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Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

La ragazza dal mare
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La ragazza dal mare

 

Dopo essersi fatta conoscere con il fantasy a fumetti Il ragazzo strega (Il Castoro, 2020), la giovane fumettista e scrittrice americana Molly Knox Ostertag torna in Italia con La ragazza dal mare, pubblicato da Tunué, un graphic novel per adolescenti che tocca temi cari all’autrice, come l’esplorazione della non conformità di genere e l’accettazione di sé stessi.
In uno dei cassetti in cui tiene divisa la sua vita, Morgan, 15 anni, tiene chiuse le sue amiche e la persona che è quando si trova insieme a loro. Ovvero una ragazza trattenuta, che non dice niente fuori posto. Una ragazza lesbica che pianifica segretamente di trasferirsi in città, per essere finalmente libera. L’isoletta in cui vive le sta stretta, suo padre se ne è andato di casa, suo fratello minore dopo la separazione dei genitori è sempre arrabbiato, e anche con sua madre i rapporti sono tesi. A sconvolgere il precario equilibrio arriva la travolgente Keltie, una selkie che in una notte di tempesta la salva dall’annegamento, una creatura marina metà foca e metà ragazza, trasformata in umana grazie a un bacio romantico scambiato proprio con Morgan. Quando Keltie le si materializza davanti, in carne e “gambe” e una voglia selvaggia di vivere sulla terra il loro amore, Morgan entra in crisi. Combattuta tra quello che prova e quello che penserebbero gli altri, la respinge, le chiede di cambiare aspetto, la tiene nascosta, fino a quando il castello di bugie che ha costruito non crolla, costringendola a prendere posizione e a lasciare spazio alla sua bellissima complessità. L’autrice è brava a rappresentare gli imbarazzi, la confusione, il rapporto problematico con le amiche e i familiari. I dubbi di Morgan si contrappongono alla naturalezza con cui la selkie, proveniente da un mondo misterioso e per questo estranea alle convenzioni degli umani, vive le sue emozioni. Tuttavia anche lei ha un segreto e un piano da realizzare… Una narrazione accattivante che mescola il fiabesco e il magico con la contemporaneità, espressa attraverso la moda, i dettagli dell’ambientazione, il linguaggio delle chat di gruppo e delle conversazioni brevi via cellulare. Una storia dolce e tormentata che racconta il primo amore con candore e realismo e vuole trasmettere un messaggio positivo sul coming out.

Francesca Tamberlani (da LiBeR 140)

La ragazza dal mare
Molly Knox Ostertag
Tunué, 2023, 256 p.
(Prospero's books)
€ 17,50 ; Età: da 14 anni

 

Le pietre nere
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Le pietre nere

 

Affermato scrittore olandese, vincitore nel 2012 del prestigioso Astrid Lindgren Memorial Award, considerato “un poeta dell’infanzia” sul solco della grande tradizione letteraria nordica, Guus Kuijer arriva ora in Italia con il romanzo Young Adult Le pietre nere, pubblicato in Olanda nel 1984. Ciò che colpisce dell’autore non è tanto la perizia letteraria nell’affrontare generi diversi – in questo caso il fantasy, e ben prima dell’onda lunga del successo di questo genere a inizio millennio – quanto la sua concezione dell’arte come “un modo per insegnare a noi stessi a diventare quello che vogliamo essere”, a crearci “un’immagine del mondo e del posto che noi dovremmo occupare in quel mondo”. Non c’è nulla di consolatorio in questo romanzo per giovani adulti, che anticipa temi caldi del nostro presente attraverso il racconto fantastico. La storia ha il sapore di un racconto biblico, in quel cimentarsi dell’umanità nella conquista del cielo attraverso uno sforzo abnorme: la costruzione di un’immensa torre nera, che svetta verso l’alto, di fronte alla cui magnificenza tutto appare insignificante, compresi gli esseri umani sfiancati da quell’impresa immane. In una società fortemente gerarchica, dominata dai commercianti e controllata dai guardiani, l’adolescente Dolon non vede l’ora di entrare a far parte del cosiddetto Popolo della torre, i cavatori, per partecipare a quella straordinaria costruzione; ma a fare da controcanto alla sua voce c’è quella del gemello Omar, che con il suo animo puro da sognatore sembra vedere quello che l’imponente opera oscura agli occhi dei più. Sarà Dolon a raccogliere l’eredità del fratello e a intraprendere, in compagnia di una giovane commerciante, una lunga e avventurosa ricerca, il cui obiettivo inconsapevole sarà la conquista della verità: una verità dolorosa, dura, inaccettabile, di cui Dolon diventerà strenuo difensore e trasmettitore. Non prima, però, di aver conquistato le parole necessarie. Perché se non possiedi le parole, non puoi nemmeno porti le giuste domande. Un romanzo sul potere delle parole e della scrittura. Una denuncia metaforica delle ingiustizie economiche e delle false chimere della società contemporanea, a testimonianza che sempre il miglior fantasy affonda le radici nella Storia.

Gabriela Zucchini (da LiBeR 140)

Le pietre nere
Guus Kuijer,
trad. di V. Freschi
Camelozampa, 2023, 328 p.
(Le spore)
€ 17,90 ; Età: da 13 anni

 

 

Il mondo in un chicco
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Il mondo in un chicco

 

E' un’attitudine a percepire il mondo nelle sue più infinitesimali manifestazioni, nelle sue vibrazioni più nascoste, nei suoi dettagli più minuti: qualcosa che con l’età adulta – eccetto casi di menti altamente sensibili – tende ad affievolirsi, fino ad atrofizzarsi, a perdersi. Così, certi albi sono in primis una ricerca di immedesimazione nello sguardo della primissima infanzia, sia da parte di chi li scrive e li appronta esteticamente, sia nell’intento di quegli adulti che, a cominciare dai genitori, accompagnano, passo dopo passo, le piccole lettrici e i piccoli lettori nella scoperta terribilmente avventurosa delle prime pagine della loro vita. Il mondo in un chicco, tutto giostrato su un testo di Giuseppe Adduci, si muove per questi territori “alla ricerca del sentire perduto”, anche della letteratura per l’infanzia, e lo fa con un profluvio di colori fiammanti e forme grafiche squadrate che ricordano creazioni visive degli anni ’60, ’70 –sono le piattaforme visuali approntate ad hoc da Paola Mastalli, nella cornice finemente curata da Caissa edizioni. E se, secondo vie archetipiche, sono i protagonisti a farsi minuscoli – vedi Mignolina, Pollicino, i lillipuziani, gli Sgraffignoli  di Mary Norton… o a subire magnifiche metamorfosi come nel caso di Alice – qui, su invito di una cicala e di una formica (e poco c’è da dire sugli evidenti rimandi), è il bambino, mentre sta gattonando, ossia durante le sue prime prove di esplorazione autonoma del mondo, a tuffarsi letteralmente in un chicco. Da lì in poi, con una fortissima eco di Rodari e Ci vuole un fiore, è un addentrarsi sempre più nel particolare visivo, in una ghirlanda di associazioni che si generano le une dalle altre fino a tornare concentricamente al punto di partenza. Fiore Ape Miele – le prime sono “obbligate” e più scontate  - poi Dito Cielo Vento Foglio Disegno… verso creazioni più inaspettate, dove immagini e lettere si fanno giganti e il microcosmo diviene macrocosmo, ci si esprime in un “linguaggio-chicco” (da non abbandonare mai, come ricorda il bellissimo Lappin and Lapinova di Virginia Woolf) e, sempre rodarianamente, si intrecciano piccole fiabe e filastrocche… Tutte, con una felice sintesi scrive Adduci, “segnano i segni disegni sognati”.

Maria Grosso (da LiBeR 140)

Il mondo in un chicco
Giuseppe Adduci, Paola Mastalli
Caissa, 2023, 36 p.
€ 11,90 ; Età: da 1 anno

 

 

Il mondo in un chicco
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Il mondo in un chicco

 

E' un’attitudine a percepire il mondo nelle sue più infinitesimali manifestazioni, nelle sue vibrazioni più nascoste, nei suoi dettagli più minuti: qualcosa che con l’età adulta – eccetto casi di menti altamente sensibili – tende ad affievolirsi, fino ad atrofizzarsi, a perdersi. Così, certi albi sono in primis una ricerca di immedesimazione nello sguardo della primissima infanzia, sia da parte di chi li scrive e li appronta esteticamente, sia nell’intento di quegli adulti che, a cominciare dai genitori, accompagnano, passo dopo passo, le piccole lettrici e i piccoli lettori nella scoperta terribilmente avventurosa delle prime pagine della loro vita. Il mondo in un chicco, tutto giostrato su un testo di Giuseppe Adduci, si muove per questi territori “alla ricerca del sentire perduto”, anche della letteratura per l’infanzia, e lo fa con un profluvio di colori fiammanti e forme grafiche squadrate che ricordano creazioni visive degli anni ’60, ’70 –sono le piattaforme visuali approntate ad hoc da Paola Mastalli, nella cornice finemente curata da Caissa edizioni. E se, secondo vie archetipiche, sono i protagonisti a farsi minuscoli – vedi Mignolina, Pollicino, i lillipuziani, gli Sgraffignoli  di Mary Norton… o a subire magnifiche metamorfosi come nel caso di Alice – qui, su invito di una cicala e di una formica (e poco c’è da dire sugli evidenti rimandi), è il bambino, mentre sta gattonando, ossia durante le sue prime prove di esplorazione autonoma del mondo, a tuffarsi letteralmente in un chicco. Da lì in poi, con una fortissima eco di Rodari e Ci vuole un fiore, è un addentrarsi sempre più nel particolare visivo, in una ghirlanda di associazioni che si generano le une dalle altre fino a tornare concentricamente al punto di partenza. Fiore Ape Miele – le prime sono “obbligate” e più scontate  - poi Dito Cielo Vento Foglio Disegno… verso creazioni più inaspettate, dove immagini e lettere si fanno giganti e il microcosmo diviene macrocosmo, ci si esprime in un “linguaggio-chicco” (da non abbandonare mai, come ricorda il bellissimo Lappin and Lapinova di Virginia Woolf) e, sempre rodarianamente, si intrecciano piccole fiabe e filastrocche… Tutte, con una felice sintesi scrive Adduci, “segnano i segni disegni sognati”.

Maria Grosso (da LiBeR 140)

Il mondo in un chicco
Giuseppe Adduci, Paola Mastalli
Caissa, 2023, 36 p.
€ 11,90 ; Età: da 1 anno

 

 

Il mio nome è Lily
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Il mio nome è Lily

 

Avevo delle resistenze nei confronti del secondo romanzo di Erin Stewart. La sua prima prova, Io sono Ava, che ha inaugurato la collana Libri ribelli, l’ho trovata poco originale e avvincente, eccessivamente modellata sul bestseller Wonder: un rimando calcato anche dal progetto grafico scelto dalla casa editrice come nota di riconoscibilità dell’autrice. Ma non fatevi ingannare dall’illustrazione rassicurante di copertina che mira a far percepire il romanzo come innocuo e abbassare, come spesso accade, l’età di riferimento; non fatevi sviare dal titolo che perde la potenza dell’originale The words we keep: Il mio nome è Lily si rivolge a una fascia di lettrici e lettori Young Adult ed è, proprio come la sua protagonista, un libro percorso da un dolore latente e silenzioso, che si nutre di non detto per poi esplodere.
La protagonista, Lily, è la classica ragazza responsabile, talentuosa in ogni ambito e in particolare nella scrittura, intrappolata in una bolla di perfezione. La mamma persa da piccola, sorella di mezzo, è colei che non vuole dare preoccupazioni: l’eclettica, in famiglia, è sua sorella Alice che dopo un tentato suicidio è ricoverata con una diagnosi di disturbo bipolare. Una condizione che destabilizza tutta la famiglia. E così, Lily inizia a crollare. Unici appigli la scrittura e Micah, che ha condiviso il percorso di ricovero con la sorella. Lily troverà una via di guarigione; ma sarà difficile accettare la propria sofferenza, considerando anche lo stigma che ancora perseguita chi soffre o ha sofferto di disturbi psichici.
Il racconto in prima persona è intenso, ma proprio come la protagonista, si permette solo alla fine di essere “sopra le righe”. Significativa la minuzia con cui descrive i rapporti tra familiari, gli equilibri dei non detti, la fragilità degli adulti. Quel che vive Lily, nella sua singolarità e anche nella drammaticità, è purtroppo sin troppo vicino alla realtà di tanti ragazzi e ragazze che si sentono in dovere di recitare una parte lontana da loro stessi, in cui non c’è spazio per tentennamenti, cadute, umanità. In questo spazio finzionale i lettori potranno concedersi di vivere quel dolore che tutti, in primis noi adulti, vorremmo semplicemente non esistesse… ma che non per questo smette di esserci.

Dina Basso (da LiBeR 140)

Il mio nome è Lily
Erin Stewart;
trad. di S. Cavenaghi
Garzanti, 2023, 368 p.
(Libri ribelli)
€ 16,00 ; Età: da 14 anni

 

 

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