Sganciando la luna dal cielo
Gregory Hughes; trad. di M. Foschini
Feltrinelli, 2011, p. 270
(Feltrinelli kids)
€ 15,00 ; Età: da 12 anni
Il padre sepolto in tutta fretta in giardino. Poi la fuga su un treno merci da un paesino del Canada verso la Grande Mela alla ricerca di uno zio mai visto, spacciatore, che li possa adottare per scampare l’orfanatrofio. Un plot d’avventua perfetto per il grande schermo, che trae la sua forza propulsiva da una affettività schietta persa nel tempo e che si ritrova nel dizionario alla voce “solidarietà”. Non ce la farebbero infatti i due protagonisti – Bob, 12 anni, voce narrante del romanzo e Marie-Claire, detta “il Ratto”, 10 – a sopravvivere a New York senza l’aiuto di Joey, provetto contrabbandiere, Tommy Mottola, avvocato radiato dall’albo, Ice, rapper di successo che ha perso l’umanità. È Ratto – “Ratto strana davvero che dice cose che poi si avverano” – a catturarci fin dalle prime pagine, profonde e lievi come tutto il romanzo: duetta col padre i motivi di Frank Sinatra, parla francese, è imparentata coi nativi e conosce leggende indiane, prima fra tutte quella del terribile Widingo, per ogni occasione. Identifica il male con la pedofilia e, un po’ come Pippi Calzelunghe, è eccessiva in ogni cosa che fa, trovando poi sempre una soluzione per tutto. Una perfezione del personaggio che fa risuonare nel lettore un campanellino d’allarme, perché nella narrativa è il gioco degli opposti a creare movimento e tensione. E così tutta questa moderna fiaba metropolitana dagli echi dickensiani, ma che deve molto a Mark Twain – con al centro il valore dell’amicizia e dell’affetto come pecorso collettivo di conoscenza e di crescita, e dove sono i bambini a ricordarci che si può venire a patti con la realtà senza rinunciare ai sogni – è un’escalation fino al finale. Zio Jeremy sarà trovato e Ratto, che soffre di qualcosa simile all’epilessia, non uscirà più dall’ultima delle sue crisi. Entrerà in un mondo di incomunicabilità e silenzio, lasciando però in eredità ai lettori la sua intima saggezza e la sua grande lezione contro il caos e la tragicità dell’impermanenza: canta, gioca, ma più di tutto ama.
Elena Baroncini
(da LiBeR 94)
Sganciando la luna dal cielo
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