Trevor
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Trevor

Trevor
James Lecesne
Trad. di Giordano Aterini
Rizzoli, 2014, p. 106
€ 11,00 ; Età: da 13 anni

All’inizio fu una pièce teatrale, poi sceneggiatura di un mediometraggio che vinse l’Oscar, infine romanzo breve, quindi adattissimo per lettori riluttanti. Ne è nato in Usa il Trevor Project per assistere giovani LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) in difficoltà che riceve ogni anno circa trentamila telefonate. Ora anche in Italia esiste un Telefono Amico Gay.
Trevor è un tredicenne simpaticissimo, spiritoso, pieno di inventiva ed entusiasmo per la vita e le attività artistiche, ma un po’ confuso e confusionario come tutti gli adolescenti. Per esempio, il bacio alla francese consumato tra la ferraglia dentale della partner non gli dice granché, e neanche a lei in verità. Ha una passione irrefrenabile per Lady Gaga, icona, modello di anticonformismo e libertà, tanto che per Halloween si traveste come la sua cantante preferita, anche se un amico gli consiglia qualcosa di “meno gay”. “Alcuni di noi preferiscono rimanere un mistero – persino a se stessi – fino a quando non si sentono pronti” pensa, ma è costretto a scoprirsi diverso, spintonato com’è, maltrattato dai compagni con il normale corredo di microbullismi, prese in giro, i soliti insulti.
In un crescendo di inquietudine, ansia, silenziosa disperazione mista a ironia e sarcasmo – e di disagio, vergogna e impotenza per chi legge – Trevor medita di fuggire in Messico, immagina di morire, vede il suo funerale, tenta il suicidio, fortunatamente con le aspirine (non avrà più mal di testa per tutta la vita). Un ex amico cancella l’ex e va a trovarlo all’ospedale con due biglietti per il concerto di Lady Gaga. Così Trevor decide di tirare avanti con la vita almeno fino al concerto. Il linguaggio brillante e sempre spiazzante alleggerisce un racconto lontano da moduli drammatici o pedagogici.
Insegnanti e bibliotecari, a fronte di possibili rimostranze di genitori benpensanti e “giovanardi” contro la “propaganda omosessualista”, sono invitati a resistere fermamente, spiegare le ragioni e la “moralità” intrinseca del libro, proporne la lettura ai giovani, non nasconderlo, perché parla di chiunque si senta fuori posto, cioè di tutti coloro che attraversano l’adolescenza.

Fernando Rotondo
(da LiBeR 105)