Quasi ninna quasi nanna
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Quasi ninna quasi nanna

Quasi ninna quasi nanna
Mariana Chiesa Mateos
Orecchio Acerbo, 2013, p. 64
€ 18,00 ; Età: da 3 anni

Mariana Chiesa ci traghetta in Quasi ninna, quasi nanna con parole che accompagnano il lettore in un altro “dove” in cui a parlare sono tanto le splendide incisioni che le poetiche parole, e con essi i sogni, gli archetipi, le risonanze che evocano: “La ninnananna possiede un doppio incanto: è tagliente e tenera, è dolcezza e crudezza, senso e nonsenso. È un dialogo con mia figlia, e insieme con me stessa, con la terra e con la notte. Come fossi un animale dalle multiple sorgenti, che offre il suo latte nel canto, prima di dar le spalle al mondo e andarsene. In un continuo viavai a un’altra riva, fino alla grande casa del sogno”.
Le ninne nanne raccolgono frammenti di vita, desideri, timori, suggestioni e proiezioni, che spesso rimangono indecifrate e librano nell'inconscio, sfociando talvolta in sogni, altre in un inspiegabile senso di familiarità con oggetti che in qualche maniera si riconoscono appartenenti al proprio immaginario. In questo lavoro, che ha preso corpo in due anni di lavoro, il codice linguistico e quello visivo si rincorrono, si stimolano, mescolano i colori che dalle tavole illustrate sconfinano nei caratteri delle strofe, riproponendo in parola quelli dominanti nell'immagine.
Un bambino, illuminato dalla luna riposa con il suo orsacchiotto in un mare d’erba, accarezzato dalla luna e sorvolato...da lucciole? Soffioni? Come è arrivato là? Ha seguito una voce ninnanneggiante? Vi ha avuto accesso dal libro che gli viene letto?
Da subito ci si misura con la molteplicità di possibili interpretazioni, con l’ambivalenza dell’essere e dell’apparire, di ciò che appare ma non è, oppure era e non è più. Si suseguono poi omaggi espliciti (a Lionni, Munari, Sendak, Mari) e rappresentazioni di classici. Tra lo scorrere di giochi di finzione, pericoli e spaventi scorrono anche i rimedi per contrastare la paura.
Seguendo il Bianconiglio il bambino va a esplorare la sua natura, attraversa lo specchio come Alice, gioca con le ipotesi di altri sé e in tali peregrinazioni immancabilmente indaga la trama promiscua del maschile e del femminile. Un inno alla complessità della vita, verrebbe da dire, di una vita che in questa storia ha preso forma dal desiderio di mamma, che dopo tanto navigare, rimbocca le coperte per una bella nanna!

Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 101)