Ribelli in fuga
Tommaso Percivale
Einaudi Ragazzi, 2013, p. 246
(Carta bianca)
€ 10,00 : Età: da 12 anni
L’autore si è ispirato all’esperienza vera di un piccolo gruppo scout lombardo, le Aquile Randagie, che aiutò ebrei, disertori e antifascisti a fuggire in Svizzera. Il romanzo, invece, è ambientato fra il 1926 e il 1928 in un paesino immaginario dell’Appennino, dove l’attivissimo parroco ha organizzato un gruppo di scout orgogliosi dei loro principi e attività, che forniscono senso di appartenenza e anche identità morale e civile. Finché, in seguito allo scellerato patto fra Mussolini e il Vaticano, don Averno deve sciogliere il gruppo e i ragazzi sono di fatto obbligati a iscriversi all’Opera Balilla. Tre ragazzi e due sorelle, però, rifiutano di sostituire le parole d’ordine scout, onore-lealtà-libertà, con quelle fasciste, disciplina-fedeltà-obbedienza, cioè l’irregimentazione e militarizzazione, e salgono al vecchio rifugio Bric Polenta, che riadattano e dove trascorrono un inverno durissimo ma sereno, con la complicità di compagni che recano vettovaglie e medicine e anche del prete e di una professoressa che fa loro scuola e spiega che Manzoni nei Promessi Sposi parla del Seicento ma allude all’Ottocento, con il Lombardo-Veneto occupato dagli austriaci (oggi i tedeschi). Ma quando giovani fascisti armati salgono per catturarli, i nostri devono fuggire più in alto, sul monte Dente di Ruggine.
Qui la narrazione d’avventura, con le sue strutture tipiche, prende il sopravvento con una fuga rocambolesca e rischiosissima che raggiunge l’acme della tensione durante l’attraversamento di un traballante ponte sospeso su un orrido, mentre i fascisti sparano sui fuggitivi, provocando infine una rovinosa valanga.
L’epilogo ci porta al 1943. I nostri sono cresciuti, in età e consapevolezza, due sono sposati tra loro con una figlia, altri due fidanzati, ma sono sempre lì, al Dente di Ruggine, che aiutano a fuggire i ricercati. Il sapiente mix di romanzo di formazione, resistenza civile, sentimenti d’amore, avventura e robinsonade, fa venire in mente il film Bastardi senza gloria, ribattezzato Scout ribelli con onore, senza però la violenza di Tarantino, perché Percivale, come il regista, riscrive una pagina di storia della Resistenza come avrebbe voluto che fosse realmente.
Fernando Rotondo
(da LiBeR 99)
Ribelli in fuga
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