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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

La casa dai vetri verdi
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La casa dai vetri verdi

Si sa che per “giallo” intendiamo un canone entro il quale giocano contaminazioni stilistiche in una ricca varietà di strutture e sottogeneri possibili fra poliziesco, legal thriller, noir, spionaggio; con ambientazioni, tematiche esistenziali e psicologiche di ogni tipo. Non fa eccezione il giallo per i ragazzi, nel quale almeno due regole del canone sono sempre garantite: il lettore stesso deve sentirsi ingaggiato, a fianco del protagonista-investigatore, nel portare alla luce dinamiche e motivazioni di un crimine; entrambi arriveranno infine a una ricostruzione logica e sensata di quello che si presentava come un evento inspiegabile.
La stravagante casa dai vetri verdi del titolo è protagonista assoluta di questo giallo, che ha un saldo riferimento nel più classico fra i modelli del genere, l’enigma della camera chiusa. È una vecchia dimora costruita in cima a una ripida collina, un tempo appartenuta a contrabbandieri e ora albergo gestito da una tranquilla famiglia il cui figlio, Milo, si sta predisponendo a rilassarsi per le tanto attese vacanze natalizie. Qui si incrociano i destini di enigmatici avventori fra loro apparentemente estranei, che nel giro di poche ore si presentano uno dopo l’altro alla porta. Nessun omicidio, solo la misteriosa apparizione di oggetti, subito occultati e contesi, che hanno a che fare con l’architettura stessa dell’edificio e il suo passato.
Insieme all’amica Meddy, figlia della cuoca, Milo indaga sui nuovi arrivati svelando una fitta trama di oscuri legami che ognuno degli ospiti tenta di dissimulare. I ragazzi si calano in un vero gioco di ruolo (“Nel gioco, tu sei il tuo personaggio”, spiega Meddy al compagno di investigazioni), sdoppiando le loro identità in quelle di due detective fra loro complementari per metodo, fra logica assoluta e pura immaginazione.
Molto simile al loro modo di procedere è l’identità letteraria di questo giallo atipico e immersivo, che avanza per inferenze rigorose e salti logici, fra svolte narrative e virate stilistiche imprevedibili. In un finale, iperbolico negli intrecci, in cui lo stesso patto narrativo con il lettore viene audacemente (e sapientemente) portato al limite e messo in gioco.

Fausto Boccati (da LiBeR 142)

La casa dai vetri verdi
Kate Milford; trad. di A. Casella
Salani, 2024, 448 p.
€ 18,00 ; Età: da 12 anni

 

Canzoni funebri per ragazze quasi morte
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Canzoni funebri per ragazze quasi morte

 

“Ma tu chi sei? Le tue ossa cosa dicono che sei?” Orfana di madre – una bellissima donna Métis, morta nel metterla al mondo – e unica figlia di padre inglese, la sedicenne Winifred non sa inizialmente dare risposta a queste domande. Non riesce a sentire le ossa, dice. La sua “identità divisa” è per lei motivo di un disagio che si unisce al senso di colpa nei confronti di una madre mai conosciuta e alla sofferenza per un padre affranto che per la figlia non ha più parole. Con Canzoni funebri per ragazze quasi morte arriva per la prima volta in Italia l’opera di Cherie Dimaline, pluripremiata autrice canadese appartenente alla comunità Métis di Georgian Bay, che in questo romanzo a tratti gotico e a tratti umoristico esplora i moti interiori di un’adolescente definita “strana”, affetta da un particolare tipo di nevrosi che la porta a effettuare calcoli, ricercare simmetrie, compiere rituali che in qualche modo tengono a bada le sue paure più radicate e indicibili. Win vive con il padre – responsabile del crematorio – e il suo adorato cane all’interno del cimitero che ospita le ceneri della defunta madre. Dorme su un’amaca in soffitta, colleziona nidi d’uccello e tesori di vario genere, e visita volentieri le tombe abbandonate, dove trova rifugio e possibilità di nascondimento. Quando nell’estate del sedicesimo compleanno la vita di Win viene stravolta da perdite e cambiamenti dolorosi, sarà lo spirito di Phil, una ragazza morta all’età di quindici anni nei pressi del cimitero, a guidare le scelte della protagonista. Phil condurrà Win a interrogarsi sul proprio Io, sul significato della vita e della morte, sull’amore e sull’appartenenza al luogo che chiamiamo “casa”, restituendole infine un senso pieno di identità. In un’opera commovente in cui riecheggiano tracce del romanzo di formazione, Dimaline sfoggia una scrittura brillante capace di alternarsi su registri differenti e di toccare questioni esistenziali complesse, veicolando una consapevolezza spesso taciuta: per sentirsi pienamente e autenticamente vivi, dunque per essere, è necessario un attraversamento nel non-essere. Con altre parole: per amare e apprezzare la vita occorre accogliere – e amare – la morte.

Elena Guerzoni (da LiBeR 142)

Canzoni funebri per ragazze quasi morte
Cherie Dimaline; trad. di A. Mantovani
Bompiani, 2024, p. 312
€18,00 ; Età: da 14 anni

 

La cabina telefonica di Yuan Huan
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La cabina telefonica di Yuan Huan

 

“Tutti hanno una storia, Ilhami: il custode di questo parco, il cane che rovista tra i rifiuti, tutti quelli che passeggiano al parco. E tutte le storie sono preziose.” Basterebbe questa citazione del libro per spiegare il senso dell’opera della scrittrice turca Miyase Sertbarut. Del resto l’autrice non ha mai fatto mistero di credere nel potere di “cura” delle storie. A scuola, al lavoro, nella sua vita adulta Miyase Sertbarut ha sempre sofferto di un inspiegabile mal di pancia sparito d’incanto solo quando ha cominciato a scrivere. Perciò crede, anzi ne è sicura, d’essere guarita grazie alle storie che ha narrato. Storie che si trovano ovunque. 
La cabina telefonica di Yuan Huan – titolo entrato nella Ibby Honour List 2022 e l’autrice candidata al prestigiosissimo Premio Hans Christian Andersen 2024 – è, in realtà, un romanzo che contiene tanti racconti, sono storie dentro la storia, piccole perle letterarie cucite su una trama non priva di colpi di scena che prende avvio da una consegna scolastica. La professoressa vuole che i suoi studenti leggano un libro ogni settimana e ne riferiscano in classe. Ilhami, che non ama leggere, mette subito in atto una strategia “antilettura”, prendendo in prestito dalla biblioteca un libro per bambini piccoli. Ma il destino ha in serbo per lui altro. Tornando verso casa scopre che il circo se n’è andato lasciando dietro di sé una vecchia cabina telefonica. Incuriosito, afferra il ricevitore telefonico e, con suo grande stupore, sente una voce che gli dice: “Ascolta… ho una storia per te”. Impossibile che il telefono sia collegato, eppure la voce inizia a raccontare. Superato il primo momento di stupore, il giovane decide di sfruttare a suo favore la situazione. Fingerà di aver letto quella storia in un libro, basterà inventarsi il nome di un autore. Così l’indomani in classe Ilhami prende un bel voto per una storia di un tal scrittore cinese Yuan Huan che nessuno conosce. La cabina telefonica continuerà a fornire un eccellente materiale per evitare a Ilhami di leggere per davvero un libro. Sino al giorno in cui il Comune manda a ripulire l’area asportando anche la cabina telefonica. A terra, quasi sommerso dal fango, resta solo un libro. E lì il nostro protagonista trova tutte le storie che la voce misteriosa gli aveva narrato.

Vichi De Marchi (da LiBeR 142)

La cabina telefonica di Yuan Huan
Miyase Sertbarut; trad. di M.C. Cantelmo
Emons Edizioni, 2024, 168 p.
(Emons raga)
€ 14,00 ; Età: da 10 anni

 

Al canto del gallo
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Al canto del gallo

“Una triste sera, però, il re morì all’improvviso mentre mangiava un gigantesco mandarino”. Nelle immagini che precedono il frontespizio un paesaggio acquerellato, privo di ogni segno della modernità, ci accompagna in un mondo “altro” al quale si accede attraverso un tendaggio rosso che ricorda il sipario del teatro e, come il campanellino delle fiabe sonore, ci introduce nel regno del “C’era una volta” e cioè un posto “lontano nel tempo e perduto nello spazio” dove non si parla di principi in cerca di moglie o di matrigne cattive ma dell’improvvisa morte del sovrano e dello strampalatissimo modo in cui si elegge il suo successore.
Fin dalla copertina è chiaro che i protagonisti sono due: i bambini e i galli, sì, proprio loro, quei “pennuti con la cresta rossa” che determinano il governo del paese poiché “il nome del prescelto deve essere cantato in coro da tutti i galli del reame” e poiché, come si sa, mettersi d’accordo è cosa difficile, in genere ogni successione è preceduta da periodi tremendi di guerra civile e carestia. Tuttavia questa volta le cose andranno in modo diverso e il mondo sarà salvato, ancora una volta, dai ragazzini, più precisamente da uno di loro in particolare, grazie anche all’astuzia dei suoi genitori.
Non sarebbe strano se si trattasse di un richiamo al dibattito coevo italiano sulla riforma elettorale, visto che da sempre il genere fantastico dialoga e allude al proprio contesto storico, politico e sociale, ma questo non possiamo saperlo. Possiamo invece osservare come la storia di Fabian Negrin – illustratore argentino interprete di moltissime raccolte di fiabe classiche e loro riscritture, da molto tempo nel nostro Paese e qui in veste di “solo” autore – si sposi magnificamente con le illustrazioni di Maria Chiara Di Giorgio: entrambi “Premio Andersen come miglior illustratore” hanno saputo creare una storia breve in forma di fiaba dove sono le persone semplici che, dal basso, riscrivono le regole del gioco ed evitano il prolungarsi della notte nera, presentando all’alba un mondo nuovo, dove il malgoverno è solo un cattivo ricordo e poco importa se la scelta più importante resta, ancora, delegata ai galli.

Serena Marradi (da LiBeR 142)

Al canto del gallo
Fabian Negrin, ill. di Maria Chiara Di Giorgio
Edizioni corsare, 2024, 36 p.
(Area ragazzi)
€ 19,00 ; Età: da 7 anni

29 giugno 2029
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29 giugno 2029

 

Finalmente arriva in Italia, grazie a Orecchio Acerbo, un capolavoro di David Wiesner: 29 giugno 2029 (titolo originale: June 29, 1999). Un’incredibile avventura aliena, un viaggio immaginifico attraverso l’America occupata da peperoni, rape e carciofi giganti accompagnati dall’umorismo sottile e dall’inconfondibile atmosfera perturbante del pluripremiato autore. Sin dalle prime pagine abbiamo le coordinate esatte del nostro viaggio: “Luogo: Ho-Ho-Kus, New Jersey. Anno: 2029. L’11 maggio, dopo mesi di attente ricerche e progetti, Holly Evans lancia nel cielo alcune piantine di ortaggi”. L’obiettivo della piccola scienziata, come spiega la bambina nei giorni seguenti alla sua classe che l’ascolta rapita, è “studiare gli effetti delle condizioni extra-terrestri sulla crescita e lo sviluppo dei vegetali”. Comincia il conto alla rovescia di Holly, che si aspetta che le sue amate piantine tornino sulla terra dopo essere state lanciate in orbita per diverso tempo: ma quanto?

E siamo sicuri che gli ortaggi riusciranno a tornare davvero a casa? Di sicuro quello che sta per accadere è qualcosa che nessuno, nemmeno Holly, avrebbe mai potuto prevedere: il 29 giugno 2029 pacifiche rape giganti scendono dal cielo sulle Montagne Rocciose del Montana. Nord Carolina, Vermont, New York, Mississipi, Iowa: da quella mattina in poi proseguono gli avvistamenti e nei notiziari non si parla d’altro. Possibile che l’esperimento di Holly sia la causa di questi eventi incredibili? E perché allora continuano ad atterrare rucola, melanzane e altri ortaggi che non facevano parte del suo esperimento? Forse la risposta è da ricercare in luoghi lontani, estranei, e più precisamente nella ionosfera, nella cambusa dell’incrociatore stellare Alula Borealis. Le illustrazioni di Wiesner sono sempre di grande impatto visivo: il riconoscibile tratto realistico dell’autore si unisce al perturbante che entra in gioco prepotente, colossale, anche se velato dalle nebbie mattutine, creando quell’effetto di straniamento che caratterizza tutta la narrazione di Wiesner e che tanto attinge al Surrealismo, per sua propria ammissione. Come sempre nei suoi libri, l’imprevedibile entra in scena nella vita quotidiana in maniera armoniosa divenendo possibile, aprendo scenari che stupiscono e ammaliano, riuscendo a immergere completamente il lettore nell’atmosfera aliena ma all’improvviso stranamente vicina alla vita di ognuno.

Giulia Romualdi (da LiBeR 142)

29 giugno 2029
David Wiesner
Orecchio Acerbo, 2024, 32 p.
€ 16,00 ; Età: da 6 anni

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