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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

Il pesce
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Il pesce

La notizia è grande come l’autore del libro; il libro è piccolo come la casa editrice che lo ha pubblicato: l’uscita de Il pesce di Dick Bruna, edito da Vanvere, costituisce una bella sorpresa. Vanvere, minuta ma prolifica realtà romana che ha al suo attivo un catalogo che annovera Franco Matticchio, Guido Scarabottolo, Jacques Carelman (solo per citarne alcuni), stampa per la prima volta l’opera del 1962 dell’autore olandese, con la traduzione di Riccardo Duranti. Da un punto di vista narrativo poche parole, ma scelte e certamente valorizzate dalla traduzione di Duranti, accompagnano il bambino all’interno di una storia che si presta alla lettura ad alta voce. Le parole sono in rima e per questo, ancora prima che per il loro senso, possono essere esperite dai più piccoli per la loro musicalità. Quanto questa “percezione” della parola sia fondamentale per la “formazione” della parola è dato oggettivo, e di studio, ormai certezza. E poi ci sono le immagini, che giocoforza, proiettano in maniera diretta all’interno del mondo di Dick Bruna, il quale conferma con questo libro la sua cifra stilistica. Dei colori primari tanto cari all’autore, è il blu che pervade le pagine e che fa da sfondo, insieme al bianco assoluto, alle vicende dei due protagonisti. Un piccolo pesce, che non riesce a placare la sua fame ed una bimba che saprà prendersi cura di lui. Quello che è un incontro fortuito, si rinsalda in una tenera amicizia che si sostanzia di soccorso reciproco, di attenzione, di empatia. Tutti sentimenti che il bambino è in grado intuire e nei quali è in grado di riconoscersi. Ho più volte pensato che le linee stondate di Bruna fossero un tutt’uno con la sua vocazione all’infanzia, a quella visione che lima gli spigoli e le asperità e carezza la pagina con le sue molteplici curve. Eppure è come se i suoi tratti arrotondati seguissero al contempo un profondo rigore, una necessaria razionalità. Un altro autore, seppure con la sua personalità, ha fatto di questo linguaggio la sua forza e la sua identità: il mai abbastanza celebrato Attilio Cassinelli, tornato sulla scena nel 2016 con Lapis proprio con una serie di libri per piccolissimi.

Chiara Sgarro (da LiBeR 133)

Il pesce
Dick Bruna
trad. di Riccardo Duranti
Vanvere, 2021, 1 v.
€ 9,50 ; Età: da 1 anno

 

 

La partigiana in tailleur
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La partigiana in tailleur

L’ultimo libro della prolifica Janna Carioli racconta una storia vera, quella di Penelope Veronesi, detta “Lucia”, insegnante e staffetta partigiana della 63ª brigata Bolero Garibaldi a Bologna, dove si occupò dei Gruppi di Difesa della Donna e si impegnò nell’organizzazione di diverse manifestazioni, incoraggiando in particolare la partecipazione femminile. Nel racconto il personaggio di Penelope viene introdotto da un altro, quello di Anna, una ragazza di 15 anni, orfana, che è stata allieva di Penelope al collegio delle orfanelle di San Luca e che adesso si trova “a servizio” a casa di una famiglia bolognese facoltosa e fascista. Al centro del libro si trovano dunque queste due figure femminili, nella loro relazione allieva-maestra che fuoriesce dall’ambito scolastico, e le loro singole vite che in quel marzo del 1945 rappresentano le vite di molti, in un presente di guerra, in bilico tra le radici del passato e un futuro speranzoso, ma ancora incerto. E sullo sfondo scorre la città di Bologna, con i suoi luoghi e le sue storie, assieme alla storia dell’Italia intera. Le parole di Janna Carioli, storica autrice di libri e programmi televisivi per ragazzi, sono accompagnate dalle numerose illustrazioni di Federica Aglietti, giovane illustratrice partita dalla pittura e poi arrivata al fumetto e all’illustrazione sulla spinta del bisogno di raccontare: illustrazioni in bianco e nero che si mescolano e integrano bene con il testo, arricchendolo e mostrando ai giovani lettori delle istantanee di un’epoca sconosciuta. Un libro di piccolo formato, ma denso e ricco di particolari, su un periodo storico fondamentale per il nostro paese: dal razionamento del cibo con la tessera annonaria ai posti di blocco aggirati grazie agli abiti eleganti, fino alla morte di Irma Bandiera. La partigiana in tailleur è uscito per Minerva edizioni nella collana Fattarelli Bolognesi, curata da Tiziana Roversi, che conta già 14 titoli e dove ogni volumetto racconta una piccola storia all'interno della storia più grande della città e del paese.

Eleonore Grassi (da LiBeR 133)

La partigiana in tailleur
Janna Carioli,
ill. di Federica Aglietti
Minerva Edizioni, 2021, 85 p.
(Fatterelli bolognesi)
€ 9,00 ; Età: da 8 anni

 

 

 

Il nastro
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Il nastro

 

Avevamo a lungo atteso la pubblicazione di questo titolo in Italia – e finalmente eccolo! Ma chi si aspetta un libro di narrazione, sappia che non è così: non racconta una storia, è piuttosto una raccolta di immagini da esplorare sfogliando una dopo l’altra le pagine, per scoprire quanto ci possa stupire questo giovane, talentuoso autore. Perché ogni doppia pagina, o meglio ogni illustrazione, si disvela grazie a un sorprendente piccolo nastro giallo che pende dalla rilegatura. Assomiglia in tutto a quei nastri “segnalibro” che un tempo si trovavano nei libri più curati e costosi (a volte più di uno), utili a ritrovare prontamente la pagina da consultare, o il punto di lettura interrotto. Rossi, in genere, sottili, indistruttibili, scendevano dall’alto, fissati al dorso. Al contrario questo sporge dal basso, è giallo, di raso sottile. Sembrerebbe un errore nella rilegatura, ma poi si nota che in realtà esso fa parte integrante dell’immagine, anzi la prolunga al di là della pagina, rivelandoci una continuità nello spazio che va oltre il libro, nascosta ma improvvisamente evidente. E quel nastro diventa il filo del palloncino, la lingua del serpente, il laccio slacciato di una scarpa (“un rischio”), il filo della canna da pesca che trattiene l’amo (e l’esca), il filo su cui cammina il funambolo… Ogni immagine è essenziale e perfetta, elegante nei soli colori giallo, blu, nero e marrone, ma ognuna sembra dirci: “Guarda com’è bello e stupefacente il mondo: basta un nastrino”. È sufficiente un piccolo nastro per cogliere la bellezza formale delle cose, per stupirci, per farci vedere la ricchezza di quanto ci circonda. Così il libro si trasforma in un esercizio di immaginazione, per noi e per i bambini ai quali lo si porge. Ma soprattutto, e in fin dei conti, l’autore ci dimostra che il libro ha innanzitutto la natura di un oggetto e in quanto tale lo tratta, e spinge noi lettori a vederlo così, toccandolo e guardandolo. Utilizza un elemento del paratesto, qualcosa che non appartiene al testo, e lo trasforma in una parte essenziale del libro, invitandoci a una nuova modalità di lettura che tiene conto di ciò che appare sulla pagina e anche, indubitabilmente, di ciò che non appare ma che continua… al di fuori, e nella nostra mente.

Angela Dal Gobbo (da LiBeR 133)

Il nastro
Adrien Parlange
Fatatrac, 2021, 48 p.
€ 15,90 ; Età: da 4 anni

 

 

La montagna ghiacciata
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La montagna ghiacciata

 

La montagna ghiacciata di Emily Hawkins e Ruby Fresson è un libro-game che dà inizio a una nuova collana de l’Ippocampo. Il nonno Harry, fotografo naturalista, invita il nipote Frankie sulle Alpi per fotografare i lupi. Per aiutarlo ad affrontare l’ambiente montano e le possibili situazioni estreme, il nonno gli invia il suo diario, frutto dell’appassionato lavoro di una vita. L’avventura inizia dall’aeroporto di Torino, dove Frankie sale in elicottero per raggiungere l’accampamento montano del nonno, ma sorvolando le montagne il velivolo precipita e il giovane è costretto a lanciarsi con il paracadute. Da qui, il lettore inizia a giocare in quanto deve decidere la direzione da prendere per raggiungere l’obiettivo, con l’aiuto delle nozioni apprese dal diario e di una ruota della sopravvivenza. Il libro propone 26 situazioni estreme: partendo dalla prima, che ha per titolo Disperso tra le montagne, il lettore dovrà vivere virtualmente la montagna immedesimandosi con il protagonista Tintin, personaggio inventato da Hergé nel 1929. Ogni situazione è illustrata in due pagine, nelle quali la parte narrata in tempo reale si rivolge al lettore-giocatore per descrivere la situazione e invitarlo a posizionare la ruota sui cerchi didascalici e prendere le decisioni per proseguire; ogni situazione presenta anche una pagina del diario del nonno che funge da prontuario, oltre a  racconti di persone che realmente si sono trovate nelle condizioni di dover decidere il proprio destino. È un prodotto editoriale generoso con i lettori per il formato grande, la rilegatura con la ruota estraibile dalla copertina, la ricchezza dei contenuti e l’impaginazione accattivante. Il libro ha un doppio registro narrativo: il lettore ha a disposizione la ricchezza delle informazioni di carattere scientifico, gli appunti scritti da nonno Harry e la complessità delle indicazioni dettate dal racconto accompagnate da Tintin, l’interprete per eccellenza dell’avventura impossibile. Un prodotto a cavallo tra le migliori proposte di divulgazione e dei giochi di qualità, perché si tratta di un libro-game il cui formato ricorda un board game e il contenuto un role-playing in quanto il giocatore deve entrare nel ruolo del protagonista e decidere il proprio destino.

Adolfina De Marco (da LiBeR 133)

La montagna ghiacciata
Emily Hawkins, R. Fresson
L'Ippocampo, 2021, 64 p.
(Gira e sopravvivi)
€ 19,90 ; Età: da 8 anni

 

Un milione di ostriche in cima alla montagna
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Un milione di ostriche in cima alla montagna

 

Alex Nogués è il geologo che ha dato il nome a un organismo fossile, Alexina papyracea, Miren Asiain Lora è un’artista visuale raffinata illustratrice. Il loro libro è un caso di successo editoriale “senza clamore”: per l’alta qualità della proposta ha avuto subito nove traduzioni, moltissime se si pensa che è un picture book di divulgazione scientifica. Certo, è illustrato da una matita pluripremiata e selezionata più volte per la Mostra Illustratori al Children’s Book Fair di Bologna, capace di creare tavole come ecosistemi in perfetto equilibrio dove la presenza umana è minima, marginale, mai protagonista, incastonata in ambienti o paesaggi in cui, attraverso spazi e colori, sembrano arrivarci silenzi e suoni della natura. Il libro ha una forza che scaturisce non solo dalla bellezza pittorica (con echi di Henri Rousseau nei tratti e di Barbara Cooney per i contesti), ma nel processo dialettico, socratico, maieutico, in cui si dispiega il testo: con un’escalation di domande e risposte, chi legge si addentra nel mondo complesso della geologia in maniera semplice. È un volume a più voci: quella in neretto di chi fa la domanda e spiega – bello pensare che sia la voce del libro stesso – e quella in corsivo del lettore che riflette, quella della “Storia” con alcune tavole di approfondimento scientifico.
Tutto giocato sui toni green – splendida la tavola finale con il cielo stellato verde scuro – senza la numerazione delle pagine per una lettura totalmente immersiva, l’album chiarisce il mistero delle conchiglie che si trovano in montagna passando attraverso i concetti di stratificazione e radiazione dei metalli. Il linguaggio è preciso, chiaro, inserito in illustrazioni evocative con le quali crea una sinergia espressiva che fa arrivare alla fine del libro con la voglia di rileggerlo subito. Perché il messaggio che arriva non sono tanto le ostriche “in trasferta”, quanto l’amore per la Terra, il senso di rispetto e cura che i due autori spagnoli passano come un delicato e prezioso testimone al lettore.

Elena Baroncini (da LiBeR 133)

Un milione di ostriche in cima alla montagna
Alex Nogués,
ill. di Miren Asiain Lora;
trad. di S. Saorin
Camelozampa, 2021, 48 p.
(Le sinapsi)
€ 16,90 ; Età: da 5 anni 7

 

 

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