere è il caso dell’invisibilità che si esprime nelle storie, quando gli avvenimenti narrati – come insegna Tzvetan Todorov – ci mettono di fronte a fatti inspiegabili sulla base delle leggi ordinarie che governano il nostro mondo e ci portano a fornire come spiegazioni, da un lato l’illusione dei sensi o il prodotto dell’immaginazione, dall’altro la realtà dell’accaduto e la consapevolezza dell’esistenza di leggi che ci sono ignote. Questi due aspetti difficilmente trovano spazio all’interno della stessa trama romanzesca. Merito dunque a Ross Welford, che ha saputo mantenere in equilibrio questi due piani della narrazione, esplorando nel contempo alcuni dei versanti sensibili del romanzo di formazione, quali lo sviluppo dell’identità e delle relazioni amicali, il peso dei segreti e delle responsabilità genitoriali, in un testo che si apprezza anche per un plot avvincente, l’uso di un tempo verbale in presa diretta e un efficace sottotesto umoristico. Ethel, alla soglia dei 13 anni, orfana della madre e di un padre che ha fatto perdere le proprie tracce, vive con la nonna in una cittadina costiera dell’Inghilterra; come molti suoi coetanei è alle prese con i problemi della crescita e con l’adattamento all’ambiente scolastico delle medie. Le sue priorità sono sconfiggere l’acne e mantenere un basso profilo a scuola. Cose, queste, che mal si conciliano tra loro, tanto che la ragazzina, compulsiva nel compilare esilaranti liste di tutti i possibili rimedi per i suoi problemi, tenta una seduta di lettino solare, dopo aver ingurgitato un decotto di medicina cinese acquistato in rete. Il risultato sarà l’invisibilità, condizione che potrà provocare all’occorrenza ripetendo il trattamento, e che darà il via a un susseguirsi di avvenimenti che renderanno visibili drammi personali e segreti familiari di cui non aveva finora sospettato l’esistenza.

Riccardo Pontegobbi (da LiBeR 133)

Cose da non fare se diventi invisibile
Ross Welford;
trad. di M. Pace
HarperCollins, 2021, 408 p.
€ 16,00 ; Età: da 13 anni

 

 

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