La porta della libertà
Daniela Morelli
Mondadori, 2012, p. 293
(Contemporanea)
€ 15,00 ; Età: da 10 anni
Daniela Morelli prosegue il filone dei romanzi storici, ma ora trasporta nel cuore dell’ultima guerra, dei suoi orrori, una vicenda inizialmente semplice, familiare. Giordano, poverissimo ma bravissimo in tutti i sensi, sta per andare al liceo, in seminario, per un voto della mamma che lo sogna già arcivescovo. Ma la grande Storia irrompe e coinvolge direttamente il ragazzo, che assiste alla strage nazifascista degli ebrei dell’Hotel Meina, collabora con i partigiani, sorveglia i nemici, consegna pacchi di dinamite, reca informazioni, documenti, liste di dissidenti ed ebrei, notizie su piani di imboscate. Aiuta a fuggire rocambolescamente nella confinante Svizzera una famiglia ebrea, con un pudico accenno d’amore con la coetanea Rachele. Accanto a lui, vigile e protettore, don Giacomo fiancheggia insospettabilmente i resistenti di ogni colore.
Ci sono avventura, azione, combattimenti, tradimenti, morti. Più altri due elementi. Anzitutto, una inusuale componente feuilletonistica: porticine, passaggi segreti sotterranei, botole, caverne, una cappella funebre e una cripta cimiteriale, travestimenti, una cassaforte nascosta, una strana chiavetta, un testamento misterioso e un’eredità inaspettata. Inoltre, il punto di vista innocente e confuso del ragazzo su quei grandi eventi drammatici attraversa un filtro particolare, psicologico ed emotivo: il rovello dei pensieri, la tempesta dei sentimenti, i dilemmi, turbamenti, pudori, tremori, le paure e vergogne. Solo un’autentica scrittrice riesce a tenere insieme questo fascio narrativo: la Storia, l’avventura, la tormentata psicologia del giovane alle prese con prove troppo grandi per lui. Merito anche di una scrittura chiara e scorrevole, non corriva ma impegnativa per la costante calibratura tra altezza della materia e misura del lettore.
Il titolo è ben riassuntivo: la rete separa guerra e pace, morte e libertà, poveri e ricchi, infanzia e maturità, viltà e coraggio, uomini/donne e no; la porta apre alla scelta, alla responsabilità. A Giordano don Giacomo aveva detto: “Nessun essere umano può sostituirsi al disegno di Dio”, e il padre: “Fai quel che vuoi da grande”. Ora la madre lo sogna avvocato, anzi giudice.
Fernando Rotondo
(da LiBeR 94)
La porta della libertà
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