Se tu fossi qui
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Se tu fossi qui

Se tu fossi qui
Davide Rondoni
San Paolo edizioni, 2015, 160 p.
(Narrativa San Paolo ragazzi)
€ 14,00 ; Età da 11 anni

Guardare, ascoltare e cercare. Ci sono persone che sembrano pattinare sulla superficie delle cose, che non si arrischiano a guardare, che sciolgono la vita con gesti automatici e ripetuti all'infinito, da padre in figlio. Ce ne sono altre che invece, ogni volta sembra debbano discendere in pozzi di miniera, che debbano osservare tutto come se fosse per la prima o per l'ultima volta. Best, il ragazzino protagonista del romanzo di Rondoni, fa parte di quelli che passano attraverso le cose, sentendone l'essenza, che percorrono ogni strada guardando con la stessa intensità il cielo e la terra per scoprirne ogni giorno qualcosa di nuovo. Questo gli ha insegnato in parte suo zio e, in parte, l'attesa di veder apparire suo padre.
Imparare a guardare è fondamentale, tanto quanto saper ascoltare in silenzio, lasciando che le parole raccontino, perché è a quello che servono, a conoscere, a sapere chi si è. Soltanto dopo, quando si sarà imparato a guardare e ascoltare, si potrà partire. Perché solo allora si avrà la forza di arrivare in fondo al pozzo, ma soprattutto il coraggio di iniziare il viaggio.
Rondoni conosce perfettamente il colore delle parole, sa calibrarne l'esatta misura, i protagonisti si muovono in uno spazio geografico non definito, ma perfettamente immaginabile, l'infanzia che l'abita assomiglia agli adulti che la generano, così come succede dappertutto. E persino l'arrivo non sarà un traguardo, non sarà la fine di un viaggio difficile e pauroso. Quel che si scopre riempirà di nuovo significato l'attesa, darà un senso diverso a tutto. Spesso, quel che si immagina, è sempre un'altra cosa rispetto a quel che si trova.
Un libro speciale questo di Rondoni, il racconto di un luogo e delle persone che da sempre lo abitano, come le pietre che stanno lì ferme e immobili; il racconto di un rapporto, quello tra un figlio che cerca suo padre, l'eroe che sa battersi per difendere una donna, che sa cantare mentre si ammazza di fatica, che sa salvare uomini persi nella tempesta, ma che non può mettersi in viaggio verso il figlio tanto amato. E così il rapporto tra il padre/eroe e il piccolo, il figlio, viene riscritto, perché l'umanità sta proprio nell'imprevedibilità della vita.

Agata Diakoviez
(da LiBeR 108)