Il voltacarte: storia di un re, una regina e un jolly
Louis Sachar; trad. di F. Bonetti
Piemme, 2012, p.354
(Il battello a vapore. One Shot)
€ 17,00 ; Età: a partire da 12 anni
L’estate è appena iniziata e non si prospetta delle migliori per Alton Richards, il protagonista diciasettenne del romanzo: Katie, la sua ragazza, l’ha lasciato e sua madre l’ha spinto ad accettare un lavoro presso un ricchissimo zio cieco, malato e piuttosto anziano, lo zio Lester, che ha un caratteraccio e che non risparmia sarcasmo e insulti al povero Alton. I genitori di Alton sperano che tra zio e nipote s’instauri un bel rapporto e che l’anziano signore lasci il suo patrimonio, almeno in parte, al loro figlio.
Il giovane, oltre a fare da autista allo zio e ad accompagnarlo al club, dovrà essere il suo personale voltacarte. Da giovane, prima di perdere la vista, zio Lester era un abile giocatore di bridge. Col tempo è migliorato fino a diventare un campione, e adesso, che non può più giocare da solo, partecipa ai tornei con un voltacarte, ovvero un aiutante che ha il compito di giocare le carte indicate dallo zio. All’inizio Alton si trova disorientato, ma col passar dei giorni e delle partite, impara a conoscere regole e strategie, fino a trovare piacevole il gioco del bridge. E insieme alle regole viene a conoscenza di alcuni segreti di famiglia. Alton e lo zio finiranno col diventare buoni amici e rispettarsi reciprocamente. Purtroppo la salute di zio Lester peggiora e l’uomo muore prima di poter partecipare a un importante torneo a Chicago. Allora Alton e Toni, una simpatica ragazza che ha fatto per lo zio Lester la voltacarte prima di Alton, andranno a giocare in coppia al posto di Mister Trapp. Finale con sorpresa…
Ancora una volta Louis Sachar si conferma autore originale e di talento. I suoi personaggi, sempre un po’ impacciati, riescono a suscitare comprensione e simpatia nel lettore. Forse, perché, come spesso accade nella vita di tutti i giorni, per avere successo devono lottare e stringere i denti. Il romanzo esplora le relazioni familiari, l’amicizia intergenerazionale, il valore dei sentimenti e dell’onestà.
Nella premessa al racconto Sachar spiega che ama moltissimo il bridge ed è per questa ragione che ha provato a scrivere un romanzo che potesse farlo conoscere e amare. Impresa difficile ma riuscita.
Tiziana Merani
(da LiBeR 96)
Il voltacarte
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