Gli stranieri
Armin Greder
Orecchio Acerbo, 2012, p. 32
€ 15,00 ; Età: da 8 anni
“Sono nato nel 1942 in Svizzera, in una piccola città in cui i nomi delle strade sono scritti in tedesco e in francese, e dove non sai quale delle due lingue usare per rivolgerti a chi sta dietro al bancone del negozio”. Così si presenta Armin Greder sul sito di Orecchio Acerbo, il suo editore italiano.
Sarà per questo ricordo infantile di mescolanza di lingue e identità. Sarà per il suo aver attraversato i continenti ed essere giunto in Australia a 28 anni per vivere da “emigrante”. Sta di fatto che Armin Greder ha dedicato alcuni dei suoi libri più belli all’idea dell’altro, al concetto di libertà e a quello di convivenza. Succede anche in Gli stranieri, storia di una Terra Promessa e di un popolo cacciato dalle case dei suoi avi. Siamo in Palestina, là dove sorge lo Stato di Israele e là dove c’è la patria palestinese. Due popoli che rivendicano due diritti sulla stessa terra “di sabbia e pietre e poco altro”. E dove i vecchi, la sera, “raccontavano le loro storie ai giovani così che potessero ricordare chi erano”. Poi tutto cambia, arrivano gli stranieri, un popolo che ha molto sofferto e che afferma: “questa è la nostra terra da sempre”. E così accadde l’inevitabile, fatto di rabbia, di occupazione, di resistenza, di ricerca di sempre maggiori spazi. La protezione che “lo straniero” cerca diventa un muro, sempre più alto, sempre più lungo, che si trasforma in fortezza – prigione anche per chi lo ha eretto. Ma esiste una speranza. I muri prima o poi sono destinati a cadere. Almeno questa è la conclusione dell’autore.
Armin Greder ci racconta in modo magistrale la storia del nascere e crescere del conflitto israelo-palestinese senza mai nominare il luogo o i popoli coinvolti. Tutto è affidato a poche righe di testo, scritte a caratteri piccoli, spesso al margine della pagina, e a un’illustrazione essenziale affidata quasi per intero al bianco e nero, come se questo contrasto cromatico potesse evocare, meglio di ogni altra forma espressiva, la solitudine e la drammaticità delle esistenze dei singoli e di un popolo.
Con questo terzo volume di Greder pubblicato da Orecchio Acerbo (i precedenti sono L’isola e La città) si completa una sorta di trilogia sull’unica libertà che l’autore considera possibile. Quella conquistata nel rispetto dell’altro e costruita da “tutti coloro che ai muri preferiscono i ponti”.
Vichi De Marchi
(da LiBeR 96)
Gli stranieri
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