I segreti di Fern Grove
Featured

I segreti di Fern Grove

I segreti di Fern Grove
Kati Närhi; trad. di M. Paakkola
Clichy, 2013, p. 128
(Beaubourg)
€ 15,00 ; Età: da 12 anni

Di notizie biografiche di Kati Närhi, illustratrice finlandese, il web è piuttosto avaro, eppure qualcosa deve esserci per capire quel segno così netto delle sue graphic novel, quell'ironia con cui riesce sempre a mostrare l'altro lato della medaglia senza scadere nel già visto e detto.
Di Agnes, protagonista di questo lavoro, scopriamo subito che abita a Fern Grove, piccola regione di Plankton di cui, fin dalla prima pagina, ci viene offerta una mappa graficamente celebrale.
Il lettore si illude così fin dall'inizio che tale mappa dovrebbe forse servire a inquadrare eventi e collocare meglio i luoghi; l'idea è sostenuta dalla realizzazione della mappa stessa che ha la forma della sezione del cervello, questo soprattutto in una graphic novel dove il segno dice quanto le parole, contribuisce non poco a cercare significati metaforici.
Intanto facciamo conoscenza di Agnes, giovanissima studentessa: scopriamo subito che come ogni adolescente cerca di sbarcare il lunario come meglio può, sceglie fortuitamente un lavoretto particolare, pulito, non proprio legale. Si ritrova, per via di un compito assegnatole a scuola, a passare l'estate ad osservare e fotografare le zone d'ombra di adulti per bene che vivono nella sua città. Gli adulti sono massacrati dallo sguardo impietoso di Agnes, da quei suoi occhioni che senza preamboli confermano la sua aderenza alla realtà che non le ha fatto sconti sottraendole misteriosamente i genitori.
Vive così con gli occhi ben aperti cercando sempre un modo per non soccombere come già aveva fatto sua nonna.
C'è qualcosa in questo fumetto, che come nelle migliori ricerche che riguardano la neuroscienza resta sempre avvolto dal dubbio che quanto colto è vero fino a prova contraria, e forse sarà proprio vero, come scrive Kati Närhi che “i segreti hanno questo di strano, che sono più divertenti se rimangono irrisolti”.
Dell'autrice una pista però credo di averla scovata nelle sue notizie biografiche, ha lavorato come Art Director nel reparto marketing dei grandi magazzini Stockmann: c'è forse oggi un osservatorio migliore dei grandi magazzini, non luoghi per eccellenza, per guardare alla realtà e descriverla? Ecco Agnes, forse, ha imparato ad aprire i suoi occhioni proprio lì.

Agata Diakoviez
(da LiBeR 101)