Sapore italiano
Valérie Losa
Zoolibri, 2010, p. 80
€ 16,00 ; Età: dai 6 anni
È alla particolare condizione esistenziale dell’emigrante che è dedicato questo libro. Alla terra di nessuno, quella patria collettiva di migranti, viaggiatori volontari o forzati che si trovano, lontano da casa, a trovare casa e identità dentro piccoli gesti, riti, icone che assumono significati prima imprevisti. Lontano da casa significa lontano dall’Italia nel caso di questo libro, in Svizzera, a Locarno precisamente, dove la giovane autrice ha condotto la ricerca che sta alla base del testo.
Nell’albo illustrato, di piacevole formato, sono frasi e gesti, abiti, fisionomie ed espressioni linguistiche e somatiche, che raccontano la grande ricchezza di ogni migrante, la capacità di memoria e dignità con cui si dipana il filo dell’esistenza. Un piatto, una tovaglia, una ricetta naturalmente, il pranzo della domenica per gli emigranti italiani, meridionali.
“Noi siamo pugliesi” comincia il libro. E a ogni doppia pagina, secondo la struttura dell’albo, siamo in un interno casa, interno cucina, dove il rito del pranzo è riassunto di millenni di storia, e anche il passo successivo per il futuro che continua. Lo stile è documentaristico, i testi sono tratti da interviste reali. La struttura è rapsodica, una galleria di personaggi, i loro ritratti, i dettagli del loro vivere quotidiano, la loro voce. Al lettore, molto da completare, come in un’opera riuscita, aperta e stimolante per nuove letture e nuove identificazioni. Come succede, la realtà ha una bellezza intrinseca che l’artista capace di vedere può riportare, sulla pagina. Un esperimento estetico che, dalla realtà alla realtà, riesce però a togliere la patina polverosa che a volte ricopre le vite degli altri, le vite di chi è lontano, di chi è altrove, di chi è in viaggio, di chi arriva da lontano. Vite diverse, si direbbe, da quelle di chi ha una casa nel luogo in cui è nato, ha i fili rassicuranti di tante coordinate relazionali, culturali, rituali. Invece la condizione del viaggiatore è a un passo, eppure svela, dell’essere umano, alcuni nodi irriducibili, alcune istanze irrinunciabili, che lo raccontano come uomo, e che se non osservate, non raccontate, rimangono invisibili agli occhi di chi gli passa accanto. Sono anche, questi nodi, quelli che decidono dell’integrazione nel senso più profondo, ossia della possibilità della comunicazione, dell’interesse per l’altro, del gusto del confronto.
Marcella Terrusi
(da LiBeR 90)
Sapore italiano
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