Ero cattivo
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Ero cattivo

Ero cattivo
Antonio Ferrara
San Paolo, 2012, p. 177
€ 15,00; Età: da 12 anni

Ero cattivo è un bel romanzo trascinante e perfetto per contenuti e per forma. Il libro racconta la vicenda di Angelo, l’adolescente dai comportamenti devianti, costretto a vivere in una comunità di recupero lontano da tutto e da tutti. Angelo è cattivo, o forse più correttamente, è incattivito. Dalla vita, dalla scuola, dalla famiglia. Il ragazzo ha vissuto un’infanzia sbagliata. Se è vero che qualcosa di storto c’è in tutte le cose, come sostiene Angelo, è altrettanto vero che un limite ci dovrebbe essere. E invece il suo contenzioso nei riguardi del mondo degli adulti è troppo ingombrante. Gli adulti, in generale, non ispirano fiducia ai ragazzi della comunità. E come potrebbero? Da cui certi bisogni di protagonismo che altro non sono se non pressanti richieste d’aiuto.
Angelo ne ha sempre combinate di tutti colori e continua a combinarne, anche in comunità. Ma, grazie all’impegno e all’ottimismo del responsabile, padre Costantino, ritroverà a fatica una certa normalità. Dovuta anche a Margherita, la coccolante cuoca-mamma, all’assunzione di un impegno – “una  missione da compiere”, come dice il sacerdote, – e alla goffa né sempre raccomandabile solidarietà dei compagni. Il processo di crescita di Angelo sarà lungo e contraddittorio e durerà un anno. Un processo paradigmatico, per certi versi, dove il romanzo corre pericolosamente sul filo del racconto edificante.
Angelo acquisterà via via coscienza dei propri mali. Riderà e piangerà come un ragazzo normale. E con la normalità raggiunta finiranno le sue bevute a imitazione di Nicola, precoce etilista anche lui ospite della comunità. Guarirà dal vizio di rubare e metterà la testa a posto ponendo termine alle sue cattiverie gratuite sul mondo animale. Alla fine, superando l’esame di terza media, si potrà iscrivere al liceo scientifico per poi proseguire, come lui stesso ambisce, verso gli studi di veterinaria.
Ero cattivo è una lettura raccomandabile perché è una parola luminosa di speranza. Perché sa indagare sapientemente l’anima adolescenziale e perché ha un irresistibile profumo di verità.

Claudio Origoni
(da LiBeR 95)