Storie di scheletri
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Storie di scheletri

Storie di scheletri
Jean Baptiste De Panafieu, fotografie di Patrick Gries
Ippocampo, 2012, p. 48
€ 18,00 ; Età: da 8 anni

Storie di scheletri è un album documentario unico, da tenere a portata di mano quando si parla ai bambini e ai ragazzi dell’Evoluzione, uno dei temi più avvincenti della storia della scienza.
Frutto della collaborazione tra il biologo Jean Baptiste De Panafieu, prolifico divulgatore d’oltralpe, molto tradotto nel nostro Paese e il fotografo Patrick Gries, la pubblicazione sfrutta una intuizione felice: utilizzare gli scheletri, che esercitano tanto fascino e comunicano uno straordinario senso di mistero sui bambini, per spiegare alcuni concetti fondamentali dell’evoluzione della specie.
Il libro è interamente costruito su un sapiente montaggio fotografico. Su sfondi neri o in colori abbaglianti, giallo, verde pisello, a tutta pagina, gli scheletri di tanti animali diversi sono messi a confronto, ora scoperti attraverso il pop up, ora svelati attraverso sequenze simili a quelle cinematografiche. Un procedimento di sicura presa, che cattura l’attenzione del lettore obbligandolo a osservare attentamente, ad analizzare quanto gli viene mostrato.
Quattro densi capitoli costituiscono i nuclei tematici attorno ai quali si sviluppa la narrazione fatta di parole, di fotografie e di illustrazioni.
Il libro si presenta al lettore con le foto di un uomo in groppa a un cavallo che insegue un ghepardo, cui succede un grifone. La sequenza di questi scheletri apre il capitolo introduttivo “Gioco di costruzioni” il cui scopo è duplice: mostrare le profonde somiglianze nella struttura dei vertebrati e far riflettere il lettore sulle regole biologiche che stanno alla base della stessa struttura. In “Storie di famiglia”, il secondo capitolo, gli autori concentrano l’attenzione sui criteri adottati per definire la parentela tra i vertebrati. Sapevate che dal confronto del DNA delle specie è possibile ricostruire i legami di parentela? Insomma la mucca e i delfini sono cugini perché hanno un antenato comune. “Vivere e sopravvivere” affronta il tema della selezione naturale, la lotta per la sopravvivenza, mentre “Evoluzioni”, il capitolo finale, si sofferma sulla trasformazione dell’intera specie, l’Evoluzione, così bene riassunta anche nel gioco finale che in una pagina condensa il senso del libro.

Francesca Brunetti
(da LiBeR 98)