Il bel titolo provocatorio del graphic novel introduce con energia la figura intensa e sofferta di Camille Claudel, di cui racconta la vicenda umana e artistica. La scultrice francese (1864-1943) conobbe diversi artisti suoi contemporanei e con uno di loro, Auguste Rodin, ebbe un rapporto professionale e amoroso che segnò profondamente la sua vita, conclusasi drammaticamente in manicomio, dove fu rinchiusa dalla sua stessa famiglia e dove rimase per trent’anni, fino alla morte. Troppo libera, sì: Camille non voleva essere l’appendice di nessuno, né produrre un’arte stereotipata e leziosa come ci si aspettava da una donna, alla quale non era allora concesso avere idee e temperamento forti e definiti. E di sicuro qualche problema con l’identità femminile esiste ancora, se nelle prime righe della voce Wikipedia su di lei, accanto a “scultrice”, compaiono subito “sorella di Paul” e “amante di Rodin”, quasi che la sua arte non bastasse a definirla. Nel libro la relazione con il celebre scultore non è il tema centrale. A parlare sono piuttosto la sua vocazione creativa e le sue sculture, che talvolta si animano in sequenze oniriche e simboliche, evocando pensieri e tormenti della protagonista. Come sottolinea anche la postfazione, il materiale biografico è trasformato in un racconto animato da un’energia quasi avventurosa, che esprime la vitalità e il movimento di questa donna “fuori norma”. Nel potente finale, alcune tavole senza parole mostrano l’artista emergere nuda da un blocco informe di pietra, per poi ergersi e muoversi tra le sculture di altre artiste del Novecento, vissute e affermatesi dopo di lei: un simbolico avanzare verso un futuro a cui era stata molto, “troppo” vicina, fino a un’immagine di libertà luminosa che sembra restituirle vita oltre ogni sepoltura. Assia Petricelli e Sergio Riccardi tornano qui, dopo Cattive ragazze, a raccontare l’anticonformismo femminile, e lo fanno con affiatamento e sensibilità artistica, costruendo un racconto emozionante, capace di immergere lettrici e lettori young adult nella tormentata vicenda di Claudel. Il volume è una bella scommessa con il pubblico a cui si rivolge dichiaratamente, e una garanzia per chiunque ami il genere o voglia scoprire questa artista: in entrambi i casi, un incanto quasi certo.
Antonella Lamberti
Troppo libera : l'arte, l'amore, la lotta di Camille Claudel
Assia Petricelli e Sergio Riccardi
Tunuè, 2026, 242 p.
(Ariel)
€ 19,90; Età: da 16 anni
