Un elefante in giardino
Michael Morpurgo; trad. di M. Bastanzetti
Piemme, 2012, p. 195
(Il battello a vapore. One shot)
€ 16,00 ; Età: da 9 anni
Westall e Morpurgo sono senza dubbio gli scrittori per ragazzi che meglio hanno saputo parlare della guerra, l’uno in La grande avventura e Una macchina da guerra, l’altro in La guerra del soldato Pace e War Horse, da cui Spielberg ha tratto un film.
In questo romanzo l’ottantaduenne Lizzie narra la sua fuga da Dresda, bombardata a tappeto e distrutta dagli alleati il 13 febbraio 1945, con il fratellino Karli, la mamma Mutti e l’elefantina Marlene scampata al massacro dello zoo. Si aggiunge Peter, aviatore canadese precipitato con il suo bombardiere. Karli diventa il popolarissimo Bambino dell’Elefante che procede trionfante in groppa al dolcissimo animale, che addirittura con Peter lo salva quando cade in un buco nel ghiaccio e con la proboscide abbraccia teneramente il gruppo nei momenti di sconforto. Tra la folla che disperata fugge dai russi verso ovest, tagliando per sentieri isolati e innevati, patendo fame e gelo, guidati dalla bussola di Peter, i nostri percorrono 300 km, in un susseguirsi di episodi drammatici e pericolosi, ma anche buffi, che hanno protagonista Marlene, eletta dai ragazzi loro talismano magico. Il finale, fatte le debite proporzioni, ricorda un po’ quello de La tregua. Primo Levi si trovò davanti quattro soldati sovietici a cavallo. Karli vede uscire dalla nebbia i carri armati americani, incontro ai quali Peter corre sbracciandosi, mentre Marlene fugge terrorizzata. Sarà ritrovata molti anni dopo, quando Lizzie e Peter sono sposati, in un circo dove si esibisce felice, e li riconoscerà affettuosamente. La vicenda di guerra è implausibile, malgrado la cornice storica disgraziatamente fin troppo reale, ma la presenza dell’elefante fa rientrare la storia, appunto, nella tradizione della favola, con un animale protagonista, e anche una morale finale, in questo caso antibellicista e pacifista.
L’abilità narrativa di Morpurgo si conferma nelle atmosfere di incertezza e tensione con cui chiude ogni capitolo, rinviando al successivo lo scioglimento dell’attesa. Peccato che manchi una pur breve nota storica su quegli eventi.
Fernando Rotondo
(da LiBeR 95)
Un elefante in giardino
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