The Golden Legend 1. L'Avversario
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The Golden Legend 1. L'Avversario

The Golden Legend 1. L'Avversario
Pierdomenico Baccalario
Ill. di Stefano Marrone e Lorenzo Fornaciari
San Paolo, 2016, 160 p.
(Narrativa San Paolo ragazzi)
€ 14,50 ; Età: da 10 anni

Jay Clark ha perso i genitori e vive con una zia pittrice, zitella bislacca e nutrizionista. Abitano su un barcone e sono arrivati al molo di una grande città del futuro, con i grattacieli in centro, i quartieri residenziali e i sobborghi miserabili. Nonostante tutto, il ragazzo frequenta una buona scuola, il Trinity College, situata all'altro capo della città, che raggiunge in bicicletta. È bravo a giocare al pallone e ha una cicatrice su un braccio, come la bruciatura di una moneta.
Un giorno una compagna incuriosita vuol sapere come se la sia fatta. Jay ne approfitta per darle un appuntamento e lei si fa accompagnare dal fratello, di un anno più piccolo, ma grande e grosso: un gigante sospettoso. Sarà per lei che Jay dipana la storia della sua avventura come fosse un fumetto, con tanto di supereroi e colpi di scena. Solo che i suoi supereroi assomigliano molto ad angeli e santi della nostra tradizione.
Baccalario riprende la leggenda aurea di Jacopo di Varazze, appunto The Golden Legend, e costruisce un romanzo in bilico tra fantascienza, fumetto, e quell’insieme di stratificazioni culturali che rendono magica la vita di ogni giorno. In questo contesto riesce a darci l’intensità delle emozioni di un adolescente di oggi, in cerca di sé e alla scoperta del mondo.
Il protagonista racconta dei suoi vagabondaggi notturni sulla terraferma e di come sia incappato in uno scontro epocale, tra supereroi e tenebrosi avversari, noi diremmo tra il Bene e il Male, da cui scampa restandone segnato, come capita ad Harry Potter con la cicatrice di Voldemort, che è poi pur sempre il vecchio peccato originale. L'uso della prima persona permette all'autore di prendere le distanze, possiamo sempre credere che il tutto sia il frutto delle fantasia di un ragazzetto che vuole far colpo sulla sua compagna e usa il linguaggio delle sue letture. Baccalario sa di cosa parla, ha amato i fumetti come le corse in bicicletta. Geniale, intrigante, veloce, ritmata alla giusta maniera, dotata di incredibili spessori, la sua leggenda aurea ci lascia la voglia di vedere il seguito. Nei risvolti di copertina l'editore avrebbe potuto dire di più, ma forse ha temuto che qualsiasi riferimento culturale potesse allontanare il suo pubblico.

Teresa Buongiorno
(da LiBeR 111)