Storia d’amore e di perdizione
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Storia d’amore e di perdizione

Storia d’amore e di perdizione
Melvin Burgess; trad. di A. Ragusa
Salani, 2012, p. 260
€ 14,50 ; Età: da 14 anni

Melvin Burgess non ha bisogno di presentazioni: è uno dei maggiori scrittori per ragazzi, e i suoi libri, che affrontano temi attuali, duri e a volte scabrosi, sono sempre stati oggetto di un forte dibattito nel mondo della letteratura giovanile.
Junk (che letteralmente significa tossico), uno dei suoi romanzi più belli e conosciuti, vincitore di prestigiosi premi quali il Carnegie Medal e il Guardian Award, è ora riproposto dalla casa editrice Salani con un nuovo titolo, Storia d’amore e di perdizione, che un po’ tradisce il senso profondo del libro: una storia, come dice l’autore stesso, che “non è una cronaca e neppure una cronaca romanzata. È tutto vero, ogni parola”.
Sono parole e vicende durissime quelle dei diversi personaggi che vivono nel romanzo, ambientato nella Bristol degli anni ’80, una storia corale, a più voci, disperata, che fa male al cuore, perché la capacità di narrare senza filtri di Burgess riesce a immergere il lettore nel mondo buio della droga, raccontato senza veli e senza reticenze.
L’argomento potrebbe essere quello di una qualunque cronaca di ieri come di oggi: la fuga di due adolescenti. Tar fugge dalle botte del padre alcolizzato e dalla rete di sensi di colpa che la madre riesce a tessere intorno a lui, e Gemma, adolescente inquieta, da una famiglia forse autoritaria o forse solo incapace di sentire e comprendere una figlia che sta crescendo e deve capire chi è e che cosa vuole essere. Niente di più attuale.
Ma la fuga dalla sofferenza dell’oggi porta i due ragazzi a immergersi in un mondo dal quale la via di uscita è difficile, e per alcuni impossibile.
Attraverso lo sguardo di Tar e di Gemma, ma anche di tutti gli altri protagonisti di Storia d’amore e di perdizione, ripercorriamo la via di andata e di ritorno dall’inferno della tossicodipendenza, dove non si tocca mai il fondo, perché ogni volta si può sprofondare un po’ di più: per una dose sei disposto a rubare, a tradire, a distruggere la creatura che porti in grembo.
Un libro da consigliare, di cui parlare ma da non abbandonare nelle mani di un giovane lettore, da leggere a più voci ad alta voce per sentire risuonare le note più dolorose, ma anche il pianto che nasce dall’abbraccio tra Gemma e sua madre e che segna l’inizio di una nuova storia e di un’altra vita.

Paola Bertolino
(da LiBeR 98)