Il vento
Alessandro Riccioni, ill.di Simone Rea
Il leone verde edizioni, 2016, 40 p.
(Piccoli)
€ 15,00 ; Età: da 4 anni
Se si dà a un bambino la facoltà di scegliere un libro da leggere, di fronte alla copertina di questo albo, lo scarterebbe perché ha paura dei mostri, o incuriosito lo prenderebbe? Forse la seconda ipotesi è quella giusta. I bambini sono affascinati dai mostri, paurosi e brutti a vedersi, ma capaci di dare emozioni e, per di più, intuendo che non saranno mai i vincitori, come avviene in tante storie famose.
Protagonista dell’albo è il vento, un essere invisibile, apparentemente innocuo, e simile a un umano grassottello e bianchiccio. Ma una mattina il vento si sveglia di cattivo umore e decide di far sentire la sua potenza abbattendosi ghignante sulla città. Rea, su una doppia pagina, lo fa sovrastare le case, coloratissime e lineari, mentre piega gli alberi o fa sventolare i panni stesi ad asciugare.
C’è una ricchezza di particolari, moltiplicati nella successiva doppia tavola, dove s’intravedono piccole figure umane che tentano di difendersi dalle fredde folate nelle piazze, nei parchi o rincorrendo un aquilone sfuggente. Tuttavia sembra solo un vento dispettoso, ben diverso da quello reale che oggi vediamo abbattere albi secolari, scoperchiare tetti, infrangere lucernari, rovesciare auto. Il protagonista, infatti, si diverte a creare una specie di musica sulle grondaie, pizzicare i vetri delle finestre chiuse o togliere berretti e cappelli che volano per aria. Le folate diminuiscono in riva al mare dove si alza un polverone di sabbia.
Un pizzico di umorismo s’insinua nella storia perché, finito il polverone, si vede un berretto camminare sulla sabbia, finché una soffiata fa sbucare da sotto un granchio impaurito. Cappelli e berretti finiscono in testa a un gabbiano, a una balena, a uno scoiattolo, mentre il vento, senza più il ghigno, è intento in una fragorosa risata e tutto torna, quasi, come era prima.
Le illustrazioni sono essenziali perché danno vita al racconto. Alle grandi belle tavole colorate, seguono immagini dai colori più soft con primi piani di alcuni personaggi, come il bambino che guarda meravigliato il suo berretto volare. L’albo può essere un invito a conoscere i nomi dei venti e le loro caratteristiche, ma è soprattutto una storia per capire meglio un fenomeno della natura.
Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 113
Il vento
Hits: 1429
