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Zoom editoria

Libri per bambini e ragazzi scelti e recensiti dagli esperti di LiBeR

Icona mano che indica a destraElenco completo delle recensioni

L'eterno ritorno di Clara Hart
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L'eterno ritorno di Clara Hart

 

Il loop temporale, elemento narrativo ampiamente usato in tante storie e tanti media, si rinnova in questo romanzo per adolescenti diventando occasione di una singolare e potente educazione emotiva e etica. La storia si apre un venerdì, nel giorno dell’anniversario della morte della madre di Spence, il giovane protagonista. Lui e suo padre, da quando la madre è morta improvvisamente l’anno prima, faticano a parlarsi. Anthony, un compagno ricco quanto arrogante, irrispettoso e maschilista, per quella sera ha organizzato una festa, senza minimamente pensare alla data inopportuna. Spence decide di andarci lo stesso, vivendo con le emozioni più possibile anestetizzate. La festa degenera rapidamente, l’alcool scorre, diversi ragazzi perdono il controllo e Clara, una delle compagne di scuola che di solito non frequenta le feste di Anthony, scappa dalla festa, viene investita e muore. La mattina dopo Spence rivive la giornata daccapo ma, a differenza di ciò che accade nei loop temporali classici, non tutto si ripete identico. Il ragazzo comprende che ogni nuova scelta che fa porta a un esito diverso della giornata ma le cose, sebbene in modo differente, capitolo dopo capitolo e venerdì dopo venerdì, continuano ad andare a finire male. Spence immagina che il senso di quell’eterno ritorno (proprio ciò di cui il professore di filosofia ha parlato nella lezione su Nietzsche) sia non far morire Clara. In realtà “la chiave” è molto più complessa, ciò che deve cambiare non è solo un evento ma un intero sistema di azioni e pensieri in cui Spence si è lasciato coinvolgere da Anthony e dai compagni: misoginia, violenza, analfabetismo emotivo. Comincia così un percorso di cambiamento e consapevolezza che è un percorso ideale che dovremmo auspicare a livello sociale.
Fantascienza e romanzo di formazione si ibridano in una storia originale che colpisce al cuore, una storia che non ha paura di dire quello che ha da dire perché avere un tema importante al centro della storia che si racconta non è un problema in sé, nulla è artificioso se si sa trasmettere l’urgenza e l’autenticità con cui se ne scrive e se si sa farlo dominando i migliori strumenti della letteratura.

Alice Bigli (da LiBeR 142)

L’eterno ritorno di Clara Hart
Louise Finch; trad. di P.M. Bonora
Terre di mezzo, 2024, 272 p.
(Slanci)
€15,00 ; Età: da 14 anni

Diario del mio corpo che cambia
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Diario del mio corpo che cambia

 

Clémentine Du Pontavice, autrice, illustratrice e creativa francese, che abbiamo avuto il piacere di apprezzare in Cose da maschi o da femmine? affronta in questa nuova proposta editoriale gli aspetti principali della pubertà. L’autrice esplora il tema con delicatezza e leggerezza e si rivolge ai lettori attraverso la forma narrativa del journal intime, il diario personale, un genere letterario particolarmente appropriato per entrare nella sfera privata dei ragazzi e comunicare loro i segni tangibili del passaggio dall’età infantile a quella adulta, raccontando timori, ansie, pudori, che inevitabilmente accompagnano ogni fase di cambiamento. Scritto in prima persona da Emma, il Diario registra minuziosamente i mutamenti della sua amica del cuore Camilla e allarga a poco a poco lo sguardo verso il piccolo e vivace universo femminile con cui le due coetanee condividono la quotidianità. Giorno dopo giorno – il diario ha la durata di una settimana – Emma, come una detective vera, indaga i mutamenti fisici della pubertà e le loro conseguenze psicologiche, coinvolgendo nella sua ricerca sia gli adulti, la madre innanzitutto, sia i ragazzi, le amiche, con le sorelle maggiori. Quindi la protagonista appunta per scritto e con illustrazioni ironiche e divertenti la sintesi delle proprie scoperte. Ne emerge un diario asciutto e allegro che vorremmo non finir mai di leggere. Un racconto che descrive i cambiamenti fisici delle ragazze, come la crescita del seno, la comparsa del ciclo mestruale, ma anche dei ragazzi: il mutare della voce, la comparsa dei peli, l’aumento della sudorazione, e che suggerisce rimedi efficaci da adottare nelle nuove condizioni dell’età: i consigli sull’uso di creme e dei deodoranti a esempio. C’è poi l’aspetto psicologico della crescita. Il libro indica come non essere sopraffatti dalla vergogna di un corpo in cambiamento in cui ciascuno dovrebbe sentirsi a proprio agio, invita ad affrontare con concretezza le molestie, il bullismo, e apre riflessioni sull’importanza del proteggere la propria privacy. La pubblicazione si conclude con un’intervista a una ginecologa. Fatta dalle stesse protagoniste del diario, a margine di un incontro scolastico, la dottoressa risponde con chiarezza e semplicità ai tanti interrogativi che tormentano i ragazzi in questa fase della vita. Concludendo siamo di fronte ad uno strumento di conoscenza e di riflessione da non lasciarsi scappare.

Francesca Brunetti (da LiBeR 142)

Diario del mio corpo che cambia: tutte le risposte alle domande sulla pubertà
Clémentine du Pontavice con Ghada Hatem-Gantzer; trad. di L. Tenorini
Lapis Edizioni, 2024, 80 p.
(Narrativa fuori collana)
€ 11,00 ; Età: da 9 anni

Danzando sotto la pioggia
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Danzando sotto la pioggia

 

L’animo glorioso e la grazia Gene Kelly – danzatore, coreografo, cantante, attore, regista – conquistano il treenne Olmo e la sua famiglia. Il primo incontro avviene in casa, con il capolavoro cinematografico Cantando sotto la pioggia (1952) ed è travolgente: un uomo vestito di tutto punto sorride alla pioggia mentre canta e danza nelle pozzanghere! Il piccolo Olmo, che non si ferma mai, ne è rapito: allora può farlo anche lui! Insieme a Kelly si muove con gioia inarrestabile, trova un modo nuovo per farlo. Gli appassionati ritrovano nelle pagine oggetti e dettagli dei film, citazioni testuali accuratamente nascoste per una caccia al tesoro. Il trattamento cromatico delle illustrazioni, apertamente ispirato ai film di Wes Anderson, è più saturo quando la scena avviene nel contemporaneo, più seppiato nelle ambientazioni rétro. Se Olmo inventa il gioco di “fare Kelly”, che significa danzare e danzare ancora, in un crescendo collettivo e con un finale a sorpresa, lo stupore potrà rinnovarsi ad ogni nuova lettura o visione. La prima in assoluto, come per Olmo, sarà con tutta probabilità una folgorazione, l’inizio di un grande amore. Cinema, albo e illustrazione vivono così di un gioco narrativo e citazionista, in questo albo che, come una scatola magica che brilla di luce propria, reinventa l’incanto dei film. Nelle tavole di Catherine Booth, già selezionate dall’associazione inglese degli illustratori nel 2023, ogni gesto e mossa di Gene Kelly è scelto e studiato nel dettaglio con l’autrice Giulia Zucchini, e riproduce l’originale, grazie a uno studio filologico sul repertorio filmico e al supporto di Patricia Ward Kelly, ultima moglie, custode e art director della Fondazione “Gene Kelly the legacy”. Fra raffinata ricerca visiva e repertorio iconografico, il gioco infinito degli attraversamenti fra finzione e realtà, caratteristico della poetica di questo grande artista, viene a popolare il “proper set”, il palcoscenico adatto, di un albo illustrato. Nel racconto di Olmo che fa Kelly, fra un salotto, un teatro di posa, un set e il tavolo della cucina, si propaga, in questo imperdibile libro dell’editore Curci, un contagio di gioia.

Marcella Terrusi (da LiBeR 142)

Danzando sotto la pioggia
Giulia Zucchini, ill. di Catherine Booth
Curci, 2023, 36 p.
€ 21,00 ; Età: da 5 anni

 

Come funziona un ponte?
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Come funziona un ponte?

 

Con uno sguardo internazionale, Roman Beljaev, dopo il successo di Come funziona un faro?, ci conduce in un viaggio affascinante alla scoperta dei ponti. Fuor di metafora, un ponte serve per collegare: due rive, due città, due paesi, due nazioni e, meravigliosamente, anche due continenti. Ma un ponte è anche il mezzo metaforico per raggiungere altre persone, altre lingue e culture. Conoscere quindi dove nasca il ponte, e come si sviluppi nella civiltà umana, è una occasione preziosa. La recente divulgazione per ragazzi è bellissima: oltre al rigoroso lavoro scientifico, si ha la possibilità di soddisfare le mille curiosità che possono sopraggiungere alla mente. Rispondere, con dovizia di particolari e con uno sguardo ironico, ai mille “perché?” dei bambini è davvero importante. Senza dimenticare l’apporto fondamentale dato dalle illustrazioni, qui realizzate dallo stesso Beljaev, grafico e illustratore russo. Il ponte nasce in maniera spontanea in natura: un albero caduto dalla riva che si appoggia all’altra riva, un sistema di liane che nel groviglio crei un ponte tra due alberi, delle pietre che affiorino da una riva all’altra. Di esempi ce ne sono molti. Poi è arrivato l’uomo, con la sua tecnologia sempre più avanzata, con il pensiero sempre più preciso. Dai primi ponti costruiti con un sistema di corde, si è arrivati a ponti sospesi, basculanti, dall’apparenza leggerissima, creati da architetti internazionali. Ma come è possibile costruire ponti lunghissimi che possano reggere al peso costante e continuo di mezzi e persone? Quale incredibile tecnologia c’è dietro? E da dove arriva questa perizia? E perché nel Medioevo, nei secoli bui in cui si era persa memoria di molte delle opere di ingegneristica romana, si parlava dei “Ponti del Diavolo”? Un libro di divulgazione come questo apre alla meraviglia e al pensiero complesso. Il mondo viene osservato sia da un punto di vista diacronico che sincronico, creando implicitamente tanti collegamenti e ponti semantici e storici. 

Angela Catrani (da LiBeR 142)

Come funziona un ponte?
Roman Beljaev; trad. di Claudia Zonghetti
La Nuova Frontiera Junior, 2024, 62 p.
€ 19,90 ; Età: da 8 anni

 

 

Chiamami Giulietta
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Chiamami Giulietta

Dietro ogni storia c’è un’altra storia. Anche in questa. Leggete “la nota dell’autore” nell’ultima pagina a conclusione del volume. Ve ne accorgerete.
In filigrana, s’intravede il disegno che costruisce il romanzo: emergono a uno a uno tutti i motivi dell’impalcatura, a partire dalla prima pietra, la lettura di un libro, con una protagonista vera e vissuta per davvero, di cui si racconta la vita straordinaria. È questo lo spunto e la spinta a ritrovare, nel ricalco della sua storia, una storia più universale, che la fantasia dell'autrice riveste dei panni della protagonista del suo romanzo. Che è una ragazzina di campagna, che vive sul finire degli anni Trenta, con venti di guerra incombenti, fra i monti del bellunese con la sua famiglia, povera e sacrificata, a zappare la terra, mentre aspirerebbe, come la sua più cara amica potrà fare, alla continuazione degli studi. Per lei, invece, niente più libri, niente più racconti, niente più poesie. Un inaspettato riscatto però le viene concesso, con convinzione e tenerezza, dall'autrice. Sarà lei – “Maria” e poi “Giulietta” – a raccontare come Io narrante la sua storia. Di “domestica bambina”, sottratta al lavoro della terra per andare a servizio nelle case dei ricchi in città. Crescerà di casa in casa, piegandosi prima, come le ha insegnato la mamma, al volere indiscusso dei padroni, alle angherie rozze e sottili a cui sarà sottoposta, per poi rialzare la testa, in una ribellione già consapevole, conquistandosi diritti e dignità, nell'ambito di soddisfacenti avventurose vicende.
Se dietro una storia c’è un’altra storia, potremmo anche sostenere che da dentro una storia sporgono molte storie. Per esempio in questa: la questione femminile ieri e oggi, le diseguaglianze sociali, le guerre e ciò che producono, la Resistenza anche delle donne, anche di Maria, diventata con nome di battaglia Giulietta, che s’arrampicò sui monti per salvare la patria e fu così che trovò l’amore.

Rosella Picech (da LiBeR 143)

Chiamami Giulietta
Vichi De Marchi
Feltrinelli, 2024, 128 p.
(Up Feltrinelli)
€ 14.00 ; Età: da 12 anni

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