La gara delle coccinelle
Amy Nielander
Terre di Mezzo Editore, 2016, 40 p.
(Acchiappastorie)
€ 12,90 ; Età: da 5 anni
La gara delle coccinelle è il primo albo illustrato di Amy Nielander, illustratrice americana esteta e perfezionista, che dimostra una vera vocazione per la cura dei dettagli. La sua passione per i particolari salta immediatamente all’occhio sfogliando il suo raffinato libro di esordio, un silent book che si è guadagnato un apprezzamento a livello internazionale entrando nella lizza dei finalisti al Silent Book Contest 2014.
Centinaia di coccinelle variopinte, illustrate a grandezza naturale, si riversano sulle pagine bianche, di ampio respiro, per prendere parte a una gara. Disposte in fila dietro la linea a scacchi bianchi e neri, sono pronte a schizzare in avanti per raggiungere il traguardo posto ai margini della pagina destra del libro. Durante la competizione, però, che osserviamo dall’alto grazie a una suggestiva prospettiva aerea, accade qualcosa di inaspettato. A metà del percorso, rappresentato visivamente dalla piegatura centrale della rilegatura, le coccinelle finiscono in un guaio: “cadono” nel mezzo della piega, come ingoiate, e spariscono giù.
L’autrice ha dichiarato che mentre era impegnata nella realizzazione delle tavole, e teneva conto della regola fondante dei picture books di non occupare con le illustrazioni lo spazio centrale dell’albo, ha cominciato a chiedersi: perché non usare questa caratteristica fisica (la piegatura) come elemento su cui costruire e sviluppare la storia? Da queste riflessioni di Nielander è nata l’idea del “buco” che risucchia gli insetti e che determina una svolta nella narrazione. L’unico animaletto puntiforme che riesce a proseguire la sua corsa e a spiccare il volo per evitare l’ostacolo, guadagnando la prima posizione, è una piccolissima coccinella grigia. Spavalda vola verso la vittoria. Ma c’è davvero gusto a vincere in questo modo? Si può gioire veramente sapendo che tutti gli altri concorrenti sono in serio pericolo? O è più gratificante fermarsi, tornare indietro, e aiutare le compagne in difficoltà? L’autrice sceglie quest’ultima strada “Volevo sottolineare l’importanza dell’aiuto reciproco, del sentirsi una squadra. Le pagine finali mostrano come un piccolo atto di gentilezza possa renderci più forti e creare un bellissimo effetto a catena”.
Francesca Tamberlani
(da LiBeR 111)
La gara delle coccinelle
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