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Un tempo il mondo era di chi dormiva più a lungo
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Un tempo il mondo era di chi dormiva più a lungo

Scegliere come guardare e sentire il mondo è una domanda emotiva più che filosofica perché ci riguarda e ci rappresenta. Motivo per cui due autori italiani, Massimo D’Anolfi e Giulia Pastorino, hanno messo parole e immagini nell’albo illustrato Un tempo il mondo era di chi dormiva più a lungo per costruire il significato che attraversa la narrazione più semplice e complessa, più oscura e limpida che si possa raccontare.

Il regista e sceneggiatore D’Anolfi sceglie un genere universale come la favola per rivelare la causa della rottura dell’armonia tra l’Uomo e l’intero Cosmo e lo fa prendendo in prestito la dimensione onirica fin dalle prime pagine, in cui si legge che la materia di cui era fatto il cosmo erano i sogni degli animali. La conoscenza, la comunicazione tra animali avveniva attraverso la dimensione del sogno e la narrazione stessa della Storia passava attraverso essi. Non vi era la presenza dell’Uomo, dunque; e questa scelta narrativa è una metafora per rappresentare una dimensione tanto potente quanto fragile. Infatti, continua il racconto, è bastato che l’Uomo apparisse nel sogno del gorilla per creare scompiglio, scuotere il sonno, pretendere spiegazioni, emettere giudizi, per distruggere il cosmo come gli animali lo avevano sempre sognato.

Pagina dopo pagina, questo racconto diventa una bussola che attraversa luoghi per partire da se stessi e ricominciare un nuovo cammino, una nuova Storia, un nuovo modo di parlare, intendere, pensare al cosmo. Gli autori, assieme, fanno dialogare due mondi che altrimenti rimarrebbero separati: lo scrittore mette a nostra disposizione uno stile essenziale, conciso che arriva al cuore come un dardo, mentre la Pastorino offre una veste grafica varia, mai uguale in ogni pagina, dagli sfondi ai segni, agli elementi realizzati con colori a olio o con sovrapposizioni di carte che mettono in evidenza la complessità degli elementi stessi. La loro regia diventa una visione corale e la lettura di questo albo un’immersione in dimensioni visive e auditive. Lo sfoglio invita a soffermarsi e a riflettere sulla possibilità di ri-sognarsi.

 

Greta Lugli 

 

Un tempo il mondo era di chi dormiva più a lungo

Massimo D’Anolfi,

ill. di Giulia Pastorino

Terre di Mezzo, 2026, 36 p.

€ 16,00 ; Età: da 3 anni

Hits: 334
Sega, martella, costruisci
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Sega, martella, costruisci

Sega, martella e costruisci. Una casa per Signora pecora è l’ultimo libro a figure di Ole Könnecke arrivato in casa Beisler con la traduzione di Chiara Belliti. 
Le opere di questo autore, oltre quaranta quelle rivolte espressamente all’infanzia, sono state insignite con importanti riconoscimenti: solo lo scorso anno con Niente draghi per Celeste!, Könnecke ha vinto il Bologna Ragazzi Award 2025, il Premio Strega 2025 – miglior narrazione per immagini e il Premio Andersen 2025 – miglior libro 6/9 anni.
Dunque questo libro è un ulteriore avanzamento nella ricerca personale che l’autore, laureato in letteratura tedesca, compie nel raccontare storie quotidiane: storie che rimangono verosimili anche quando mettono in scena mondi altri sulla scia di un sentire interiore che anima le figure protagoniste. Proprio qui riconosciamo uno dei talenti raffinati dell’autore: la capacità di far vibrare emozioni, fantasie, timori e desideri.
Un altro talento di Könnecke si esprime attraverso la rappresentazione del quotidiano con un approccio didascalico che ricorda Richard Scarry, a cui lui stesso ha esplicitamente dichiarato di essersi ispirato: entrambi danno seguito all’insegnamento di Comenio che pubblicò a Norimberga, nel 1658 l’Orbis Pictus, considerato il primo testo didattico, in cui viene messa a frutto la naturale attenzione che l’infanzia rivolge alle immagini e al piacere di guardarle. È attraverso le figure che l’apprendimento diventa un’esperienza interessante e gradevole. Dal piacere iniziale, provocato dal desiderio di guardare tutto, soffermarsi sull’una o sull’altra figura con l’unica guida del proprio istinto visivo, oggi come ieri, nascono domande, interessi e il bisogno di scoprire i nomi e il perché delle cose.
Addentrandoci in quest’ultimo libro, unitamente ai nomi di materiali e macchinari, si apprende il procedimento complessivo attraverso cui si costruisce una casa di legno (il libro fa il paio con uno dedicato all’edilizia e ai suoi macchinari), la sequenza delle fasi, i tempi di lavoro e riposo, ma anche, non di secondaria importanza, dell’aiuto reciproco, dell’amicizia e del valore della comunità, dove donne e uomini sono tanto interessate al fare che all’esserci per chi ne ha bisogno.

Francesca Romana Grasso

Sega, martella, costruisci
Ole Könnecke;
trad. di C. Belliti
Beisler, 2026, 32 p.
(Libri pinguino)
€ 18,50 ; Età: da 3 anni

Hits: 248
Salamandra
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Salamandra

“Non avevo dipinto la salamandra: avevo dipinto il modo in cui la guardavo. Forse era questo il mio segreto: non afferrare il mondo, ma inseguirlo finché non lasciava un lampo negli occhi”. 
Cremona, 1556: Europa Anguissola ha dieci anni e vive con le sorelle e il fratello in una vivace casa aristocratica piena di quadri e di libri. Come la sorella maggiore Sofonisba, sua confidente e guida, avverte una precoce attrazione per la pittura, sostenuta da genitori che incoraggiano i figli nell’esplorazione dell’arte. Vivace, curiosa e dotata di una sensibilità non comune, guarda alla pittura come a una forma di magia, capace di penetrare il mistero delle cose e di mantenere viva la presenza di chi non c’è più. Il suo sguardo, arguto e originale, coglie ciò che agli altri sfugge; dall’osservazione nascono domande filosofiche, che rivelano la naturale inclinazione dell’infanzia a interrogarsi sull’essenza del reale. Colpita dall’apparizione di una salamandra, una creatura sospesa tra scienza e leggenda, Europa tenta di trattenerla nei colori, fissandola sulla tela attraverso il filtro del proprio sguardo. La creatura diviene così una compagna immaginaria, fino al gesto simbolico di dipingersi il volto di giallo e di nero e scegliere per sé, quando sarà affermata pittrice, il nome di Salamandra Anguissola.
Attraverso l’osservazione, Europa si interroga, e interroga la sorella Sofonisba – che la ritrae nel celebre dipinto La partita a scacchi, riportato sul risvolto di copertina – sul significato della pittura, sulla sua capacità di cogliere la verità, di svelare il segreto delle cose, persino della propria identità. Immersa in un mondo ricco di sollecitazioni, Europa esce dall’infanzia trovando la propria strada nella pittura, che la porterà a dedicarsi ai ritratti, dei quali ben pochi sono arrivati fino a noi.
Con la storia di Europa Anguissola, pittrice realmente esistita, sorella minore della più celebre Sofonisba, Guido Quarzo non solo racconta uno spaccato di vita rinascimentale, ma affronta alcuni temi universali, come il passaggio dall’infanzia all’età adulta, il misterioso legame tra vita e morte e l’importanza dell’arte come strumento per interpretare il mondo e preservare la memoria.

Gabriela Zucchini

Salamandra
Guido Quarzo
Uovonero, 2026, 122 p.
(I geodi)
€ 16,00 ; Età: da 11 anni

Hits: 290
I ragazzi del tempo
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I ragazzi del tempo

Con il tempo non si scherza! E sarebbe bene non pasticciare con il passato quando si dispone di una vecchia radio, casualmente dissepolta in giardino, malconcia ma funzionante, sintonizzata su un unico canale, quello che comunica con chi 79 anni prima ha abitato la tua stessa casa.
Però, Henry, Frances e Lukas, che nell’aprile 2023 vivono da dodicenni in una cittadina del New Jersey, non sanno granché di futuri alternativi, di “effetti farfalla” e relative conseguenze e disastri causati da improvvidi interventi sul passato.
Nemmeno i loro corrispondenti, Alice, Lawrence e Artie, che nel medesimo giorno del 1944 armeggiano con l’apparecchio, possono immaginare a quali grossi guai andranno incontro cedendo all’invito gracchiante e galeotto della radio.
Westfallen, titolo originale di questo romanzo, evoca lo scenario che risulterà dall’incontro nel tempo fra i due gruppi di ragazzi: gli Stati Uniti del secondo millennio non saranno più la grande democrazia d’Occidente che conosciamo, bensì una Westfalia in terra d’America, una colonia tedesca governata dai nazisti, in virtù della vittoria conseguita nella Seconda guerra mondiale. Tutto questo dipenderà proprio dal disvelamento delle manovre segrete messe in atto dagli Alleati nella preparazione del D-Day del giugno ‘44, che i ragazzi del 2023, attingendo ai libri di storia, offriranno ai loro “coetanei”. La notizia, raccolta da una spia tedesca operante in città, provocherà il ribaltamento delle sorti del conflitto.
Il motivo della storia alternativa e in particolare la raccapricciante ucronia che vede il Terzo Reich conquistare l’Occidente, non è certo di nuovo conio. Il bello, letterariamente parlando, è che il meccanismo funziona sempre; anche in questo caso di ucronia seriale o in divenire (tanto ripetuti saranno i tentativi dei due gruppi di modificare elementi del passato, quanto inattesi saranno gli esiti dei loro sforzi) la storia avvince e la trama cattura il lettore, che non può che fare empaticamente squadra con i ragazzi, contro l’oppressione totalitaria, il razzismo e l’antisemitismo del nuovo sistema di potere.
Ma riusciranno i nostri eroi a riavvolgere il nastro del tempo? Se il finale aperto dell’opera ci impedisce di spoilerare, certo non ci frena dall’immaginarne un gustoso seguito.

Riccardo Pontegobbi

I ragazzi del tempo
Ann Brashares, Ben Brashares;
trad. di B. Capatti
Rizzoli, 2026, 440 p.
€ 17,00; Età: da 12 anni

Hits: 261
Quella cosa gigante
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Quella cosa gigante

Ti è mai capitato di trovarti dinnanzi a qualcosa di insormontabile? Qualcosa di enorme, di ingombrante, che improvvisamente ti ha sbarrato la strada. Qual è stata la tua reazione? Quali strategie hai attuato? La questione interessa una famiglia di tre omini, da un giorno all’altro costretti a fare i conti con una cosa gigante, tanto da non riuscire a scorgerne i contorni, girarci intorno, passarci sopra. Gli omini sono preoccupati: si tratta di qualcosa che prende decisamente “tanto, troppo spazio” e nessuna idea sembra funzionare, nessun calcolo offre una buona soluzione. Diventare giganti appare l’unica possibilità per fronteggiare il problema, ma come si fa? L’intera famiglia si concentra in questa impresa tanto a lungo da dimenticarsene. Nel frattempo la cosa, raffigurata come una smisurata montagna rossa che neppure la pagina contiene, si ridimensiona sempre più sino a diventare dapprima un sasso, poi una palla: i tre omini, al suo cospetto, sono adesso giganti, possono persino far rimbalzare la cosa.
L’albo illustrato Quella cosa gigante di Matilde Tacchini, pubblicato da Kite, racconta con grande efficacia metaforica una storia di tutti, perché nessuno è esente dall’essersi confrontato con un problema che irrompe inaspettato e assume agli occhi di chi lo guarda grandezze spropositate. E basta davvero poco per farlo: l’autrice stende una pennellata rossa sulle pagine e conferisce grande espressività a un industrioso trio di personaggi deciso a rimboccarsi le maniche per escogitare un piano insieme. Gli spunti di riflessione che derivano da questa lettura per grandi e piccini sono moltissimi, come sempre accade con i libri ben congegnati, essenziali nel segno ma di notevole valore comunicativo: a tua volta puoi raccontare quand’è che hai trovato uno scoglio invalicabile di fronte a te e come hai reagito. Se lo hai arginato o se col passare del tempo non lo hai più notato. Se è servito diventare “giganti” oppure è bastato semplicemente condividere quella preoccupazione e non sentirsi soli. Con ironia e leggerezza l’albo narra un percorso di crescita e di resilienza e invita lettori e lettrici a scoprire dentro di sé e negli altri le risorse per superare gli ostacoli della vita.

Chiara Lepri

Quella cosa gigante
Matilde Tacchini
Kite, 2026, 32 p.
€ 16,00; Età: da 4 anni

Hits: 205
La più bella di tutte
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La più bella di tutte

Esistono ancora “uscite dal mondo”? Da questo mondo?
La più bella di tutte è un piccolo volume, nemmeno un centinaio di pagine, ma leggendo con attenzione e gustando anche con gli occhi, è sorprendente scoprire come possa racchiudere salvifiche chiavi d’accesso a mondi altri, microscopici e grandi, remoti e vicinissimi.
Brevi testi, agili racconti il cui nucleo pulsante è l’amore in senso lato, quello che Esenovskij vede inseparabile dalla memoria dell’infanzia – come cronache da un pianeta perduto – dall’io narrante stralunato e ironico dell’incipit: “Secondo me un tempo erano tutti molto più intelligenti perché sapevano molte più cose. Chi sa dire adesso che sapore aveva per esempio la maniglia del cassetto della scrivania? [… ]. Prima invece molti lo sapevano, o almeno la maggior parte”. Un io non asservibile e libero nelle sue passioni primarie per l’eroina del titolo – “la mia mamma è bella anche quando sputa. Ad esempio, quando le vola in bocca una zanzara” – capace di sensibilità ecologica e slancio affettivo nella creazione di una “nonna cactus” (tristissimo andare in vacanza dimenticandosi di innaffiarla, salvo sorprese).
E a seguire un esilarante ossessivo “bigliettino d’amore” e dialoghi sentimentali “andando a scuola”, un’improbabile tenera “lista di Kukuskin il Dongiovanni” e racconti su racconti: innamorati che si cercano per sempre in un'antica grotta come nei sotterranei della metropolitana, bambine che vogliono farsi mangiare dal lupo per fuggire l’esito di un brutto voto… e “Storie di amori felici” (da riscrivere quella della ragazza innamorata del prestigiatore, che sacrifica se stessa alla rabbia e alla foga segante dello spettacolo di lui).
Un florilegio lieve e folle di variazioni, dunque, con sedimenti tra i più creativi dell’anima russa (pensando a Bulgakov, Gogol’, Charms..): una ricerca visuale irriverente come quella di Elena Sadkovskaja e il raffinato lavoro di traduzione di Tatiana Pepe, con la supervisione editoriale di Yuri Garrett che – leggiamo – ha preferito talvolta distaccarsi dalla lettera per restituire tutta la brillantezza di un testo che per la sua gioiosa fantasmagorica stratificazione (azzardo!) avrebbe forse rallegrato Umberto Eco.

Maria Grosso

La più bella di tutte
M. Esenovskij,
ill. di E. Sadkovskaja;
trad. di T. Pepe, 
Caissa Italia, 2026, 96 p.
€ 16,00; Età: da 6 anni

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