Rebel
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Rebel

Rebel: il deserto in fiamme
Alwyn Hamilton; trad. di S. Reggiani
Giunti, 2015, 272 p.
(Waves)
€ 17,00 ; Età: da 12 anni

Una trama ambientata in un mondo molto distante, non solo geograficamente, dal nostro. Un singolare incontro del destino in un deserto pietroso fra una ragazza, Amani, che si fa passare per un ragazzo e sa sparare senza fallire un colpo, e un misterioso e giovane straniero di nome Jin.
Il romanzo d'esordio di Alwyn Hamilton cattura subito l'attenzione del lettore per la scansione drammatica della narrazione, inserita sullo sfondo di strade affollate di vita in una cornice di morti, rapimenti, pregiudizi e riti tribali. E poi c'è la magia, potenziata dalle dune di sabbia e pietra, percorse da dromedari e cavalli indomabili, i temibili "Buraqi", fatti di sole e sabbia, destrieri fatati che si tramutano in carne e ossa tra le braccia di chi ha il coraggio di stringerli a sé. E ad Amani, appena sedicenne, il coraggio non manca. Il suo intento è fuggire dal luogo in cui è nata, sconvolto dalla povertà, dalle guerre continue, dall'opprimente situazione domestica, assolutamente maschilista, in cui si trova. La sua ribellione è totale, ma non sa di preciso cosa vuole; forse inizialmente solo affrontare l'ignoto, vedere come si vive fuori dal deserto. Quando incontra Jin comprende che è pronta a seguirlo ovunque, perché le pare di conoscerlo da sempre. Si può chiamare amore? Anche Jin è attratto dalla ragazza ed è per entrambi un crescendo di sensazioni sconosciute e inebrianti in cui c'entrano attimi di malinconia e di passione, ma prevale la diffidenza e la necessità di combattere per sopravvivere.
Le creature leggendarie che popolano il romanzo in qualche modo sono legate agli antichi miti e al desiderio di esorcizzare la paura che suscitano. Ma chi sono costoro, divinità o demoni? I nomi dai suoni arabi che si rincorrono nel romanzo si contrappongono ai "Gal", che sono gli "occidentali", i "bianchi", gli invasori. Ma è davvero così? Forse è una storia un po' confusa in cui il fantasy si mescola al condizionamento sociale e culturale in cui la donna è imprigionata ancora oggi, soprattutto in certe parti del mondo, malgrado battaglie estenuanti e tentativi di giuste rivendicazioni.

Paola Benadusi Marzocca
(da LiBeR 110)