Zip! Vestiti per tutte le stagioni
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Zip! Vestiti per tutte le stagioni

Zip! Vestiti per tutte le stagioni
Giancarlo Ascari, Pia Valentinis
Franco Cosimo Panini, 2016, 64 p.
(Dentro le figure)
€ 16, 50 ; Età: da 7 anni

“Quando una cerniera si apre fa zip! Come questo libro” dice la quarta di copertina. E il sottotitolo: “Vestiti per tutte le stagioni”. Non è solo moda, c’è molto di più. E poi in un album illustrato non è soltanto il testo a parlare, molte cose le raccontano le immagini.
Pia Valentinis ha avuto l’Andersen di Genova come miglior illustratore, raffinata e bravissima, Giancarlo Ascari è l’Elfo dei fumetti: in sintonia ci portano in un viaggio inaspettato, fatto di look e retroscena, eredità venute da lontano e impatto del nuovo. Cartamodelli in apertura, disegni da colorare negli spazi contrassegnati. La cravatta ce l’hanno regalata i croati, mercenari in Francia ai tempi del Re Sole, bambino tra le dame di corte: loro invaghite dei giovanotti virili, che portavano la sciarpa dell’uniforme, la croata, lui attento a copiare per cambiare il mondo. Anche nelle piccole cose: cresciuto inventò i tacchi, perché era bassino e non amava le zeppe, in uso allora. L’abbigliamento un po’ severo degli uomini d’affari invece ha le sue origini nella Rivoluzione Francese, che abolì i pantaloni al ginocchio, le culottes, per quelli in uso oggi, indossati dai sanculotti. Ci sono il Barone Rosso in volo che inventa il chiodo di Marlon Brando, mentre l’arrivo sulla scena dei Beatles e dei movimenti pacifisti aboliscono regole e pregiudizi. A ruota, dopo il ‘68, i moon-boot: gli stivali da neve, che prendono ispirazione dagli astronauti sulla luna, nel ‘69. E poi, i sandali dei viet-cong, ricavati dagli avanzi dei copertoni delle jeep, le espadrillas dei Pirenei, gli scarpets friulani (non potevano mancare, Pia non dimentica le origini).
Il testo è essenziale e insieme disteso, le immagini suggeriscono ambienti e retroscena, strizzano l’occhio dissacrando i miti: il Pippo disneyano inaugura la tuta-mutanda di lana, Nefertiti e Carlo Magno sdoganano le pellicce, la bandana è quella dei pirati dei Caraibi, le ragazze di Star Trek portano la minigonna.
Una storia così dovrebbe essere adottata a scuola, per far capire ai ragazzi che il passato ci appartiene ed è una sorpresa. Ma il Pierrot in copertina non dice abbastanza e la cartonatura fa troppo Orecchio Acerbo. Nessuno è perfetto, neanche Franco Cosimo Panini. Da non perdere.

Teresa Buongiorno
(da LiBeR 113)