San Francesco e il lupo
Chiara Frugoni, ill. di Felice Feltracco
Feltrinelli Kids, 2013, p. 32
(Feltrinelli Kids)
€ 15,00 ; Età: da 7 anni
Non è vero che “sei buono e ti tirano le pietre”, come cantava Antoine dal palco di Sanremo nel lontano 1967. Al fraticello scalzo Francesco d’Assisi, al santo che parlava agli uccelli, è riuscito il miracolo di trasformare, con la sua bontà, un feroce lupo in un mansueto e scodinzolante animale domestico. La storia è quella notissima di San Francesco e il lupo di Gubbio, raffigurata in mille modi e da molti artisti, incluso Giotto, e raccontata nei “Fioretti di San Francesco”. Questa volta a raccontarcela è Chiara Frugoni, la storica medievalista, massima esperta del Santo patrono d’Italia, accompagnata, nello svolgere della trama narrativa, da Felice Feltracco e dalle sue immagini fortemente evocative e pittoriche.
Un vecchio lupo, solo, si avventura nel bosco e razzia e terrorizza animali e uomini. Sino a quando gli abitanti del paese si rivolgono al frate di Assisi che passava di lì. Il futuro santo promette di aiutarli e si avventura, a sua volta, nel bosco in compagnia di robusti uomini che però, al primo ululato, scappano a gambe levate. Anche Francesco ha paura ma ha promesso e rimane. Prosegue il suo cammino, ormai avvistato dal lupo (ma lui non lo sa). Si addormenta ignaro, offrendo al lupo un’ottima occasione di banchettare con il suo corpo. Ma avvicinatosi all’incauto frate, la belva sente che emana un odore così buono (è quello della bontà) che ne rimane stregato. Quel profumo ha il potere di trasformarlo in un mansueto, vecchio, cucciolone che vivrà nel paese, amato da tutti, ricevendo cibo a sazietà, sino alla morte per vecchiaia, due anni più tardi.
La storia edita da Feltrnelli Kids, con quel suo tocco di suspance, è perfetta anche ai nostri giorni. Intanto perché è una storia avvincente che parla di coraggio e di lealtà. Ma soprattutto perché parla del lupo che c’è in noi. E ci fa interrogare su quanto l’esclusione, la paura del diverso, l’estraneità creino mostri che potremmo disinnescare con una mano tesa e un gesto di fiducia. La mano tesa di San Francesco, quel suo odore di bontà non ci parlano solo della cristiana solidarietà ma anche della civile convivenza in un messaggio “universale”. Del resto, a mescolare le carte ci hanno già pensato i lupetti scout che hanno San Francesco come protettore, ma il lupo a cui si rifanno è quello dello scrittore Kipling.
Vichi De Marchi
(da LiBeR 101)
San Francesco e il lupo
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