Young Sherlock Holmes: nube mortale
Andrew Lane; trad. di A. Carbone
De Agostini, 2012, p. 315
(Le gemme)
€ 9,90 ; Età: da 11 anni
Sherlock Holmes è una delle figure letterarie che più hanno colpito l’immaginario collettivo, diventandone una potente icona fin da subito (tanto che l’autore dovette resuscitare la sua ingombrante creatura, fatta morire nelle cascate di Reichenbach, a seguito delle proteste dei lettori, fra cui si segnalarono, come narra la leggenda, gl’impiegati della City che misero il lutto al braccio).
Pure numerosi libri per ragazzi hanno eletto il famoso detective a protagonista da giovane: dalle serie del Giallo Junior, Irregulars di Baker Street e, di Pitzorno e Piumini, Gli amici di Sherlock Holmes, ai recenti L’occhio del corvo, in cui il tredicenne è povero ed emarginato, Il Trio della Dama Nera, primo titolo di una serie che vede il nostro agire con i coetanei Arsenio Lupin e Irene Adler, A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N. di Sgardoli, dove il protagonista orfano fugge dall’istituto in cerca di colui che crede suo padre e incontra Poirot, Oliver Twist, Dracula, tre uomini in barca ecc., in un godibile pastiche metanarrativo.
Nella serie Young Sherlock Holmes, Lane assicura di aver ricostruito con esattezza l’adolescenza del nostro eroe sulla base di indizi lasciati nelle storie che conosciamo. Sarà, ma non è questo che conta. Il primo titolo, infatti, appare ben costruito, avvincente, divertente, e la vicenda, a modo suo, appare coerente, plausibile, credibile. Il giovane Sherlock, orfano di madre, deve trascorrere le vacanze estive presso uno zio misantropo perché il reggimento del padre si trova in India, mentre il fratello Mycroft lavora a Londra al Ministero, però gli ha destinato un misterioso ma simpatico istitutore americano, un “cacciatore di taglie” (e in verità qualcos’altro), che gli insegnerà a osservare e pensare, cioè lo introdurrà a quell’arte dell’abduzione in cui poi eccellerà.
L’indagine, coerentemente coi nostri tempi, si colora d’avventura e azione, un po’ hard boiled e un po’ James Bond, e infatti il villain vuole distruggere l’esercito inglese. Il ragazzo, in banda con un monello di strada che somiglia ad Huck Finn e con la figlia/maschiaccio del precettore, impara pure a picchiare, per primo, duro, anche nelle parti basse. Quanno ce vo’ ce vo’.
Fernando Rotondo
(da LiBeR 96)
Young Sherlock Holmes: nube mortale
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